Covid: il vaccino antinfluenzale non protegge ma rafforza

(da DottNet)   Il vaccino anti-influenzale non protegge direttamente dal Covid, ma rafforza l'organismo e il sistema immunitario, con effetti positivi anche di fronte a un eventuale contagio da Coronavirus. È quello che ha sostenuto il presidente dei medici tedeschi, Klaus Reinhardt, parlando ai giornali del 'Funken Mediengruppe', affermando fra l'altro di aspettarsi un impatto dell'influenza meno forte del solito, proprio grazie alle misure igieniche in vigore a causa della pandemia. "Ogni vaccino - afferma Reinhardt - è un programma di training per il sistema immunitario.   Il vaccino anti-influenzale non protegge direttamente dal Covid, ma può rafforzare il sistema immunitario e far sì che un eventuale contagio da Coronavirus abbia un decorso più mite". Il presidente dei medici ritiene anche che l'infleunza quest'anno potrebbe avere un impatto meno pesante del solito: "Attraverso il mantenimento della l'uso delle mascherine e il lavaggio frequente delle mani le infezioni saranno comunque ridotte".

Covid, studio su Science: ecco chi vaccinare prima

(da  Adnkronos Salute)  Quando saranno disponibili vaccini efficaci contro Covid-19, chi dovrà riceverli prima? L'Organizzazione mondiale della sanità, i leader globali e i produttori di vaccini stanno già affrontando la questione. Ma sebbene vi sia un impegno esplicito per una distribuzione "giusta ed equa", come fare nella pratica? Diciannove esperti sanitari di tutto il mondo hanno proposto un nuovo piano in tre fasi per la distribuzione del vaccino - chiamato Fair Priority Model - che mira a ridurre le morti premature e altre conseguenze irreversibili per la salute (e non solo) legate a Covid-19.

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Assemblea Elettorale quadriennio 2021-2024

    in prima convocazione nei giorni: sabato 26/09/2020 dalle ore 8,30 alle ore 19,00                   domenica 27/09/2020 dalle ore 8,30 alle ore 19,00   in seconda convocazione nei giorni: sabato 24/10/2020 dalle ore 8,30 alle ore 19,00                   domenica 25/10/2020 dalle ore 8,30 alle ore 19,00   in terza convocazione nei giorni: sabato 21/11/2020 dalle ore 8,30 alle ore 19,00                   domenica 22/11/2020 dalle ore 8,30 alle ore 19,00   presso la sede dell’Ordine, Viale Italia n.153 Scala C - Forlì   Lista candidati Albo Medici Lista candidati Albo Odontoiatri Liste candidati Collegio Revisori dei Conti         Regolamento-elezioni-2021-2024 Moduli presentazione liste Decreto 15 marzo 2018 Avviso convocazione elezioni albo medici Avviso convocazione elezioni albo odontoiatri

Le App di tracciamento sarebbero poco efficaci

(da DottNet)    E' improbabile che le app di tracciamento dei contatti siano efficaci per ridurre la diffusione di Covi-19. Questa la conclusione di una revisione della letteratura scientifica pubblicata sulla rivista Lancet Digital Health, che mostra come le prove sull'efficacia dei sistemi automatizzati di tracciamento siano, ad oggi, limitate.   Una ricerca dello University College London (Ucl) ha esaminato più di 4.000 studi sul tema pubblicati tra gennaio e aprile 2020, selezionando i 15 che presentavano maggior solidità e li ha analizzati per comprendere l'impatto che le app di contact tracing potrebbero avere nel controllo della pandemia.  "Sebbene il tracciamento automatico dei contatti possa supportare quello manuale, richiede una diffusione su larga scala da parte della popolazione e il rispetto rigoroso dell'avviso di quarantena da parte dei contatti notificati per avere un impatto significativo", osserva l'autore principale, Isobel Braithwaite . Al momento tuttavia "non abbiamo buone prove sul fatto che la notifica da un'app per smartphone sia altrettanto efficace nel rompere le catene di contagi offrendo consigli per isolare chi è entrato in contatto con un caso di Covid-19 rispetto ai consigli forniti da un esperto di sanità pubblica", afferma Robert Aldridge, dell'Ucl Institute of Health Informatics.  Inoltre gli approcci automatizzati sollevano potenziali problemi di privacy ed etica e fanno anche affidamento su un elevato possesso degli smartphone, quindi potrebbero "aumentare il rischio di Covid per i gruppi vulnerabili come anziani o senza fissa dimora". La nostra ricerca, conclude Braithwaite, "ha evidenziato l'urgente necessità di un'ulteriore valutazione di queste app all'interno della pratica della salute pubblica, poiché nessuno degli studi forniva reali prove della loro efficacia".

Covid-19, si allunga la lista dei sintomi non respiratori

(da M.D.Digital)   Bisogna ora aggiungere l’enantema, ovvero un'eruzione cutanea localizzata alle mucose all'elenco sempre più lungo di sintomi che i pazienti ammalatiti COVID-19 possono presentare. In particolare un gruppo di ricercatori spagnoli ha rilevato, in un piccolo gruppo di pazienti, la presenza di enantema orale in aggiunta all'eruzione cutanea esterna, che sembrava comparire circa 2 settimane dopo l'insorgenza dei sintomi.   Eruzioni cutanee sono già state descritte in pazienti con grave infezione da COVID-19, ma sino ad ora c’era il dubbio circa la precisa origine di questo tipo di interessamento poiché sia le infezioni virali che le reazioni avverse ai farmaci sono cause frequenti di esantema. Precedenti ricerche avevano anche evidenziato che i pattern eritematosicolari e petecchiali erano più comunemente associati a infezioni virali. Tuttavia i pazienti con COVID-19 confermato o sospetto spesso non vengono esaminati per enantema, in quanto la cavità orale non viene esaminata per problemi di sicurezza degli operatori.  I ricercatori spagnoli hanno esaminato 21 pazienti consecutivi ricoverati con eruzione cutanea che erano risultati positivi per infezione da SARS-CoV-2 richiedendo un consulto dermatologico per l’esame della cavità orale.  È emerso un intervallo di tempo medio tra l'insorgenza dei sintomi e la comparsa delle lesioni di 12.3 giorni, con un range da -2 a 24. Nessuna assunzione di farmaci o risultati di laboratorio sono risultati associati a nessun tipo di enantema. I sei pazienti con enantema avevano un'età compresa tra 40 e 69 anni e quattro su sei erano donne. Gli autori hanno anche notato che non è stato osservato alcun enantema in pazienti con eruzioni cutanee orticarioidi o tipiche maculopapulari. L’enantema era localizzato sul palato in tutti i pazienti, in tre su sei era di tipo maculare con petecchie, due avevano una forma petecchiale e uno maculare. Nessun paziente aveva un enantema eritematovesicolare. I ricercatori hanno anche registrato una latenza più breve nei pazienti con enantema petecchiale rispetto a quelli che avevano lesioni maculari con aspetto petecchiale.

(Jimenez-Cauhe J, et al. Enanthem in Patients With COVID-19 and Skin Rash. JAMA Dermatol; doi:10.1001/jamadermatol.2020.2550) 

Circolare lavoratori “fragili”. Nessun automatismo tra età e condizione di fragilità

(da "Il Sole 24Ore) Nella circolare n. 13 del 4 Settembre 2020, emessa congiuntamente dai ministeri del Lavoro e della Salute, si legge che «la maggiore fragilità nelle fasce di età più elevate della popolazione va intesa congiuntamente alla presenza di comorbilità (ovvero alla coesistenza di più patologie) che possono integrare una condizione di maggiore rischio». In pratica non basta aver superato i 55 anni per sentirsi a rischio e chiedere di essere esentati da alcune attività. Nella circolare si legge che i dati più consolidati sulla infezione da Covid-19 hanno messo in luce una serie di aspetti: il rischio di contagio da Sars-Cov non è significativamente differente nelle varie fasce di età lavorativa; il 96,1% dei soggetti deceduti presenta una o più comorbilità e precisamente il 13,9% presentava una patologia, il 20,4% due patologie, il 61,8% ne presentava tre o più.
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