Elevati livelli di caffeina e urati sembrano proteggere dal Parkinson
(da M.D. Digital) Caffeina e urato, due purine di interesse biologico sono risultate associate a un ridotto rischio di malattia di Parkinson: un’analisi dei dati relativi ad alcuni biomarcatori condotta dall’università di Harvard mostra infatti che bassi livelli di consumo di caffeina e bassi livelli di urato nel sangue sono inversamente associati alla malattia di Parkinson, rafforzando i legami tra le due purine e la malattia neurologica.
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COVID-19 – Le conseguenze polmonari a lungo termine
(da Univadis) Le conseguenze polmonari a lungo termine di COVID-19 sono al momento speculative e andrebbero indagate con appropriati studi prospettici. Chiarire rapidamente se coloro che sopravvivono alla malattia sviluppano fibrosi polmonare permetterebbe di fornire cure adeguate e disegnare interventi per prevenire una seconda ondata di mortalità associata a questa pandemia.