Inibitori pompa protonica, assunti con continuità aumentano il rischio di gastroenterite virale acuta
Campagna informativa sul corretto uso dell’alluminio in cucina
(da Univadis) L’alluminio trova largo impiego nel settore alimentare per la realizzazione di imballaggi e recipienti destinati a venire in contatto con gli alimenti, come pentole, film per avvolgere, vaschette monouso, caffettiere, ecc. La contaminazione del cibo per fenomeni di migrazione da utensili o imballaggi è una delle fonti di esposizione alimentare, ma è anche quella direttamente prevenibile attraverso semplici accorgimenti, considerato che il rilascio di alluminio dai materiali a contatto è condizionato dalle modalità di uso e da altri fattori combinati, quali il tempo di conservazione, la temperatura e la composizione dell’alimento. Nei soggetti sani il rischio tossicologico dell'alluminio è limitato per via dello scarso assorbimento e della rapida escrezione. I gruppi di popolazione più vulnerabili alla tossicità orale dell'alluminio sono quelli con diminuita capacità escretoria renale: anziani, bambini sotto i 3 anni, soggetti con malattie renali e donne in gravidanza. In Italia con il decreto ministeriale 18 Aprile 2007, n. 76 (Regolamento recante la disciplina igienica dei materiali e degli oggetti di alluminio e di leghe di alluminio destinati a venire a contatto con gli alimenti) sono state previste specifiche disposizioni, in particolare i contenitori in alluminio devono riportare in etichetta una o più delle seguenti istruzioni:
Spazzolino e dentifricio sono strategie di prevenzione cardiovascolare
(da M.D.Digital) Lavarsi spesso e con regolarità i denti è associato a un minor rischio di fibrillazione atriale e di insufficienza cardiaca: lo annunciano i risultati di uno studio pubblicato sull'European Journal of Preventive Cardiology. La correlazione non è del tutto nuova poiché già in precedenza era stato osservato che a una scarsa igiene orale fa seguito un aumento della presenza di batteri nel circo ematico con induzione di foci di infiammazione. A sua volta la flogosi aumenta il rischio di fibrillazione atriale e insufficienza cardiaca. La connessione tra igiene orale e presenza di queste due condizioni è stata presa in esame in uno studio di coorte retrospettivo che ha arruolato 161.286 partecipanti di età compresa tra 40 e 79 anni senza storia di fibrillazione atriale o insufficienza cardiaca. I partecipanti sono stati sottoposti a una visita medica di routine tra il 2003 e il 2004 e sono state raccolte informazioni su altezza, peso, test di laboratorio, malattie, stile di vita, salute orale e comportamenti di igiene orale. Durante un follow-up mediano di 10.5 anni, 4.911 (3.0%) partecipanti hanno sviluppato fibrillazione atriale e 7.971 (4.9%) hanno sviluppato insufficienza cardiaca. Un uso dello spazzolino da denti di tre o più volte al giorno era associato a un rischio inferiore del 10% di fibrillazione atriale e a un rischio inferiore del 12% di insufficienza cardiaca. I risultati hanno dimostrato di essere indipendenti da una serie di fattori tra cui età, sesso, stato socioeconomico, esercizio fisico regolare, consumo di alcol, indice di massa corporea e comorbidità come l'ipertensione arteriosa. Anche se lo studio non ha approfondito i meccanismi che regolano l’associazione, è però possibile che l’uso frequente dello spazzolino da denti riduce i batteri nel biofilm subgengivale (batteri che vivono nella tasca tra i denti e le gengive), impedendone così la traslocazione nel flusso sanguigno. Uno degli autori della ricerca ha osservato che l'analisi era limitata a un solo paese e che, come studio osservazionale, non dimostra il nesso di causalità. Ma ha aggiunto che poiché è stato studiato un campione di grandi dimensioni per un lungo periodo, ciò aggiunge forza ai risultati ottenuti. Un editoriale di accompagnamento afferma che è certamente prematuro raccomandare lo spazzolino da denti per la prevenzione della fibrillazione atriale e dell'insufficienza cardiaca congestizia. Ma aggiunge anche che poiché il ruolo dell'infiammazione nel verificarsi di malattie cardiovascolari sta diventando sempre più evidente, sono necessari studi di intervento per definire strategie di importanza per la salute pubblica.
(Chang Y, et al. Improved oral hygiene care is associated with decreased risk of occurrence for atrial fibrillation and heart failure: A nationwide population-based cohort study. Eur J Prev Cardiol 2019; doi:10.1177/2047487319886018.
Meyre P, Conen D. Does tooth brushing protect from atrial fibrillation and heart failure? Eur J Prev Cardiol 2019; doi:10.1177/2047487319886413.)
Biotestamento. Speranza firma il decreto su banca dati Dat: “Ora legge è operativa”
L’annuncio su facebook del Ministro della Salute. “Con questo atto la legge sul biotestamento approvata dal Parlamento è pienamente operativa e ciascuno di noi ha una libertà di scelta in più”. Leggi l'articolo completo al LINK
http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=79599&fr=n
Non si possono usare messaggistiche telematiche per lo scambio di dati sensibili
In riferimento all'articolo pubblicato sul "Resto del Carlino" in data 19 Novembre u.s., intitolato "Farmaci e visite, la ricetta è via Whatsapp" lo scrivente Ordine ha consultato la Fnomceo, che, nella persona del Presidente Dr. Filippo Anelli ha sollevato molte perplessità e suggerisce cautela (vedi documento).
Laddove il Presidente Anelli parla di 'certificazione', occorre spiegare che qualsiasi atto prescrittivo eseguito da un medico di Medicina Generale o Specialista su ricettario SSN è equiparato ad una certificazione, e comunque è un atto di cui si prende piena responsabilità legale ed in solido.
Qualsiasi ricetta o prescrizione, contiene, inoltre, dati sensibili che, ai sensi della Normativa Europea sulla Privacy non possono viaggiare su messaggistiche basate su piattaforme private e con server locati al di fuori della unione Europea, come Whatsapp, Telegram, Messenger e altri di uso comune.
Invitiamo gli iscritti ad ottemperare a queste norme per non incorrere in spiacevoli problemi disciplinari, siano essi deontologici o di sanzioni pecuniarie da parte della Autorità del Garante Privacy.
Diamo atto comunque ai colleghi del Poliambulatorio di via Risorgimento di avere immediatamente chiarito il malinteso con il giornalista e di avere fatto pubblicare una rettifica il giorno successivo nella quale si chiarisce il loro comportamento.
Il mezzo telematico più corretto per trasmettere dati sensibili e comunicare con i pazienti rimane la e-mail, che come tutti sappiamo necessita di doppio sistema di password per essere consultata. E la trasmissione di ricette a distanza può essere facilmente completata utilizzando l'efficiente Fascicolo Sanitario Elettronico in funzione nella nostra Regione. Invitiamo pertanto i colleghi a propagandarne l'uso presso i loro assistiti
Il Presidente
Dott. Michele GaudioLa somministrazione serale della terapia anti-ipertensiva determina una maggiore riduzione del rischio cardiovascolare
(da Cardiolink) Il trial Hygia Chronotherapy, condotto nell'ambito delle cure primarie, ha confrontato gli effetti della terapia anti-ipertensiva somministrata in due diversi momenti della giornata, prima di coricarsi e al risveglio, al fine di valutare se il timing della somministrazione influenza la riduzione del rischio cardiovascolare prodotta dal trattamento dell’ipertensione arteriosa. E’ stato condotto uno studio multicentrico prospettico e controllato in cui 19084 pazienti ipertesi (10614 uomini e 8470 donne con età media d 60.5 ± 13.7 anni) sono stati randomizzati (1:1) a ricevere l'intera dose giornaliera della terapia anti-ipertensiva (=1 farmaci) al momento di coricarsi (n=9552) o al risveglio (n=9532). All'arruolamento e durante il follow-up (comprensivo di almeno una visita all'anno), il controllo pressorio è stato valutato mediante monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa condotto per 48 ore. Durante il follow-up (di durata mediana pari a 6.3 anni) l’outcome primario – costituito dal composito di mortalità cardiovascolare, infarto miocardico, rivascolarizzazione coronarica, scompenso cardiaco o ictus – è stato osservato in 1752 partecipanti. Dopo aggiustamento per fattori confondenti (età, sesso, comorbilità quali diabete di tipo 2 e malattia renale cronica, fumo, colesterolo HDL, pressione sistolica media notturna e precedenti eventi cardiovascolari), il rischio di andare incontro all’outcome primario è risultato significativamente più basso nei soggetti in cui la terapia era stata somministrata al momento di coricarsi, sia per quanto riguarda l’outcome composito (0.55, IC 95% 0.50-0.61; p <0.001) sia per i suoi singoli componenti (p??<0.001 per tutte le componenti), ovvero mortalità cardiovascolare (0.44, CI 0.34-0.56), infarto del miocardio (0.66, CI 0.52-0.84), rivascolarizzazione coronarica (0.60, CI 0.47-0.75), scompenso cardiaco (0.58, CI 0.49-0.70) e ictus (0.51, 0.41-0.63). Pertanto, possiamo concludere che l’assunzione serale della terapia anti-ipertensiva determina una maggiore riduzione del rischio cardiovascolare rispetto alla stessa terapia somministrata la mattina al risveglio.
(Hermida R et al. European Heart Journal. Epub ahead of print, October 2019. https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehz754)