Iscrizione Anagrafe Regionali Medici Certificatori in Medicina dello Sport

Su segnalazione di un collega direttore sanitario (che ringraziamo), vogliamo ricordare a tutti i colleghi specialisti in Medicina dello Sport che, ai sensi D.G.R. 775/2004, qualora essi vogliano rilasciare certificazioni di idoneità alla pratica sportiva agonistica devono obbligatoriamente iscriversi all’anagrafe regionale, attraverso una domanda alla Ausl del territorio in cui esercitano la loro professione.

All’atto dell’iscrizione all’Anagrafe Regionale, viene attribuito ad ogni medico un codice identificativo regionale, che verrà trasmesso all’interessato congiuntamente alla comunicazione di avvenuta iscrizione, in modo da permettere l’inizio dell’attività certificativa.

La Regione provvede a predisporre ogni anno, entro il mese di gennaio, l’elenco aggiornato dei medici iscritti all’Anagrafe stessa, che sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna per essere messo a conoscenza di tutti i soggetti interessati.

  dgr-775-2004-riordino-delle-attivita-di-medicina-dello-sport

Intelligenza artificiale, approvata la legge quadro. Per i medici resta un supporto, non un surrogato

(da Sanitainformazione.it)  Con 77 voti favorevoli e 55 contrari, il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge quadro sull’Intelligenza artificiale. L’Italia diventa così il primo Paese Ue a dotarsi di un quadro normativo nazionale allineato all’AI Act europeo. La legge disciplina l’uso dell’IA nei settori produttivi, della difesa, della ricerca, del lavoro, della giustizia e, in particolare, della sanità. Stabilisce che l’intelligenza artificiale debba svilupparsi nel rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà individuali, promuovendo trasparenza e tutela della persona.

Un sostegno al medico

Alle applicazioni in ambito sanitario è dedicato il Capo II del provvedimento. Qui viene chiarito che i sistemi di IA “contribuiscono al miglioramento del sistema sanitario, alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura delle malattie”, ma che restano uno strumento di supporto. La decisione clinica – in prevenzione, diagnosi, terapia e prescrizione – resta sempre prerogativa del medico. “Un chiarimento cruciale – sottolinea la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) – che da tempo chiedeva di circoscrivere l’uso dell’IA senza snaturare l’atto medico”.

Leggi tutto

Adolescenti e device: il tempo trascorso davanti allo schermo provoca disturbi del sonno e depressione, più esposte le ragazze

(da Quotidiano Sanità)  Un tempo eccessivo trascorso davanti allo schermo tra gli adolescenti ha un impatto negativo su molteplici aspetti del sonno, il che a sua volta aumenta il rischio di sintomi depressivi, in particolare tra le ragazze.  Questa è la conclusione di un nuovo studio condotto da un gruppo di ricercatori del Karolinska Institutet (Svezi)a e pubblicato sulla rivista open-access PLOS Global Public Health. Di recente, l’Agenzia svedese per la salute pubblica ha pubblicato delle raccomandazioni secondo cui gli adolescenti non devono passare più di due o tre ore al giorno davanti allo schermo per il tempo libero, in parte per favorire un sonno migliore. Studi precedenti hanno suggerito associazioni tra tempo davanti allo schermo, interruzioni del sonno e depressione negli adolescenti. Tuttavia, problemi di sonno e depressione spesso coincidono e la direzione di queste associazioni non è chiara.  Nel nuovo studio, ricercatori guidati da Sebastian Hökby hanno monitorato 4.810 studenti svedesi di età compresa tra 12 e 16 anni, raccogliendo dati sulla qualità e quantità del sonno, sui sintomi depressivi e sull’utilizzo degli schermi in tre momenti diversi nel corso di un anno. I ricercatori hanno scoperto che un aumento del tempo trascorso davanti allo schermo ha portato a un sonno più lento entro tre mesi, con un impatto sia sulla durata che sulla qualità del sonno. Si è anche scoperto che il tempo trascorso davanti allo schermo posticipa i tempi di sonno verso ore più tarde, interrompendo contemporaneamente più aspetti del ciclo sonno-veglia umano. Tra i ragazzi, il tempo trascorso davanti allo schermo ha avuto un effetto negativo diretto sulla depressione dopo dodici mesi, mentre tra le ragazze l’effetto depressivo è stato mediato da disturbi del sonno. Il sonno potrebbe spiegare circa la metà (38%-57%) dell’associazione tra tempo trascorso davanti allo schermo e depressione nelle ragazze. Anche i ragazzi che hanno trascorso più tempo davanti allo schermo hanno sperimentato interruzioni del sonno, ma queste non sono state fortemente associate a una depressione successiva. "In questo studio – hanno affermato gli autori – abbiamo scoperto che gli adolescenti che hanno segnalato tempi di esposizione allo schermo più lunghi hanno anche sviluppato abitudini di sonno più scadenti nel tempo. A sua volta, ciò ha portato a livelli di depressione più elevati, soprattutto tra le ragazze. I nostri risultati suggeriscono che meno tempo trascorso davanti allo schermo sembra più salutare, in linea con le precedenti dichiarazioni dell’Oms, se i tempi trascorsi davanti allo schermo fossero in qualche modo ridotti, ad esempio attraverso politiche di sanità pubblica, i nostri risultati implicano che l’elevato carico di stati depressivi tra le giovani donne svedesi, e forse tra i giovani uomini, probabilmente diminuirebbe”.