I sei tipi distinti di Covid-19 in base ai sintomi

(da DottNet)   Sulla base dei sintomi e della gravità si possono distinguere 'sei tipi' di Covid-19, in base ai quali si può prevedere l'andamento della malattia. Lo afferma uno studio, ancora non sottoposto ad una rivista accademica, messo a punto con i dati di un'app in cui i pazienti dovevano inserire i sintomi accusati. I ricercatori hanno analizzato con un algoritmo i dati forniti dalla applicazione, ricavando sei differenti tipologie di pazienti. Il primo è stato denominato 'simil influenza senza febbre', caratterizzato oltre che dai sintomi classici influenzali anche dalla perdita del senso del gusto. Il secondo tipo è 'similinfluenzale con febbre' e si distingue dal precedente per la presenza di raucedine e perdita di appetito. Poi c'è il Covid 'gastrointestinale', che non ha tosse ma ha sintomi come la diarrea. Oltre a queste tipologie ce ne sono poi tre gravi: quella di livello uno, oltre a molti dei sintomi delle altre, è contraddistinta dalla fatica cronica, la seconda dallo stato confusionale e la terza da sintomi gravi respiratori e addominali. Solo l'1,5% dei pazienti del primo tipo ha bisogno del supporto respiratorio, che serve invece al 20% di quelli del gruppo 6. "Questa scoperta ha implicazioni importanti per la terapia e per il monitoraggio delle persone più vulnerabili al Covid-19 - spiega Claire Steves del King's College di Londra, l'autrice principale - Se si può predire al quinto giorno di malattia di che tipo di paziente si tratta c'è tempo per un supporto precoce, come il monitoraggio dell'ossigeno nel sangue e dei livelli di zuccheri".

OBBLIGO DI COMUNICAZIONE DEL DOMICILIO DIGITALE.

Si informano gli iscritti che già da anni è divenuto obbligatorio per tutti i professionisti iscritti negli Albi comunicare all’Ordine il proprio domicilio digitale (indirizzo p.e.c.). Recentemente è entrato in vigore il Decreto Legge n. 76/2020, che all’art. 37 ha stabilito di sanzionare con la sospensione dall’esercizio professionale chi, dopo essere stato diffidato dall’Ordine, si renda inadempiente all’obbligo sopra indicato. Si invitano tutti gli iscritti che non vi abbiano ancora provveduto a dotarsi quanto prima di un domicilio digitale (indirizzo p.e.c.) ed a darne comunicazione agli uffici, per gli adempimenti previsti dalla legge.   https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/07/16/20G00096/sg

Nessun legame tra geloni nei bimbi e infezione da covid

(da DottNet)   Non c'è nessuna correlazione tra la comparsa dei geloni nei bambini e l'infezione Coronavirus: lo ha stabilito uno studio effettuato dal Policlinico di Bari e pubblicato sulla rivista scientifica inglese 'British Journal of Dermatology'. La ricerca ha riguardato la comparsa di lesioni alla pelle tipo "geloni" sui bambini durante l'emergenza Covid-19 e i suoi risultati sono stati considerati assolutamente innovativi. Il fenomeno dei geloni, segnalato dai pediatri di libera scelta durante la pandemia, è apparso del tutto nuovo ed è stato subito oggetti di attenzione. Si era diffusa, infatti, la convinzione che queste lesioni fossero una manifestazione di Covid-19.   A Bari i bambini che presentavano geloni sono stati valutati dal dermatologo e dal pediatra infettivologo dell'ospedale pediatrico Giovanni XXIII. Il gruppo di lavoro, guidato dal direttore del reparto Malattie Infettive, Desirèe Caselli, e dall'igienista nonché Responsabile del Laboratorio Epidemiologia molecolare e sanità pubblica del Policlinico di Bari, Maria Chironna, ha preparato un progetto di ricerca, approvato dal Comitato Etico. In collaborazione con i pediatri di libera scelta, guidati dal dottor Luigi Nigri, sono stati esaminati 38 bambini e ragazzi con queste alterazioni della pelle e sottoposti alla ricerca del virus SARS-Cov-2 mediante tampone naso faringeo, e di anticorpi specifici su campione di sangue. I risultati, ottenuti nel giro di pochi giorni, dicono che in tutti i casi il tampone è risultato negativo e non si sono trovati anticorpi nel siero.

La malattia parodontale aumenta il rischio di cancro gastrico ed esofageo

(da Doctor33)   Le persone che hanno una malattia parodontale possono essere a rischio più elevato di sviluppare cancro esofageo e gastrico, secondo una lettera di ricerca pubblicata su Gut. «Gli studi precedenti sulla relazione tra malattia parodontale, perdita dei denti e carcinoma esofageo e gastrico sono stati incoerenti. Per questo abbiamo voluto approfondire la questione» spiega Chun-Han Lo, della Harvard T.H. Chan School of Public Health, a Boston, che ha diretto il gruppo di lavoro.

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