Infarto e ictus, fare colazione presto e non cenare tardi riduce rischi
(da DottNet) . Fare colazione al mattino presto e non cenare troppo tardi riduce il rischio il rischio di malattie cardiovascolari, coronariche e cerebrovascolari, infarto e ictus in primis E' quanto emerge da un ampio studio che ha voluto approfondire il concetto, già noto, secondo cui mangiare presto alla sera faccia bene alla salute, andando a esaminare gli effetti degli orari dei pasti sul rischio cardiovascolare. I ricercatori del Nutritional epidemiology research team (Eren) dell'Inserm, Inrae, Università Sorbona di Parigi e dell'Istituto di Salute globale di Barcellona hanno studiato i dati di 103.389 adulti della coorte NutriNet-Santé dal 2009 al 2022 (79% donne) analizzando tutte le informazioni su ciò che le persone mangiano durante la giornata e in quali orario lo fanno.
Gli autori della ricerca, pubblicata su 'Nature Communications' - ricordando che le malattie cardiache e cerebrovascolari sono la principale causa di morte nel mondo e la metà di tutti i casi è legato alla dieta - hanno concluso, dunque, che mangiare troppo tardi per la prima volta durante la giornata e troppo tardi l'ultima volta è associato a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. In particolare, ritardare l'ora della colazione fa salire del 6% il rischio di malattie cardiovascolari per ogni ora in più di 'ritardo'. In altre parole: una persona che di solito fa colazione alle 9 del mattino ha un rischio maggiore del 6% di avere malattie cardiovascolari rispetto a qualcuno che fa colazione alle 8 del mattino. Mentre ritardare la cena aumenta dell'8% il rischio di ictus per ciascuna ora, tuttavia non risulta alcun aumento del rischio di malattia coronarica.
Fattura elettronica, medici esonerati per tutto il 2024
(da Il giornale della previdenza Enpam) L’obbligo di fatturazione elettronica slitta al 2025, rimane il divieto di emissione delle “e-fatture” in relazione alle prestazioni sanitarie per tutto il 2024. A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno, il Consiglio dei ministri ha prorogato l’esclusione delle prestazioni sanitarie rivolte ad altre persone fisiche dal Sistema di interscambio dell’Agenzia delle entrate.
In termini pratici, per medici e dentisti non cambia nulla rispetto allo scorso anno. La prassi da seguire rimane l’emissione ai pazienti della fattura cartacea e il contestuale invio dei dati al sistema Tessera sanitaria.
L’estensione del sistema in vigore è arrivata con il decreto milleproroghe (Dl 215 del 30 dicembre 2023), pubblicato nel numero 303 della Gazzetta ufficiale.
Nel particolare, il comma 4 dell’articolo 3 del provvedimento interviene su quanto disposto dall’articolo 10 bis del decreto legge 119 del 2018, che aveva stabilito il divieto di emettere in formato elettronico quelle fatture contenenti i dati da inviare al Sistema tessera sanitaria. Un meccanismo di esonero temporaneo che era stato introdotto per il 2019, a tutela della privacy dei pazienti, e poi prorogato per gli anni successivi.
Nel mentre si sarebbero quindi dovute adottare soluzioni per conciliare le esigenze emerse con la digitalizzazione con quelle di tutela dei dati personali dei pazienti. Ma il decreto attuativo, con regole specifiche e in accordo col parere del Garante della privacy, non è mai arrivato.
C’è la firma di Ausl Romagna nelle Linee Guida sulla Chirurgia mininvasiva per le urgenze addominali pubblicate sul ‘World Journal of Emergency Surgery’
(da www.auslromagna.it) Portano la firma dell’Ausl della Romagna le nuove Linee Guida sulla chirurgia mininvasiva per le urgenze addominali di recente pubblicate sul 'World Journal of Emergency Surgery', prestigiosa rivista scientifica sull'urgenza medico chirurgica.
Sono state sviluppate a Cesena - da qui il nome ‘Cesena Guidelines’ - coinvolgendo più di 50 scienziati provenienti da cinque continenti. Tra gli autori, vi sono il dottor Fausto Catena (coordinatore delle Linee guida), il dottor Giacomo Sermonesi, il dottor Carlo Vallicelli, il professor Vanni Agnoletti e la dottoressa Francesca Bravi dell'Azienda Usl Romagna.
Il documento, redatto con il supporto della Società Mondiale di Chirurgia d'Urgenza (WSES), fornisce indicazioni sulla pratica clinica e i benefici di un primo approccio laparoscopico nei pazienti che richiedono un intervento chirurgico addominale d'urgenza per emergenze di chirurgia generale o traumi addominali. “L'aspetto saliente di queste linee guida – spiega il dottor Catena direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia generale e d’urgenza del Bufalini nonché coordinatore delle Linee Guida - è che per la prima volta al mondo viene definito che se un paziente deve essere operato per una patologia chirurgica addominale acuta, in condizioni generali stabili, il primo approccio deve essere laparoscopico cioè mininvasivo con solo piccoli ‘buchini’ nell’addome, e non con i grossi tagli chirurgici tradizionali. Questo consente un minor dolore post operatorio e un recupero più veloce”.
Gli specializzandi promuovono i Cau: ottima opportunità formativa e retributiva
(da DottNet) I nuovi Centri di assistenza urgenza in Emilia-Romagna sono "un'ottima opportunità dal punto di vista retributivo e professionale" per i medici specializzandi. Ma sono "ancora pochi" quelli che li conoscono. Per questo la Regione dovrebbe "ulteriormente potenziare la comunicazione sui Cau". A suggerirlo è Maria Gabriella Raso, componente del direttivo nazionale Anaao Giovani, secondo la quale "sarebbe opportuna una manifestazione di interesse regionale non vincolante per valutare quanti altri specializzandi potrebbero essere ancora interessati a lavorare nei Cau". I quattro atenei di Bologna, Ferrara, Parma e Reggio Emilia, inoltre, "dovrebbero allearsi con la Regione per massimizzare e ottimizzare, attraverso i direttori di scuola di specializzazione della nostra regione, la diffusione e l'incentivazione di questo percorso". Secondo Raso, infatti, gli oltre 12.000 cittadini presi in carico finora nei primi 19 Cau aperti in Emilia-Romagna "dimostrano che il servizio funziona e che, al contempo, inizia a sgravare i Pronto soccorso dalla pressione e dalle lunghe attese".
Il 2024, con l'apertura di ulteriori centri, è quindi per gli specializzandi una "grande occasione, che intendiamo fare nostra- afferma la dirigente Anaao- per dare ai cittadini la garanzia di una presa in carico all'altezza delle nuove sfide, sempre più sul territorio, e nel contesto di una sanità pubblica e universalistica che sosterremo sempre con convinzione". Sui social arriva la risposta dell'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini. "Ringrazio la dottoressa Raso per questa dichiarazione di sostegno dei Cau- commenta- una lettera che contiene anche consigli che intendo raccogliere e far nostri per continuare a migliorare un progetto che, seppure agli inizi, sta portando già risultati per noi importanti