Prevenzione, il ministero lancia numeri verdi di pubblica utilità

(da Doctor33)   "Torniamo a parlare di prevenzione", del suo ruolo cruciale, "con il lancio di Numeri verdi di utilità pubblica in occasione delle quattro giornate di salute pubblica che si celebrano in questo mese e che riguardano il 9 il rene, il 14 il cuore, il 23 l'oftalmologia e il 28 l'endometriosi". Si tratta di "strumenti importanti. Dobbiamo darne pubblicità attraverso i media, i canali social, ma anche attraverso il passaparola, sensibilizzando i familiari e gli amici". È l'invito lanciato dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, a Roma nel suo intervento alla presentazione dei Numeri verdi di pubblica utilità attribuiti alle società scientifiche Sin (nefrologia), Sigo (ginecologia e ostetricia), Anmco (cardiologia ospedaliera) e Soi (oftalmologia), accreditate presso il ministero della Salute e affiliate alla Federazione delle società medico scientifiche italiane (Fism).
"Informare in modo adeguato i cittadini sui corretti stili di vita è importante - ha ribadito Schillaci - Spesso le persone non hanno una conoscenza approfondita su questi temi, a volte può esserci anche diffidenza o scarsa attenzione alla cura della propria salute. Grazie ai Numeri verdi di pubblica utilità, alla disponibilità del sistema delle società scientifiche, i cittadini potranno avvalersi di un ulteriore strumento per avere risposte e supporto sui temi legati alla nefrologia, alla cardiologia, all'oftalmologia e all'endometriosi. Ed è importante che se ne parli e che se ne dia pubblicità".
"A volte basta poco - ha sottolineato il ministro - anche un esame di routine come la rilevazione della pressione arteriosa, un esame delle urine, per ricevere un alert e intercettare per tempo eventuali patologie. Non rinunciamo ad avere cura del nostro stato di salute e di benessere psicofisico".

Obesità. “Attività fisica diventi un Lea e sia promossa anche attraverso la prescrizione del medico”. Schillaci al lavoro su un Piano ad hoc

Obesità. “Attività fisica diventi un Lea e sia promossa anche attraverso la prescrizione del medico”. Schillaci al lavoro su un Piano ad hoc

Il Ministro della Salute annuncia: “Si sta lavorando alla definizione di un Programma Nazionale di Promozione dell'attività fisica che comprende anche la definizione delle modalità di prescrizione dell'esercizio fisico e di erogazione sul territorio nazionale. Ci troviamo di fronte ad una sfida importante, da affrontare insieme  e la chiave di volta è la prevenzione incoraggiando l'adozione di stili di vita salutari a partire da una corretta e sana alimentazione e dal contrasto alla sedentarietà”.   Leggi L'articolo completo al LINK.

Covid-19, Fadoi: tsunami imprevedibile. Assurdo indagare chi sapeva di agire in scienza e coscienza

(da Doctor33)  «Ma ci siamo dimenticati che la pandemia ha colpito tutto il mondo e che l'Italia è stato il primo paese ad essere travolto? Se è così allora è inutile nascondersi dietro ad un dito: siamo tutti colpevoli». I medici internisti ospedalieri di Fadoi in una nota prendono posizione di fronte agli esiti dell'indagine della Procura di Bergamo sulla mancata chiusura della Val Seriana a marzo 2020 nella prima fase di pandemia, indagine che ha portato ad avvisi di garanzia non solo per l'ex premer Giuseppe Conte, il ministro della Salute Roberto Speranza, il governatore lombardo Attilio Fontana e i presidenti di Istituto superiore di sanità e Consiglio superiore di sanità.
Per il presidente della società scientifica Francesco Dentali ed il Presidente della Fondazione Fadoi Dario Manfellotto, le risultanze a chiusura indagini -dove si evocano reati come omicidio colposo ed epidemia colposa -appaiono "incredibili", coinvolgendo «alcuni tra i massimi esperti e clinici della sanità italiana la cui professionalità è riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo ed ai quali va la nostra totale solidarietà». Ci sono filoni di indagine che investono anche chiusure e riaperture degli ospedali, criteri di ricovero dei pazienti Covid-19, situazioni che, come ha evidenziato parte della dottrina, rappresentano responsabilità diverse a seconda se la conoscenza di determinati sviluppi del virus si era consolidata o meno.
«Ma allora siamo tutti colpevoli, incapaci e negligenti perché noi tutti, non solo i decisori, abbiamo agito in base a quel che scienza, coscienza e conoscenza fornivano in quei momenti drammatici", si chiedono Dentali e Manfellotto, che nei loro reparti hanno preso in carico il 70% dei pazienti Covid nel corso della pandemia. «In tre anni e ancora di più nel 2020, in quelle prime settimane in cui scoppiò la pandemia in Italia - affermano Dentali e Manfellotto - navigando al buio di fronte a una emergenza sconosciuta abbiamo dedicato tutta la nostra attività senza limiti d'orario, con un impegno totalizzante e con centinaia di morti tra medici e operatori sanitari». I due internisti sottolineano come solo in Italia ci sia un'iniziativa giudiziaria di questo tipo, quando lo tsunami-Covid ci ha travolti per p. Siamo allora noi più intelligenti, più puri, più corretti? La magistratura italiana è la migliore al mondo perché è l'unica che ha scoperto degli errori? Gli internisti italiani sono colpevoli di aver lavorato 24 ore al giorno per affrontare la pandemia con le armi che avevamo a disposizione".