Sospensione dalla mansione per i medici non vaccinati.

(da DottNet) Il  nuovo dl Covid (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/04/01/21G00056/sg ) prevede la sospensione dalla mansione per i sanitari che non si saranno vaccinati e anche il rischio di sospensione dello stipendio nel caso non sia possibile assegnare al lavoratore compiti alternativi. All'articolo 4 della bozza si legge infatti:   "Decorsi i termini" previsti "l'azienda sanitaria locale competente accerta l'inosservanza dell'obbligo vaccinale e ne da' immediata comunicazione all'interessato, al datore di lavoro e all'Ordine professionale di appartenenza. L'adozione dell'atto di accertamento da parte dell'azienda sanitaria locale determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2". L'Ordine professionale di appartenenza "comunica immediatamente la sospensione".

Ricevuta la comunicazione, "il datore di lavoro adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni, anche inferiori, diverse" con "il trattamento corrispondente alle mansioni esercitate, e che, comunque, non implicano rischi di diffusione del contagio. Quando l'assegnazione a diverse mansioni non e' possibile, per il periodo di sospensione", "non e' dovuta la retribuzione, altro compenso o emolumento, comunque denominato". La sospensione "mantiene efficacia fino all'assolvimento dell'obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021".

Dunque, il vaccino Covid sarà obbligatorio per tutti i sanitari. Nel testo si spiega poi come, in considerazione della situazione di emergenza epidemiologica, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza per tutti gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali è obbligatoria e gratuita la vaccinazione per la prevenzione dell’infezione da Sars-CoV-2. La vaccinazione costituisce requisito essenziale per l’idoneità all’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative. Vengono previste ipotesi di esenzione, temporanea o definitiva, dall’obbligo di vaccinazione in relazione a specifiche condizioni cliniche appositamente certificate.

Per quanto riguarda le tutele legali, via libera anche allo scudo penale per i sanitari vaccinatori. Viene esclusa la responsabilità del personale sanitario per i delitti di omicidio colposo e lesioni personali colpose, conseguenti alla somministrazione di un vaccino anti Sars-Cov-2, in caso di osservanza delle regole cautelari relative all’attività di vaccinazione. Viene stabilito in particolare che la punibilità sia esclusa quando l’uso del vaccino sia conforme alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio emesso dalle competenti autorità, alle circolari e alle raccomandazioni fornite al personale addetto dalle autorità sanitarie nazionali. La norma avrà efficacia retroattiva.

Trasmissione elenchi per l’adempimento degli obblighi vaccinali ex art. 4 DL 44/2021. Scadenza 6 aprile

Ai fini dell’applicazione della norma in oggetto, si chiede di trasmettere, entro il 6 aprile p.v., gli elenchi previsti dalla norma richiamata esclusivamente con le modalità pubblicate nel portale Salute del sito web della Regione Emilia-Romagna all’indirizzo https://salute.regione.emilia-romagna.it/art4dl44 ed esclusivamente utilizzando i format ivi presenti.
Si precisa che i nominativi degli operatori di interesse sanitario (esclusivamente Operatori socio-sanitari, Assistenti di studio odontoiatrico, Massofisioterapisti) devono essere inviati esclusivamente da strutture sanitarie, sociosanitarie, socio-assistenziali, pubbliche o private, farmacie, parafarmacie e studi professionali.

Aumentano le prescrizioni di antibiotici da parte dei dentisti

(da Odontoiatria33 - di Adelmo Calatroni)  Dal 1996 al 2013, l'utilizzo complessivo di antibiotici per uso umano è diminuito. Uno dei sistemi per valutare la loro diffusione fa riferimento a due unità: il DDD (Defined daily dose), una misura standard internazionale definita nel 2009 che indica la dose media al giorno per le principali indicazioni d'uso di un medicinale, e il DID, che si riferisce al DDD per 1000 abitanti per giorno. Ebbene, Il DID è passato da un valore di 18,24 nel 1996 a 15,91 nel 2013 e le prescrizioni di antibiotici effettuate dai medici sono scese del 18,2%, da 17,25 a 14,11 DID. Parallelamente sono però aumentate del 62,2% le prescrizioni dei dentisti, da 0,98 a 1,59 DID, specie per trattare pazienti anziani. I dati sono riferiti alla British Columbia, una delle province canadesi, ma potrebbe trattarsi di una tendenza generale e gli autori dello studio, presentato su Jama, la rivista della American dental association, si sono chiesti la ragione di questo fenomeno, preoccupati dal fatto che l'antibiotico-resistenza, anche a causa di un utilizzo improprio degli antibiotici, sta aumentando e costituisce una tra le principali minacce alla salute pubblica mondiale.  La Canadian dental association ha interpellato direttamente gli stessi dentisti canadesi, invitati a un webinar, un seminario organizzato sulla rete Web. Uno tra i temi emersi con maggiore forza è stata una prescrizione eccessiva in caso di ascessi periapicali, non giustificata secondo una revisione sistematica del 2013 che ha mostrato come il trattamento con antibiotici non comporta benefici aggiuntivi in termini di dolore o infezioni. Del tutto analogo è il caso della pulpite irreversibile. Un forte aumento della profilassi antibiotica si è avuto anche in implantologia, specie per far fronte alle complicanze. L'uso di antibiotici resta particolarmente elevato in pazienti ritenuti a maggior rischio di infezioni. Esistono linee guida che consigliano una riduzione del ricorso alla profilassi antibiotica perioperatoria in diverse procedure odontoiatriche effettuate su pazienti con malattie delle valvole cardiache o sottoposti a chirurgia di sostituzione protesica, ma l'adozione di queste raccomandazioni da parte dei dentisti canadesi è molto lenta.  Gli autori ritengono che la loro revisione renda evidente la necessità di una maggiore informazione per gli odontoiatri in merito ai pericoli degli antibiotici e alle loro indicazionicorrette, temi che dovrebbero essere parte integrante di una formazione continua tanto auspicata ma messa in pratica in modo ancora insufficiente.

(Marra F, George D, Chong M, Sutherland S, Patrick DM. Antibiotic prescribing by dentists has increased: Why? J Am Dent Assoc. 2016 May;147(5):320-7.)

Obbligo vaccino per personale sanità.

(da Ansa.it)  Obbligo di vaccinarsi non solo per i medici a stretto contatto con i malati ma per tutto il personale che lavora in strutture sanitarie. E ancora: viaggi blindati a Pasqua, con quarantena obbligatoria al rientro per tutti gli italiani che decideranno di passare le vacanze in un altro paese europeo, niente zone gialle e stop agli spostamenti tra le regioni, coprifuoco alle 22, ritorno in classe in zona rossa, via libera ai concorsi pubblici, verifica a metà aprile per valutare l'eventuale allentamento delle misure. Il decreto legge che entrerà in vigore dal 7 aprile sarà nelle prossime ore sul tavolo del Consiglio dei ministri, dopo la mediazione del premier Mario Draghi tra l'ala rigorista della maggioranza e chi spingeva per le riaperture. Un decreto sul quale si sta ancora lavorando, in particolare su due punti: le norme relative ai medici e le modalità della verifica che dovrà esser fatta a metà mese.

PERSONALE SANITA' TUTTO VACCINATO O STOP STIPENDIO: La norma più 'fortè è sicuramente quella che prevede l'obbligo di vaccinazione per tutto il personale della sanità. In un primo momento si era valutato di disporre l'obbligo solo per i medici che lavorano a contatto con i malati ma l'ipotesi che si sta facendo strada in queste ore è di estendere il provvedimento a chiunque lavori in una struttura sanitaria: medici, infermieri, operatori sociosanitari, dipendenti di Rsa e studi privati. Il decreto indicherà anche delle sanzioni per chi rifiuta il vaccino: non ci sarà il licenziamento ma la sospensione dello stipendio per un tempo congruo all'andamento della pandemia. Quando si raggiungerà l'immunizzazione di massa o si registrerà un calo importante della diffusione del virus, la sanzione verrebbe revocata. Nel decreto ci sarà anche lo 'scudo penale' per i somministratori, limitando la punibilità ai soli casi di colpa grave.