COVID-19 e test diagnostici: caratteristiche, utilità e scenari d’impiego
(da Univadis) I ricercatori da marzo 2020 hanno sviluppato un numero elevato di test di laboratorio per COVID-19 e quasi ogni settimana ne sono disponibili di nuovi. L’impiego dei test nella pratica clinica, insieme all'ampia risonanza che hanno ricevuto, ha fatto sorgere domande relative alle varie tipologie disponibili, alla loro utilità e alle loro prestazioni. Oggi possono essere utilizzati sia i test molecolari che i test antigenici per diagnosticare infezioni virali attive per COVID ‐19, con una ricerca concentrata prevalentemente sulla sensibilità dei test, ma ora anche sulle strategie d’impiego.
In un farmaco per l’ulcera possibile anti Covid
(da DottNet) Scoperto in un farmaco già in uso per l'ulcera - la Ranitidina bismuto citrato - un nuovo potenziale antivirale utile contro il SARS-CoV-2. È il risultato ottenuto per ora in uno studio su animali condotto presso l'Università di Hong Kong e pubblicato sulla rivista 'Nature Microbiology'. Gli esperti hanno testato diverse 'metallo-proteine', una famiglia di molecole soprattutto note per la loro azione antimicrobica ma poco studiate contro i virus. Poi i ricercatori hanno selezionato tra tutte la Ranitidina bismuto citrato vedendo che in provetta riduce di mille volte la carica virale di cellule infettate dal coronavirus. Testata su animali, la Ranitidina bismuto citrato riduce di 100 volte la carica virale delle vie respiratorie superiori e inferiori, diminuisce la polmonite da SARS-CoV-2 nonché i livelli di citochine infiammatorie. Gli esperti hanno visto che la Ranitidina bismuto citrato agisce impedendo la replicazione del genoma virale; il farmaco infatti attacca specificamente un enzima virale - l'elicasi Nsp13 - indispensabile alla replicazione del genoma. Secondo gli esperti il farmaco è promettente perché risulta avere un bersaglio molto specifico nonché inedito, ed è sicuro.
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Covid: vaccino contro morbillo può evitare complicazioni gravi
Immunità gregge bocciata da 80 esperti, non ferma il virus
(da DottNet) Era apparsa come la soluzione ideale per combattere il nuovo coronavirus e vari leader mondiali - dal premier britannico Boris Johnson al presidente brasiliano Jair Bolsonaro fino a quello degli Stati Uniti Donald Trump - l'hanno appoggiata convintamente, nonostante il giudizio degli esperti non fosse unanime. Oggi arriva però la bocciatura ufficiale della scienza: l'immunità di gregge non arresta il virus, avvertono 80 esperti da tutto il mondo in una lettera aperta sulla rivista 'Lancet'. Ciò che serve in questo momento, al contrario, sono misure efficaci per il contenimento del contagio mentre nuovi passi avanti si stanno facendo sul fronte dei vaccini anti-Covid, anche se per un vaccino disponibile per tutti bisognerà presumibilmente attendere il 2022.