“Anche i medici devono sentirsi responsabili della salute dell’ambiente”. Il documento di Fnomceo, Isde, Cipomo e Slow Medicine”

"Le conoscenze a nostra disposizione - si spiega nel documento - rendono ormai eticamente ed economicamente inaccettabile occuparsi solo degli aspetti clinici della medicina, continuando a trascurare le enormi potenzialità della prevenzione primaria e le conseguenze sulla salute dell’ambiente, dei cambiamenti climatici, della produzione di energia, dei mezzi di trasporto, delle tecniche agricole e di allevamento, del modo di alimentarsi e della qualità dei cibi, delle scelte economiche, delle sempre più evidenti disuguaglianze sociali”  Leggi l'articolo completo al LINK  

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Altro che Coronavirus. Lo scioglimento dei ghiacci potrebbe rilasciare virus di 15 mila anni fa

(da Agi)   Lo scioglimento dei ghiacciai potrebbe rilasciare virus molto vecchi e potenzialmente pericolosi. Un team di ricerca composto da scienziati cinesi e statunitensi ha esaminato due campioni di ghiaccio di 15.000 anni fa prelevati dall'Altopiano tibetano, rilevando 33 virus, molti dei quali sono risultati sconosciuti. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista bioRxiv. Dopo aver scavato per 50 metri nell'Altopiano del Tibet, per indagare su eventuali agenti patogeni giacenti all'interno del ghiacciaio, i ricercatori hanno scoperto 28 nuovi virus dall'azione sconosciuta.   Nello scenario peggiore, secondo la ricerca, i virus potrebbero essere rilasciati nell'atmosfera a seguito del riscaldamento globale e dello scioglimento del ghiaccio. Il progetto, durato 5 anni, ha avuto inizio con la rimozione dello strato superiore del ghiaccio (circa mezzo centimetro), successivamente decontaminato con un lavaggio in etanolo e acqua. Il team ha quindi applicato tecniche genetiche e microbiologiche per registrare il Dna all'interno dei due campioni di ghiaccio.

 

Violenze su medici, docufilm racconta ‘angeli’ in prima linea

(da AdnKronos Salute)   Andare al lavoro sapendo di poter rischiare la vita. Lo hanno vissuto i medici che hanno subito un'aggressione verbale o fisica mentre lavoravano in pronto soccorso o alla guardia medica. Le loro storie sono al centro del docufilm 'Notturno' diretto da Carolina Boco, prodotto da Corrado Azzollini per Draka Production, in collaborazione con la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), presentato alla Camera e che sarà distribuito su Amazon Prime e girerà l'Italia con proiezioni speciali. 'Notturno' vede la partecipazione di Maria Grazia Cucinotta: "I medici che lavorano in prima linea sono angeli che vanno protetti - ha affermato l'attrice - Le guardie mediche mettono spesso a rischio la propria vita".

 "Notturno è un film-denuncia sulla violenza contro i medici, ma soprattutto sulla solitudine, su un'organizzazione che lascia i professionisti da soli - ha spiegato Anelli, che ha presentato il docufilm con la Cucinotta - Lo abbiamo fortemente voluto e promosso. L'obiettivo è far riflettere tutti sullo stato in cui versa la professione, soprattutto in alcuni ambiti come la continuità assistenziale e i pronto soccorso, e vuole stimolare i decisori a invertire la rotta e avviare una riforma soprattutto delle aree più critiche della professione".   Nel docufilm - l'anteprima nazionale oggi all'Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera, con la presenza del ministro della Salute Roberto Speranza - anche le interviste ai giornalisti Massimo Giletti e Gerardo D'Amico, che con le loro inchieste hanno tante volte raccontato le aggressioni e analizzato le cause di questo fenomeno.   Al centro del progetto, le voci di camici bianchi che hanno subito direttamente violenza durante un turno di lavoro: Giovanni Bergantin, medico di medicina generale, preso a calci e pugni da un paziente; Ombretta Silecchia, minacciata con una pistola durante l'attività di guardia medica; Vito Calabrese, marito di Paola Labriola, psichiatra uccisa da un suo paziente.

"Il cinema è una forma d'arte, ma anche un potente mezzo di comunicazione - ha osservato il produttore della Draka, Corrado Azzollini - e per questo abbiamo creduto fosse giusto sposare un tema divenuto così urgente nella cronaca di tutto il Paese. Un problema di enorme rilevanza sociale, culturale e politica. Non siamo abituati ad ascoltare i medici che parlano delle loro paure, delle loro difficoltà. Forse inconsciamente crediamo che siano invincibili, eppure sono persone che meritano di lavorare in sicurezza".

Giovani medici e ricercatori, il 70% è precario, sottopagato e motivato ad andar via.

(da Doctor33)   Il 70% dei medici italiani e stranieri è sottopagato e retribuito con 7 euro all'ora in cliniche private con 12 ore di guardia medica; il 90% dei medici stranieri giovani cerca di inserirsi nel Ssn ma non riesce per mancanza di cittadinanza o di specializzazioni e il 95% dei ricercatori italiani sono precari e prendono circa 1500 euro al mese, senza alcuna garanzia per il futuro. Questi solo alcuni dei principali risultati emersi dallo studio svolto dai dipartimenti giovani e seconda generazione dell'associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), dell'Unione medica euro mediterranea (Umem) e del Movimento internazionale transculturale interprofessionale "Uniti per Unire"(UxU) sul fenomeno dei giovani, sottopagati, pagamenti in ritardo, carenza dei medici e fuga all'estero.  «Sono dati che ci preoccupano visto che di continuo riceviamo da una parte richieste di medici giovani di andare all'estero e dall'altra parte da tutte le regioni offerte di lavoro, il nostro impegno è di far incontrare le offerte con le richieste risolvendo le criticità sollevate dai medici e ricercatori intervistati», dichiara Foad Aodi, fondatore Amsi e Umem e membro del Registro esperti Fnomceo che lancia il suo appello al Governo italiano. «A nome dei nostri movimenti e dipartimenti #FermatelaFugadeiCervelli, l'Italia ha un Ssn tra i migliori e l'ha dimostrato in tantissime occasioni e per primi in Europa hanno isolato il Coronavirus grazie alla ricerca e eccellenza italiana e ad una ricercatrice precaria augurando che sia un esempio per tutti e un invito a stimolare i ricercatori italiani di far ritorno in Italia per servire il paese non da precari», conclude Aodi. La ricerca è stata effettuata su un campione di 5 mila medici e ricercatori italiani e di origine straniera che si è rivolto allo "Sportello Amsi Online". I temi delle domande sono stati: lavoro, pagamento, specializzazione, meritocrazia e motivo di lasciare l'Italia. Gli intervistati erano 2500 medici italiani, 1500 medici stranieri e 1000 ricercatori. Tra gli altri dati emersi, si parla del 50% di medici italiani e stranieri che viene pagato in ritardo in base al pagamento delle assicurazioni; il 95% dei medici specialisti italiani e stranieri in area chirurgica cerca di fuggire all'estero sono bloccati dal primo operatore; il 60% dei medici di origine straniera sono figli di seconda generazione con cittadinanza italiana. Il 100% degli intervistati ha chiesto più borse di specializzazioni, più stabilità e garanzie per tutti e no alle promesse non praticabili; così come, il 100% degli ha chiesto se ci fossero serie volontà politiche si potrebbero risolvere in pochi anni la carenza dei medici specialisti, la fuga all'estero, lo sfruttamento lavorativo, la medicina difensiva, e l'inserimento dei medici stranieri nelle strutture pubbliche. «I giovani professionisti della sanità italiani e di origine straniera del movimento di Uniti per Unire, Amsi e Umem si sentono motivati e sempre disponibili a dare il loro contributo in Italia, un paese pieno di eccellenze ma richiedono anche la giusta attenzione da parte della politica negli anni a seguire e la fine di tante incertezze e mancati riconoscimenti per il loro prezioso contributo per una sanità pubblica migliore e per un futuro migliore sempre in Italia». Cosi dichiarano Artes Memelli, dottoressa di origine albanese coordinatrice Dipartimento giovani di Amsi, Nadir Aodi, laureando in podologia coordinatore Dipartimento gioventù e seconda generazione di Uniti per Unire e Eleonora Grimaldi, medico di medicina generale coordinatrice Dipartimento giovani di Umem e coordinatrice Osservatorio giovani medici Lazio.

 

Donne medico. Nuove tutele per mmg e guardie mediche con il servizio assicurativo ‘Primi trenta giorni di malattia’

Fimmg ed Enpam sono riusciti a far rientrare nelle coperture anche il rimborso per i giorni non lavorati legati alla malattia di figli minori (se ricoverati). Inoltre, viene ora assicurata la possibilità per le donne medico di assentarsi per malattia anche nel periodo immediatamente successivo all'eventuale astensione per gravidanza ed è stato raddoppiato (da 1.000 a 2.000 euro) il massimale del rimborso per l’aborto. Leggi l'articolo completo al LINK     http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=81051&fr=n