Regioni a confronto: più morti per infezioni ospedaliere che sulle strade
(da DottNet) "Partiamo da un dato, impressionante nella sua portata: tra il 15 e il 30% delle infezioni del sito chirurgico che si manifestano a livello europeo si potrebbero prevenire. Mettendo a confronto questi dati con quelli della mortalità stradale, si scopre che i decessi causati da infezioni ospedaliere sono maggiormente impattanti rispetto ai primi". Parola di Riccardo Riccardi, vicepresidente con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, prima regione a ospitare il 'Progetto Icarete' sul fenomeno delle infezioni contratte in corsia - fino a 700 mila casi ogni anno in Italia - che spesso si incrocia con l' emergenza dei batteri resistenti agli antibiotici, responsabili di circa 10 mila decessi l' anno solo nel nostro Paese dove i programmi di sorveglianza e controllo risultano a macchia di leopardo.
Check-Up periodici. Per Gimbe serve uno stop: “Nessun beneficio, possibili rischi e aumento dei costi”
Appello della Fondazione che rilancia il verdetto del Centre for evidence-based medicine di Oxford: sottoporsi a check-up periodici non determina alcun beneficio per la salute, aumenta il rischio di sovra-diagnosi e sovra-trattamento e consuma preziose risorse pubbliche e private. A fronte di queste evidenze, denuncia Gilmbe, le offerte promozionali di check-up periodici, anche da parte di aziende sanitarie pubbliche, si moltiplicano diffondendo un concetto distorto di prevenzione. Leggi l'articolo completo al LINK
http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=77129
Medici legali Simla, ‘bisogna aiutare chi deciderà’
(da AdnKronos Salute) La Consulta si è espressa. Ma i medici legali avvisano: "Bisogna aiutare chi deciderà". A dirlo è Franco Marozzi, medico legale e responsabile della comunicazione di Simla, Società italiana medici legali e delle assicurazioni. "La Corte infatti ha posto paletti, solo apparentemente precisi - osserva - determinando le condizioni di depenalizzazione per chi aiuta il malato nel realizzare la propria determinazione a terminare la sua esistenza. Ma lo ha fatto in termini giuridici". "Cosa vuol dire la Corte, se si utilizzasse un linguaggio medico e non legale, quando usa termini come 'patologia irreversibile' (quali? in termini prognostici?) o 'sostegno vitale' (con quali macchine o con quale procedura terapeutica?) o 'pienamente capace' di decidere (è possibile una reale autodeterminazione se il paziente ha una patologia psichica associata?)", chiede l'esperto, nell'offrire "l'esperienza dottrinale e professionale della medicina legale italiana rappresentata dalla Simla", che "si mette a disposizione del Parlamento e dei cittadini per costruire una legge, ormai indispensabile, che offra a tutti, e pensiamo soprattutto ai colleghi medici che saranno chiamati a certificare le condizioni del paziente, garanzie di diritti, obblighi e binari di operatività il più precisi possibili su un tema che non interessa solo il diritto e i diritti - conclude - ma che va pesantemente a impattare su tutto il sistema sanitario del Paese".
Suicidio assistito. La Fnomceo dopo la sentenza della Corte: “Rispettiamo la libertà di scelta dei pazienti. Ma i medici non vogliono essere coinvolti”
Intervista al presidente Filippo Anelli “Siamo per il rispetto assoluto della sentenza della Corte, ma vorremmo che la gestione non fosse affidata al medico” ha detto il presidente della Fnomceo ricordando che la figura del medico deve comunque rimanere un punto di riferimento essenziale per assicurare al malato e ai suoi cari i migliori ausili possibili. Meglio affidare l’estremo atto a un funzionario individuato per questo ruolo Leggi l'articolo completo al LINK
http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=77227