Pagare meno tasse! Come? Con Fondosanità. Fondo pensione complementare per i medici

(da Fimmg.org e Ilsole24ore)  Fondosanità rappresenta da sempre una opportunità per risparmiare cifre considerevoli sull’Irpef da pagare. Si può dedurre ogni anno fino a 5.164,57 euro senza vincoli di versamento. Abbattere il proprio imponibile di 5.164,57 euro significa risparmiare, ogni anno, fino a circa 2.220 euro di tasse. Quale investimento dà una resa immediata così cospicua? Meno tasse da pagare e più soldi per la nostra previdenza personale. Fondosanità è il fondo pensione complementare per i medici e gli odontoiatri che consente di accantonare, negli anni, un capitale rivalutato per avere una pensione integrativa a quella obbligatoria. Fondosanità è un fondo di categoria, non ha fini di lucro e pertanto ha spese di commissione molto basse, circa 0,38% (a differenza di quei fondi pensione a fini di lucro, promossi da Assicurazioni o Banche, che erodono i rendimenti con spese di commissione elevate che arrivano fino a oltre il 2%). Quando le commissioni rimangono contenute si hanno più soldi da investire e la rendita può essere fino al 20% più alta rispetto alla rendita di questi altri fondi “commerciali”. Il patrimonio gestito è circa 180 milioni di euro. Sono sempre più numerosi i medici che comprendono i vantaggi di Fondosanità e le adesioni sono in costante crescita, anche da parte di coloro che già hanno un fondo presso un altro gestore e lo trasferiscono in Fondosanità, che con il suo comparto Espansione, nel 2017 è risultato il secondo miglior fondo italiano per rendimento

https://fondosanita.it/   Via Torino, 38      00184 Roma tel. 06 42150573

Dopo i casi Charlie e Alfie il Bambino Gesù presenta la Carta dei diritti del bambino inguaribile

(da Sanità24-IlSole 24ore)  Curare non significa necessariamente guarire. Nasce da questo assunto la «domanda provocatoria» - come ha tenuto a sottolineare la presidente dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù, Mariella Enoc - alla base della "Carta dei diritti del bambino inguaribile", presentata all'Ircss romano e nata dall'elaborazione delle precedenti carte nazionali e internazionali dei diritti dei bambini in ospedale, alla luce dei progressi compiuti dalla medicina e delle più recenti direttive europee nel campo dei diritti dell'assistenza sanitaria transfrontaliera. Gli ultimi casi di cronaca hanno indotto i dirigenti dell'ospedale della Santa Sede a fare chiarezza: «Casi drammatici come quelli di Charlie Gard e Alfie Evans -spiega ancora Enoc - hanno dimostrato la necessità di un dialogo e di un confronto lontani dai conflitti ideologici e giudiziari, con l'obiettivo di trovare ragioni comuni e soluzioni condivise nel quadro dell'alleanza fondamentale tra il medico, il paziente e la sua famiglia».

Le carte dei diritti del bambino, e del bambino in ospedale, negli anni non sono mancate. Ma la progressiva cronicizzazione di malattie fino a pochi anni fa acute, la presa in carico sempre più puntuale delle malattie rare, così come l'incremento delle patologie indotte da stili di vita scorretti o legate alla diversità, imponevano un aggiornamento. La "curabilità", e non soltanto la guarigione, è un concetto da tenere sempre più presente, in particolare in età pediatrica e adolescenziale. E la famiglia, affermano dall'ospedale pediatrico romano, diventa inevitabilmente protagonista insieme al team che cura il piccolo paziente. La nuova "Carta" nasce da queste considerazioni e vuole dichiaratamente costituire «una proposta di aggiornamento», in continuità innanzitutto con la Carta di Each (European Association for Children in Hospital), elaborata dalle associazioni che si occupano di bambini ricoverati in ospedale in applicazione della risoluzione del Parlamento europeo 8/7/1992.

Da qui, al primo punto del Decalogo appena presentato, deriva il rilancio dell'alleanza terapeutica come elemento fondamentale di ogni processo di cura che coinvolga un minore. mentre si ribadisce che «il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura». La famiglia e il bambino devono poi essere messi in grado di capire "cosa sta succedendo", grazie all'educazione sanitaria di cui è responsabile il personale, secondo le migliori evidenze e competenze. Ancora: si afferma il diritto del paziente e dei genitori a una second opinion e a ricevere il miglior approfondimento, ma anche - e qui i casi di Charlie e Alfie sono presentissimi - «a essere indirizzati e di consultare le strutture che abbiano maggiore esperienza e qualificazione, anche in ambito extranazionale». Così come la famiglia deve poter esercitare il diritto di scelta di un medico, di una équipe e di una struttura sanitaria di propria fiducia, anche trasferendosi in un altro Paese grazie alla mobilità sanitaria transfrontaliera. e ovunque dovrà poter avvalersi dei protocolli sperimentali diagnostico-terapeutici approvati da Comitati etici che facciano riferimento alle migliori evidenze della letteratura internazionale.

Gli articoli da 7 a 9 della Carta del Bambino inguaribile sono dedicati all'accompagnamento verso la fine della vita: dal diritto a restare nella propria casa e a cure palliative di qualità, al rispetto della persona, senza accanimenti terapeutici, preservando il legame affettivo e il rapporto di accudimento tra il piccolo e il genitore, fino al sostegno garantito da psicologi, assistenti sociali, educatori, assistenti spirituali, personale di accoglienza e volontariato.

Infine, la piena partecipazione del paziente pediatrico e della sua famiglia nelle attività di cura, ricerca e accoglienza, stimolando al contempo la formazione di pazienti esperti per tutte le patologie croniche.

Un sunto dei principi della carta a questo LINK

Il testo completo a questo LINK

 

Forza di presa della mano, indicatore stato salute a tutte le età

(da Quotidiano Sanità e Reuters Health)   La forza di presa della mano è da sempre usata come un buon indicatore della fragilità o della salute degli anziani. Per approfondire questo argomento, Stuart Gray e colleghi, dell’Università di Glasgow, hanno studiato più di mezzo milione di persone, di età compresa tra 40 e 69 anni, che hanno preso parte al progetto Biobank. Lo studio  Periodicamente, nel corso degli anni del progetto, i partecipanti si sono sottoposti a esami medici, hanno fornito campioni biologici e hanno risposto a diversi questionari su salute e stile di vita. Gray e colleghi hanno anche monitorato i partecipanti attraverso le loro cartelle cliniche per sette anni. In questo periodo, più di 13mila, quasi il 3%, son morti, mentre quasi il 6% ha sviluppato malattie cardiache, circa il 2% ha sviluppato malattie respiratorie e a quasi il 6% è stato diagnosticato un cancro.
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La carenza di vitamina D in post-menopausa favorisce la sindrome metabolica

(da Nutrizione33)   Le donne in post-menopausa con carenza di vitamina D potrebbero avere un rischio maggiore di sviluppare la sindrome metabolica rispetto a quelle con valori sufficienti, come suggerisce uno studio osservazionale pubblicato su Maturitas. «I nostri risultati ci portano a pensare che il mantenimento di adeguati livelli sierici di vitamina D nelle donne in post-menopausa possa ridurre il rischio di sviluppare la sindrome metabolica, una patologia notoriamente correlata a eventi cardiovascolari e mortalità in questo gruppo di pazienti» afferma Eneida Boteon Schmitt, della São Paulo State University's Botucatu Medical School in Brasile, primo nome dello studio.

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Responsabilità medica, Intesa Ordini medici-Csm su periti e consulenti

(da Doctor33)   Elevare le garanzie di qualità della competenza professionale e dell'indipendenza di giudizio richieste ai periti e ai consulenti tecnici in materia di responsabilità sanitaria, iscritti negli albi dei tribunali. È l'obiettivo di un Protocollo d'intesa sulla revisione di questi albi sottoscritto, a seguito dell'entrata in vigore della legge Gelli-Bianco, dal Vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, dal presidente della Federazione nazionale dei medici e odontoiatri Filippo Anelli e dal presidente del Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin.  Si tratta di «un'autentica svolta», sottolinea una nota, in una materia che interessa da sempre l'opinione pubblica.
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Privacy, decreto attuativo slitta ad agosto ma obblighi e sanzioni restano. Ecco i chiarimenti

(da Doctor33)   «Una proroga che ci voleva, dà tempo alle imprese di adeguarsi». E' il commento raccolto tra i data protection officer, i futuri "esperti di privacy" di ritorno in treno dall'incontro a Bologna con il Garante; è appena arrivata la notizia che il decreto attuativo per chiarire e adeguare al quotidiano italiano il regolamento europeo slitta al 21 agosto. Alla Camera e al Senato le due Commissioni speciali per gli atti urgenti del Governo hanno preferito rimandare la norma, troppo scivoloso agire a fronte di uno schema di testo "arrivato troppo tardi" dal Garante. A questo punto liberi tutti per tre mesi? In realtà, a parte il fatto che nelle parole del Garante Antonello Soro il decreto doveva e dovrebbe semplificare la vita a piccole imprese e professionisti, il regolamento 679/2016 una volta entrato in vigore -cioè da ieri - è legge e sono legge tutti gli obblighi che comporta: valutazione d'impatto dei trattamenti che include le misure di messa in sicurezza e per la prevenzione del "data breach", revisione delle informative, registro dei trattamenti con revisione e completamento dei dati di titolare e incaricati, e naturalmente le sanzioni.
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