Rideterminazione delle scadenze di trasmissione telematica dei dati al Sistema Tessera Sanitaria

(da fimmg.org)   Com’è noto, ai sensi dell’art. 7, comma 1, del D.M. 19.10.2020 – come modificato dal D.M. 16.02.2023 -  la trasmissione dei dati delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria, ai fini della predisposizione delle dichiarazioni dei redditi precompilate da parte dell’Agenzia delle entrate, avrebbe dovuto essere mensile a far data dal 1° gennaio 2024 .   Tale disposizione normativa è stata espressamente abrogata dall’art. 2, comma 2, del D.M. 8.02.2024, senza, di fatto, divenire mai operativa.

Conseguentemente, a far data dal 1° gennaio 2024, per effetto dell’entrata in vigore dell’art. 12 del d. Lgs. 8 gennaio 2024 - c.d. Decreto Adempimenti – i dati relativi alle spese sanitarie devono essere trasmessi, in modalità telematica, con una cadenza semestrale .

La tempistica di trasmissione è stata, invece, disposta con il D.M. 8 febbraio 2024, il quale, introducendo  nel corpo dell’art. 7 del D.M. 19.10.2020, il comma 1-bis, ha disposto che, a far data dal 1° Gennaio 2024, la trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria deve avvenire :

a)     per le spese sanitarie sostenute nel 1° semestre – periodo gennaio/giugno - del medesimo anno, entro il 30 settembre;

b)     per le spese sanitarie sostenute nel secondo semestre – periodo luglio/dicembre – entro il 31 gennaio dell’anno successivo.

Ema: meno batteri resistenti in Paesi che riducono antibiotici

(da AGI)   I Paesi che hanno ridotto il consumo di antibiotici sia negli animali che negli esseri umani hanno visto una riduzione dei batteri resistenti agli antibiotici. Lo afferma il quarto rapporto congiunto sull''analisi integrata del consumo di agenti antimicrobici e della comparsa di resistenza antimicrobica (AMR) nei batteri provenienti da esseri umani e animali da produzione alimentare (JIACRA IV), pubblicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. (ECDC), l''Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e l''Agenzia europea per i medicinali (EMA). Adottando un approccio One Health, che riconosce la connessione tra la salute delle persone e degli animali, il rapporto presenta dati raccolti principalmente tra il 2019 e il 2021 sul consumo di antibiotici e sulla resistenza antimicrobica in Europa. 

L’attività fisica può ridurre il dolore in chi ha avuto un tumore

(da DottNet)   Le persone che hanno avuto il cancro spesso sperimentano dolore continuo, ma un nuovo studio rivela che essere fisicamente attivi può aiutare a ridurne l'intensità. La ricerca, guidata dall'American Cancer Society, è pubblicata sulla rivista 'Cancer'. Sebbene sia stato dimostrato che l'attività fisica riduce vari tipi di dolore, i suoi effetti sul dolore correlato al cancro non sono chiari. Per indagare su questo, il team di ricerca ha analizzato le informazioni relative a 51.439 adulti senza una storia di cancro e 10.651 con una diagnosi di neoplasia pregressa. Ai partecipanti è stato chiesto come valutassero in media il loro dolore, con risposte che andavano da 0 (nessun dolore) a 10 (il peggior dolore immaginabile) e se praticassero attività fisica abitualmente. Sulla base delle risposte dei partecipanti, la ricerca ha evidenziato che, per le persone che avevano avuto il cancro in passato e per quelle senza una storia di neoplasia, una maggiore attività fisica era collegata a una minore intensità del dolore. 

L'entità dell'associazione era simile per entrambi i gruppi studiati, cosa che indica che l'esercizio fisico può ridurre il dolore correlato al cancro proprio come fa per altri tipi di dolore studiati in passato. Le linee guida statunitensi raccomandano da 150 minuti (2 ore e 30 minuti) a 300 minuti (5 ore) a settimana di attività aerobica a intensità moderata, o da 75 minuti (1 ora e 15 minuti) a 150 minuti (2 ore e 30 minuti) a settimana di attività aerobica a intensità vigorosa. Tra i partecipanti con una diagnosi di cancro in passato, quelli che superavano i termini fissati dalle linee guida avevano il 16% in meno di probabilità di riportare dolore da moderato a grave rispetto a quelli che non riuscivano a soddisfarli. Inoltre, rispetto alle persone rimaste inattive, coloro che erano costantemente attivi o lo sono diventati in età adulta hanno riferito meno dolore.