Cassazione: la responsabilità del medico non si limita alla sua specialità

(da Doctor33)    Magari non proprio prescrivere l'esame di un'altra branca, ma raccomandarlo: questo deve fare uno specialista che ha escluso una patologia di sua competenza di fronte a un problema clinico che non si risolve, sulla base delle conoscenze delle linee guida ma anche perché la posizione di garanzia che da medico ha verso il paziente non si esaurisce con il fatto che quest'ultimo lo ha visto una volta sola. Con una recente sentenza la Cassazione dà così torto a un neurologo che non ha indagato anche con elettrocardiogramma il caso di una giovane donna affetta da perdite di coscienza transitorie. Il medico di famiglia l'aveva inviata per indagare una sospetta epilessia. Il neurologo aveva escluso tale patologia e sospettando crisi vagali aveva prescritto il Tilt test. Non ha indagato un possibile problema al cuore che invece alla fine ha portato a morte la ragazza dopo altre sincopi. Al momento del decesso, nel 2007, viene infatti accertata una cardiopatia aritmogena maligna che si sarebbe potuta rendere reversibile con un defibrillatore cutaneo. In 1° grado il neurologo, citato dai familiari della donna, è condannato anche per colpa grave, in appello la pena è estinta per prescrizione ma il medico è condannato a risarcire per colpa grave pagando una provvisionale di 70 mila euro. Gli si imputa di non aver prescritto un elettrocardiogramma a 12 derivazioni che avrebbe consentito una diagnosi differenziale rispetto a quella fatta di sincope neuromediata vasovagale, poi rivelatasi errata.   Il medico ricorre in corte d'appello, con i seguenti argomenti: lui non è il curante ma uno specialista interpellato per branca; non si desume un affidamento incondizionato della paziente a lui; l'ha visitata una volta e non ne è stato più ricontattato; ha chiesto il Tilt test convinto che la paziente avrebbe effettuato anche l'ecg. Lo specialista contesta la presunzione secondo cui uno specialista di una branca - neurologia - possa prescrivere un esame di altra branca - cardiologia. Ricorda che le società cardiologiche nel 2004 nelle loro raccomandazioni per queste sincopi includono il Tilt test. Ma il 3 novembre 2016 la Corte d'appello conferma la sentenza di primo grado definendo il Tilt test "esame di secondo livello a bassa sensibilità e specificità" e ricordando che anche da specialista inoltre il medico ha una posizione di garanzia verso il suo paziente: tale funzione non si interrompe perché la paziente non torna più. Senza essere "pressata" verso l'effettuazione dell'ecg dopo il test neurologico che escludeva patologie la paziente si sentì rassicurata e non approfondì. Secondo le Linee guida, sintetizza la Corte d'Appello, l'unico accertamento idoneo a escludere l'origine cardiaca delle sincopi era l'ecg, che, invece, non fu mai eseguito. Il medico viene condannato, e la condanna è stata ora confermata il 12 gennaio scorso in Cassazione con la sentenza numero 15178/2018. La Suprema Corte non solo conferma i margini di discrezionalità del giudice sulla scelta di linee guida validate per i casi concreti, ma ribadisce che non si può parlare di colpa lieve in caso di negligenza quale quella configurata da una diagnosi la cui incompletezza "determinò il successivo sviluppo degli eventi, con esito infausto per la donna". E cita il principio di causalità della colpa: il nesso tra un'omissione e un evento infausto non è determinato da un calcolo delle probabilità statistico, ma anche da un calcolo "logico" che a sua volta dev'essere fondato non solo su deduzioni logiche basate su generalizzazioni scientifiche, ma anche "su un giudizio induttivo elaborato sull'analisi della caratterizzazione del fatto storico e sulla particolarità del caso concreto".

ENPAM, in arrivo l’aumento alle pensioni sulla base dell’inflazione

Per tutti i pensionati ENPAM sono in arrivo gli aumenti sugli assegni in base all’inflazione. A darne notizia è l’Ente di previdenza di medici e dentisti informando che per i redditi fino a quattro volte il minimo Inps (543,72 euro al mese) i regolamenti dei Fondi di previdenza della Fondazione prevedono un incremento pari al 75% dell’indice Istat dei prezzi al consumo (nel 2017 l’1,1%).   L’aumento previsto per questa fascia è quindi dello 0,83%. Per esempio per una pensione di 2.000 euro al mese lordi l’aumento sarà di circa 200 euro all’anno. 

Leggi tutto

Scoperto un inatteso effetto degli antibiotici contro i virus

(da DottNet)   Contrariamente a quanto finora noto, gli antibiotici potrebbero avere effetto anche sui virus, come quello dell'influenza, dell'herpes e il virus Zika. Ad approfondire la comprensione dell'effetto antivirale di un antibiotico comune è uno studio pubblicato sulla rivista 'Nature Microbiology' e sostenuto anche dal National Institutes of Health statunitense. Gli antibiotici sono farmaci largamente usati per fronteggiare infezioni batteriche ma le loro potenzialità potrebbero essere sottostimate. Un team di ricerca della Yale University, guidato dall'immunobiologo Akiko Iwasaki, ha fatto la sorprendente scoperta applicando la neomicina (antibiotico potente e ad ampio spettro che appartiene alla classe degli aminoglicosidici) ai topi prima o poco dopo l'infezione da herpes.  
Leggi tutto

Un nostro iscritto premiato al concorso Nazionale “Serpe d’Oro” 2018

Il collega Ferdinando Borroni, medico di Medicina Generale di Forlì e membro del Gruppo Culturale del nostro OMCeO, ha conseguito un brillante terzo posto nel concorso "Serpe D'Oro" 2018 per la sezione Saggistica, indetto dalla Associazione Medici Scrittori Italiani, con il lavoro: “Morbi, microbi. Terreni.”  Congratulandoci con il collega, alleghiamo la comunicazione ufficiale dei risultati. Comunicazione

Violenza a medici, Anelli (Fnomceo): perdita di prestigio del ruolo sociale

(da Doctor33)   «Una società che aggredisce i suoi medici, i suoi insegnanti aggredisce se stessa, rinnegando il passato e negandosi il presente e il futuro». Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) commenta così in una nota le recenti aggressioni contro medici e altri operatori sanitari registrate lo scorso fine settimana a Palermo, Napoli e Cerignola, e quelle contro i professori picchiati a Torino e a Palermo.  «Vedo un parallelo - osserva - tra quanto accade a noi medici e le aggressioni ai docenti e al personale delle scuole. Episodi - sostiene- che sono frutto di una cultura generalizzata secondo la quale la sanità, la scuola, sono visti alla stregua di supermarket: prendo quello che mi piace, secondo i miei desideri». Per Anelli «stiamo assistendo a un imbarbarimento culturale, legato anche alla perdita di prestigio e del ruolo sociale di alcune figure tradizionalmente considerate autorevoli». «I medici, i docenti sono, come e prima ancora dei cittadini - puntualizza Anelli - vittime dei tagli, delle disorganizzazioni, dei malfunzionamenti del sistema e sono dalla loro stessa parte, nel volere e nell'agire per cambiare le cose. Il presupposto di ogni diritto è il dovere etico, deontologico, giuridico, sociale di chi è chiamato, per ruolo, a garantirlo». «Ma perché medici e insegnanti possano esercitare appieno il loro dovere occorre un punto di partenza indispensabile in ogni relazione: occorre rispetto. Se i due pilastri della salute e dell'istruzione vengono banalizzati, se sono erosi alle fondamenta perché aggrediamo, per prossimità, chi li rappresenta, crolla tutto il tessuto sociale», conclude.

I rischi degli abusi di paracetamolo contro l’influenza

(da DottNet)   Molto spesso prescritto e ampiamente usato ma non privo di effetti collaterali, il paracetamolo è il 're dei farmaci da banco'. Considerato praticamente 'innocuo' e alleato per tanti piccoli problemi, dalla febbre al mal di testa, spesso ne viene assunto troppo e senza rendersene conto.    A mettere in luce il rischio di abuso, in particolare per ridurre i sintomi influenzali, è un doppio studio pubblicato sul 'British Journal of Clinical Pharmacology', che ricorda come questo farmaco comunque non possa curare dal virus ma solo attenuarne gli effetti.    Il primo studio ha coinvolto 14.481 adulti negli USA mettendo in luce che tra il 2011 e il 2016 il 6,3 per cento di chi ha fatto uso di paracetamolo ha esagerato con il dosaggio, un dato che, per esser compreso nel suo impatto, va proiettato sui milioni di persone che assumono il medicinale ogni giorno.   Inoltre durante la stagione influenzale c'è una probabilità del 24% maggiore di superare le dosi raccomandate, a volte anche per lunghi periodi di tempo, mettendo a rischio fegato e reni. "I farmacisti dovrebbero avvertire gli utenti di seguire le istruzioni di dosaggio indicate, in particolare durante la la stagione influenzale", ovvero "quando le persone hanno più probabilità di trattare i sintomi con prodotti a base di paracetamolo", "a volte senza conoscerne il contenuto", concludono i ricercatori dell'Università di Pittsburg.    Tra i Paesi europei è la Francia a detenere il primato per il consumo di questo antipiretico e analgesico. In uno studio condotto tra il 2006 e il 2015 l'uso del paracetamolo è aumentato del 53 per cento e dal 2008 in poi versione con dosaggio di 1000 milligrammi. Mentre la versione da 500 milligrammi ha subito un calo nelle vendite del 20%. "Anche se prescritti e molto usati, nessun analgesico è privo di effetti collaterali e la dose deve essere sempre rispettata", commenta l'autrice della ricerca, Karima Hider-Mlynarz