Italia sempre più anziana, aumentano ictus e demenze

(da AGI)  L'Italia è sempre più anziana: aumentano ictus, lesioni del midollo spinale e sclerosi multipla. E soprattutto, entro 25 anni le demenze negli over 80 raddoppieranno. Se ne parla a Trieste, presso il Palazzo dei Congressi della Stazione Marittima, durante il 18 Congresso Nazionale della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica - SIRN, presieduto dal Prof Carlo Cisari, Presidente SIRN. Al centro dell'attenzione, ictus, robotica, disabilità: questi i principali filoni seguiti. Cinquecento gli specialisti presenti. "L'invecchiamento della popolazione e' tipicamente accompagnato da un aumento del carico delle malattie non trasmissibili - spiega il Dr. Stefano Paolucci, Direttore U.O. complessa Riabilitazione Solventi Fondazione S. Lucia - IRCCS di Roma - come quelle cardiovascolari, il diabete, la malattia di Alzheimer e altre patologie neurodegenerative, tumori, malattie polmonari croniche ostruttive e problemi muscoloscheletrici.
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Interstizio submucosale, l’anatomia umana si arricchisce di un nuovo organo

(da Doctor33)  Una caratteristica precedentemente sconosciuta dell'anatomia umana, che però potrebbe avere implicazioni nella funzione di organi e tessuti e nei meccanismi di molte patologie, è stata presentata in uno studio pubblicato su Scientific Reports. «Gli interstizi submucosali, in precedenza pensati come densamente riempiti di collagene, sono in realtà compartimenti pieni di liquido e interconnessi tra loro.
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Contrordine, la pasta non fa ingrassare

(da AGI)   La pasta, uno dei piatti forti del made in Italy, è da tempo accusata di essere tra i principali responsabili dell'epidemia di obesità. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista BMJ Open, invece, l'ha definitivamente assolta. I ricercatori del St. Michael's Hospital di Toronto hanno infatti scoperto che, a differenza della maggior parte dei carboidrati "raffinati", che vengono rapidamente assorbiti nel flusso sanguigno, la pasta ha un basso indice glicemico. Questo significa che provoca minori aumenti dei livelli di zucchero nel sangue rispetto a quelli causati dal consumo di alimenti con un alto indice glicemico. Per arrivare a queste conclusioni gli studiosi hanno effettuato una revisione sistematica e una meta-analisi di tutte le evidenze disponibili, ricavate da studi randomizzati controllati. Hanno così identificato 30 studi che hanno coinvolto quasi 2.500 persone che hanno mangiato pasta invece di altri carboidrati come parte di una dieta sana a basso indice glicemico. "Lo studio ha rilevato che la pasta non ha contribuito all'aumento di peso o all'aumento del grasso corporeo", ha detto l'autore principale dello studio, John Sievenpiper. "In realtà l'analisi ha mostrato una leggera perdita di peso, quindi contrariamente alle preoccupazioni, forse la pasta può essere parte di una dieta sana a basso indice glicemico", ha aggiunto. Le persone coinvolte nelle sperimentazioni cliniche hanno mangiato in media 3,3 porzioni di pasta alla settimana invece di altri carboidrati. Una porzione equivale a circa mezzo bicchiere di pasta cotta. Ebbene, hanno perso circa mezzo chilo per tutto il periodo di follow-up durato in media 12 settimane. "Ora possiamo dire con una certa sicurezza che la pasta non ha un effetto negativo sugli esiti del peso corporeo quando viene consumata come parte di un regime alimentare sano", ha concluso Sievenpiper.