La quantità corretta di dentifricio da utilizzare

(da Odontoiatria33)   Nonostante la domanda su quale sia la quantità corretta di dentifricio da utilizzare torni ciclicamente nel dibattito pubblico, l’American Dental Association (ADA) ha ritenuto opportuno intervenire nuovamente sul tema. Lo ha fatto in seguito a una serie di articoli e servizi televisivi che hanno riportato l’attenzione su un problema tutt’altro che trascurabile: l’uso eccessivo di dentifricio durante la spazzolatura. Le indicazioni degli odontoiatri e degli igienisti dentali sono da tempo molto chiare, ma l’ADA sottolinea come molti pazienti continuino ad associare una maggiore quantità di dentifricio a una pulizia più efficace.A chiarire la questione è Lancette VanGuilder, presidente dell’American Dental Hygienists’ Association, che in un’intervista a NBC News ribadisce: “La quantità corretta di dentifricio da utilizzare è pari alle dimensioni di un pisello”. Il motivo? L’ADA spiega che, sebbene il fluoro sia fondamentale nella prevenzione della carie, un eccesso di dentifricio può compromettere l’efficacia della spazzolatura. Troppa pasta dentifricia, infatti, può ostacolare la rimozione meccanica della placca, rendendo la pulizia meno efficiente. Inoltre, l’eccesso di dentifricio genera una schiuma abbondante che può mascherare i primi segni di infiammazione gengivale, dando al paziente un falso senso di pulizia profonda. Sul sito dell’ADA, il prof. Fridus van der Weijden, ricercatore in parodontologia, evidenzia un altro aspetto importante: “i dentifrici contengono tensioattivi che rendono i denti lisci. I pazienti hanno quindi la sensazione quasi immediata di averli puliti, anche quando probabilmente non lo hanno fatto”.  

Luci sulla Palestina, 100 ospedali per Gaza

Gentilissimi, sono un medico dell'emergenza, attivo presso l'Ospedale Pierantoni di Forlì.  Da iscritta all' Ordine dei medici ed odontoiatri di questa provincia, vorrei sensibilizzare l'istituzione da voi rappresentata  ad una  iniziativa dal titolo " Luci sulla Palestina " che si terra in contemporanea  il 2 ottobre in molti ospedali italiani e che vedrà anche  la partecipazione del personale del Morgagni Pierantoni.

Il flash-mob si svolgerà presso il parcheggio antistante la camera mortuaria del presidio, con inizio alle ore 21:00. in allegato la locandina esplicativa.

L'iniziativa vuole essere un momento di solidarietà e speranza di  pace con cui il personale sanitario accendendo una torcia, si impegna simbolicamente ad accendere la notte a Gaza.

E' un dovere a cui siamo chiamati come medici e come esseri umani.

Sulla base di tale convinzione, sono a chiedere di dare massima diffusione della iniziativa tra gli iscritti, con la fiducia  di ricevere ascolto  e solidarietà da parte del nobile ordine di cui mi onoro di far parte,  che quotidianamente si impegna a sostenere e difendere il valore della vita in ogni sua forma ed espressione.

 Cordialmente, Mariarosaria Galeotalanza

Iscrizione Anagrafe Regionali Medici Certificatori in Medicina dello Sport

Su segnalazione di un collega direttore sanitario (che ringraziamo), vogliamo ricordare a tutti i colleghi specialisti in Medicina dello Sport che, ai sensi D.G.R. 775/2004, qualora essi vogliano rilasciare certificazioni di idoneità alla pratica sportiva agonistica devono obbligatoriamente iscriversi all’anagrafe regionale, attraverso una domanda alla Ausl del territorio in cui esercitano la loro professione.

All’atto dell’iscrizione all’Anagrafe Regionale, viene attribuito ad ogni medico un codice identificativo regionale, che verrà trasmesso all’interessato congiuntamente alla comunicazione di avvenuta iscrizione, in modo da permettere l’inizio dell’attività certificativa.

La Regione provvede a predisporre ogni anno, entro il mese di gennaio, l’elenco aggiornato dei medici iscritti all’Anagrafe stessa, che sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna per essere messo a conoscenza di tutti i soggetti interessati.

  dgr-775-2004-riordino-delle-attivita-di-medicina-dello-sport

Intelligenza artificiale, approvata la legge quadro. Per i medici resta un supporto, non un surrogato

(da Sanitainformazione.it)  Con 77 voti favorevoli e 55 contrari, il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge quadro sull’Intelligenza artificiale. L’Italia diventa così il primo Paese Ue a dotarsi di un quadro normativo nazionale allineato all’AI Act europeo. La legge disciplina l’uso dell’IA nei settori produttivi, della difesa, della ricerca, del lavoro, della giustizia e, in particolare, della sanità. Stabilisce che l’intelligenza artificiale debba svilupparsi nel rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà individuali, promuovendo trasparenza e tutela della persona.

Un sostegno al medico

Alle applicazioni in ambito sanitario è dedicato il Capo II del provvedimento. Qui viene chiarito che i sistemi di IA “contribuiscono al miglioramento del sistema sanitario, alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura delle malattie”, ma che restano uno strumento di supporto. La decisione clinica – in prevenzione, diagnosi, terapia e prescrizione – resta sempre prerogativa del medico. “Un chiarimento cruciale – sottolinea la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) – che da tempo chiedeva di circoscrivere l’uso dell’IA senza snaturare l’atto medico”.

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