Alzheimer: Progetto Teseo, due guide pratiche per affrontarlo

(da AGI) La demenza e l”Alzheimer rappresentano una sfida crescente per le famiglie e per la società. Troppo spesso, chi riceve una diagnosi si trova a dover affrontare la malattia in solitudine, con difficoltà nell”accesso ai servizi e nel reperire informazioni affidabili.
Da questa consapevolezza nasce “Teseo, una comunità che cura”, un progetto attivo sul territorio milanese per costruire una rete di sostegno efficace e concreta. Tra le azioni pratiche sviluppate dal progetto, due strumenti fondamentali per chi vive con la demenza e per chi si prende cura di un proprio caro: la Guida per il paziente dal titolo “Vivere Bene con la tua malattia” e la Guida per il caregiver “Prendersi cura di una persona con demenza. Una Guida pratica”. Presentate oggi ufficialmente presso la Sala Brigida di Palazzo Marino, entrambe le Guide sono pensate per essere consultate in modo flessibile: non vanno lette necessariamente dall”inizio alla fine, ma possono essere utilizzate in base alle specifiche necessità del momento. Organizzate in capitoli dedicati a singoli argomenti consentono una consultazione mirata, facilitata anche da un linguaggio chiaro e accessibile. “Abbiamo voluto realizzare strumenti pratici e di facile utilizzo, che permettano a chiunque di trovare rapidamente le informazioni di cui ha bisogno, senza dover affrontare lunghi testi complessi. L”obiettivo è che queste guide possano diventare un punto di riferimento concreto per chi convive con la demenza, tra l”altro da oggi le guide sono fruibili per tutti, gratuitamente accedendo nel sito di Progetto Teseo”, spiega Alessandra Mosca Psicologa e Psicoterapeuta che ha contribuito alla stesura delle guide scaricabili gratuitamente dal sito: https://www.progettoteseo.it/download/
La demenza non è solo una patologia che afferisce alla sfera sanitaria, ma una sfida sociale che riguarda tutte e tutti e, molto spesso, una condizione che le persone si trovano ad affrontare da sole.

Diabetologi: “Stop al cibo che ammala”. Appello di Amd all’industria alimentare

(da Nutrienti e Supplementi)    L’Associazione medici diabetologi (Amd) ha lanciato un monito senza precedenti all’industria alimentare, chiedendo un radicale cambio di rotta verso la produzione di cibi più salutari. L’appello, presentato di recente in occasione dell’apertura del XXV Congresso nazionale Amd a Bologna, mira a fermare un modello produttivo che è ritenuto corresponsabile nel favorire patologie croniche dilaganti come il diabete e l’obesità. Per la prima volta, specialisti quotidianamente impegnati nel fronteggiare il diabete non si limitano a fornire consigli ai pazienti, ma rivolgono il loro sguardo e la loro richiesta di assunzione di responsabilità concreta direttamente a chi produce il cibo.  Le richieste – L’appello, firmato da Amd, Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo e da Slow Food Italia, chiede poche e semplici modifiche essenziali:

– ridurre il grado di processazione degli alimenti;

– limitare l’uso di additivi superflui;

– contenere l’uso di zuccheri aggiunti e di sale;

– rivedere i sistemi di conservazione dei prodotti;

– promuovere un marketing più veritiero e trasparente.

In sintesi, i diabetologi chiedono etichette più comprensibili, caratterizzate da liste ingredienti più corte e chiare.

Il Presidente Amd, Riccardo Candido, ha sottolineato che numerosi studi epidemiologici dimostrano come le attuali abitudini alimentari dominanti siano strettamente associate a patologie croniche gravi, tra cui obesità, diabete tipo 2, malattie cardiovascolari e alcuni tumori. A destare particolare preoccupazione sono l’eccesso di zuccheri, specialmente nelle bevande, l’elevata densità calorica dei cibi pronti, l’uso di grassi idrogenati e sale per migliorarne il gusto e l’abuso di additivi per prolungarne la conservazione. “L’allarme, sia scientifico che sanitario, è chiaro: riguarda il benessere delle generazioni presenti e future,” ha dichiarato Candido. “Con questo appello chiediamo all’industria alimentare di essere alleata della prevenzione, perché il cibo può e deve diventare un veicolo di salute”.

Innovazione e responsabilità sociale –  L’industria alimentare, secondo l’appello, deve orientare l’innovazione verso prodotti più sani. Silvio Barbero dell’Università di Pollenzo ha rilanciato questa sfida, sostenendo che per l’industria è il momento di assumersi responsabilità concrete, privilegiando ingredienti naturali e processi produttivi e distributivi sostenibili. “Il cambiamento è possibile,” ha aggiunto Barbero. “Salute e competitività possono andare di pari passo. Non si tratta di tornare indietro, ma di guardare avanti”.

L’Assemblea del nostro Ordine approva il bilancio di Previsione

L’Assemblea dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Forlì-Cesena, tenutasi il 18 Novembre, ha approvato all’unanimità sia le variazioni del Bilancio Consuntivo 2025 che il Bilancio di Previsione delle entrate e delle spese per l’anno finanziario 2026, presentate e commentate dal Tesoriere Fabio Balistreri.   Nel bilancio di esercizio 2025 sono previsti quasi 135 mila euro di avanzo di amministrazione (per l’esattezza 134.984 €)  che saranno utilizzati a vantaggio dei colleghi e della nostra attrezzatura tecnica, come da Relazione del Presidente allegata sotto.  In conclusione della assemblea, il collega Luigi Ceccaroni ha illustrato come il nostro Ordine applica al suo interno le norme della trasparenza amministrativa e contabile.

Relazione programmatica Presidente 2026

Paracetamolo in gravidanza, un nuovo studio smentisce l’allarme: “Nessuna prova di legame con autismo o ADHD

(da Sanitainformazione.it)   Nessuna evidenza robusta collega l’assunzione di paracetamolo in gravidanza allo sviluppo di disturbi del neurosviluppo nei figli, come autismo o ADHD. A ribadirlo è un gruppo internazionale di ricercatori provenienti da Regno Unito, Spagna e Australia, in un’ampia revisione pubblicata sul ‘British Medical Journal’. Lo studio è nato come risposta diretta alle dichiarazione del presidente USA Donald Trump che a settembre aveva invitato le donne in gravidanza a non usare l’acetaminofene, sostenendo rischi di autismo nei bambini esposti al farmaco in utero. L’annuncio aveva suscitato forte preoccupazione tra le gestanti e tra i genitori di bambini con autismo. Gli autori della revisione hanno però chiarito che “le prove oggi disponibili non dimostrano un legame chiaro tra esposizione al paracetamolo in utero e autismo o ADHD nei bambini”. Al contrario, sospendere il trattamento in caso di febbre alta può avere conseguenze dannose per la gravidanza.

Una revisione delle revisioni –  Per fare chiarezza, i ricercatori hanno condotto una ‘umbrella review’, ovvero una revisione generale delle revisioni sistematiche già pubblicate, con l’obiettivo di valutare la qualità e la solidità complessiva delle evidenze disponibili. L’analisi si basa su un protocollo registrato su PROSPERO e ha seguito le linee guida PRIOR (Preferred Reporting Items for Overviews of Reviews). Sono stati consultati i principali database scientifici, da Medline a Cochrane, fino alla letteratura grigia, senza limiti linguistici. In totale, sono state individuate nove revisioni sistematiche che includevano 40 studi osservazionali (37 coorti, 2 studi caso-controllo e 1 studio ecologico). Quattro revisioni contenevano anche meta-analisi. Per garantire la qualità metodologica, gli autori hanno utilizzato lo strumento AMSTAR 2, che valuta elementi critici come la registrazione del protocollo, la strategia di ricerca, la gestione dei bias e l’uso corretto dei metodi statistici. Risultato? L’affidabilità complessiva delle prove è stata classificata da bassa a criticamente bassa.

Effetti apparenti spiegati da fattori familiari –  Tutte le revisioni analizzate hanno segnalato un’associazione – da possibile a forte – tra assunzione di paracetamolo e rischio di autismo o ADHD. Tuttavia, sette su nove hanno invitato alla cautela: le correlazioni osservate potrebbero riflettere fattori genetici e ambientali condivisi nelle famiglie, piuttosto che un vero effetto del farmaco. Quando gli studi hanno tenuto conto di variabili come la salute mentale dei genitori, il loro stile di vita o la predisposizione genetica, l’associazione è scomparsa o si è ridotta significativamente. In altre parole, gran parte del rischio apparente può dipendere da confondenti non controllati, come condizioni mediche preesistenti o fattori socio-economici.

Il paracetamolo resta raccomandato in gravidanza –  Il paracetamolo, o acetaminofene, resta il trattamento di riferimento per febbre e dolore in gravidanza, raccomandato da tutte le principali agenzie regolatorie, tra cui l’Agenzia europea dei medicinali (EMA), la UK MHRA e la Therapeutic Goods Administration australiana. A seguito delle dichiarazioni di Trump, gli enti regolatori e le società scientifiche internazionali hanno rinnovato l’invito alle donne in gravidanza a consultare il proprio medico e a basarsi su informazioni scientifiche e aggiornate. “Le donne devono essere rassicurate — sottolineano gli autori — e incoraggiate a utilizzare il paracetamolo quando necessario, alle dosi più basse efficaci e per il minor tempo possibile”.

Servono studi di qualità più elevata –  Gli studiosi riconoscono alcuni limiti: le revisioni differivano per metodi, criteri e qualità dei dati, e non è stato possibile analizzare nel dettaglio il ruolo di dosi e tempi di esposizione. Inoltre, le analisi si sono concentrate soltanto su autismo e ADHD, senza includere altri possibili esiti neurologici. Nonostante ciò, gli autori concludono che le prove attuali non supportano un nesso causale tra l’uso di paracetamolo in gravidanza e lo sviluppo di disturbi del neurosviluppo. “L’attuale base di evidenze è insufficiente per collegare definitivamente l’esposizione in utero al paracetamolo con autismo o ADHD”, si legge nell’articolo. “Servono studi di alta qualità, capaci di controllare in modo rigoroso i fattori confondenti familiari e ambientali”. In sintesi: il paracetamolo resta un farmaco sicuro, se usato responsabilmente e sotto indicazione medica, anche in gravidanza.

(https://www.bmj.com/content/391/bmj-2025-088141?utm)

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