Bonus bebè ENPAM: via alle nuove domande

(da enpam.it)   Molto atteso da medici e odontoiatri, anche quest’anno è arrivato il momento del sussidio per la neonatalità dell’Enpam, molto spesso indicato come Bonus Bebè. Attenzione: il sussidio è qualcosa di diverso dall’indennità di maternità vera e propria, che copre il periodo immediatamente precedente e immediatamente successivo alla nascita o all’ingresso in famiglia del bambino adottato, e che segue procedure anch’esse diverse. Qui si tratta di un sussidio che si aggiunge all’indennità vera e propria, e per sua natura è anche esente da tassazione.   Il sussidio “bonus bebè” ha per l’appunto lo scopo di agevolare la fruizione di servizi di baby-sitting e della rete pubblica o privata accreditata dei servizi per l’infanzia, entro i primi dodici mesi di vita del bambino o di ingresso del minore in famiglia.

Per l’anno 2026 il sussidio per tutti gli iscritti alla Quota A dell’Enpam (compresi gli studenti del quinto e sesto anno di corso di Medicina e Odontoiatria che hanno scelto di iscriversi alla Fondazione) è pari a € 2.000.  A questo proposito va detto che le studentesse del V e VI anno della Facoltà di medicina e chirurgia e di odontoiatria, iscritte all’ENPAM, in caso di maternità, adozione o affidamento, interruzione della gravidanza spontanea o volontaria, non essendo lavoratrici vere e proprie non hanno diritto all’indennità di maternità propriamente detta. Ma la Fondazione la corrisponde loro ugualmente sotto forma di sussidio, per un importo pari all’indennità minima prevista per ciascuna fattispecie. Per il 2026, l’indennità minima lorda è pari ad € 6.045,10 per 5 mensilità.

Il bando a sostegno della neonatalità prevede un ulteriore sussidio una tantum, cumulabile con il sussidio relativo alla gestione di Quota A pari, per l’anno 2026 a € 3.000 per gli iscritti che versano anche alla Gestione Quota B.  Non potrà essere richiesto un conguaglio (per i 1.000 euro di differenza) da parte di coloro che lo hanno già percepito nel 2025, quando il sussidio Quota B era di 2.000 euro.

Il bonus viene dato per ogni figlio. Ad esempio, con l’arrivo di tre gemelli si ha diritto ad un assegno triplo.

Il sussidio può essere richiesto dal genitore iscritto di qualsiasi genere. Qualora entrambi i genitori siano iscritti e presentino la domanda il sussidio spetta ad entrambi. Questo significa ad esempio che i genitori di due gemelli, entrambi medici ed entrambi iscritti attivi alla Quota B, arrivano ad incassare 20.000 euro di bonus bebè.  La domanda deve essere compilata online direttamente dall’area riservata del sito Enpam e va inviata entro i termini previsti dal bando. Una volta scaduti i termini occorre attendere il bando dell’anno successivo.

 Le domande possono essere trasmesse dal 13 aprile al 10 settembre 2026.

A differenza degli scorsi anni, per il 2026 i beneficiari non dovranno più attendere la chiusura del bando e i successivi adempimenti (compilazione della graduatoria, emissione del mandato di pagamento) per poter ricevere il sussidio. La chiusura delle pratiche, in assenza di problematiche (mancanza di dati o di documentazione) avverrà infatti con l’invio della comunicazione all’iscritto, comunque entro 60 giorni dalla presentazione della domanda. Per gli aventi diritto, dopo l’invio della comunicazione, si procederà immediatamente alla richiesta di mandato.

Prestiti d’onore Enpam. Da 5 a 120mila euro per sostenere medici, dentisti e studenti

Prestiti d’onore Enpam. Da 5 a 120mila euro per sostenere medici, dentisti e studenti

(da enpam.it)   Per sostenere il lavoro dei medici, degli odontoiatri e dei futuri professionisti, Enpam ha lanciato un bando per la concessione di prestiti d’onore fino a 120mila euro a interessi zero.

Il bando prevede diverse linee di intervento. Gli studenti iscritti al quinto anno dei corsi di laurea Medicina e Odontoiatria possono richiedere fino a 10mila euro per completare il percorso universitario, mentre per gli iscritti al sesto anno è previsto un finanziamento fino a 5mila euro. Per i medici e dentisti under 35 sono disponibili invece due ulteriori opportunità: fino a 30mila euro per frequentare un master post-laurea e fino a 120mila euro per sostenere le spese di impianto del primo studio professionale.   “In occasione del 1° maggio festeggiamo medici e dentisti innanzitutto sostenendone il lavoro – dichiara il presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti – . Con i prestiti d’onore la Fondazione intende aiutare gli iscritti a trasformare studio, competenze e motivazione professionale in opportunità concrete di attività e autonomia. Non c’è infatti buona previdenza se non c’è buon lavoro, e questo ci sembra il modo migliore per rafforzare l’intero sistema e garantire prospettive alle nuove generazioni di professionisti medici”.

FARE DOMANDA

La richiesta per il beneficio del prestito d’onore va fatta nell’area riservata del sito dell’Enpam. Una volta ottenuto l’ok da parte dell’ente previdenziale, l’iscritto potrà rivolgersi a una qualsiasi banca per ottenere materialmente il prestito. L’Enpam rimborserà gli interessi addebitati dalla banca (fino a Irs + 1 per cento) e si farà carico delle spese di istruttoria (fino a 300 euro).  Per fare domanda occorre essere in regola con i contributi previdenziali ed è necessario che il reddito familiare medio degli ultimi tre anni sia al di sotto di un limite che varia in basa al numero dei componenti (ad esempio, 78.442 euro per un nucleo di tre persone). Il limite sale in presenza di invalidi. Gli studenti, invece, devono presentare un piano di studi approvato dalla Facoltà e aver superato almeno l’80 per cento degli esami previsti negli anni precedenti.  Per i finanziamenti destinati alla formazione post-laurea e all’avvio dello studio professionale, è richiesta la partita Iva; nel caso dell’apertura del primo studio occorre, inoltre, aver presentato almeno due dichiarazioni dei redditi. Per i professionisti si può attivare la garanzia attraverso il Fondo Pmi. Enpam ha stanziato complessivamente 900mila euro per pagare gli interessi e le spese relative a questi prestiti d’onore.    Sarà possibile fare domanda fino a mezzogiorno del 10 settembre 2026.

Enpam: al via il bando mutui 2026 da 30 milioni di euro per medici e odontoiatri

(da Enpam.it)  La Fondazione Enpam mette a disposizione 30 milioni di euro per i mutui destinati a medici e odontoiatri iscritti. È online dal 13 aprile la procedura per accedere ai finanziamenti, finalizzati all’acquisto della prima casa o dello studio professionale, oltre che a interventi di ristrutturazione, ampliamento e sostituzione di mutui esistenti. Le domande saranno esaminate progressivamente, mano a mano che perverranno.

Nel 2025, il tempo medio tra la presentazione della domanda e la stipula davanti al notaio è stato di circa tre mesi, salvo ritardi legati a documentazione incompleta. Possono accedere alla misura gli iscritti Enpam da almeno un anno, in regola con i contributi e senza altri finanziamenti attivi con la Fondazione; l’anzianità di iscrizione è riconosciuta anche per i periodi maturati durante gli studi, consentendo l’accesso anche agli studenti degli ultimi anni dei corsi di laurea in medicina e odontoiatria. Particolare attenzione è rivolta ai giovani professionisti under 40 – medici e odontoiatri – tra cui iscritti ai corsi di formazione in medicina generale, specializzandi e titolari di partita Iva forfettaria o contratti a termine, che spesso, nelle fasi iniziali della carriera, possono incontrare maggiori difficoltà a soddisfare i requisiti richiesti dal mercato del credito.

“Con questa iniziativa – dichiara il presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti – continuiamo a sostenere concretamente i nostri iscritti nei momenti più importanti della loro vita professionale e personale. Per molti giovani medici e odontoiatri si tratta di un’opportunità decisiva: consente di anticipare l’accesso alla casa o allo studio anche in una fase iniziale della carriera, quando i requisiti richiesti dal mercato del credito possono risultare più difficili da soddisfare. In questo modo si evita di rinviare progetti di vita e professionali, con la possibilità, nel tempo, di trasferire il mutuo sul mercato alle condizioni più favorevoli.”

Il tasso applicato sarà fisso per tutta la durata del mutuo ed è determinato sulla base del tasso di riferimento della Banca centrale europea alla data di stipula (attualmente al 2,15%), maggiorato di 1,5 punti percentuali. Le domande possono essere presentate esclusivamente online, tramite l’area riservata del sito Enpam, dalle ore 12 del 13 aprile, fino alle ore 12 del 10 settembre 2026, nell’ambito delle risorse stanziate. L’esito della richiesta sarà comunicato via email entro 60 giorni lavorativi. Gli uffici della Fondazione sono disponibili per supportare gli iscritti nella gestione delle pratiche.

Elezioni SaluteMia, Prada confermato presidente

Gianfranco Prada è stato confermato alla presidenza di SaluteMia. Lassemblea ordinaria dei soci della Società di mutuo soccorso dei medici e degli odontoiatri ha inoltre rinnovato, per il mandato 2026-2031, lincarico a tutti i membri uscenti del Consiglio di amministrazione.

 

IL PRESIDENTE

Gianfranco Prada, medico odontoiatra, è laureato in Odontoiatria e protesi dentaria nel 1985 all’Università di Milano. È alla presidenza di SaluteMia dall’anno di fondazione dell’organismo attivo nel campo della Sanità integrativa, che opera in favore dei medici, degli odontoiatri e dei loro familiari. Nel corso della propria carriera, Prada ha ricoperto incarichi di vertice nell’ambito sindacale (Presidenza ANDI Nazionale), e ordinistico ed è stato vicepresidente della Fondazione Enpam, l’ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri.

Sotto la sua guida, SaluteMia è cresciuta costantemente. Sia nei numeri, con gli iscritti che hanno quasi raggiunto quota 14mila, sia nell’offerta di tutele in favore dei Soci. Infatti, nel corso degli anni, sono state progressivamente incrementate le riserve economiche a disposizione dei Soci della Mutua ed è cresciuto il numero dei sussidi erogati. Nel solo 2025, SaluteMia ha ricevuto circa 22mila richieste di sostegno e assegnato quasi 12 milioni di euro a tutela della salute degli iscritti.

 

IL VICEPRESIDENTE E IL CDA

Maurizio Scassola, medico di medicina generale, è stato riconfermato dal Consiglio di Amministrazione alla vicepresidenza di SaluteMia. Ha ricoperto incarichi di vertice nell’ambito della rappresentanza sindacale e ordinistica. È stato, inoltre, vicepresidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri.

Gli altri componenti del Consiglio di amministrazione riconfermati dall’assemblea di SaluteMia sono: Sergio Barbieri, medico neurologo, Giampietro Chiamenti, medico pediatra, Mario Antonio Lavecchia, medico pneumologo, Luigi Sodano, medico otorinolaringoiatra.

L’assemblea ha inoltre riconfermato, in qualità di revisore unico,  Ugo Venanzio Gaspari, dottore commercialista.

 

PRADA: PRONTI A PROSEGUIRE IL LAVORO

“Siamo lieti di avere ricevuto il sostegno dell’assemblea, per garantire continuità e stabilità alla Mutua, che è patrimonio di tutti i medici e di tutti gli odontoiatri”, commenta il presidente di SaluteMia, Gianfranco Prada.

“Tutta la squadra del Consiglio di amministrazione, i dipendenti di SaluteMia e i nostri collaboratori, – aggiunge Prada – sono pronti a proseguire il percorso intrapreso, a beneficio dei nostri colleghi, medici e odontoiatri e dei loro familiari. Il nostro impegno continua, in piena sintonia con i valori e gli obiettivi da sempre condivisi con la Fondazione Enpam, per incrementare l’offerta di SaluteMia e fornire ai nostri Soci le migliori opportunità di tutela della loro salute”.

 

SaluteMia al voto il 10 aprile per eleggere gli organi statutari

SaluteMia ha avviato le procedure elettorali che porteranno al rinnovo degli organi statutari. L’assemblea ordinaria della Società di mutuo soccorso dei medici e degli odontoiatri si terrà in videoconferenza venerdì 10 aprile alle ore 11.00.

All’ordine del giorno sono previste anche le elezioni del presidente, di cinque consiglieri di amministrazione e del revisore unico (o, in alternativa, del collegio dei sindaci).

“Negli ultimi anni la nostra Mutua, che appartiene ai colleghi Soci medici e odontoiatri, è cresciuta costantemente. Gli iscritti hanno quasi raggiunto quota 14mila e le riserve economiche sono aumentate, rafforzando la tutela futura dei Soci, sebbene, nel 2025 abbiamo ricevuto circa 22mila richieste di sussidi ed erogato quasi 12 milioni di euro per sostenere la salute dei nostri iscritti”, afferma Gianfranco Prada, medico odontoiatra, presidente di SaluteMia.

“In piena sintonia con la Fondazione Enpam, la lungimiranza, l’impegno e la coesione della nostra squadra – composta dal Consiglio di amministrazione uscente, espressione delle principali rappresentanze sindacali, dal personale di SaluteMia e dai nostri collaboratori – hanno permesso di rafforzare la struttura e il futuro della Mutua, rendendola più stabile ed efficiente, nonostante l’aumento dei sinistri e un contesto economico complesso. Possiamo dire con orgoglio di avere mantenuto gli impegni presi a inizio mandato, operando sempre nell’interesse esclusivo dei Soci”.

“In accordo con i colleghi consiglieri uscenti – conclude Prada – abbiamo deciso pertanto di rinnovare il nostro impegno, candidandoci nuovamente con la lista ‘Insieme per il futuro di SaluteMia’, in continuità con i valori e gli obiettivi da sempre condivisi con Enpam. Auspichiamo pertanto il sostegno dei Soci per proseguire il lavoro avviato, a beneficio di una Mutua che oggi rappresenta un presidio essenziale per la stabilità e il benessere socio-sanitario dei medici, degli odontoiatri e delle loro famiglie”.

Per partecipare all’assemblea, i Soci devono richiedere la scheda di presenza entro venerdì 3 aprile all’indirizzo: info@salutemia.net.

Come andare in pensione con l’Enpam nel 2026

(da enpam.it)    Anno nuovo, requisiti vecchi. Sono quelli di età e di anzianità contributiva che servono a medici e odontoiatri per andare in pensione con l’Enpam nel 2026.  Come detto, quest’anno i requisiti sono rimasti gli stessi del 2025. Ma per chi sta progettando di ritirarsi dall’attività professionale nei prossimi 12 mesi, può essere utili ribadirli.  Innanzitutto, è bene ricordare che la pensione Enpam è composta da una base, di Quota A, che si matura con la contribuzione che versano tutti i medici e dentisti e che spetta quindi a tutti gli iscritti all’Ordine.  A questa, si aggiunge un’ulteriore quota eventuale calcolata sui contributi versati alla gestione di appartenenza, determinata dall’attività professionale specifica svolta: medicina generale, specialistica ambulatoriale, specialistica esterna o libera professione.

PER TUTTI – QUOTA A  –  È bene premettere che per fare domanda per il trattamento legato alla Quota A è necessario essere in regola con il versamento dei contributi e aver maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o per quella anticipata. La pensione di vecchiaia ha come requisito il raggiungimento dei 68 anni di età e condizione necessaria è avere almeno 5 anni di anzianità contributiva.  I requisiti per la pensione anticipata si maturano, invece, a 65 anni, per chi sceglie il metodo di calcolo interamente contributivo, entro il mese del sessantacinquesimo compleanno. Occorre comunque essere ancora iscritti alla gestione e avere almeno 20 anni di contribuzione.

PER I CONVENZIONATI  –  Oltre che alla Quota A, i medici convenzionati sono contribuenti del Fondo Enpam della medicina convenzionata e accreditata.  Una volta cessata l’attività in convenzione, medici di famiglia, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali o esterni, medici della medicina dei servizi, guardie mediche, medici fiscali o medici convenzionati esterni Inps, hanno a disposizione tre modalità.  La prima prevede di andare in pensione di vecchiaia68 anni.  La seconda, prevede di andare in pensione anticipata a partire dai 62 anni.  Per questa opzione è necessario avere maturato almeno 35 anni di contribuzione effettiva, riscattata o ricongiunta e 30 anni di anzianità laurea.  Infine, come terza opzione, è possibile andare in quiescenza indipendentemente dall’età, con 42 anni di contribuzione effettiva, riscattata e ricongiunta, e 30 anni di anzianità laurea.  Per i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e gli specialisti ambulatoriali c’è una quarta opzione che prevede di andare in pensione con il sistema dell’App, l’Anticipo della prestazione previdenziale dell’Enpam.

PER I LIBERI PROFESSIONISTI   – I medici e i dentisti che nella loro carriera hanno svolto libera professione hanno versato i contributi derivanti dalla loro attività alla Quota B, hanno anche loro tre modalità per andare in pensione.  La prima prevede di andare in pensione di vecchiaia68 anni, purché si abbiano almeno 5 anni di anzianità contributiva sulla Quota A.  La seconda prevede, a 62 anni, di andare in pensione anticipata di Quota B.  Anche in questo caso sono necessari almeno 35 anni di contribuzione effettiva, riscattata o ricongiunta, e 30 anni di anzianità laurea. Infine, come terza opzione, è possibile andare in quiescenza indipendentemente dall’età, con 42 anni di contribuzione effettiva, riscattata e ricongiunta, e 30 anni di anzianità laurea

 

L’App Enpam si rinnova, più servizi per gli iscritti

(da enpam.it)  Compilare e trasmettere la dichiarazione dei redditi libero professionali direttamente dal tuo smartphone, delegare una o più persone di fiducia (o il tuo commercialista), presentare domanda per versare una contribuzione ridotta.  Sono alcune delle funzioni della nuova App Enpam, da oggi disponibile gratuitamente su Google Play Store e Apple App Store per gli iscritti all’ente di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri.

L’ENPAM SEMPRE IN TASCA  Lo strumento, lanciato nel 2019, è stato aggiornato e arricchito di funzioni, rinnovato sotto il profilo dell’interfaccia, dell’esperienza d’uso e dell’integrazione con i servizi dell’Area Riservata, con cui interagiscono oltre 590mila tra medici e odontoiatri, attivi e pensionati.  Con il semplice tocco di un dito, l’app Enpam permette di navigare nella area riservata e scaricare i documenti di cui hai bisogno, verificare le tue informazioni, e da oggi, come detto, anche compilare e trasmettere documenti o richiedere modifiche alla propria posizione previdenziale.  Soprattutto, tramite la nuova applicazione, oggi l’iscritto può conferire la delega direttamente a commercialisti, consulenti del lavoro, o a una persona di fiducia, che potranno poi operare sulla posizione previdenziale tramite l’Area riservata del sito www.enpam.it.

NUOVI SERVIZI PER I LIBERI PROFESSIONISTI   Ad esempio, un libero professionista può ora compilare e trasmettere il modello D, quello per intenderci che serve a dichiarare i redditi da attività lavorativa, con il suo smartphone. E se non ha tempo per farlo, può conferire la delega a qualcuno di sua fiducia o al suo commercialista. O chiedere di versare i contributi beneficiando dell’aliquota ridotta.  Tra le altre novità, ci sono la possibilità di verificare la regolarità contributiva e di visualizzare l’estratto conto contributivo integrato, quindi anche i contributi nelle gestioni Inps, oltre a tutte le funzioni già disponibili nella versione originale.

PER TUTTI  Servizi che si vanno ad aggiungere a quelli già disponibili e che servono tanto ai pensionati che desiderano consultare e scaricare le certificazioni fiscali in vista della dichiarazione dei redditi, quanto alle dottoresse che hanno percepito l’indennità per una gravidanza o agli iscritti che hanno ricevuto sussidi soggetti a tassazione o che vogliono conoscere l’ammontare dei contributi previdenziali da indicare nella dichiarazione dei redditi per ottenere uno sconto fiscale.  Sempre per i pensionati, grazie all’app è possibile visualizzare l’importo esatto della pensione e la data in cui viene accreditata.  E tra i servizi disponibili non bisogna dimenticare la cosiddetta “busta arancione”, attivo per la Quota A, la Quota B, la gestione della Medicina generale, specialisti ambulatoriali e per gli ex convenzionati transitati a rapporto di dipendenza, che consente di ottenere la propria ipotesi di pensione.  Ci sono anche una sezione per restare aggiornati sulle scadenze e un’altra sulle ultime notizie.  L’applicazione, infine, permette di conoscere anche tutte le convenzioni stipulate da Enpam per ottenere sconti e promozioni.

DOVE SCARICARLA   La app, che è stata interamente sviluppata dalla struttura dei Sistemi informativi di Enpam, è scaricabile gratuitamente sia dall’App Store disponibile su iPhone e iPad sia su Google Play, per chi ha un telefono o un tablet Android.

COME ACCEDERE    L’applicazione consente l’accesso con identità digitale tramite SPID, CIE secondo le linee guida di sicurezza.  Per qualsiasi problema di accesso è possibile consultare la pagina web www.enpam.it/app-enpam-iscritti/

 

Enpam ribalta le previsioni, investimenti per 752 milioni. Oliveti: «Contributi e patrimonio più che sufficienti per pagare le pensioni future»

(da IlMessaggero.it)   Conti di 400 milioni di euro migliori del previsto per Enpam, l’ente previdenziale non statale più grande d’Italia. La Cassa dei medici e degli odontoiatri si appresta a chiudere il 2025 in positivo nonostante stia sostenendo una spesa pensionistica record. Il patrimonio dell”Enpam, che la scorsa settimana la Covip ha certificato attestarsi a quota 29,5 miliardi di euro (dato a fine 2024), crescerà di almeno altri 154 milioni di euro entro la fine di quest’anno. La stima provvisoria, spiega il quotidiano, è contenuta nel bilancio preconsuntivo approvato all’unanimità dall’Assemblea nazionale dell’ente di previdenza dei camici bianchi che si è tenuta all’Hotel Villa Pamphili Roma.

A contribuire all’andamento migliore del previsto c’è la gestione del patrimonio, che al momento ha portato a un saldo positivo degli investimenti per 732 milioni di euro. La redditività degli investimenti finanziari per il 2025, calcolata a mercato, è stimata provvisoriamente attorno al 10 per cento. Il parlamentino della fondazione ha anche approvato il bilancio di previsione per il 2026. L’ente prevede di distribuire 4,7 miliardi di euro di pensioni a medici, dentisti, vedove e orfani, un importo che supererà di circa 1 miliardo i contributi incassati. Nonostante per un certo numero di anni, come previsto dai bilanci tecnici, l’Enpam avrà un saldo previdenziale negativo, a causa dell’alto numero dei pensionati e di un numero di professionisti attivi più limitato, la sostenibilità sarà assicurata. Sul modello bancario, l’ente dei medici ha cominciato a calcolare il suo livello di solvibilità in termini di funding ratio.
«Se l’indice di funding ratio è superiore a 1, vuol dire che le nostre attività saranno più che sufficienti a coprire le passività future, mentre un valore sotto l’uno esporrebbe un evidente sottofinanziamento», spiega il presidente Alberto Oliveti. A oggi l’indice dell’Enpam è pari a 1,21, un valore nettamente superiore al funding ratio di partenza: secondo i dati del bilancio tecnico al 1997, appena dopo la privatizzazione, l’indice corrispondeva a un insufficiente 0,68.

«Essere liquidi quando serve è la filosofia della nostra politica degli investimenti che prevede la ripartizione del nostro patrimonio in due portafogli – spiega Oliveti -. Un portafoglio serve a coprire le passività prevedibili attraverso investimenti che abbiano il rischio più basso possibile. In parallelo c’è un portafoglio di performance, dove altre risorse vengono investite sempre con una logica di protezione del capitale ma mettendo sul piatto della bilancia sia i rischi sia i rendimenti attesi sia la durata dell’impegno».

L’anno prossimo, spiega ancora il quotidiano, la Cassa muoverà comunque una mole notevole di nuovi investimenti: oltre mezzo miliardi (533 milioni) saranno a disposizione per operazioni nel settore finanziario mentre ci saranno quasi 280 milioni di euro di nuovi investimenti nel settore immobiliare e dei beni reali, che include le infrastrutture.
L’Enpam ha fra i propri iscritti circa 365mila fra medici e dentisti in attività, 7.700 studenti di medicina e odontoiatria e 180mila pensionati, un quarto dei quali sono familiari superstiti di medici. L’ente finanzia anche una copertura a tappeto contro il rischio non autosufficienza, con 488mila medici attivi e pensionati che oggi godono di una polizza automatica per long term care.

Medici ospedalieri con prestazioni aggiuntive, attenzione al modello Enpam

(da DottNet)    Per la maggior parte dei medici e odontoiatri dipendenti ospedalieri, una delle poche certezze, al momento della denuncia del reddito libero professionale ai fini Enpam, è sempre stata quella di osservare il punto 4 della Certificazione Unica rilasciata dall’ospedale: se risultava a zero, oppure riportava un importo inferiore a 9.000 euro, non c’era bisogno di effettuare la denuncia. Una recente nota della Fondazione accende invece un faro su una importante novità della Certificazione Unica 2025 (che riporta i redditi percepiti nel 2024): quella delle cosiddette prestazioni aggiuntive.

Questa casistica riguarda proprio quelle prestazioni, svolte su base volontaria al di fuori del normale orario di lavoro, che l’azienda “compra” ai propri dirigenti medici e che questi a loro volta eseguono in regime di intramoenia. Tale attività gode di un regime fiscale particolare, introdotto dal decreto legge 73/2024.

In particolare, l’articolo 7 stabilisce un’imposta sostitutiva del 15 per cento per Irpef, addizionali regionali e provinciali per le prestazioni previste dall’articolo 89 comma 2 del contratto collettivo nazionale 2019-2021 dell’area sanità. Vale a dire quelle richieste “in via eccezionale e temporanea” allo scopo di “ridurre le liste di attesa” e “acquisire prestazioni aggiuntive in presenza di carenza di organico”. Gli importi di cui parliamo si trovano al punto 671 della Certificazione Unica ed anche essi, costituendo attività libero professionale, non sono stati assoggettati al prelievo in favore dell’Inps, come accade invece per lo stipendio vero e proprio, riportato al punto 1 della Certificazione. 

Sono pertanto soggetti a contribuzione in favore dell’Enpam insieme con quelli relativi alla normale attività intramuraria. Per fare la denuncia all’Enpam, il reddito da dichiarare si ottiene quindi facendo la somma del punto 4 e del punto 671 della Certificazione Unica. Solo per chiarezza, è bene precisare che ai successivi punti 672 e 673 della Cu, invece, si trovano rispettivamente: l’importo delle imposte sostitutive relative a tali redditi e l’importo delle imposte sostitutive eventualmente non operate dall’azienda. Ma attenzione: gli importi riportati in questi ultimi due punti non vanno inseriti nel modello D. Può presumersi che per molti ospedalieri che hanno effettuato prestazioni aggiuntive, questa potrebbe essere la prima volta che denunciano i loro redditi all’Enpam, perché magari finora non avevano mai superato il tetto di circa 9.000 euro. Se è così, è bene che ricordino, prima della denuncia, di compilare il modulo online con cui richiedono l’aliquota super-agevolata del 2% (l’aliquota ordinaria è pari al 19,50%). Dopo la scelta, andranno a riempire gli spazi del Modello D di denuncia.

Inoltre, alla luce di questa importante novità, potrebbero esservi medici che hanno inserito nella denuncia Enpam un importo sbagliato, magari riferito al solo punto 4 della Certificazione Unica, e quindi inferiore al totale del reddito libero professionale effettivamente prodotto. Niente paura: in questo caso basta compilare un nuovo Modello D con l’importo corretto, che annullerà e sostituirà il precedente. Il Modello D va inviato entro il 5 Settembre 2025, a pena di una sanzione di 120 euro. Nel caso della rettifica di un modello inviato comunque prima della scadenza dei termini, c’è tempo fino al 31 dicembre per inviare la correzione senza alcuna sanzione, ma è sempre meglio provvedere entro la fine di settembre, per evitare modifiche nella determinazione dei pagamenti dovuti.

Rinviato al 5 settembre il modello D per dichiarare i redditi libero professionali

(da enpam.it)   Il Consiglio di amministrazione dell’Enpam ha rinviato al 5 settembre il termine di presentazione del modello D 2025. Medici e odontoiatri hanno quindi un mese in più per compilare e presentare alla Cassa di previdenza la dichiarazione online sui redditi da attività libero-professionale conseguiti nel 2024. Il modello D è funzionale a determinare l’importo dei contributi di Quota B da pagare.

La proroga è stata stabilita in seguito a una norma statale, che ha spostato al 21 luglio (ed eventualmente al 20 agosto) la scadenza per pagare alcune imposte. Perciò solo in vista di quella data molti iscritti Enpam avranno a disposizione i dati utili per compilare il modello D.  Attenzione però a non oltrepassare il 5 settembre, perché il ritardo farebbe scatterebbe una sanzione di 120 euro.

È bene inoltre ricordare che nonostante la proroga per la presentazione del modello D, il termine del versamento dei contributi di Quota B resta invariato al 31 ottobre, per il saldo in unica soluzione o per il pagamento della prima rata.

 

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