Inchiesta tra i colleghi cha hanno completato o stanno frequentando il Corso di Formazione Regionale per la Medicina Generale

vi saremmo molto grati se poteste far girare il seguente link fra i medici iscritti a codesto Ordine:

Come specificato nel cappello introduttivo, l' indagine è rivolta ai medici che

·                    hanno già completato il corso di formazione specifica in medicina generale; o

·                    stanno ancora frequentando il corso di formazione specifica in medicina generale;

Indipendentemente dal fatto che ora lavorino o meno come medici di assistenza primaria (medico di medicina generale, medio di continuità assistenziale, altro)

Si tratta di un' indagine conoscitiva anonima, promossa dall' ateneo di Trieste ed approvata dal rispettivo comitato etico universitario nella seduta del 17 Dicembre 2024 (Verbale N.11).

Confidando in un positivo riscontro porgo cordiali saluti

Prof. Luca Cegolon, MD, MSc, PhD

Associate Professor of Public Health Medicine

University of Trieste

via della Pietà 2

34129 Trieste

Italy

email: luca.cegolon@units.it

Il paziente crede nel Mmg che mette in pratica ciò che predica

(da Clinical Monitor)  Un team di ricercatori del Centro Accademico di Medicina Generale e Cure primarie dell’Università di Lovanio ha condotto uno studio trasversale da aprile 2023 a settembre 2023 per indagare l'influenza degli stili di vita malsani dei medici di base sull'aderenza dei pazienti alle raccomandazioni sullo stile di vita.  Hanno distribuito un questionario online attraverso piattaforme di social media, newsletter di organizzazioni di pazienti e sale d'attesa di cliniche mediche ad adulti nelle Fiandre o a Bruxelles con sufficiente conoscenza della lingua olandese. In questo studio sono stati analizzati 476 questionari compilati. Il campione comprendeva il 73.2% di donne, con un'età media di 26 anni e valutazioni soggettive di salute fisica e mentale rispettivamente di 8 e 7 su 10.  L'analisi si è concentrata su come lo stile di vita malsano di un medico di famiglia abbia influenzato la volontà dei pazienti di seguire i consigli sullo stile di vita, tra cui smettere di fumare, moderare l'uso di alcol e incrementare l'attività fisica, e ha esaminato come il giudizio percepito dal medico di base avesse influenzato l'aderenza.  I pazienti avevano meno probabilità di seguire i consigli sullo stile di vita riguardo allo stop al fumo (62.3%), all'uso di alcol (64.9%), alla vaccinazione (49.7%) e alle abitudini alimentari (51.2%) quando i medici di base mostravano comportamenti corrispondenti malsani. Inoltre, una percentuale significativa di intervistati (68.8%) ha dichiarato di essere meno propensa a seguire i consigli quando si sente giudicata. La maggior parte degli intervistati non ha riportato alcuna influenza sulla propria aderenza ai consigli sull'attività fisica, l'igiene del sonno e la gestione dello stress; tuttavia, circa un terzo era meno propenso a seguire tali consigli quando il proprio medico di famiglia non aderiva a queste raccomandazioni.   L'età ha predetto debolmente la sensazione di essere giudicati e l'aderenza, in particolare per quanto riguarda la cessazione del fumo, l'uso di alcol e i consigli di vaccinazione da parte dei medici di base con comportamenti malsani, con gli intervistati più anziani meno colpiti dagli stili di vita malsani dei medici di base rispetto a quelli più giovani. Gli intervistati con una migliore salute fisica soggettiva avevano meno probabilità di essere influenzati dai consigli sull'attività fisica dei medici di base che erano essi stessi inattivi.  "Risulta essenziale promuovere uno stile di vita sano tra i medici di base. Inoltre, gli intervistati sono meno aderenti quando si sentono giudicati dal loro medico di base. Pertanto, è importante che i consigli siano dati in modo empatico e non giudicante", hanno sottolineato i ricercatori. (Kerremans J, Schoenmakers B. Influence of GPs' unhealthy lifestyle on patients' adherence to lifestyle recommendations: a cross-sectional study in Flanders, Belgium. BJGP Open 2025. DOI: https://doi.org/10.3399/BJGPO.2024.0221

Bastano 7.000 passi al giorno per ridurre mortalità e rischio cronico

(da Doctor33)    Per anni la soglia dei 10.000 passi al giorno è stata indicata come obiettivo minimo per mantenere una buona salute. Una meta-analisi pubblicata su 'The Lancet Public Health' mette però in discussione questo riferimento e indica che circa 7.000 passi quotidiani sono sufficienti per ottenere benefici clinicamente significativi, mentre già con 4.000 passi si osservano miglioramenti rilevanti. Lo studio ha incluso 35 ricerche per un totale di oltre 16.000 adulti seguiti tra il 2014 e il 2025, analizzando otto esiti principali: mortalità per tutte le cause, cancro, malattie cardiovascolari, funzioni cognitive, cadute, salute mentale, funzionalità fisica e diabete di tipo 2. Secondo i dati, chi cammina circa 7.000 passi al giorno riduce il rischio di mortalità per tutte le cause del 47%, di malattie cardiovascolari del 25%, di demenza del 38%, di diabete del 14% e di cancro del 6%. Si osserva inoltre una riduzione delle cadute del 28% e della depressione del 22%.  Superare i 10.000 passi non comporta rischi e può aggiungere benefici ulteriori, anche se con guadagni progressivamente più limitati. Per gli autori, il conteggio dei passi rappresenta un parametro di attività fisica più facilmente monitorabile rispetto ai minuti di attività moderata o vigorosa raccomandati dalle linee guida internazionali (150-300 a settimana). “Ogni passo conta – sottolineano i ricercatori – anche piccoli incrementi possono fare la differenza, soprattutto per chi parte da livelli di attività molto bassi”. Secondo la prima autrice, Melody Ding, docente alla Sydney School of Public Health dell’Università di Sydney, l’obiettivo dei 10.000 passi “è di origine commerciale, mentre la revisione mostra che 7.000 rappresentano un target realistico e clinicamente rilevante”. Incrementi più contenuti, da 2.000 a 4.000-5.000 passi, risultano comunque benefici e possono motivare i soggetti sedentari.  Il dato rafforza il ruolo dei contapassi e dei dispositivi indossabili come strumenti di supporto al counselling motivazionale e all’aderenza ai programmi di prevenzione primaria. (https://www.thelancet.com/journals/lanpub/article/PIIS2468-2667(25)00164-1/fulltext)

Alcuni disturbi mentali sono legati a un rischio di mortalità superiore per malattie cardiache

Alcuni disturbi mentali sono legati a un rischio di mortalità superiore per malattie cardiache

(da Sanitainformazione.it)   La salute mentale è strettamente correlata a quella cardiaca. Infatti, alcune patologie come depressione, ansia, schizofrenia, disturbo bipolare e disturbo da stress post-traumatico, aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari dal 50% fino quasi al 100%, e peggiorano gli esiti di patologie cardiache preesistenti, con un aumento della mortalità tra il 60% e il 170%. Lo rivela uno studio dell’Università Emory, pubblicato su 'The Lancet Regional Health Europe'. Lo studio sottolinea inoltre una relazione bidirezionale: oltre il 40% delle persone affette da malattie cardiovascolari presenta anche problemi di salute mentale, suggellando un legame complesso e interdipendente tra queste condizioni.

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Mangiare troppo pollo amplia il rischio di tumori gastrointestinali

(da DottNet)  Secondo una nuova ricerca condotta dall’Irccs de Bellis di Castellana Grotte (Bari), anche il consumo moderato di carne di pollo potrebbe essere associato a un aumento del rischio di morte per tumori gastrointestinali. Lo studio, condotto su oltre 4.800 persone, ha rilevato che mangiare tra i 100 e i 200 grammi di pollo a settimana comporta un aumento del rischio pari al 35%. La percentuale sale al 100% se il consumo settimanale supera i 200 grammi. Il direttore scientifico dell'Istituto, Gianluigi Giannelli, ha spiegato che risultati della ricerca "sembrerebbero un po' sfatare il mito della carne di pollo come scelta salutistica rispetto alla carne rossa", precisando che "abbiamo anche dimostrato che la carne rossa aumenta il rischio di morte per tumori gastrointestinali del 23% soltanto se consumata oltre i 350 grammi la settimana". Il commissario straordinario dell’Irccs, Luigi Fruscio, ha sottolineato come l’istituto De Bellis abbia maturato negli anni una solida competenza nel campo della prevenzione, promuovendo la "dieta mediterranea come corretto stile di vita per combattere l'insorgenza di patologie croniche ed oncologiche".