Anticoagulanti orali e farmaci da banco: il rischio di interazioni è molto serio ma poco noto

Last Updated on 12 Dicembre 2019 by Segreteria

(da M.D.Digital)  Circa il 98% dei pazienti che sono in terapia con i nuovi anticoagulanti orali diretti utilizza anche farmaci da banco. Secondo i dati di un recente studio, di questi il 33% aveva assunto almeno uno farmaco Otc che, in combinazione con l’anticoagulante, potrebbe causare un sanguinamento pericoloso. E soprattutto chi assumeva questi farmaci era ignaro del pericolo di alcune interazioni potenzialmente gravi. I ricercatori hanno intervistato 791 pazienti, ai quali era stato prescritto apixaban, per indagare il loro livello di conoscenza circa le potenziali interazioni tra il farmaco e prodotti da banco. È stato chiesto loro quanto spesso assumevano acido acetisalicilico, ibuprofene/naprossene, acetaminofene e 13 integratori alimentari comuni, tra cui erbe cinesi, vari oli di pesce, zenzero e tisane, in contemporanea all’uso di una terapia anticoagulante con apixaban. Quasi tutti gli intervistati (97.5%) hanno riferito l’uso del prodotto OTC e, di questi, il 33% Aveva assunto quotidianamente o quasi tutti i giorni almeno un prodotto OTC in grado di avere interazioni apixaban potenzialmente gravi e il 6.7% aveva assunto più prodotti (media = 2.6). L’ acido acetisalicilico era utilizzata quotidianamente dal 14.7% dei soggetti (e di questi il 64.7% aveva anche assunto altri prodotti OTC potenzialmente interagenti); un uso più frammentato o al bisogno veniva riferito dal 10.4%. L’ibuprofene e il naprossene venivano assunti giornalmente/quasi tutti i giorni dall’1.8%, occasionalmente dal 28.5%. Gli integratori alimentari con interazioni potenzialmente gravi erano utilizzati ogni giorno/quasi tutti i giorni dal 20.2% del campione. Circa il 66% degli intervistati dichiarava incertezza o aveva nozioni non corrette relative al rischio di potenziale sanguinamento correlato alla combinazione di Fans e apixaba. Una minore conoscenza dei prodotti OTC in grado di avere interazioni potenzialmente gravi risultava associata a un maggiore utilizzo del prodotto OTC (OR=0.54).  Considerata l’elevata numerosità di persone che non era a conoscenza dell’esistenza di interazioni potenzialmente pericolose, gli autori sottolineano la necessità di una corretta educazione sia dei pazienti che gli operatori sanitari sui pericoli che queste combinazioni possono comportare.

(Tarn DM, et al. Prevalence and Knowledge of Potential Interactions Between Over-the-Counter Products and Apixaban. J Am Geriatr Soc 2019; doi: 10.1111/jgs.16193)

Salute orale dei bambini: genitori bocciati

Last Updated on 11 Dicembre 2019 by Segreteria

(da Odontoiatria33)   La salute orale dei bambini preoccupa gli operatori e la causa è prevalentemente dovuta a alimentazione e stili di vita scorretti e una sempre minor attenzione verso la prevenzione odontoiatrica sia dei genitori che degli operatori sanitari che si occupano di infanzia (pediatri, medici, farmacisti). E’ la sintesi della ricerca italiana condotta dai ricercatori del Dipartimento di odontoiatria materno-infantile dell’Istituto Stomatologico Italiano, guidato da Luigi Paglia, in collaborazione il Laboratorio di epidemiologia degli stili di vita dell’Istituto Mario Negri diretto da Silvano Gallus, Silvia Scaglioni pediatra di Fondazione De Marchi e la società di ricerca di mercato DOXA. La ricerca una delle più importanti per numero di soggetti coinvolti e la prima che coinvolge soggetti da 0 mesi effettuata in Italia, ha cercato di valutare il fenomeno della gravità (e concause) della carie infantile (ECC) tra i bambini di età da zero e 71 mesi (l’arco di tempo in cui, secondo l’American Academy of Pediatric Dentistry si parla di carie infantile, ndr). La ricerca ha riguardato 2.522 genitori adulti di 3000 bimbi, campione rappresentativo della popolazione infantile italiana compresa tra 0 e 71 mesi divisi per diverse fasce di età.  Ai genitori, selezionati attraverso il panel on line di Doxa che conta 120 mila componenti familiari, è stato sottoposto un questionario on line nei  mesi di ottobre e novembre  2018. La percentuale di risposte è stata relativamente elevata di circa il 49 per cento.

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La maggior parte dei giovani non fa attività fisica sufficiente

Last Updated on 11 Dicembre 2019 by Segreteria

(da Doctor33)   Secondo uno studio pubblicato su Lancet Child and Adolescent Health, la maggior parte degli adolescenti nel mondo non pratica sufficiente attività fisica. «Il nostro studio ha rilevato che più dell’80% dei giovani, l’85% delle ragazze e il 78% dei ragazzi, in età scolare non soddisfa le attuali raccomandazioni che richiedono almeno un’ora di attività fisica al giorno» spiega Regina Guthold, dell’Organizzazione mondiale della sanità, prima autrice del lavoro.   I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti tramite sondaggio da 1,6 milioni di studenti dagli 11 ai 17 anni in 146 paesi, e hanno valutato ogni tipo di attività fisica, tra cui il gioco, lo sport, l’aiuto nei lavori domestici, camminare, andare in bicicletta e l’educazione fisica. L’analisi dei dati ha mostrato che sebbene la prevalenza di attività fisica insufficiente sia diminuita in modo significativo tra il 2001 e il 2016 per i ragazzi (passando dall’80% al 78%), non vi sono stati cambiamenti significativi per le ragazze. Il gruppo di reddito del paese di appartenenza non ha offerto un modello chiaro di variabilità, infatti è stata osservata una prevalenza insufficiente di attività dell’84,9% nei paesi a basso reddito, del 79,3% in paesi a reddito medio-basso, dell’83,7% nei paesi a reddito medio-alto e del 79,4% nei paesi a reddito alto.  La regione con la più alta prevalenza di attività insufficiente nel 2016 è stata l’Asia Pacifica ad alto reddito sia per quanto riguarda i ragazzi (89,0%,) sia per le ragazze (95,6%). Le regioni con la prevalenza più bassa sono state invece i paesi occidentali ad alto reddito per i ragazzi (72,1%) e l’Asia meridionale per le ragazze (77,5%). Nel 2016, 27 paesi hanno mostrato una prevalenza di attività insufficiente del 90% o più per le ragazze, mentre questo è successo solo in due paesi per i ragazzi.
Secondo gli autori, è necessario intensificare in maniera urgente l’attuazione di politiche e programmi efficaci per aumentare l’attività negli adolescenti, e intervenire sulle cause che potrebbero perpetuare la scarsa partecipazione all’attività fisica, tra cui le differenze sessuali. In un commento correlato, Mark Tremblay, del Children’s Hospital of Eastern Ontario Research Institute, in Canada, afferma che il mondo che cambia sta cambiando le persone, e il movimento è uno degli indicatori più chiari di queste modifiche, con profondi effetti sulla salute umana. «Questi effetti e la loro variabilità spaziale, culturale, temporale sono importanti, in particolare dal momento che l’inattività fisica è il quarto fattore di rischio per la morte prematura nel mondo» conclude l’editorialista.
(Lancet Child Adolesc Health. 2019. Doi: 10.1016/S2352-4642(19)30323-2
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31761562
Lancet Child Adolesc Health.
 2019. Doi: 10.1016/S2352-4642(19)30348
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31761561 )

Emilia Romagna: gratis da Gennaio per tutte le donne in gravidanza il “Non Invasive Prenatal Test”.

Last Updated on 10 Dicembre 2019 by Segreteria

Basterà un prelievo del sangue per svelare alcune alterazioni cromosomiche. Il NIPT è uno screening prenatale semplice, sicuro e non invasivo. E’ la prima Regione in Italia ad offrirlo a costo zero, indipendentemente dall’età della donna e dalla presenza di fattori di rischio. Obiettivo: ricorrere sempre meno ad amniocentesi e villocentesi.   Leggi l’articolo completo al LINK:

http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=79489&fr=n

Il decalogo della Cassazione: ecco quando il medico è responsabile

Last Updated on 10 Dicembre 2019 by Segreteria

(da DottNet)    Arriva dalla Cassazione il decalogo che regola i risarcimenti da errore medico. Si tratta di sentenze depositate dalla terza sezione civile (dalla 28985 alla 28994) che chiariscono altrettanti aspetti finora rimasti nebulosi. Si parla di violazione del consenso informato, fino al danno differenziale, e ancora quali elementi occorrono per avere i risarcimenti.

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Crediti ECM: chi non è in regola rischia denunce, carriera e credibilità

Last Updated on 6 Dicembre 2019 by Segreteria 1

(da DottNet)   Manca un mese alla scadenza del triennio ECM e il tema dell’aggiornamento è di stretta attualità in queste ultime ore, alimentato non solo dalle dichiarazioni dei vertici della sanità italiana ma anche dal mondo dei cittadini e dei pazienti che chiedono riscontro della formazione dei professionisti a cui dovranno affidare la loro salute. In particolare, l’Adiconsum, rivolgendosi direttamente al ministro Speranza, ha parlato di «buona formazione» come antidoto all’escalation di contenziosi dei pazienti nei confronti dei medici, aggiungendo che «è statisticamente provato che un professionista aggiornato è soggetto a minori richieste di risarcimento».   Arrivano intanto gli appelli da numerosi Presidenti di Ordini a regolare la propria posizione. Da ultimo, tra questi, il Presidente dell’OMCeO Palermo Toti Amato che, rivolgendosi ai colleghi, ha scritto: «alla luce delle sollecitazioni del presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, e delle ultime attenzioni sul tema diffuse attraverso la stampa dalle associazioni, in difesa dei pazienti, invito chi non fosse riuscito a completare il percorso formativo necessario, a prendere le necessarie misure, approfittando anche dei sistemi di Formazione a distanza, in modo da evitare le relative sanzioni previste dalla legge e preannunciate dalla stessa Federazione». Un richiamo che giunge dopo quello dei mesi scorsi del Presidente dell’OMCeO Roma, Antonio Magi e alle dichiarazioni registrate al Forum Risk di Firenze sia del ministro alla Salute Roberto Speranza («do un grande peso alla formazione continua in medicina e mi impegnerò da ministro a seguire un progetto di riforma di questo settore») sia dello stesso presidente FNOMCeo, Filippo Anelli.

«Ad un mese dalla scadenza del triennio – commenta il Presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella – è giustificata la forte attenzione su un tema che ha un grande valore etico, sociale ed anche economico come sa benissimo il ministro Speranza il cui ruolo è di garanzia e rappresentanza non solo degli operatori sanitari ma anche dei cittadini/pazienti e dei provider. Questi ultimi, insieme ai preziosi contenuti per tenere aggiornati i professionisti della sanità, producono anche un contributo al sistema formazione quantificato in almeno 16milioni di euro all’anno con un indotto di oltre 100mila lavoratori diretti e diverse migliaia indiretti». Tortorella evidenzia che la stragrande maggioranza dei medici rappresentati legalmente da Consulcesi, un terzo di quelli italiani, attribuisce un forte valore alla formazione continua ed è soprattutto nei loro confronti che il Sistema ECM deve dare prova di efficienza e virtuosità.   «Dopo la sospensione del medico di Aosta – prosegue Tortorella – l’aggiornamento professionale dei medici è diventato un tema centrale anche sui media. Come di recente affermato dal Presidente Cogeaps Sergio Bovenga sono già partite lettere di richiamo di strutture nei confronti di personale non in regola, istanze di accesso agli atti all’interno di contenziosi e penalizzazioni nei concorsi sempre legate al mancato aggiornamento professionale».

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