Bonus affitti, come funziona per i professionisti

(da Enpam.it)  Buone notizie per medici e dentisti che nell’esercizio della propria libera professione utilizzano uno studio in affitto. Il decreto ‘Rilancio’ dello scorso 19 maggio ha infatti previsto l’introduzione di quello che è stato definito un “bonus affitti”, la cui efficacia è stata estesa anche alle attività di lavoro autonomo. Vediamo nel dettaglio in cosa consiste, chi ne ha diritto e come fare per poterlo ottenere.
Leggi tutto

Guardia Medica Turistica 2020 dal 19 giugno al 31 agosto cambia per garantire la salute di tutti: solo su appuntamento; no ad accesso diretto Ecco numeri e modalità

Il servizio di Guardia Medica Turistica quest’anno  cambia al fine di minimizzare e prevenire il rischio di contatti contro l’infezione da Covid 19.

Agli ambulatori dedicati ai turisti e alle persone che svolgono lavori stagionali nelle località turistiche romagnole, si potrà accedere solo telefonando ai numeri sottoriportati.

Per l’ambito riminese il numero da comporre è lo 0541.787461

Per l’ambito ravennate il numero da comporre è 800.244.244

Per l’ambito cesenate i numeri da comporre sono il 334.8874287 per la zona mare, mentre per la zona monti i numeri da comporre sono 337.1000476 dalle ore 8 alle ore 20 e 800.050.909 dalle ore 20 alle 8.

I medici  che risponderanno  effettueranno  una prima valutazione del paziente e lo indirizzeranno presso l’ambulatorio, opportunamente sanificato, più prossimo al luogo ove effettua la sua vacanza o dimora per l’estate, previo un appuntamento, o in alternativa, definendo una visita domiciliare anch’essa su appuntamento.

Gli operatori sanitari saranno dotati dei dispositivi medici, misureranno la temperatura prima dell’accesso all’ambulatorio a tutti i pazienti che, a loro volta ,dovranno essere obbligatoriamente dotati di mascherina.

Se ricorrono i presupposti d’urgenza verrà attivato il 118.

Una particolare procedura, interesserà gli ospiti di strutture alberghiere o all’aria aperta (camping) che in caso di sintomi influenzali dovranno immediatamente avvisare la direzione della struttura che a sua volta attiverà uno dei numeri sopra riportati o, in caso di urgenza, il 118.

Si ricorda infine che le prestazioni della Guardia Medica Turistica comportano un costo per gli assistiti che, invariato da diversi anni, è di 15 euro per le visite in ambulatorio e di 25 euro per quelle a domicilio e che il medico deve rilasciare regolare ricevuta.

Si allegano le locandine relative al servizio.

  SERVIZIO DI GUARDIA MEDICA TURISTICA locandina_RIMINI SERVIZIO DI GUARDIA MEDICA TURISTICA locandina_RAVENNA SERVIZIO DI GUARDIA MEDICA TURISTICA locandina_CESENA

Caso Dentix: CAO, necessario rendere obbligatorie le StP

(da Odontoiatria33)   I fatti sono ormai noti: 57 cliniche della catena Dentix hanno chiuso per il lockdown. E non hanno ancora riaperto, lasciando i pazienti senza cure odontoiatriche. Cure per le quali avevano versato un sostanzioso acconto, o si erano affidate a una finanziaria, che ora pretende il pagamento delle rate.

Leggi tutto

Elevati livelli di caffeina e urati sembrano proteggere dal Parkinson

(da M.D. Digital)   Caffeina e urato, due purine di interesse biologico sono risultate associate a un ridotto rischio di malattia di Parkinson: un’analisi dei dati relativi ad alcuni biomarcatori condotta dall’università di Harvard mostra infatti che bassi livelli di consumo di caffeina e bassi livelli di urato nel sangue sono inversamente associati alla malattia di Parkinson, rafforzando i legami tra le due purine e la malattia neurologica.

Leggi tutto

Chiarimenti sul ‘bonus’ di 50 crediti Ecm

(da Quotidiano Sanità)   Nei giorni scorsi la Camera ha convertito in legge il Decreto Scuola. Un testo che ha destato interesse, polemiche e non poche perplessità anche nel mondo sanitario a causa dell'inserimento di un 'bonus' di 50 crediti Ecm per l'anno 2020 in favore di medici, odontoiatri, infermieri e farmacisti.
Leggi tutto

COVID-19 – Le conseguenze polmonari a lungo termine

(da Univadis)  Le conseguenze polmonari a lungo termine di COVID-19 sono al momento speculative e andrebbero indagate con appropriati studi prospettici.   Chiarire rapidamente se coloro che sopravvivono alla malattia sviluppano fibrosi polmonare permetterebbe di fornire cure adeguate e disegnare interventi per prevenire una seconda ondata di mortalità associata a questa pandemia.

Leggi tutto

Covid. In un mese e mezzo oltre 50 mila chiamate al Numero verde di supporto psicologico

(da Quotidiano Sanità)  Sono oltre 50mila le telefonate arrivate, con un vero e proprio picco di chiamate giornaliere durante il lockdown, al numero verde di supporto psicologico 800.833.833, attivato circa un mese e mezzo fa dal ministero della Salute e dalla Protezione Civile per l'emergenza Covid-19. Un servizio gratuito, attivo tutti i giorni dalle ore 8 alle 24, nato per fornire suggerimenti e supporto per aiutare a gestire l'ansia, lo stress e il disagio psicologico legato all'epidemia e all'adozione delle stringenti misure di isolamento sociale. Il servizio, che proseguirà fino alla fine di giugno, ha registrato un alto grado di soddisfazione degli utenti in questo mese e mezzo di attività: il 95,5 % degli utenti ha ritenuto soddisfatte le aspettative e il 96,5 % ha dichiarato di aver ricevuto tutte le informazioni richieste. A chiamare molti anziani (28,9%), ma è significativo anche il numero di studenti (9,8%). L'età media è attualmente di 49 anni, qualche anno in meno di quella che caratterizzava le chiamate durante la fase di lockdown (52 anni). Le motivazioni di chi utilizza il servizio sono legate a stati ansia (14%), depressione (13%) o più frequenti stati di preoccupazione generalizzata e altre problematiche pregresse emerse a causa dell'emergenza (oltre il 40%). Merita attenzione il dato di persone con problemi di irritabilità (2%), con disturbi del ciclo sonno-veglia (2%) e con problemi di relazione (1,2%). Con la fine del lockdown è raddoppiato il numero di persone che hanno chiamato per ricevere sostegno nell'elaborazione di un lutto (dal 1,6% al 3,2%) non necessariamente legato al Covid-19.

Punteggi rischio CVD: possibile sottostima danno in donne con ischemia

(da MSD Salute e Reuters Health)  I punteggi di rischio per malattie cardiovascolari comunemente usati non riescono a predire con accuratezza il manifestarsi di eventi cardiaci avversi maggiori (MACE) in donne con evidenze di ischemia e non affette da malattia ostruttiva delle arterie coronarie. L’evidenza emerge da una review condotta dall’Heart Center presso il Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles.   I ricercatori hanno esaminato i dati relativi a 935 donne con segni e sintomi di ischemia reclutate per la valutazione WISE (Women's Ischemia Syndrome Evaluation). 567 donne non presentavano una malattia ostruttiva delle arterie coronarie all’angiografia.   Di queste, 433 avevano dati di rischio disponibili per sei punteggi comunemente usati: Framingham Risk Score (FRS), Reynolds Risk Score (RRS), Adult Treatment Panel III, Atherosclerotic Cardiovascular Disease, Systematic Coronary Risk Evaluation e Cardiovascular Risk Score 2.
Leggi tutto

Con il lockdown 630mila fumatori in meno

(da DottNet)   Il lockdown è stata un'occasione per smettere di fumare per 630mila persone, ma chi non ce l'ha fatta in molti casi ha aumentato il numero di sigarette fumate, e molte persone hanno iniziato ad usare le sigarette elettroniche o i prodotti a tabacco riscaldato. Le luci e le ombre sono state evidenziate da uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l'Istituto Mario Negri, l'Università Vita-Salute S. Raffaele, l'Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete Oncologica (Ispro) e la Doxa, presentato in vista della Giornata Mondiale senza tabacco del 31 maggio.
Leggi tutto

L’uso di massa delle mascherine è un simbolo di solidarietà sociale

(da DottNet)   L’uso di mascherine di massa è sostenuto da principi basilari di sanità pubblica: può apportare benefici limitati al singolo individuo ma grandi benefici alla popolazione, come è per le cinture di sicurezza.  Inoltre, produce risultati solo se le mascherine sono indossate dalla maggior parte delle persone, come l’immunità di gregge dopo vaccinazione. Mascherine di tessuto possono essere sufficienti per controllare le fonti di infezione, ma va ricordato che indossare la mascherina può creare un falso senso di sicurezza, mentre rimangono di primaria importanza altri metodi di controllo delle infezioni, come il distanziamento sociale e il lavarsi le mani: indossare la mascherina è comunque complementare a queste misure, potendo controllare il rischio alla fonte, in assenza di vaccini COVID-19, e può anche essere utile per il controllo dell’epidemia di influenza stagionale. (NOTA: in Italia, ai fini del contenimento della diffusione del virus, è fatto obbligo di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico - DPCM 26 aprile 2020).

(Kar Keung Cheng, Tai Hing Lam, Chi Chiu Leung - Wearing face masks in the community during the COVID-19 pandemic: altruism and solidarity  The Lancet, 2020   DOI: https://doi.org/10.1016/S0140-6736(20)30918-1 )

Effetti metabolici della quarantena correlata al COVID: come reagire dopo la tempesta

(da Cardiolink)   Come tutti quanti abbiamo vissuto sulla nostra pelle, come cittadini ed operatori sanitari, la pandemia COVID-19-relata ha stravolto le nostre abitudini ed il nostro livello di attenzione alla salute ma … a tutti gli aspetti della salute? Forse no! Infatti, abbiamo amplificato la nostra percezione circa i rischi correlati ad una eventuale infezione, non dedicando in genere altrettanta attenzione alle modificazioni del stato di salute nostro, ma soprattutto dei nostri vicini e pazienti in relazione alle restrizioni imposte dal lockdown. Analizziamo rapidamente quali conseguenze sulla salute ci ha imposto il lockdown. Da un lato vi è stato sicuramente un aggravamento dello grado di sedentarietà della popolazione generale. Il fenomeno non è stato particolarmente evidente per chi ha, comunque, mantenuto una certa attività lavorativa e per chi era già molto sedentario pre-lockdown, ma decisamente più evidente per chi aveva un’attività moderato-intensa. La sindrome da quarantena ha comunque interessato tutti, anche se con impatto variabile (maggiormente chi non lavorava, e gli anziani). Gli organi ed apparati interessati dalla sedentarietà forzata sono praticamente tutti   Il Lockdown ha avuto effetti neurologici, psichiatrici, artromuscolari, respiratori, metabiolici, immunologici, gastrointestinali e genito-urinari

In questo articolo ci limiteremo a tratteggiare i principali effetti sulla salute cardiometabolica. Ovviamente il mancato allenamento, anche in relazione alla normale attività fisica quotidiana, ha determinato un rallentamento del metabolismo ed una disabituazione allo sforzo. In questo contesto è, quindi, particolarmente importante reiniziare lo sforzo con gradualità e gli sportivi semi-professionisti e professionisti dovrebbero risottoporsi ad un test ergometrico (specie se hanno il dubbio o la certezza di essere stati infettati dal COVID). La gradualità della riattivazione, peraltro, ha importanti finalità anche per preservare l’apparato osteoarticolare e muscolare da traumatismi che potrebbero ingenerare ulteriore sedentarietà, magari associata all’assunzione di farmaci antinfiammatori steroidei e non, non certo apprezzati dal nostro apparato cardiovascolare. Sicuramente, il secondo aspetto maggiormente influenzato dal lockdown e dall’isolamento domiciliare è l’assunzione di cibo. La limitazione delle occasioni di acquisizione di alimenti ha, infatti, avuto risvolti decisamente più importanti. Da un punto di vista quantitativo, si è assistito ad un forte aumento di consumo di carboidrati (specie pasta) e di alimenti conservati (cibi preparati, inscatolati, surgelati), a scapito di alimenti freschi (specie frutta e verdura). Le motivazioni sono le più diverse. Da un lato, le limitazioni imposte (uscire meno possibile, recarsi solo al punto vendita più vicino – che non necessariamente ha la maggior varietà o qualità di alimenti) e, dall’altro, il problema dei costi (molte persone hanno avuto gravi riduzioni di income negli ultimi tre mesi, che ne hanno condizionato le scelte di acquisto) hanno fortemente spinto ad acquistare il cibo che trovavano e, magari, al minor costo possibile. Da qua deriva il tipico pattern di consumo dei paesi emergenti, ove l’obesità sta diventando pandemica nonostante il basso income, perché vi è la corsa all’acquisizione di cibi ricchi in calorie “vuote” (Junk foods). Ma bisogna considerare anche il lato edonistico: l’isolamento a domicilio ha consentito a molte persone di avere tempo per cucinare piatti più complessi, che usualmente non cucinerebbe per mancanza di tempo. Inoltre, il cibo ha di per sé una forte componente edonistica, per cui l’assunzione di alcuni alimenti (specie quelli meno salutisitici) ha avuto un effetto di tamponamento di ansia e depressione correlati all’isolamento. Le conseguenze finali sono l’aumento di peso corporeo, insulino-resistenza, dislipidemia, peggioramento del controllo pressorio, con un impatto variabile in funzione della presenza o meno di fattori di rischio o malattie cardiovascolari al basale. Il tutto è stato aggravato dal fatto che, sia per la minor possibilità di spostamento, che per i succitati motivi economici, alcuni integratori efficaci per la gestione delle dislipidemie sono stati interrotti per il periodo del lockdown. Ora, dobbiamo assolutamente riprendere in mano le redini della situazione per far giungere i nostri pazienti al prossimo autunno, nuova stagione favorevole alle infezioni virali, in condizioni pre-COVID o anche migliori, magari sfruttando proprio la pressione psicologica derivata dalla nota associazione fra malattie cardiovascolari ed esiti dell’infezione stessa. Quindi, senza dimenticare di stressare la necessità di cessare l’abitudine tabagica ai fumatori, come sopra detto sarà da reincentivare l’attività fisica, da reiniziare in modo graduale e progressivo, sia nei grandi anziani che nei bambini, come nel resto della popolazione. Poi, nuova attenzione all’alimentazione: obiettivo primo, il ripristino di un peso corporeo ideale, almeno quello pre-lockdown! Il primo step sarà la semplice correzione delle abitudini dietetico-alimentari, riportando il carico energetico a quanto realmente necessario a compensare il consumo calorico (ovvero, se il consumo è minimo, l’apporto calorico dovrà essere proporzionale). Oltre alla modulazione quantitativa, la priorità dovrà essere data ad una dieta a base di cereali integrali, verdura di ogni tipo, pesce, piccole quantità di carni magre non processate e latticini, olio extra-vergine d’oliva e tante spezie: la tipica e stra-nota (ma non altrettanto applicata) piramide alimentare di tipo Mediterraneo. Infine, un aiuto può derivare anche dall’impiego razionale di alcuni integratori alimentari. Le fibre solubili (es.: psillio micronizzato), assunte prima dei pasti principali, possono aiutare a dare senso di sazietà e a rallentare l’assorbimento di carboidrati e lipidi. Il magnesio e la frazione flavonoica del biancospino possono aiutare sia a ridurre la percezione di stress correlato al periodo che ad una blanda modulazione della pressione arteriosa. Sicuramente il fattore di rischio cardiovascolare più facilmente ed efficacemente modulabile con nutraceutici è la colesterolemia LDL.

Infatti, dall’associazione di miglioramento dello stile di vita e nutraceutici (specie contenenti riso rosso fermentato) può derivare una riduzione della colesterolemia LDL anche del 20%. In tempi recenti si è anche osservata una correlazione fra disbiosi intestinale e rischio cardiovascolare. Esistono, peraltro, ceppi batterici probiotici specifici (es.: Lactobacillus plantarum LPLDL®) in grado di ridurre la colesterolemia legando selettivamente il colesterolo presente nel lume intestinale alla propria superficie, e contribuendo -quindi- sia alla riduzione della colesterolemia che al miglioramento della composizione della flora batterica intestinale, sicuramente alterata dalla monotonia delle abitudini alimentari, dal peggioramento delle stesse e dalla sedentarietà legata al lockdown. Da qua il concetto di “Nutrabiotico”, ovvero l’idea di associare un nutraceutico ipocolesterolemizzante come il riso rosso fermentato, a priobiotici selettivamente inibenti l’assorbimento intestinale del colesterolo. Ovviamente, ove questo non fosse sufficiente, l’intervento farmacologico specifico dovrà essere mirato all’ottimizzazione di tutti i parametri di rischio modificabili. Il nostro impegno etico per la stagione estiva è, quindi, quella di restituire all’autunno una popolazione più sana e resistente ad eventuali urti microbiologici che ci potrebbe riservare l’inverno. (Arrigo F.G. Cicero   Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche - Alma Mater Studiorum Università di Bologna)

Coronavirus, Oms: l’uso dei guanti non è raccomandato. Ecco le precisazioni

(da Doctor33)   L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) "non raccomanda l'uso dei guanti" nei luoghi pubblici, come i supermercati, per contrastare la diffusione del Covid-19. Anzi, l'uso dei guanti può essere anche dannoso quando si toccano superfici contaminate e poi il proprio viso. È quanto si legge sul sito dell'organizzazione nella sezione "Domande e Risposte" sui modi più efficaci per difendersi dal contagio. "Pertanto - aggiunge l'Oms - nei luoghi pubblici, come i supermercati, oltre alla distanza fisica, raccomandiamo l'installazione di distributori per l'igiene delle mani all'entrata e all'uscita". "Migliorando sensibilmente le pratiche di igiene per le mani - conclude l'Organizzazione - i Paesi possono aiutare a prevenire la diffusione del virus del Covid-19".     Un intervento di «buonsenso» secondo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova e componente della task force Covid della Regione Liguria, che ribadisce come l'uso di guanti può «aumentare il rischio di infezione, dal momento che può portare alla auto-contaminazione o alla trasmissione ad altri quando si toccano le superfici contaminate e quindi il viso».    «I guanti vanno usati in ospedale, altrimenti sono un pericolo di trasmissione per infezione» sottolinea dal canto suo Pierluigi Lopalco, coordinatore della gestione dell'emergenza Covid in Puglia, durante la trasmissione Agorà su Rai 3 sottolineando che «finalmente anche l'Organizzazione mondiale della sanità si è guardata in giro e ha visto come vengono usati i guanti». «Le mani - è tornato a spiegare il docente di Igiene all'università di Pisa - le lavo ogni dieci minuti o le disinfetto. I guanti no. Quindi se indosso i guanti, dopo una o due ore si imbrattano, io continuo a toccarci cose e, prima o poi, mi ci stropiccio gli occhi» conclude.

Corte dei Conti: privilegiati i grandi ospedali

(da DottNet)    La concentrazione delle cure nei grandi ospedali verificatasi negli ultimi anni e il conseguente impoverimento del sistema di assistenza sul territorio, divenuto sempre meno efficace, ha lasciato la popolazione italiana "senza protezioni adeguate" di fronte all'emergenza Covid. E' quanto scrive la Corte dei Conti in un approfondimento sulla sanità contenuto nell'ultimo Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica.

La crisi, spiega la Corte, ha messo in luce anche, e soprattutto, i rischi insiti nel ritardo con cui ci si è mossi per rafforzare le strutture territoriali, a fronte del forte sforzo operato per il recupero di più elevati livelli di efficienza e di appropriatezza nell'utilizzo delle strutture di ricovero. "Se aveva sicuramente una sua giustificazione a tutela della salute dei cittadini la concentrazione delle cure ospedaliere in grandi strutture specializzate riducendo quelle minori che, per numero di casi e per disponibilità di tecnologie, non garantivano adeguati risultati di cura, la mancanza di un efficace sistema di assistenza sul territorio ha lasciato la popolazione senza protezioni adeguate. - sottolineano i magistrati contabili - Se fino ad ora tali carenze si erano scaricate non senza problemi sulle famiglie, contando sulle risorse economiche private e su una assistenza spesso basata su manodopera con bassa qualificazione sociosanitaria (badanti), finendo per incidere sul particolare individuale, esse hanno finito per rappresentare una debolezza anche dal punto di vista della difesa complessiva del sistema quando si è presentata una sfida nuova e sconosciuta".

A giudizio della Corte, è infatti "sempre più evidente che una adeguata retedi assistenza sul territorio non è solo una questione di civiltà a fronte delle difficoltà del singolo e delle persone con disabilità e cronicità, ma rappresenta l'unico strumento di difesa per affrontare e contenere con rapidità fenomeni come quello che stiamo combattendo.  L'insufficienza delle risorse destinate al territorio ha reso più tardivo e ha fatto trovare disarmato il primo fronte che doveva potersi opporre al dilagare della malattia e che si è trovato esso stesso coinvolto nelle difficoltà della popolazione, pagando un prezzo in termini di vite molto alto".  Una attenzione a questi temi si è vista nell'ultima legge di bilancio con la previsione di fondi per l'acquisto di attrezzature per gli ambulatori di medicina generale, "ma essa dovrà essere comunque implementata superata la crisi, così come risorse saranno necessarie per gli investimenti diretti a riportare le strutture sanitarie ad efficienza".

1 105 106 107 108 109 171