Anelli: ‘presenza medico e infermiere su ambulanze salva le vite’
Pediatri a congresso a Bologna. Uso corretto smartphone e attività fisica tra i temi centrali
Professione chirurgo. Come gestire l’invecchiamento?
Linee guida Oms per la prevenzione delle demenze
(da DottNet) Ogni anno nel mondo ci sono 10 milioni di nuove diagnosi di demenza, con il numero totale che raggiungerà i 152 milioni nel 2050. Lo ricorda l'Oms, che ha appena pubblicato le prime linee guida con le indicazioni per prevenire l'insorgenza di questa malattia, che secondo gli esperti costa l'1,1% del Pil globale. Le persone possono ridurre il rischio di demenza con l'esercizio regolare, affermano le linee guida, evitando il fumo e l'alcol, tenendo sotto controllo il peso, la pressione, il colesterolo e la glicemia, mentre non ci sono sufficienti evidenze che l'utilizzo di supplementi, come quelli di vitamine B ed E, possano avere un effetto. "Nei prossimi 30 anni il numero di persone con demenza potrebbe triplicare - afferma il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus - dobbiamo fare tutto il possibile per ridurre il rischio. Le evidenze scientifiche raccolte da queste linee guida confermano ciò che sospettavamo da qualche tempo, cioè che ciò che è buono per il cuore è buono anche per il cervello". Alla riduzione dei fattori di rischio, sottolinea l'Organizzazione, devono accompagnarsi altre aree d'azione, dal rafforzamento della raccolta dei dati agli interventi su diagnosi, trattamenti e assistenza al supporto delle persone con la malattia a una maggiore ricerca e innovazione sul tema. La malattia è uno dei principali fattori di disabilità negli anziani, e il suo costo per la società potrebbe crescere fino a duemila miliardi di dollari l'anno nel 2030
Lecce: Giudice lavoro dà ragione a medico di famiglia sanzionato dalla Asl per eccesso di prescrizioni
Un medico di famiglia si era visto decurtare dalla Asl, a titolo di risarcimento, 276 euro per 12 mensilità di stipendio per avere prescritto in favore di una sola paziente, su indicazione dell’Utic di Casarano, bombole di ossigeno gassoso oltre quanto previsto nelle linee guida in materia. Ma per il giudice “un’interpretazione così rigida delle linee guida appare pericolosa rispetto alle esigenze di tutela del diritto alla salute”. Ai medici, quindi, “deve essere lasciato un qualche margine di discrezionalità”. Leggi l'articolo completo al LINK
http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=74384&fr=n
Nuovo approccio per il trattamento della dermatite atopica
(da Fimmg.org) In che modo il sistema immunitario risponde ai miceti cutanei? I ricercatori dell'Università di Zurigo (UZH) hanno dimostrato che le cellule immunitarie che ci proteggono dai miceti della pelle aumentano i sintomi infiammatori della dermatite atopica e una terapia con anticorpi potrebbe alleviare questa forma infiammatoria cutanea cronica. La pelle di uomini e animali è densamente popolata da miceti: un lievito chiamato Malassezia, oltre a batteri e virus, fa parte della microflora della pelle sana, rafforza le difese dell'organismo e prepara il sistema immunitario contro gli agenti patogeni. A differenza dei batteri, tuttavia, finora si sa poco dei processi fisiologici che controllano la Malassezia. I ricercatori dell’UZH sono stati in grado di dimostrare che, nei topi e negli esseri umani, la Malassezia stimola il sistema immunitario a produrre interleuchina-17. "Se questa citochina non è rilasciata o se mancano le cellule immunitarie che producono interleuchina-17, non c'è nulla che impedisca al fungo di crescere e infestare la pelle", dice Salomé Leibund Gut-Landmann, professore di immunologia dell’UZH. Che cosa succede quando si perde l'equilibrio tra la Malassezia e il sistema immunitario sulla superficie del nostro corpo? Ci sono alcune prove che la Malassezia, solitamente innocua, svolga un ruolo nella dermatite atopica. In questa malattia allergica cronica, che colpisce il20% dei bambini e il 10% degli adulti, il sistema immunitario reagisce in modo esagerato agli antigeni ambientali, come gli acari della polvere. Ciò può portare a eczema, lesioni cutanee secche, infiammate e pruriginose, in genere sul collo, sull’avambraccio e sulle gambe. Lo studio elvetico conferma che la produzione di interleuchina-17 da parte di alcune cellule immunitarie, che normalmente forniscono protezione contro la crescita incontrollata dei miceti cutanei, contribuisce anche allo sviluppo di sintomi caratteristici della dermatite atopica. Il fungo diventa, quindi, un allergene cutaneo e innesca una reazione eccessiva del sistema immunitario con un quadro infiammatorio. Riguardo l’eventuale terapia, gli anticorpi che neutralizzano l'effetto dell'interleuchina-17 potrebbero essere un trattamento efficace per la dermatite atopica: questi anticorpi esistono già e vengono usati per trattare la psoriasi con grande successo.
(Salomé LeibundGut-Landmann et al.Cell Host & Microbe, 2019; 25 (3): 389.)
Consiglio di Stato: i medici devono prescrivere il farmaco meno caro
Ictus. Per chi continua a fumare, triplica il rischio di recidiva
(da Quotidiano Sanità e Reuters Health) Il fumatore che ha avuto un ictus, se non smette o almeno riduce il numero di sigarette, ha molte probabiità di essere vittima di un secondo ictus. Su questo aspetto ha fatto luce uno studio condotto dalla Nanjing Medical University di Jiangsu – curato da Gelin Xu – che ha preso in considerazione 3.609 pazienti sopravvissuti a un ictus. Di questi, 1.475, pari al 48%, erano fumatori, mentre il 9% era composto da ex fumatori. Tra coloro che fumava al momento dell’ictus, 908 persone – pari al 62% – sono riuscite a smettere pochi mesi dopo. Tutti quelli che avevano smesso dopo l’ictus presentavano il 29% in meno delle probabilità di averne un secondo rispetto a chi aveva deciso di continuare a fumare. Rispetto ai non fumatori, coloro che invece continuavano a fumare fino a 20 sigarette al giorno presentavano il 68% in più delle probabilità di avere un altro ictus e il rischio si triplicava con 40 sigarette al giorno.
Stop alle otturazioni in argento: sono superate e inquinanti
(da DottNet) Attenzione alle otturazioni dentali in amalgama d'argento, non più attuali in quanto meno conservative dei materiali estetici e a presunta sono a rischio per la tossicità per salute per la presenza di mercurio, tanto che dallo scorso anno un regolamento europeo ne vieta l'utilizzo per i bambini e le donne in gravidanza e in fase di allattamento e dal 1 gennaio di quest'anno è anche entrato in vigore il provvedimento che impone agli studi dentistici l'utilizzo di un separatore per residui di amalgama contenente mercurio, nel caso in cui si rimuovano otturazioni in amalgama d'argento, per ridurne l'impatto ambientale. A lanciare l'allerta è l'Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa (AIC), sottolineando come la maggioranza degli italiani non sia però a conoscenza della nuova normativa e continui a "fidarsi" dell'argento. "L'utilizzo di amalgama d'argento è da evitare in quanto oggi i nuovi materiali adesivi ed estetici dimostrano un'altissima performance clinica e longevità pari ai materiali metallici. I materiali di ultima generazione sono a base di resine organiche, cristalli di silicio, quarzo e altro e si mimetizzano integrano perfettamente con il colore del dente: sono i migliori per mimetismo, risparmio di dente sano e possibilità di reintervento nel tempo senza rischi per la salute ma li giudica tali solo 1 italiano su 4", dichiara Lorenzo Breschi, Presidente AIC.
Come capire se siamo stati spiati attraverso Whatsapp
(da Agi) Whatsapp si conferma un mezzo di comunicazione molto pericoloso per le intrusioni, e per tali motivi la normativa europea della privacy lo sconsiglia fortemente per scambi di notizie sanitarie e referti clinici. La stessa piattaforma di messaggistica ha scoperto di recente una falla nella sua struttura ed ha avvisato gli utenti. Il tutto è cominciato con una chiamata vocale da un utente sconosciuto. Ecco che cosa è successo esattamente e come vedere se anche il nostro telefono è stato 'bucato'. Leggi l'articolo completo al LINK
https://www.agi.it/cronaca/falla_watshapp_sicurezza-5485205/news/2019-05-15/
Non ci si ammala di cancro per sfortuna: le cause sono nell’ambiente
(da DottNet) Era il 2015 e le conclusioni di un team della Johns Hopkins School of Medicine in uno studio pubblicato su 'Science' fecero scalpore: chi è colpito da un tumore in molti casi è stato solamente "colpito da sfortuna", era in poche parole l' esito della ricerca che con modelli matematici mostrava come il collegamento con stili di vita o difetti genetici fosse di ben minore impatto rispetto alla casualità, contrariamente a quanto la scienza da più parti aveva sostenuto fino ad allora. Si aprì un' accesa polemica. E oggi è uno studio italiano a segnare una nuova svolta nel dibattito. Pubblicato su 'Nature Genetics', il lavoro targato Istituto europeo di oncologia e università Statale di Milano suggerisce che "non ci si ammala di cancro per caso o per sfortuna".
Fuga dei medici all’estero. Al via la campagna Fnomceo “Offre l’Italia”
Lanciata in occasione dell’apertura degli Stati Generali della Professione medica punta a sensibilizzare gli italiani sul problema della carenza di Mmg e specialisti e sulle possibili soluzioni. Manifesti 6x3 saranno affissi nelle città italiane a cura degli Ordini provinciali. Immagini e spot saranno lanciati sulla stampa e sui social Leggi l'articolo completo al LINK
http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=74033&fr=n
Gorini (FIMMG Treviso): ‘Pazienti scortesi? Vanno cacciati dall’ambulatorio’
(da Il Gazzettino e Fimmg.org) I pazienti maleducati e arroganti devono essere cacciati dagli ambulatori. È questo, in sintesi, l'appello lanciato ai medici di famiglia da Brunello Gorini, segretario della Fimmg di Trevisoo. «Qualche tempo una signora ha fatto irruzione nel mio ambulatorio spalancando la porta mentre stavo visitando un'altra paziente e si è rivolta a quest'ultima chiedendole quanto le mancasse, perché stava attendendo ormai da venti minuti». È stato a quel punto che è intervenuto a Gorini: «L'ho presa per un braccio e l'ho accompagnata fuori, dicendole che visto che aveva tanta fretta, avrebbe dovuto cercarsi un altro medico. E così è stato». Secondo il 68enne, «tutti i medici di famiglia dovrebbero mettere alla porta i pazienti che non si comportano bene: nel momento in cui una persona viene scaricata più volte, si chiederà cosa c'è che non va. Il rapporto di fiducia è fondamentale. Ma non riguarda solamente il paziente verso il medico. Anche il contrario. Ci mancherebbe. Vent'anni fa cose del genere non sarebbero mai successe. È venuto meno il rispetto per la professione medica».
Papa a operatori, ‘rischiate di essere bruciati da turni duri e stress’
(da AdnKronos Salute) - "In un ambiente dove il malato diventa un numero, anche voi rischiate di diventarlo e di essere 'bruciati' da turni di lavoro troppo duri, dallo stress delle urgenze o dall’impatto emotivo". Lo ha denunciato il Papa ricevendo in udienza l'Associazione cattolica degli operatori sanitari. "E' importante - ha ammonito Bergoglio - che gli operatori sanitari abbiano tutele adeguate nel loro lavoro, ricevano il giusto riconoscimento per i compiti che svolgono e possano fruire degli strumenti adatti per essere sempre motivati e formati".
ECM: cosa prevede la norma e quali sono le possibilità per raccogliere i crediti formativi e quali gli ‘’abbuoni’’
Odontoiatria33) Le sanzioni ai medici che non si aggiornano sembrano diventare una realtà già nel gennaio 2020, almeno stando a quanto il presidente FNOMCeO Filippo Anelli ha dichiarato a Striscia la Notizia. Peraltro alcuni segnali, importanti, avevano già fatto intuire che la fine del periodo di “prova” stesse arrivando. Già lo scorso anno con una nota inviata dal presidente Anelli ai presidenti di Ordine e Commissione Albo odontoiatri veniva ribadito che "l'aggiornamento è requisito indispensabile per svolgere attività professionale da dipendente o libero professionista e il medico, per tutta la sua vita professionale, deve perseguire aggiornamento costante e formazione continua assolvendo agli obblighi formativi". Restano, quindi, circa poco più di sette mesi per completare gli obblighi formativi (150 crediti) del triennio 2017-2019, che terminerà al 31 dicembre. Ovviamente non si tratterà di sanzioni automatiche, ogni situazione verrà vagliata dall’Ordine in cui si è iscritti. Cerchiamo di riassumere cosa prevede la norma e le “opportunità” per raccogliere i crediti formativi necessari a soddisfare il proprio fabbisogno formativo.
Cosa prevede la norma?
Secondo quanto indicato nel Manuale sulla formazione continua pubblicato dalla FNOMCeO (http://www.odontoiatria33.it/approfondimenti/17801/dalla-fnomceo-il-manuale-sulla-formazione-continua-del-professionista-sanitario.html),per il triennio 2017-2019 il professionista sanitario deve assolvere come discente di eventi erogati da provider almeno il 40% del proprio fabbisogno formativo triennale, eventualmente ridotto sulla base di esoneri, esenzioni e altre riduzioni. La fomrazione erogata da provider può essere residenziale (corsi, congressi) o FAD. Il discente può scegliere anche di utilizzare un solo strumento formativo, ad esempio la FAD. La residua parte del 60% dei crediti può essere maturata con:
- attività di docenza in eventi ECM
- attività di “Formazione individuale”
Per formazione individuale, si legge sul “manuale” si intendono tutte le attività formative non erogate da provider. Tali attività possono consistere in:
- Attività di ricerca scientifica: ovvero la pubblicazione di lavori su riviste scientifiche o attività di sperimentazione clinica.
- Tutoraggio individuale: ovvero aver maturano il diritto al riconoscimento di 1 credito formativo ogni 15 ore di attività per i professionisti sanitari che svolgono attività di tutoraggio individuale in ambito universitario.
- Attività di autoformazione: nella lettura di riviste scientifiche, di capitoli di libri e di monografie non preparati e distribuiti da provider accreditati ECM. L’attività di autoformazione dà diritto a 1 credito per ogni ora di impegno formativo autocertificato. Per il triennio 2017/2019 il numero complessivo di crediti riconoscibili per attività di autoformazione non può superare il 20% dell’obbligo formativo triennale, valutando sulla base dell’impegno orario autocertificato dal professionista il numero dei crediti da attribuire. Per ogni di queste attività si dovrà dichiarare l’attività formativa svolta attraverso un apposito modulo, disponibili al fondo del Manuale, da consegnare al proprio Ordine.
Come fare a sapere il numero di crediti raccolti fina ad ora?
Il professionista sanitario può conoscere in qualsiasi momento il numero di crediti formativi maturati e l’assolvimento o meno dell’obbligo formativo alla propria area persona del sito www.cogeaps.it . E’ anche possibile richiedere al proprio ordine di appartenenza l’attestazione del numero di crediti formativi registrati nel sistema del COGEAPS e al termine del triennio formativo di riferimento l’eventuale certificazione del pieno soddisfacimento dell’obbligo formativo.
Rapporto Osservasalute 2018: Italiani lenti a cambiare stili di vita scorretti. Boom cronici e non autosufficienti.
Spesa destinata ad impennarsi. Cambiare approccio o sarà emergenza" Il grande problema per il presente e per il futuro sono le cronicità che assorbono l’80% della spesa sanitaria. Destinata a impennarsi nel prossimo decennio la domanda per visite specialistiche, di giornate di degenza e di assistenza domiciliare. Siamo tra i Paesi più longevi ma anche con più anni da vivere con malattie croniche e disabilità: la speranza di vita in buona salute è peggiore che altri Paesi europei. Arrivano a 49 mila i decessi causati dalle infezioni sepsi correlate. Leggi l'articolo completo al LINK
