Contraccettivi ormonali, Aifa aggiorna le informazioni su rischio Tev

(da Doctor33)  L'Agenzia Italiana del Farmaco, dando seguito a quanto pubblicato lo scorso giugno, e in accordo con Ema e i titolari di Aic, ha reso disponibili nuove informazioni concernenti il rischio di tromboembolia venosa (Tev) nelle donne che utilizzano contraccettivi ormonali combinati (Coc) a base di dienogest/etinilestradiolo. Aifa rende noto che da una meta-analisi di quattro studi osservazionali è emerso che i Coc contenenti dienogest / etinilestradiolo (Dng/Ee) sono associati a un rischio leggermente più elevato di Tev rispetto a quelli contenenti levonorgestrel/etinilestradiolo (Lng/Ee).   Sulla base di questi risultati, il rischio annuale di Tev nelle donne che assumono dienogest con etinilestradiolo è stimato in 8-11 casi di Tev per 10.000 donne. Ciò si confronta con un'incidenza annuale di 5-7 casi di Tev ogni 10.000 donne che usano contraccettivi ormonali combinati che contengono levonorgestrel, noretisterone o norgestimato e 2 casi di Tev ogni 10.000 donne che non usano un contraccettivo ormonale combinato. Per l'Aifa, i benefici associati all'utilizzo di un Coc superano il rischio di effetti indesiderati gravi nella maggior parte delle donne. Tuttavia, la decisione di prescriverne uno deve tenere conto dei fattori di rischio individuali di ciascuna donna, in particolare quelli correlati alla Tev, ed il rischio di Tev tra i diversi medicinali. Ai medici prescrittori, Aifa chiede di sensibilizzare sui segni e sui sintomi di Tev e del tromboembolismo arterioso (Tea), che devono essere descritti alle donne al momento della prescrizione di un Coc, e sulla necessità di rivalutare i fattori di rischio individuali con regolarità.

Dopo i 50 anni, depressione fa rima con artrite

(da Quotidiano Sanità e Reuters Health)    Le persone che soffrono di depressione e che hanno più di 50 anni dovrebbero essere sottoposte a screening per il dolore da artrite. Secondo un gruppo di ricercatori guidato da Jessica Brooks, dell’University of North Texas di Denton, negli USA, infatti, le due condizioni si verificherebbero spesso insieme, peggiorando gli esiti a livello di salute mentale e fisica. I risultati dello studio sono stati pubblicati dall’'International Journal of Geriatric Psychiatry'. Lo studio  I ricercatori hanno preso in considerazione 4.792 persone con depressione e artrite riferita e diagnosticata dal medico. L’età media dei partecipanti era di 64,5 anni. Il 56,7% era iperteso, il 39,3% era obeso, il 22,5% aveva il diabete di tipo 2 e il 17% soffriva di malattie cardiache. Dai risultati è emerso che i tassi di prevalenza dell’artrite erano più elevati nei pazienti con depressione lieve (55,9%), moderata (62,9%) e grave (67,8%). I tassi, inoltre, aumentavano con l’età e i più elevati sono stati registrati tra i pazienti di età compresa tra 70 e 79 anni (55%) e tra gli ultraottantenni (57,1%)     Viceversa, tra i partecipanti con depressione di vario livello, i tassi di artrite variavano dal 53,1% al 73,7%, con i valori più alti di prevalenza nelle fasce di età 50-59 anni e 60-69 anni. Infine, i tassi di artrite sono risultati più bassi tra coloro che non erano depressi, il 38,2%. La correlazione tra artrite e depressione è rimasta, inoltre, anche dopo aver preso in considerazione altri fattori, quali età, sesso, etnia, educazione, dipendenza dal fumo e comportamento sedentario.   “I nostri risultati fanno luce sugli alti tassi di artrite riferita dai pazienti e diagnosticata dai medici tra gli adulti più anziani che soffrono di depressione di vario grado”, spiega Jessica Brooks, autrice principale dello studio, “I medici di famiglia e i reumatologi dovrebbero considerare maggiormente lo screening della depressione e farlo di routine nei pazienti affetti da artrite. Viceversa, chi si occupa di salute mentale dovrebbe essere consapevole dell’elevata probabilità di soffrire di artrite tra i pazienti più anziani”.

Una cattiva salute parodontale nuoce alla pressione arteriosa

(da Cardiolink)  Una cattiva salute parodontale nega i benefici del trattamento antipertensivo: è quanto emerge da un’analisi trasversale su 3.626 individui di età ≥30 anni arruolati nel National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) nel periodo 2009-2014. Lo studio ha messo in luce che la presenza di malattia parodontale si associava ad un profilo pressorio sfavorevole rispetto all’assenza di parodontite. In particolare, è di 2.3-3 mmHg il divario pressorio nella componente sistolica esaminata in base allo stato di salute parodontale. Inoltre, sembra che la gravità della malattia parodontale influenzi le probabilità di fallimento del trattamento antipertensivo: in presenza di parodontite, infatti, è di circa il 20% la probabilità di avere valori pressori superiori al target raccomandato dalle più recenti linee guida dell’American Heart Association (AHA). Questi risultati sono stati confermati in gruppi di genere, età ed etnia. Lo studio ha preso in esame le campagne NHANES dal 2009 al 2014. La pressione arteriosa sistolica media negli adulti ipertesi in trattamento affetti da parodontite (n.1834) era pari a 133,43 ± 19,7 mmHg, significativamente superiore rispetto ai partecipanti senza malattia (n.1694, 131,17 ± 19,5 mmHg) (p <0,001). Tale divario aumentava a circa 3 mmHg (p <0,001) tenendo in conto multipli fattori di correzione (età, genere, etnia, BMI, tabagismo, stato glicolipidico, creatinina, scolarità, reddito e proteina C reattiva). In presenza di malattia parodontale si osservava un rischio del 20% più elevato di valori pressori superiori al target raccomandato dalle linee guida durante trattamento antipertensivo rispetto all'assenza della malattia, tranne quando la proteina C reattiva veniva inclusa nel modello (OR 1.19, IC 95% 0.91-1.54, p = 0.205). Il rischio aumentava anche al crescere della severità di malattia, stimata attraverso la misura della profondità di tasca parodontale (probing depth, PD) e della perdita di attacco clinico (clinical attachment loss, CAL). Tali misure esprimono un danno parodontale infiammatorio protratto nel tempo, che si realizza attraverso fasi di remissione e riacutizzazione, potenzialmente giustificando l’assenza di una relazione diretta con la proteina C reattiva ーespressione, piuttosto, di una flogosi contingente. In aggiunta, gli ipertesi in trattamento affetti da parodontite mostravano una pressione arteriosa sistolica media simile a quella degli ipertesi non in trattamento che godevano di buona salute orale, ad indicare che la terapia antipertensiva in presenza di parodontite potrebbe non essere efficace come in assenza della stessa. Come noto, l'infiammazione rappresenta un fattore patogenetico comune a numerosi fattori di rischio cardiovascolare, tra cui l'ipertensione arteriosa e le patologie ad essa correlate. La malattia parodontale è un esempio di condizione infiammatoria cronica di basso grado con evidenza di effetti sistemici. I possibili meccanismi patogenetici sottostanti l’associazione tra parodontite ed ipertensione arteriosa includono la disfunzione endoteliale indotta dai mediatori della flogosi rilasciati nel circolo ematico, con conseguente alterazione vascolare strutturale nel lungo termine, ma anche l’insulto vascolare da stress ossidativo, da citotossicità e da cross-reattività tra antigeni batterici ed auto-antigeni. Il dato descritto nel presente studio non è di poco conto, se si pensa che un effetto di pari magnitudine si osserva con altre misure non farmacologiche, quali la riduzione di 6 grammi di sale nella dieta, o grazie a determinate tipologie di esercizio fisico. Una buona salute orale sembra porsi, pertanto, come misura complementare per una buona salute sistemica. Il controllo dell’infiammazione di basso grado ad origine dal tessuto parodontale potrebbe contribuire al controllo pressorio in sinergia con altri approcci non farmacologici, quali uno stile di vita sano. Occorrono studi appositamente disegnati per verificare l’effetto e la relativa persistenza nel tempo del trattamento parodontale sulla pressione arteriosa.

(Pietropaoli D. et al, Hypertension. 2018;72:1365–1373. https://doi.org/10.1161/HYPERTENSIONAHA.118.11528

Il patto per la scienza che ha messo d’accordo Grillo e Renzi: ecco i 5 punti

(da AGI)   Impegno di tutti contro gli pseudo-scienziati, a promuovere l'informazione corretta, a sostenere la scienza come valore universale, ad aumentare i finanziamenti. Sono alcuni dei punti del Patto Trasversale ideato da Roberto Burioni che l'immunologo chiede a tutte le forze politiche di firmare.  Un invito al quale hanno già adertio Matteo Rensi e Beppe Grillo. "Rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche italiane- si legge nel testo - affinché sottoscrivano il seguente Patto Trasversale per la Scienza e s'impegnino formalmente a rispettarlo, nel riconoscimento che il progresso della Scienza è un valore universale dell'umanità, che non può essere negato o distorto per fini politici o elettorali".  Questi i punti del "Patto Trasversale per la Scienza": 1 - Tutte le forze politiche italiane s'impegnano a sostenere la Scienza come valore universale di progresso dell'umanità, che non ha alcun colore politico, e che ha lo scopo di aumentare la conoscenza umana e migliorare la qualità di vita dei nostri simili. 2 - Nessuna forza politica italiana si presta a sostenere o tollerare in alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica come il negazionismo dell'AIDS, l'anti-vaccinismo, le terapie non basate sulle prove scientifiche, ecc. 3 - Tutte le forze politiche italiane s'impegnano a governare e legiferare in modo tale da fermare l'operato di quegli pseudoscienziati, che, con affermazioni non-dimostrate e allarmiste, creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi terapeutici validati dall'evidenza scientifica e medica. 4 - Tutte le forze politiche italiane s'impegnano a implementare programmi capillari d'informazione sulla Scienza per la popolazione, a partire dalla scuola dell'obbligo, e coinvolgendo media, divulgatori, comunicatori, e ogni categoria di professionisti della ricerca e della sanità. 5 - Tutte le forze politiche italiane s'impegnano affinchè si assicurino alla Scienza adeguati finanziamenti pubblici, a partire da un immediato raddoppio dei fondi ministeriali per la ricerca biomedica di base". Il Patto Trasversale è stato già firmato da Beppe Grillo, Matteo Renzi,Roberto Burioni, Università Vita Salute San Raffaele, Enrico Mentana, TgLa7, Guido Silvestri, Emory University, Atlanta, Mina Welby, Associazione Luca Coscioni.

“Ripetere gli esami di laboratorio in ospedale: una pratica rischiosa e costosa”. Da Gimbe arriva un position statement per gli operatori

La Fondazione ha realizzato un documento per offrire a professionisti e ospedali un framework multidisciplinare e basato sulle evidenze per promuovere iniziative finalizzate a ridurre la ripetizione dei test di laboratorio di routine in ospedale. “La continua ripetizione dei test di laboratorio di routine nei pazienti ricoverati non solo rappresenta una rilevante fonte di sprechi, ma può determinare effetti avversi anche gravi” Leggi l'articolo completo al LINK

Tagli alle pensioni, risparmiati i medici e i dentisti

(da enpam.it)   La legge di Bilancio 2019 ha introdotto tagli alle pensioni che possono arrivare fino al 40 per cento.  Le decurtazioni dureranno cinque anni ma, fortunatamente per medici e i dentisti, non si applicheranno agli assegni pagati dall’Enpam.  Da una lettura attenta della disposizione di legge si evince infatti che i tagli riguarderanno le pensioni Inps dei dipendenti pubblici e privati, degli autonomi (commercianti, artigiani e coltivatori diretti), degli iscritti ad alcune gestioni particolari (es: i lavoratori dello spettacolo) e dei contribuenti alla gestione separata.  “I tagli certamente non si applicano alle Casse dei professionisti – ha precisato il presidente dell’Enpam e dell’Adepp Alberto Oliveti – A questa conclusione si arriva sia con un’analisi strettamente testuale sia con una lettura costituzionalmente orientata della norma. Infatti, poiché questi accantonamenti sono destinati a creare una provvista per fronteggiare i maggiori costi dovuti a Quota 100, che è di esclusiva competenza Inps, non si vede come si potrebbero prendere legittimamente delle risorse da altre parti, alla luce della sentenza 7/2017 della Corte costituzionale.”

In generale le decurtazioni colpiranno gli assegni Inps sopra i 100mila euro lordi annui, ad eccezione di quelli calcolati interamente con il contributivo. Restano salve anche le pensioni di invalidità e quelle riconosciute alle vittime del terrorismo. Non tutti i medici possono però tirare un sospiro di sollievo: mentre gli assegni Enpam saranno indenni, le pensioni versate dall’Inps ai camici bianchi dipendenti pubblici e privati, se superano la soglia dei 100mila euro, saranno soggette a riduzione. Nel computo della soglia dei 100mila euro rientreranno probabilmente anche gli assegni liquidati dalla gestione separata dell’Inps, cioè quella a cui versano gli specializzandi.

COSA DICE LA LEGGE

Articolo 1, comma 261 della legge 145 del 31 dicembre 2018 (Legge di Bilancio 2019)

“A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e per la durata di cinque anni, i trattamenti pensionistici diretti a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative dell’assicurazione generale obbligatoria e della Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, i cui importi complessivamente considerati superino 100.000 euro lordi su base annua, sono ridotti di un’aliquota di riduzione pari al 15 per cento per la parte eccedente il predetto importo fino a 130.000 euro, pari al 25 per cento per la parte eccedente 130.000 euro fino a 200.000 euro, pari al 30 per cento per la parte eccedente 200.000 euro fino a 350.000 euro, pari al 35 per cento per la parte eccedente 350.000 euro fino a 500.000 euro e pari al 40 per cento per la parte eccedente 500.000 euro.”

CHI È DENTRO E CHI È FUORI

Il taglio SI APPLICA a:

– Fondo pensioni lavoratori dipendenti Inps (dipendenti privati)

– Gestioni speciali dei lavoratori autonomi Inps (cioè commercianti, artigiani, coltivatori diretti)

– forme sostitutive dell’assicurazione generale obbligatoria (cioè Fondo volo, fondo Dazieri, Lavoratori spettacolo, ecc, che sono gestiti dall’Inps)

– forme esclusive (ex Inpdap, ex Ipost, ecc)

– forme esonerative (es: le Casse previdenziali delle ex banche pubbliche)

– la gestione separata Inps (ai fini del calcolo della soglia dei 100mila euro ma probabilmente non ai fini del taglio, trattandosi di gestione esclusivamente contributiva)

Il taglio NON SI APPLICA a:

– forme integrative dell’assicurazione generale obbligatoria (Fondo esattoriali, gestito da Inps, ed ENASARCO)

– Casse dei professionisti (sia quelle privatizzate come l’Enpam, sia quelle nate private come la Cassa degli infermieri)

– fondo Clero (gestito da Inps)

Menopausa, vampate persistenti sono legate a rischio cancro al seno

(da DottNet)   Soffrire di vampate di calore persistenti per molti anni durante la menopausa potrebbe essere legato ad un maggiore rischio di cancro al seno. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista' Menopause', il giornale ufficiale della North American Menopause Society (NAMS), il più ampio mai condotto finora sull'argomento, che ha coinvolto oltre 25 mila donne seguite per ben 18 anni. Nel corso del periodo di follow up sono stati diagnosticati nel campione 1399 nuovi casi di cancro: è emerso che le donne che soffrivano di vampate da parecchi anni avevano un maggiori rischio di questo tumore. Probabilmente, spiega il direttore della Società JoAnn Pinkerton, il legame tra le due condizioni è di origine ormonale (scompensi ormonali alla base sia di vampate sia del rischio di tumore), ma servono studi ad hoc per fare piena luce su tale associazione.

Le norme sulle comunicazioni in sanità e sui direttori sanitari sono legge.

(da Odontoiatria33)   Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2019 entrano in vigore anche le nuove disposizioni sulla comunicazione in Sanità e sui direttori sanitari. Per la prima viene confermato quanto consentito dalla Bersani indicando che le comunicazioni potranno contenere esclusivamente gli elementi funzionali a garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari, escludendo qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo.Per quanto riguarda i direttori sanitari le strutture sanitarie private di cura dovranno dotarsi di un direttore sanitario iscritto all’Ordine della provincia dove la struttura ha la sede operativa.   Questi i testi pubblicati in Gazzetta Ufficiale:   

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Appello della FNOMCeO a Grillo e Salvini: metteteci nelle condizioni di poter curare tutti

Un appello ai ministri Grillo e Salvini perché diano ai medici indicazioni per poter continuare a curare, nel rispetto della Legge sulla Sicurezza, tutte le persone che si trovano sul territorio italiano, anche se ‘irregolari’. A lanciarlo è, questa mattina, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, per voce del suo Presidente, Filippo Anelli.   “I medici vogliono e devono applicare le Leggi dello Stato – spiega Anelli -. Ci appelliamo ai Ministri della Salute e dell’Interno perché emanino direttive che chiariscano come contemperare le legittime esigenze di sicurezza dei cittadini con il dettato costituzionale e del Codice deontologico che ci impongono di curare tutti”. 

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Nuovi anticoagulanti orali: efficaci e sicuri anche nel paziente neoplastico

(da Cardiolink)   Questo studio osservazionale mirava a studiare l'efficacia e la sicurezza degli anticoagulanti orali antagonisti della vitamina K (NOAC) nei pazienti con fibrillazione atriale (FA) con neoplasia. Un totale di 76 pazienti (età media: 73,2 ± 8,9, 28 femmine) con FA e neoplasia  trattati con NOAC sono stati inclusi nell'analisi. I punteggi CHA2DS2-VASc e HAS-BLED medi erano rispettivamente di 3,2 ± 1,2 e 2,2 ± 0,9. La popolazione in studio stava assumendo dabigatran 150 mg (25%) due volte al giorno (BID), apixaban 5 mg BID (25%), dabigatran 110 mg BID (24%), rivaroxaban 20 mg (18%) una volta al giorno (OD), rivaroxaban 15 mg OD (5%), o apixaban 2,5 mg OD (3%). La terapia NOAC è iniziata, in media, 248 ± 238 giorni prima della diagnosi di neoplasia per una durata media di 1.000 ± 289 giorni. Sono stati raccolti ictus, attacco ischemico transitorio, eventi emorragici maggiori e minori, altri effetti avversi e complicanze cardiovascolari maggiori durante il periodo di follow-up. Nessun paziente ha avuto eventi tromboembolici durante la terapia con NOAC.  È stata registrata una bassa incidenza globale di sanguinamento maggiore (3,9%) con un'incidenza annuale media dell'1,4%. Non sono stati osservati ictus emorragico o emorragia subaracnoidea. Solo nove pazienti (11,8%) hanno avuto un sanguinamento minore.

(Semin Thromb Hemost. 2018 Jun;44(4):370-376. doi: 10.1055/s-0037-1607436. Epub 2017 Dec 8)

Vaccini, 130 scienziati contro studio ‘fake’, salute è anche buona informazione

(da AdnKronos Salute)    "La salute dei cittadini passa anche attraverso la corretta informazione". E' il punto di partenza di una lettera contro le fake news sui vaccini, scritta da 130 scienziati italiani, tra i nomi più importanti della ricerca del nostro Paese che lavorano in patria o all'estero e di cui dà conto sulla sua pagina Facebook il medico Roberto Burioni, tra i firmatari della lettera- appello. Obiettivo dei ricercatori: mettere in guardia i cittadini e fare chiarezza dopo la diffusione di un discusso studio - pubblicato dal 'Il Tempo' in prima pagina - realizzato dall’associazione free vax Corvelva e finanziate dall’Ordine dei biologi e in cui, secondo presunte analisi, nei vaccini analizzati sarebbero state trovate sostanze improprie, come i diserbanti, e nessuna sostanza protettiva.

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Linee guida su contratto tra odontoiatra e struttura sanitaria. 10 consigli dalla CAO di Firenze

(da Odontoiatria33)   Non solo la deontologia professionale ma anche le stesse norme che regolamentano l’attività sanitaria non lasciano equivoci sulle responsabilità e gli oneri a carico del Direttore Sanitario. Le cronache spesso indicano di come, in caso di inadempienze, le sanzioni nei loro confronti possano risultare importanti prevedendo fino alla sospensione dell’attività, non solo per mesi ma anche anni.  Nonostante le responsabilità, l’incarico sembra venire assunto con “disinvoltura” per, ed è il caso dei giovani laureati, ottenere una prima fonte di reddito.  Proprio pensando ai giovani, il presidente CAO di Firenze Alexander Peirano ha pensato di predisporre delle linee guida che possano consigliare chi accetta non solo l’incarico di direttore sanitario ma soprattutto la collaborazione in strutture complesse. “Innanzitutto – dice il presidente Peirano - raccomando a tutti i colleghi che si incamminano sulla strada di un qualsivoglia rapporto di lavoro sia come odontoiatra, che come direttore sanitario di una struttura, di stipulare un contratto che è la sola cosa necessaria da esibire in caso di contenziosi, sempre più frequenti”.   “Ricevuta una proposta di contratto – continua - è buona regola prendersi del tempo per valutarlo, magari portandolo a casa per leggerlo con calma o farsi aiutare a capirne eventuali voci non chiare. Come CAO Firenze siamo ovviamente a disposizione per consigliare gli iscritti”.  Leggi l'articolo completo al LINK http://www.odontoiatria33.it/approfondimenti/17193/linee-guida-su-contratto-tra-odontoiatra-e-struttura-sanitaria-dalla-cao-di-firenze-10-consigli.html?id=17193

Mentire al medico: la maggior parte dei pazienti lo fa per non essere giudicato

(da Doctor33)   Secondo quanto hanno riscontrato i ricercatori di alcune università statunitensi analizzando i dati derivati da un sondaggio online i pazienti non sono sinceri con il loro medico quando devono ammettere di non aver seguito abitudini sane o dichiarare di non avere seguito un consiglio. In uno studio pubblicato su JAMA Network Open si legge infatti che il 60-80% delle persone mente al proprio curante su informazioni che potevano essere rilevanti per la propria salute. Quando gli intervistati hanno spiegato il perché di questa scarsa trasparenza, la maggior parte ha detto di voler evitare di essere giudicato e di non voler ricevere una lezione su quanto certi comportamenti fossero inadeguati, e più della metà di essersi trovato troppo in imbarazzo nel dire la verità.

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Anno nuovo, nuova dieta. Ecco le cinque indicazioni dell’Oms contro obesità, malattie cardiache, diabete e diversi tipi di cancro

"Qualunque sia il tuo progetto per l'anno nuovo, una svolta salutare nelle tue abitudini alimentari non potrà che farti bene", questo l'insolito augurio dell'Oms che oggi lancia il suo personale invito a cambiare le nostre abitudini alimentari e scegliere decisamente "una dieta sana ed equilibrata". E per farlo basta seguire "cinque" semplici consigli: il cibo deve essere vario, poco sale, pochi grassi, poco zucchero, poco alcol.  Leggi l'articolo completo al LINK http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=69333&fr=n

“Obiettivo dignità”: Fnomceo lancia petizione online contro gli spot che sollecitano risarcimenti danni in ambito sanitario

La petizione, che ha già raggiunto 6.000 adesioni, nasce come reazione alla messa in onda, anche sulle reti Rai, del nuovo spot di una società nota per intentare - e sollecitare - azioni di rivalsa verso il Servizio sanitario nazionale da parte di pazienti che non si ritengano soddisfatti delle prestazioni ricevute. Anelli: “Messaggio distorto che incentiva la medicina difensiva”.  Leggi l'articolo completo al LINK http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=69495&fr=n

Come il clima influenza la salute, dai tumori ai virus

(da DottNet)  Dall'aumento delle malattie mentali alla minore sicurezza dell'acqua potabile, sono molti gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute. Ecco i principali, che sono stati affrontati durante la tre giorni del simposio internazionale 'Health and climate change' che si è chiuso nei giorni scorsi nella sede dell'Istituto Superiore di Sanità.

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I medici ‘regalano’ allo Stato 500 milioni di euro all’anno.

(da https://portale.fnomceo.it/)  Un assegno da 500 milioni di euro: è l’insolito ‘regalo di Natale’ offerto allo Stato dai medici italiani. Il mezzo miliardo è, infatti, il valore monetario dei quindici milioni di ore di straordinario che i medici dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale effettuano ogni anno oltre il tetto massimo, e che non vengono quindi retribuite.  A firmare l’assegno simbolico è stato questa mattina il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, che lo ha consegnato idealmente al Governo nel corso della Conferenza Stampa di presentazione degli Stati Generali della Professione Medica, un grande percorso di cambiamento che attraverserà, per i prossimi due anni, tutto il mondo della sanità e l’intera società civile. A conclusione, verrà scritta la Magna Carta della Professione, che ne traccerà le linee guida per il prossimo decennio.  

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A “Stiscia la Notizia segretaria tuttofare in studio di Medicina Generale compie numerosi reati

Ha suscitato un certo scalpore il filmato andato in onda la scorsa settimana durante la trasmissione "Striscia la Notizia". Un inviato della trasmissione con una telecamera nascosta si è recato in uno studio medico della Provincia di Ferrara filmando il lavoro di una segretaria al desk (la moglie del medico titolare) che tranquillamente e in barba a tutte la normative stampa e invia ricette dematerializzate con le credenziali del marito, dà consigli ai pazienti su posologie e modalità d'uso dei farmaci e compila certificati telefonici (!!) di malattia trasgredendo a tutte le leggi vigenti su ricettazione e certificazioni. E poi, addirittura esegue la vaccinazione di una persona sconosciuta, mai vista, senza prima fare una qualsiasi anamnesi. La donna si è poi rivelata essere diplomata in ragioneria...    Ricordiamo a tutti i nostri iscritti che:

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