Oblio oncologico. In GU le modalità e forme per la certificazione della sussistenza dei requisiti necessari per la richiesta

(da Quotidiano Sanità)  Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 luglio 2024 il Decreto del Ministero della Salute 5 luglio 2024 recante "Disciplina delle modalità e delle forme per la certificazione della sussistenza dei requisiti necessari ai fini della normativa sull'oblio oncologico".

Nel testo all'articolo 1 si spiega che ai fini dell'applicazione delle disposizioni della legge 7 dicembre 2023, n. 193, il soggetto interessato, già paziente oncologico, debba presentare istanza, eventualmente corredata dalla relativa documentazione medica, di rilascio del certificato che attesta l'avvenuto "oblio oncologico".

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Boom di farmaci per l’estate, traina il semaglutide

(da Ansa.it)   Il consumo di farmaci non va in vacanza, anzi per alcune categorie i consumi aumentano: nel secondo trimestre del 2024 in farmacia sono state vendute 444,6 milioni di confezioni di medicinali per un valore di 4,5 miliardi di euro, con un aumento dell'1,5% dei volumi e del 2,5% del valore rispetto al trimestre precedente. I dati arrivano da un'analisi di Pharma Data Factory, che monitora i dati di vendita del 95% delle farmacie italiane. A guidare la classifica dei farmaci più venduti è il comune antipiretico Tachipirina, con un valore di vendite pari a 66 milioni di euro. Seguono l'antibiotico Augmentin (37 milioni) e la vitamina D Dibase (36 milioni). Nella top ten anche il farmaco contro l'asma e la Bpco Foster; l'antidiabetico Rybelsus; l'integratore per la flora batterica Enterogermina; il farmaco per disturbi psichici Xanax; l'antibiotico intestinale Normix; la Cardioaspirina; il farmaco contro asma e Bpco Revinty Ell e il farmaco per vene e capillari Daflon. Il trend che salta più all'occhio è però la forte crescita dell'antidiabetico Rybelsus.
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Vitamina D, chi deve misurarla e integrarla: nuove linee guida

(da DottNet)   Anziani, persone in sovrappeso o con osteoporosi e pazienti in cura con certe medicine che disturbano l'assorbimento della vitamina D sono alcune delle categorie a rischio cui dovrebbe essere prescritta l'analisi del dosaggio ematico, per poi impostare, se necessario, un'integrazione vitaminica adeguata. È il cuore delle raccomandazioni pubblicate sulla rivista internazionale 'Endocrin Reviews' in un articolo che raccoglie le più aggiornate raccomandazioni cliniche su perché, quando e come misurare e integrare la Vitamina D. Il documento è opera di una trentina di autori, tra i massimi esperti al mondo in tema di Vitamina D. Il lavoro riassume le conclusioni della sesta International Conference on Controversies in Vitamin D dell'autunno 2022. «È fondamentale misurare i valori circolanti di Vitamina D (più precisamente di 25-idrossivitamina D (25-(OH)D)) - spiega Andrea Giustina, professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo all'Università Vita-Salute San Raffaele e primario dell'Unità di Endocrinologia all'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, nonché coordinatore della Consensus Conference.  Questo permette di effettuare correttamente la diagnosi di ipovitaminosi D e di impostare la terapia più adatta in base alla severità della carenza.

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Dai calcoli renali alla sicurezza, le bufale sull’acqua di casa svelate dall’ISS

(da DottNet)    Dal rischio di calcoli renali all'assenza di controlli, fino alla necessità di apparecchi di trattamento. Le false credenze sull'acqua del rubinetto sono tanti e duri a morire. In occasione della presentazione del suo primo rapporto, il Centro nazionale per la sicurezza delle acque (CeNSiA) dell'Istituto Superiore di Sanità, ha voluto sfatarne alcune di esse. Una delle più diffuse è che essere 'buona' l'acqua del rubinetto deve essere priva di ogni sostanza chimica. "È vero il contrario", precisa l'Iss. "L'acqua contiene molte sostanze chimiche vantaggiose per la salute; eliminarle provocherebbe la riduzione di apporto di elementi essenziali".

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Aifa: monitoraggio a vita per pazienti curati con Car-T

(da Fimmg.org)   I pazienti che si sono sottoporsi a terapie anti-cancro Car-T "devono essere monitorati per tutta la vita" poiché hanno un rischio più alto di sviluppare un nuovo tumore anche anni dopo il trattamento. È quanto afferma l'Agenzia Italiana del Farmaco in una nota informativa importante concordata con le autorità regolatorie europee e indirizzata ai medici. "Sono state segnalate neoplasie secondarie maligne originate da cellule T, incluse neoplasie maligne positive al recettore dell'antigene chimerico (Car), che si sono verificate in un periodo di tempo che va da alcune settimane fino a diversi anni dopo il trattamento" con una terapia cellulare Car-T, spiega l'Agenzia. Fino ad aprile 2024, nel mondo circa 42.500 pazienti sono stati trattati con questi medicinali, a oggi approvati per il trattamento di diverse neoplasie ematologiche, dalla leucemia acuta a cellule B, a sottotipi specifici di linfoma a cellule B e al mieloma multiplo. Fino ad aprile 2024, l'Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) ha valutato 38 casi di tumori delle cellule T insorti dopo il trattamento con terapie cellulari Car-T. Tra questi, in 7 casi è stato rilevato il 'costrutto Car', cioè il recettore inserito nelle cellule immunitarie per riconoscere selettivamente le cellule tumorali. "Ciò suggerisce che la terapia cellulare Car-T sia stata coinvolta nello sviluppo della malattia", spiega l'Aifa. La possibilità di sviluppare neoplasie secondarie è un rischio noto di queste terapie ed è inserito tra le informazioni a fin dalla loro approvazione, precisa l'Agenzia.

Per molte infezioni respiratorie l’antibiotico è inefficace

(da M.D.Digital)  Lo studio, condotto da ricercatori del Georgetown University Medical Center, è stato pubblicato sul Journal of General Internal Medicine.  "Le infezioni del tratto respiratorio superiore di solito includono il comune raffreddore, mal di gola, sinusiti e infezioni dell'orecchio e esistono metodi ben consolidati per determinare se è necessario somministrare antibiotici", afferma l'autore principale dello studio, Dan Merenstein, professore di medicina di famiglia alla Georgetown Scuola Universitaria di Medicina. "Le infezioni del tratto respiratorio inferiore tendono ad essere potenzialmente più pericolose, poiché circa il 3-5% di questi pazienti ha la polmonite. Ma non tutti hanno un facile accesso ad una prima visita che include una radiografia, questo potrebbe essere il motivo per cui i medici continuano a somministrare antibiotici senza alcuna altra prova di un'infezione batterica. Inoltre, i pazienti si aspettano una prescrizione di antibiotico per curare la tosse, anche se questi si rivelano inefficaci: farmaci di base per alleviare i sintomi e il tempo portano a una risoluzione delle infezioni della maggior parte dei casi. In questo studio, gli antibiotici prescritti per le infezioni del tratto inferiore erano tutti antibiotici appropriati e comunemente usati per trattare le infezioni batteriche. Ma l’analisi dei ricercatori ha mostrato che del 29% delle persone a cui è stato somministrato un antibiotico durante la visita medica iniziale, non vi è stato alcun effetto sulla durata o sulla gravità complessiva della tosse rispetto a coloro che non hanno ricevuto una terapia antimicrobica.   “I medici conoscono, ma probabilmente sovrastimano, la percentuale di infezioni batteriche del tratto inferiore; probabilmente sovrastimano anche la loro capacità di distinguere le infezioni virali da quelle batteriche", afferma Mark H. Ebell, un altro autore dello studio. "Nella nostra analisi, al 29% delle persone è stato prescritto un antibiotico mentre solo al 7% è stato somministrato un antivirale. Ma la maggior parte dei pazienti non ha bisogno di antivirali poiché esistono solo due virus respiratori per i quali abbiamo farmaci per curarli: influenza e Sars-CoV2”.  Per determinare se fosse presente un'effettiva infezione batterica o virale, oltre al riferimento della presenza del sintomo tosse, i ricercatori hanno confermato la presenza di agenti patogeni con test di laboratorio avanzati per cercare risultati microbiologici classificati come solo batteri, solo virus, sia virus che batteri o nessun organismo rilevato. Cosa molto importante, per i pazienti con un’infezione batterica confermata, il periodo di tempo fino alla risoluzione della malattia era lo stesso per quelli che avevano ricevuto un antibiotico rispetto a quelli che non ne avevano ricevuto uno: circa 17 giorni. L'uso eccessivo di antibiotici può provocare una serie di effetti indesiderati cui si associa un’altra preoccupazione significativa legata all’insorgenza di resistenze agli antimicrobici. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilasciato una dichiarazione il 4 aprile 2024, in cui si afferma che "si prevede che la resistenza antimicrobica incontrollata dovuta all'uso eccessivo di antibiotici ridurrà l'aspettativa di vita e porterà a spese sanitarie e perdite economiche senza precedenti". (Merenstein DJ, et al. Antibiotics Not Associated with Shorter Duration or Reduced Severity of Acute Lower Respiratory Tract Infection. J Gen Intern Med 2024. doi: 10.1007/s11606-024-08758-y.)

La proposta degli Usa: i social come il tabacco, serve l’etichetta sui rischi

(da Ansa.it) I social media sono come il tabacco e l'alcol: devono essere accompagnati da un'etichettatura che metta in guardia i genitori sui rischi che presentano per i loro teenager. La proposta è del capo della sanità americana Vivek Murthy che, in un editoriale sul New York Times, torna a lanciare l'allarme sulle piattaforme social. "La crisi della salute mentale fra i giovani è un'emergenza" a cui i social media hanno offerto un "importante contributo", spiega il Surgeon General mettendo in evidenza come gli adolescenti che trascorrono più di tre ore al giorno sui social corrono il "doppio dei rischi" di soffrire di sintomi di ansia e depressione. Per questo "è giunto il momento di chiedere un'etichetta di avvertimento" in cui si nota che i "social sono associati a significativi danni alla salute mentale". Murthy non può farlo da solo e per questo esorta il Congresso, l'unico con tali potere, a imporre un'etichettatura per ricordare "ai genitori e ai giovani che i social non si sono dimostrati sicuri". L'etichetta, ammette il capo della sanità americana, non è una soluzione magica ma gli studi condotti sul tabacco hanno mostrato che può essere efficace nell'aumentare la consapevolezza e, quindi, spingere a un cambio di comportamento. Nel 1965, dopo uno storico rapporto del Surgeon General, il Congresso votò per richiedere che sui pacchetti di sigarette venduti negli Stati Uniti ci fosse l'avvertenza: l'uso del prodotto "potrebbe essere pericoloso per la salute". L'etichetta fu l'inizio del trend di declino del fumo: se allora i fumatori negli Stati Uniti erano il 42% degli adulti, la percentuale nel 2021 è scesa all'11,5%. Un intervento del Congresso proteggerebbe i "giovani dalle molestie, dagli abusi e dallo sfruttamento online", ma anche dall'esposizione a una violenza eccessiva e a contenuti sessuali, aggiunge Murthy che da anni ritiene i social un pericolo per la salute. "I danni causati dai social media non sono per mancanza di volontà o per cattivi genitori: sono la conseguenza di aver lanciato una potente tecnologia senza adeguate misure di sicurezza, trasparenza e responsabilità", osserva. Fra i ricercatori c'è un ampio dibattito sulla questione dei social e le loro possibili responsabilità dietro la crisi della salute mentale degli adolescenti. Lo psicologo Jonathan Haidt indica l'uscita dell'iPhone nel 2007 come il punto di svolta che ha innescato un aumento dei comportamenti suicidari. Altri invece affermano che non ci sono prove sul fatto che l'ascesa dei social abbia causato un declino del benessere dei giovani. A loro avviso la responsabilità è più delle difficoltà economiche, del razzismo e della crisi degli oppioidi.

Per crescere figli sereni bisogna ridurre i traslochi

(da AGI)   Le persone che traslocano prima dei 15 anni sono associate a un rischio del 40 per cento più elevato di ricevere una diagnosi di depressione durante l''età adulta. Questo, almeno, è quanto emerge da uno studio, pubblicato sul 'Journal of American Medical Association Psychiatry', condotto dagli scienziati dell''Università di Aarhus, in Danimarca, dell''Università di Plymouth e dell''Università di Manchester, in Regno Unito. Il team, guidato da Clive Sabel, ha analizzato tutte le località residenziali di circa 1,1 milioni di persone nate in Danimarca tra il 1981 e il 2001 e che hanno soggiornato nel paese durante i primi 15 anni della loro vita. Gli autori hanno monitorato gli stessi individui per diversi anni. Nell''ambito del campione, almeno 35 mila danesi avevano ricevuto una diagnosi di depressione durante l''età adulta. Il rischio, riportano gli studiosi, sembrava del 10 per cento più elevato tra chi aveva trascorso l''infanzia in quartieri poveri. Chi aveva traslocato una volta tra i dieci e i 15 anni era associato al 41 per cento di probabilità di ricevere una diagnosi di depressione durante l''età adulta rispetto a chi non aveva mai cambiato casa nella stessa fascia d''età. In caso di traslochi multipli, il rischio saliva al 61 per cento. Gli studiosi ipotizzano che un ambiente domestico stabile potrebbe ridurre significativamente il pericolo di determinati disturbi. "Sappiamo che ci sono diversi fattori che possono portare a una malattia mentale - sottolinea Sabel - questo lavoro evidenzia che trasferirsi in un nuovo quartiere durante l''infanzia potrebbe portare a problematiche più avanti negli anni. Negli anni formativi, in effetti, i ragazzi costruiscono le loro reti sociali attraverso la scuola, i gruppi sportivi o altre attività. L''adattamento a qualcosa di nuovo può essere dirompente".

Ritorna la compagnia dei Medici Attori di Cesena

Dopo l'annullamento per maltempo della serata programmata per Mercoledì 26 Giugno, i colleghi della compagnia 'Dica 33' composta tutta da medici e professionisti sanitari, si esibiranno la sera di Lunedì 29 luglio, alle ore 21, al Chiostro di San Francesco di Cesena. sempre con 'La Locandiera' di Carlo Goldoni. Il ricavato della serata andrà a favore dell’Associazione Romagnola Ricerca Tumori. Per le prenotazioni è possibile rivolgersi ad ARRT contattando il 0547 29125, dal lunedì al venerdì, dalle ore 08:30 alle ore 18:30.    Leggi L'articolo completo al LINK https://www.corriereromagna.it/cesena/cesena-lunedi-al-chiostro-i-medici-attori-recitano-la-locandiera-con-incasso-devoluto-all-arrt-GG877228

Tumori, attività fisica riduce danni chemio al sistema nervoso

(da DottNet)  Formicolii, sensazione di punture di aghi, alterazioni della sensibilità. Sono alcuni dei stintomi tipici della neuropatia periferica, una possibile complicanza della chemioterapia, contro cui oggi non ci sono cure particolarmente efficaci. Una ricerca coordinata dall'Università di Basilea e pubblicata su Jama Internal Medicine suggerisce però che un semplice programma di esercizio fisico durante la terapia può ridurre, fino a più che dimezzare, il rischio di questa complicanza.    La ricerca ha coinvolto 158 pazienti in cura in quattro ospedali nei pressi di Colonia, in Germania. I ricercatori li hanno divisi in tre gruppi: due di essi hanno effettuato per tutta la durata del trattamento due sedute a settimana di esercizi incentrati principalmente sull'equilibrio, eseguiti su una superficie instabile o su una pedana vibrante. Il terzo è servito come gruppo di controllo. I pazienti sono stati seguiti per i successivi cinque anni e, sia nel breve sia nel lungo periodo, è stato osservata una minore quota di effetti collaterali a carico dei nervi periferici. In particolare, nel gruppo di controllo, ha sofferto di neuropatia il 70,6% dei pazienti, mentre nei due gruppi che hanno effettuato i programmi di esercizi le percentuali sono state rispettivamente del 30% e del 41,2%.    Questi benefici, secondo i ricercatori, potrebbero andare oltre i semplici effetti sul sistema nervoso. "La prevenzione dei deficit neurologici migliora la qualità della vita dei pazienti e, migliorando la tollerabilità e l'aderenza al trattamento oncologico, può anche avere un impatto sugli esiti clinici e sulla sopravvivenza globale", scrivono.

Crescono gli eventi avversi legati ai trattamenti medici

(da Univadis)   A livello globale, l’incidenza degli eventi avversi legati a trattamenti medici (AEMT) è aumentata di circa il 60% negli ultimi 30 anni, soprattutto tra le persone più anziane. Lo scrive Liangquan Lin, della Chinese Academy of Medical Sciences & Peking Union Medical College di Pechino, che ha pubblicato sulla rivista BMJ Quality & Safety un’analisi dei dati relativi agli AEMT nel periodo 1990-2019. “Le attuali stime dell'incidenza degli AEMT si basano su revisioni limitate dei registri e su sistemi di sorveglianza con segnalazioni insufficienti” spiega Lin, che nella sua analisi ha utilizzando i dati del Global Burden of Disease (GBD). “Lo studio GBD è la fonte più completa di informazioni comparabili sui livelli e sulle tendenze della perdita di salute dovuta a tutte le malattie nel mondo” ricorda, dopo aver precisato che per AEMT si intendono i danni derivanti da una procedura, un trattamento medico o un altro contatto con il sistema sanitario e non dalla patologia che interessa il paziente. Questione di età e di indice sociodemografico     L’analisi dei dati dello studio GBD 2019 hanno mostrato che, nonostante siano state implementate politiche volte a dare priorità alla sicurezza dei pazienti, nel trentennio 1990-2019 il numero degli AEMT è aumentato del 59,3%, superando la crescita della popolazione mondiale, che invece si è attestata al 44,6% nello stesso periodo.   In particolare, gli incrementi più marcati sono stati registrati nella popolazione anziana e nei Paesi ad alto indice sociodemografico (SDI), un indicatore che tiene conto dell'anzianità della popolazione e del livello di ricchezza ed educazione.   Per quanto riguarda le differenze legate all’età, Lin sottolinea l’importanza dei cambiamenti nella struttura anagrafica della società: “la generazione dei baby boomer è entrata nell'età adulta, attualmente tra i 57 e i 75 anni, portando a una rapida crescita della popolazione adulta anziana” scrive. “I Paesi con un SDI più elevato dovrebbero prestare maggiore attenzione all'impatto significativo dell'AEMT sugli adulti anziani con condizioni croniche multiple e sindromi geriatriche associate” aggiunge, spiegando che la suscettibilità di questa popolazione è legata ai cambiamenti fisiologici dell’invecchiamento, alla multimorbilità, alla politerapia e al declino dello stato cognitivo e funzionale che può ridurre l'aderenza alle terapie. Lin indica anche alcune ragioni che potrebbero essere alla base dei tassi di AEMT più elevati nei Paesi ad alto SDI, prima tra tutte la quantità di servizi sanitari forniti. Come si legge nello studio, i Paesi con un minore utilizzo dell'assistenza sanitaria tendono ad avere un'incidenza minore di AEMT e, proprio a causa di queste differenze nell’offerta sanitaria, i semplici confronti tra Paesi (soprattutto tra paesi con SDI diversi) sono inappropriati. “Dobbiamo riconoscere l'eterogeneità a livello mondiale nell'accesso all'assistenza sanitaria e nel volume dei ricoveri o delle cure fornite alle popolazioni dei diversi Paesi” sostiene. E poi conclude: “Questo studio fornisce informazioni per la definizione delle priorità nell’allocazione delle risorse e per l'implementazione di strategie preventive mirate per l'AEMT e sottolinea l'importanza di migliorare la gestione medica geriatrica per ridurre i danni iatrogeni”.

Aumenta la secchezza oculare nei bambini: uso eccessivo di pc e smartphone

(da DottNet)  Da Napoli parte l'allarme sulla moderna emergenza in campo oculistico, quella della secchezza oculare (Dry Eye), che riguarda già oltre dieci milioni di pazienti in Italia e che, a causa dell'uso eccessivo di pc, tablet e smartphone, vede un preoccupante aumento dei pazienti anche in età pediatrica.    Se ne è discusso al Congresso "Napoli 2024: Cataratta, Refrattiva e Superficie oculare - Come migliorare la qualità della vita delle persone", in programma presso il centro congressi dell'Hotel Royal Continental. Per due giorni Napoli è la capitale dell'oculistica, grazie al congresso organizzato dal professore Vincenzo Orfeo, direttore Unità operativa di Oculistica della Clinica Mediterranea di Napoli, che ha portato in città oltre 600 esperti e 155 relatori, tra lezioni, letture magistrali e Wet Lab per sperimentare operazioni innovative.    Sempre da Napoli, in particolare dal Tigem di Pozzuoli, arrivano inoltre importanti novità grazie alla ricerca, che presto permetterà la cura delle distrofie retiniche ereditarie e di altre patologie rare. Il congresso ha ospitato la chiusura del progetto della Fondazione OneSight gruppo Essilor-Luxottica, che per due mesi ha previsto l'impegno di oculisti a Scampia: visitati gratuitamente oltre mille pazienti e donati centinaia di occhiali insieme ad Airo onlus, che da anni è anche in Africa, impegnata accanto alle popolazioni più svantaggiate di Madagascar, Ghana e Tanzania.    "Due giorni di grande importanza con i maggiori esperti di settore", sottolinea Vincenzo Orfeo. "L'appello ai cittadini è quello di fare prevenzione, con le visite mediche preventive si possono evitare grandi problemi. La secchezza oculare è un'alterazione della superficie oculare per la carenza di lacrimazione dovuta all'eccessiva esposizione a computer, tablet e smartphone, che riguarda sempre più pazienti adulti videoterminalisti ma anche presente ed in incremento in età pediatrica. Bisogna modificare più possibile le abitudini dei bambini, perché stiamo creando una generazione di potenziali futuri malati".

Più tempo per dichiarare i redditi all’Enpam con il Modello D

(da DottNet)   L’Enpam ha spostato dal 31 luglio al 6 settembre il termine per la dichiarazione dei redditi libero-professionali (modello D) ai fini previdenziali. La decisione della Cassa dei medici e degli odontoiatri arriva dopo che il Governo ha disposto lo slittamento dei termini per il versamento del saldo 2023 e della prima rata di acconto 2024 delle imposte sui redditi per i soggetti Isa e forfettari. Le imposte potranno infatti essere versate, con interessi minimi, fino al 31 agosto. Tenuto conto che i dati per le dichiarazioni previdenziali si desumono da quelle fatte ai fini fiscali, l’Enpam – come già accaduto in passato – ha spostato la propria scadenza per permettere ai propri iscritti e ai loro consulenti di usufruire appieno delle dilazioni statali.

 Resta invece invariato il termine per il pagamento dei contributi di Quota B, fissato al 31 ottobre per chi paga in unica soluzione. I medici e i dentisti che sceglieranno l’addebito diretto su conto corrente, o che l’hanno scelto in passato, potranno invece diluire il pagamento in due, cinque o nove rate, sempre a partire dal 31 ottobre.

Attività fisica, Iss: sedentari quasi tre italiani su dieci

(da Doctor33)   Gli adulti fisicamente attivi tra i 18 e i 69 anni sono il 48%, poco meno di 1 su 2. Il 24% lo è solo parzialmente, mentre quasi 3 su 10 (28%) sono sedentari. Il problema cresce con l'avanzare dell'età: la sedentarietà si attesta intorno al 24% tra i 18 e i 34 anni, per salire al 33% fra i 50-69enni e arrivare al 38% tra gli over 65. Una cattiva abitudine più frequente nelle donne e fra le persone con uno status socioeconomico più svantaggiato, e che si manifesta maggiormente nelle regioni del Sud con un picco in Campania dove i sedentari sono il 50%. È il quadro tracciato per il biennio 2022-2023 dalle sorveglianze Passi e Passi d'argento dell'Istituto superiore di sanità. Le indicazioni su cui ci si basa precisa l'Iss sono i criteri dell'Organizzazione mondiale della sanità, che 'prescrive' 150 minuti a settimana di attività fisica moderata o 75 minuti di attività intensa.

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