Approvate dal nostro Consiglio Direttivo le Linee guida in materia di informazione sanitaria

Nel corso della seduta del 19 Ottobre u.s., il Consiglio Direttivo del nostro Ordine ha approvato il documento "Linee guida per la informazione sanitaria" che pubblichiamo qui sotto   Il documento è stato realizzato dalla nostra Commissione per la Pubblicità Sanitaria ed è un utile strumento di consultazione che indica chiaramente cosa si può e non si può fare per pubblicizzare la propria attività. Invitiamo tutti i colleghi, soprattutto coloro che svolgono una attività in libera professione, a leggere attentamente il documento ed ad attenersi alle indicazioni in esso contenute

Equo compenso, ok della Camera a Ddl. Le novità di interesse per i medici

(da Doctor33)   Per medici e odontoiatri potrebbero presto tornare le tariffe minime come riferimento per i contratti d'opera, anche se non fissate dagli ordini. L'Aula della Camera ha approvato con 251 sì, nessun contrario e 9 astenuti (di Liberi & Uguali) la proposta di legge a prima firma di Giorgia Meloni (FdI, AC 3179​) che introduce l'equo compenso per tutti i professionisti affiancando le professioni intellettuali agli avvocati. Questi ultimi fin qui erano i soli coperti da una disposizione di legge. Sono state contestualmente approvate le proposte abbinate a prima firma di Andrea Mandelli (FI, Federazione degli Ordini dei Farmacisti), Jacopo Morrone (Lega) Massimo Bitonci (Lega); Di Sarno (M5S).
Il provvedimento passa ora all'esame del Senato dove, nelle dichiarazioni di voto finale, sono stati auspicati approfondimenti e modifiche. Gli impianti delle bozze sono simili: in genere, nei primi due articoli si definisce l'equo compenso, e si specifica che per essere equo il compenso deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro svolto ed al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale. Il trattamento economico deve quindi essere conforme ai parametri che regolano non solo i compensi previsti per gli avvocati ma anche quelli per gli altri professionisti iscritti a ordini o collegi nonché per gli esercenti professioni non organizzate in ordini o collegi. La proposta Meloni, prima in ordine di tempo, considera ad esempio nulle le pattuizioni che prevedano "un compenso manifestamente sproporzionato rispetto all'opera prestata o al servizio reso, cioè inferiore agli importi individuati con i valori stabiliti dai parametri o dalle tariffe fissati con decreto ministeriale per le professioni regolamentate" o per gli avvocati (legge 247/2012). Il professionista potrà impugnare convenzioni, contratti e gare al tribunale del luogo dove vive od opera: il giudice li rivedrà secondo i parametri o le tariffe ministeriali in vigore relativi alle attività svolte, e potrà chiedere il parere di congruità dell'ordine o del collegio professionale, "che costituisce piena prova sulle caratteristiche, sull'urgenza e sul pregio dell'attività prestata, sull'importanza, sulla natura, sulla difficoltà e sul valore dell'affare, sulle condizioni soggettive del cliente, sui risultati conseguiti, sul numero e sulla complessità delle questioni giuridiche e di fatto trattate". Al contrario, "si prevede un espresso divieto di avvalersi della consulenza tecnica". Sono nulli gli accordi che vietino al professionista di chiedere acconti o che gli impongano di anticipare spese.
Si considerano, inoltre, vessatorie le clausole che consentono al cliente: di modificare unilateralmente le condizioni del contratto; di negare contratti scritti (o al contrario di obbligare alla firma altrimenti si riserva di non pagare); di pretendere prestazioni extra gratis; di imporre la rinuncia al rimborso delle spese legate alla prestazione; di prevedere tempi di pagamento oltre 60 giorni dalla data di ricevimento della fattura; di riscrivere i contratti in modo peggiorativo. L'articolo 5 prevede che il parere di congruità emesso dall'ordine acquisti efficacia di titolo esecutivo, in alternativa all'ingiunzione di pagamento del giudice se il debitore non abbia proposto opposizione al giudice competente. L'articolo 7 consente le class action, l'articolo 8 istituisce un Osservatorio nazionale sull'equo compenso al Ministero della giustizia.
La nuova disposizione, si legge nel preambolo del Ddl 3179, mira a concretizzare lo spirito dell'articolo 2233 del codice civile secondo cui «la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione». Oggi "non essendo prevista alcuna sanzione di nullità, il professionista non può far valere l'inadeguatezza del compenso in presenza di un accordo che lo determini in misura irrisoria. La proposta contempla anche il diritto del cittadino consumatore di ottenere una prestazione di qualità, impossibile da garantire al di sotto dei livelli minimi di compenso previsti dai parametri ministeriali".

Niente assegni maternità o malattia senza green pass

(da www.StudioCataldi.it) Non sarà più possibile usufruire maternità, assegni per il nucleo familiare e cassa integrazione o la stessa malattia per chi non ha la certificazione verde. Da oggi, e fino al 31 dicembre, i lavoratori che non hanno il green pass sono "assenti ingiustificati" sul posto di lavoro. Di conseguenza non potranno godere di alcun diritto né tutela garantiti dal rapporto di lavoro, salvo la conservazione del posto di lavoro. La normativa che disciplina la situazione è contenuta nel dl 127/2021, ma le regole sul green pass nei luoghi di lavoro sono contenute anche nel dpcm 12 ottobre 2021, pubblicato nella gazzetta n. 246/2021.

I lavoratori "assenti ingiustificati" non hanno diritto allo stipendio.   Con lo stipendio vengono meno anche le componenti della sua retribuzione, anche di natura previdenziale, di carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata. I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione di ferie e permessi retribuiti e comportano la perdita della relativa anzianità di lavoro. Lo stesso Esecutivo, nelle faq, ha spiegato che il lavoratore perde diritto anche alle tutele previdenziali e per i giorni di assenza ingiustificata non ha diritto neanche alle quote di assegni familiari o all'indennità Cig, qualora dovesse esserci una sospensione dell'attività aziendale.

Madre no vax bocciata da giudici, si a vaccino per figli

(da AGI)  La posizione espressa dalla madre “poggia su concezioni personali suffragate da teorie diffuse da pochi soggetti che si pongono al di fuori della comunità scientifica ed in contrasto con gli approdi della scienza medica nazionale ed internazionale”: è un passaggio della sentenza del tribunale ordinario - prima sezione civile - di Parma che ha dato il via libera alla vaccinazione anti-Covid per due adolescenti con il solo consenso del padre, senza quindi quello della madre No-Vax. Entrambi i fratelli volevano vaccinarsi ma visto il no della donna, il padre ha presentato ricorso urgente al tribunale civile di Parma. I giudici, con la sentenza emessa lunedì scorso, hanno quindi “attribuito al padre il potere di decidere da solo e senza il consenso della madre in ordine alla somministrazione del vaccino anti-Covid ai figli minori”.  Questa mattina, secondo quanto apprende l’AGI, i due fratelli si sono vaccinati: il padre ha esibito al centro vaccinale una copia della sentenza dei giudici e quindi non è servita la firma-assenso della madre. Soddisfazione è stata espressa dal legale del padre. “E’ una sentenza molto importante - ha detto all’AGI l’avvocato Maria Tangari - perché afferma un diritto per i due ragazzi minorenni. E’ stato fondamentale che il loro punto di vista sia stato riconosciuto dai giudici. Vaccinarsi è una necessità impellente per la nostra comunità”.

FEDERAZIONE REGIONALE DEGLI ORDINI DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DELL’EMILIA-ROMAGNA (FREROM) COMUNICATO STAMPA

La Federazione Regionale del Ordini del Medici Chirurghi e degli Odontoiatri dell’Emilia-Romagna si associa al Presidente Anelli ed alla Federazione Nazionale nel condannare fermamente gli atti di intolleranza e di violenza perpetrati all’Ordine di Trento ed esprime vicinanza e solidarietà al Presidente Marco loppi.

Gli Ordini rappresentano i medici e, nel ruolo di tutela della salute del singolo e della collettività, sono da sempre garanti della deontologia professionale e delle evidenze scientifiche, a maggior ragione in un periodo delicato, come questo pandemico, in cui devono essere valutati e incentivati gli sforzi per una maggior tutela sociale.

Non si possono accettare in simili frangenti atteggiamenti inconsulti e antiscientifici, a maggior ragione verso coloro che hanno da sempre operato perché la professione medica sia adeguata alle necessità di salute dei cittadini: ogni azione ed ogni sforzo dovranno essere orientati piuttosto a contrastare la diffusione del Sars Cov-2.

Oggi, come Istituzioni dello Stato e negli ambiti della funzione di Enti Sussidiari, nell’esprimere il nostro disappunto e ferma condanna per i fatti di Trento, dobbiamo richiamarci al senso civico ed al bene collettivo, non certo intimiditi da così ignobili attacchi nei confronti degli Ordini Professionali, nel nostro ruolo di difensori dei valori etici e deontologici di cui la professione medica è espressione.

Maurizio Grossi

Coordinatore FREROM

Rimini, 13 ottobre 2021

Green Pass. Dice “no” soprattutto chi ha tra i 35 e i 59 anni, è a basso reddito, vive nel Nord Ovest e vota a destra. Ma il 60% degli italiani lo ritiene comunque una misura di responsabilità sociale.

La fotografia l’ha scattata EngageMinds HUB, il Centro di ricerca dell’Università Cattolica intervistando 6.000 italiani in tutto il Paese. Ne risulta che il 60% degli italiani ritiene il certificato verde una misura di responsabilità sociale. Ma la percentuale dei favorevoli scende al 55% quando si parla di obbligo per accedere al lavoro. Più favorevoli gli anziani, chi vive nel nord est e nel sud e generalmente chi vota al centro o a sinistra e chi ha un reddito più elevato   Leggi L'articolo completo al LINK

http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=98981&fr=n

Nono Rapporto Aifa su sicurezza vaccini Covid. Trend segnalazioni stabile: 85,4% non grave e 17 eventi gravi ogni 100mila dosi. Per terza dose per ora solo una segnalazione su 46mila dosi

L’Aifa pubblica il nuovo report e annuncia che sarà l’ultimo a cadenza mensile “considerata la stabilità dell’andamento delle segnalazioni per i diversi vaccini COVID-19”. I decessi correlabili salgono a 16 (due in più rispetto al report del mese scorso, ambedue relativi a persone anziane con condizione di fragilità per pluripatologie). Leggi L'articolo completo al LINK

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=98961&fr=n

28 ottobre: “La respirazione orale nel bambino” Tramite piattaforma Zoom

la SIDO (Società Italiana di Ortodonzia), nell'ottica di favorire un approccio multidisciplinare, così come da Raccomandazioni Ministeriali, organizza un incontro sulla propria piattaforma Zoom nell'ambito dei SIDO Study Club Emilia-Romagna nella serata del 28 ottobre pv sul tema "La respirazione orale nel bambino" rivolto agli Ortodontisti, ai Pediatri e agli Specialisti in Otorinolaringoiatria della Regione Emilia Romagna.

L'argomento verrà sviluppato attraverso interventi del Prof. Claudio Vicini, Specialista in Otorinolaringoiatria ed esperto di patologie del sonno, e di Ortodontisti della nostra Società Scientifica, con il coordinamento del Dott. Ivano Maltoni, Specialista in Ortognatodonzia e Referente SIDO per la Regione Emilia-Romagna per gli anni 2021 e 2022.
Tale incontro si propone di offrire in maniera capillare le informazioni sull'argomento così da favorire un miglior coordinamento da parte del Pediatra sui riscontri diagnostici specialistici dell'Otorinolaringoiatra e dell'Ortodontista.

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Linee guida Min Salute

Sconto sui contributi, migliaia i medici che hanno fatto domanda. Come fare e chi ne ha diritto

(da DottNet)    Manca meno di un mese dalla scadenza del 31 ottobre per la richiesta di esonero parzialedai versamenti previdenziali: Il maggior numero di domande è giunto dai medici con oltre 16mila già arrivate ad Enpam da parte dei soli medici liberi professionisti. Sono numeri ancora provvisori, visto che manca quasi un mese per il termine ultimo ma l'indicazione è senza dubbio chiara. Certo si tratta di numeri del tutto provvisori perché, appunto, tutti i professionisti hanno ancora quasi un mese per fare i propri conti e candidarsi al bonus, ma sono già indicativi di un disagio che ha colpito i camici bianchi della libera professione - gli altri infatti non rientrano nel beneficio - che hanno in parte accusato il colpo dello stop dovuto alla pandemia con il blocco di visite e esami.

Vediamo allora chi può chiedere l'esonero e come fare.   La premessa è che sarà lo Stato a farsi carico del pagamento, e la posizione contributiva degli interessati, ai fini della futura pensione, non subirà alcuna riduzione.  Per i medici e i dentisti i contributi da scontare sono quelli di Quota A riferiti al 2021 e quelli di Quota B relativi ai redditi 2020, da denunciare entro il 15 settembre 2021, nel limite massimo complessivo per ciascun iscritto di 3.000 euro su base annuaIl primo requisito per far valere questa opportunità unica è presentare la relativa domanda: gli interessati possono farlo accedendo all’Area riservata del sito della Fondazionecon le loro credenziali. Il termine è fissato al 31 ottobre 2021. Chi ha fatto domanda prima del 4 agosto deve ripresentarla. Questo è un requisito importante: senza la domanda tutti i contributi restano comunque dovuti per intero. Quindi, anche in caso di dubbio, vale la pena di fare la richiesta: sarà poi l’Enpam a comunicare che non si ha diritto e (specie per chi è in crisi di liquidità) si guadagnerà comunque tempo per ottemperare. Il beneficio è diretto principalmente ai liberi professionisti, salvo alcune eccezioni. I requisiti per averne diritto sono sostanzialmente i seguenti:

-1  Essere in regola con i versamenti precedenti. Quindi non debbono esserci morosità sui contributi di Quota A fino all’anno 2020 compreso e su quelli di Quota B fino agli importi calcolati sul reddito 2019 compreso. Ovviamente, se ci sono pagamenti relativi alla sanatoria di morosità pregresse, già concordate con gli Uffici, che scadono dopo il 31 ottobre 2021, questi non impediscono di fruire del beneficio, ma è importante non tralasciare nessun pagamento dovuto fino a quella data. Allo stesso modo, se ci sono inadempienze, è necessario concordare con gli Uffici un rientro, con provvedimento precedente al 31 ottobre 2021. L’indirizzo pec dell’Enpam da utilizzare allo scopo è: protocollo@pec.enpam.it

-2  Nel 2019 il reddito professionalenon deve essere stato superiore a 50.000 euro.

-3  Nel 2020 occorre aver subìto un calo del fatturato o dei corrispettivi pari o superiore al 33 per cento rispetto a quelli del 2019. Questo principio si applica anche ai contribuenti in regime fiscale forfettario.

Hanno comunque diritto all’esonero (senza applicare i limiti di cui ai precedenti punti2 e 3) i medici, già collocati in pensione, a cui siano stati conferiti incarichi di lavoro autonomo o di collaborazione coordinata e continuativa per far fronte alla pandemia. In questo caso l’esonero si applica con riferimento a tutto il reddito libero professionale prodotto nel 2020 (non soltanto quello legato al Covid), da versare entro il 2021.  Il beneficio è precluso a tutti coloro che nel periodo di esonero sono stati titolari di un contrattodi lavoro subordinato (quindi ad esempio il medico che nel 2020 era libero professionista ma nel 2021 lavora in ospedale non ha diritto all’esonero), con la sola eccezione del lavoro intermittente. Anche i titolari di pensione diretta nel 2021 (non quindi la reversibilità) sono esclusi dal beneficio; a questo proposito, visto che la presenza di pensione sarà valutata soltanto dopo la scadenza del termine, in alcuni casi può essere utile ritardare la presentazionedella domanda di pensione (se la sua decorrenza rimane invariata) per incassare prima l’esonero.  Il Ministero del Lavoro, con la nota n. 6921/2021, ha fornito alcuni ulteriori chiarimenti. Per i medici iscritti all’Albo nel 2020 non si applica il requisito del calo del fatturato; l’esonero non può invece riguardare i medici iscritti all’Albo prima del 2020 che nel 2019non hanno conseguito né reddito né fatturato, e nemmeno possono ottenerlo gli iscritti dal 2021 in poi. Inoltre rimane comunque dovuto il contributo di maternità (per il 2021 pari ad € 44,55), anche se su questo punto si attende un ulteriore chiarimento, data la difformità di atteggiamento con l’Inps

Con giovani sempre più connessi in aumento narcisismo da social e comportamenti a rischio

La pandemia potrebbe aver incentivato tratti della personalità in chi è a rischio, perché per molti ha significato isolamento, mancanza di confronto con gli altri. Il punto la XIX edizione del Convegno internazionale di Suicidologia e Salute Pubblica, organizzata con il patrocinio di Università ‘Sapienza’ di Roma e con il contributo non condizionante di Fondazione Internazionale Menarini   Leggi L'articolo completo al LINKhttp://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=98501&fr=n

Israele, effetti collaterali minori con la terza dose di vaccino Covid

(da DottNet)   Gli effetti collaterali noti della vaccinazione sono "in modo significativo più leggeri" nella terza dose a paragone delle prime due inoculazioni. Lo hanno rivelato nuovi dati diffusi dal ministero della sanità israeliano. Fatica, debolezza e dolore al braccio dell'iniezione - hanno mostrato - sono molto meno comuni per tutti i gruppi di età alle prese con il booster.   Secondo queste statistiche, una spossatezza generale è stata riscontrata a seguito della terza dose in 86.6 persone per milione contro 271.8 e 251.1 per milione in seconda e prima dose rispettivamente. Dolore nella zona della vaccinazione è stato riscontrato in 42.7 persone per milione nella terza dose contro le 222.9 e le 514.3 della seconda e prima dose. Su circa 3 milioni e 200 mila immunizzazioni con il booster (oggi si è a 3.400.000) i casi seri di effetti collaterali sono stati solo 19 anche se il ministero della sanità ha spiegato che gli esperti stanno esaminando se questi siano proprio collegati al vaccino.  Infine, il ministero ha anche diffuso i dati relativi ai casi segnalati di miocarditi (infiammazioni del muscolo cardiaco) nella fascia di età 12/15 anni che hanno avuto prima e seconda dose. Tali dati - ha detto il ministero - hanno "un tasso non significativo". 

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