Adolescenti, uno su quattro ha sintomi di depressione da Covid. Raddoppiati i casi in due anni

(da Doctor33)   L’incidenza di depressione e ansia fra gli adolescenti è raddoppiata rispetto a prima della pandemia di Covid-19 e questo diffuso disagio mentale rischia di mettere una seria ipoteca sulla salute futura dei ragazzi. Lo sottolineano gli esperti riuniti per il XXIII congresso nazionale virtuale della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia, discutendo i dati degli studi più recenti sull’argomento. Un’ampia metanalisi appena pubblicata su ‘JAMA Pediatrics’, che ha incluso 29 studi condotti su oltre 80 mila giovani, ha infatti dimostrato che oggi un adolescente su quattro ha i sintomi clinici di depressione e uno su cinque segni di un disturbo d’ansia.
Una situazione che potrà purtroppo avere conseguenze negative sul lungo periodo: è stato infatti dimostrato che soffrire di depressione durante l’infanzia e l’adolescenza si associa da adulti a una salute peggiore, mentale e non solo, e a maggiori difficoltà nelle relazioni e nella vita in generale. Questo è vero soprattutto per chi ha sofferto in maniera persistente di sintomi depressivi: essere costantemente ‘sotto tono’, specialmente durante l’adolescenza, ha ripercussioni più negative di un singolo episodio depressivo anche molto precoce, se questo viene poi risolto. “Tutte le ricerche concordano: con la pandemia un’allarmante percentuale di giovanissimi sta manifestando i segni di un disagio mentale – spiega Claudio Mencacci, co-presidente della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia e direttore emerito di neuroscienze e salute mentale all’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano -. I tassi di depressione e ansia che si registrano sono direttamente correlati alle restrizioni: si impennano cioè quando viene impedita la socialità, quando si deve tornare alla didattica a distanza, quando non si possono coltivare le relazioni con i coetanei che in adolescenza sono indispensabili”. Le conseguenze sono più negative per chi soffre di depressione durante l’adolescenza. “Questi dati confermano la necessità di intercettare e trattare la depressione nei giovanissimi, un problema che sta emergendo con sempre maggiore forza a causa della pandemia”, commenta Matteo Balestrieri, co-presidente della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia e professore ordinario di Psichiatria all’Università di Udine.
Il primo passo è una corretta diagnosi. Gli esperti evidenziano come i farmaci non sono indicati in depressioni lievi né come prima linea di trattamento, ma con opportuni accorgimenti possono essere d’aiuto quando la psicoterapia da sola non basta, per evitare che la depressione diventi persistente e quindi più pericolosa per il benessere presente e futuro dell’adolescente. In età evolutiva molti farmaci vengono tuttora utilizzati off-label, ovvero prescritti al di fuori delle indicazioni per cui sono approvati: tanti principi attivi utilizzati nelle patologie psichiatriche di bambini e adolescenti hanno l’approvazione regolatoria solo per gli adulti e anche per colmare le lacune di conoscenza e rispondere ai bisogni dei giovani pazienti all’interno di SINPF è nato il Gruppo di Ricerca in NeuroPsicoFarmacologia dell’Infanzia e Adolescenza, che oltre a favorire la ricerca scientifica nel settore potrà dare opportune indicazioni per la gestione adeguata dei giovani pazienti.

Picco di contagi, 600 euro da Enpam ai medici e dentisti positivi

(da Enpam.it)   La nuova impennata della curva dei contagi, spinta all’insù dalla variante Omicron, sta costringendo molti professionisti a restare a casa in malattia. Le conseguenze sono note: tampone positivo e una buona quantità di giorni da scontare lontano dal lavoro.  In questo contesto, il sussidio Enpam per i contagiati Covid continua a essere un aiuto concreto per medici e dentisti, che possono avere da 600 a 5mila euro.   Il sussidio è esentasse e viene accordato a prescindere dal reddito. Ma il suo importo definitivo è proporzionale all’aliquota contributiva scelta e alla gravità della malattia.  Anche i pensionati che continuano a lavorare e versare la Quota B possono accedere alla misura di sostegno, ma per ottenerla dovranno rispettare un requisito di reddito.

FINO A 5MILA EURO    Per un libero professionista (non pensionato) che versa la Quota B intera, gli importi vanno dai 600 euro per l’isolamento obbligatorio dopo il tampone positivo, ai 3mila euro se le conseguenze del Covid richiedono il ricovero ospedaliero – inclusa la terapia subintensiva – e fino ai 5mila euro per il ricovero in terapia intensiva.  Se nel corso della malattia la condizione si aggrava è possibile accendere al grado successivo del sussidio. Ad esempio, chi fa domanda per i 600 euro e in un secondo momento viene ricoverato a causa del Covid, potrà presentare una nuova domanda per ottenerne altri 2.400 euro.   Nel caso la malattia dovesse protrarsi oltre i trenta giorni, dal trentunesimo giorno scatta la copertura dell’inabilità temporanea.

FARE DOMANDA   Il sussidio può essere richiesto tramite l’area riservata del sito Enpam, cliccando su ‘Sussidio per contagiati Covid-19’ dalla sezione ‘Domande e dichiarazioni online’.

Sanità, l’Italia spende 40% in meno dei grandi Paesi Ue. Per 630 mila famiglie spese insostenibili. Il rapporto Crea

carenti gli organici».

Tra gli elementi di maggiore soddisfazione nei confronti del servizio sanitario, c’è la possibilità di avere l’assistenza del medico di medicina generale è per oltre la metà degli italiani (54,2%). Il 39% si dice soddisfatto anche per la qualità dei medici. Piace, inoltre, la possibilità di avere la maggior parte dei farmaci in modo pressoché’ gratuito (20,5%), mentre le liste d’attesa sono la criticità maggiore per il 38,9% degli italiani. Tra gli elementi di soddisfazione, il 18% ha citato la possibilità di disporre di tecnologie avanzate, il 17,8% la possibilità di poter disporre dell’assistenza ovunque ci si trovi. L’importanza attribuita alla disponibilità di tecnologie avanzate è maggiore nel Nord-Est. Tra le criticità, il 35,6% del campione cita la difficoltà nel riuscire a prendere gli appuntamenti, il 22,7% le attese (inutili) negli studi medici/ambulatori e il 20% il fatto di essere «rimbalzati» tra i vari uffici. Quanto alla «disponibilità a pagare», quasi la metà del campione sarebbe disposto a farlo pur di avere liste di attesa inferiori, soprattutto nel Nord Est. Nel Sud è maggiore la quota di persone disposte a pagare per avere maggior comfort ospedaliero e/o la possibilità di curarsi più vicino a casa. Nel Centro una quota rilevante di persone dichiara che sarebbe disposta a pagare per avere la possibilità di disporre di cure domiciliari. Nel report, i relatori lanciano anche un allarme circa il Pnrr, i tempi stretti di realizzazione PNRR potrebbero far sì che «si tenda ad ‘aggirare’ le criticità» e che, al posto di ottimizzare i processi, «si contraggano/depauperino le fasi di progettazione e valutazione che, di contro, sono essenziali per evitare che le risorse vadano sprecate». È una occasione «irripetibile», sostengono, «il cui esito (come sperabile) sarà quello di rilanciare il Paese; ma potrebbe anche essere ‘disastrosa’ qualora le scelte di investimento fossero quelle sbagliate».

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