Diabete e attività fisica: un legame profondo

(da Univadis)   Messaggi chiave:  a) L’attività fisica si associa a una riduzione importante dell’incidenza di diabete di tipo 2.  b) Il profilo dei metaboliti ha mostrato differenze significative nei partecipanti in base alla presenza o assenza di attività fisica.     Le persone che svolgono attività fisica regolarmente hanno un profilo di espressione dei metaboliti più sano e hanno un rischio ridotto di diabete di tipo 2 rispetto a chi è sedentario. Lo scrivono sulle pagine della rivista Metabolites, i ricercatori guidati da Susanna Maria Kemppainen, dell’Università della Finlandia Orientale di Kuopio.  “Il diabete di tipo 2 ha assunto ormai il carattere di una epidemia a livello globale” esordiscono gli autori, ricordando che dieta e attività fisica sono tra i fattori modificabili e legati allo stile di vita che più influenzano il rischio di sviluppare la malattia. Per comprendere a fondo i meccanismi alla base dell’associazione tra attività fisica e diabete di tipo 2, Kemppainen e colleghi hanno coinvolto nella loro ricerca un totale di oltre 8.700 uomini finlandesi senza diabete al basale, reclutandoli dalla coorte Metabolic Syndrome in Men (METSIM) e raccogliendo informazioni sul livello di attività fisica attraverso un questionario validato.   “Abbiamo inoltre misurato l’associazione di 1.260 metaboliti con l’attività fisica in 7.271 partecipanti” aggiungono gli autori. In base ai livelli di attività fisica, i partecipanti sono stati suddivisi in 4 gruppi: attività fisica scarsa o assente, attività fisica occasionale o legata a qualche hobby, attività fisica regolare ≤2 volte a settimana (almeno 30 minuti alla volta) e attività fisica regolare ≥3 volte a settimana (almeno 30 minuti alla volta). Ebbene, le analisi hanno mostrato una riduzione del 39% nel passaggio a diabete di tipo 2 nei partecipanti del gruppo che svolgeva maggiore attività fisica. Questo beneficio, seppur di misura minore (30%) era visibile anche in chi svolgeva attività fisica ≤ 2 volte a settimana.   L’effetto dell’attività fisica si è fatto sentire anche sul profilo dei metaboliti. “Abbiamo identificato 198 metaboliti associati in maniera significativa all’attività fisica” dicono gli esperti, sottolineando che questa è la più ampia analisi sul profilo di metaboliti associato all’attività fisica. “Alcuni di questi metaboliti erano già noti, ma molti sono nuovi e tra questi sono inclusi steroidi, aminoacidi, imidazoli e acidi carbossilici” aggiungono. Come fanno notare gli autori della ricerca, molti dei metaboliti associati ad alti livelli di attività fisica sono anche stati associati a una dieta sana in precedenti studi, per esempio i carotenoidi o gli acidi biliari.   “Il nostro studio mostra che l’attività fisica si associa a numerosi cambiamenti a livello di metaboliti e a una migliore aderenza a stili di vita sani” concludono Kemppainen e colleghi.

(Kemppainen SM, Silva LF, et al. Metabolite Signature of Physical Activity and the Risk of Type 2 Diabetes in 7271 Men. Metabolites 2022. Doi: 10.3390/metabo12010069)

Le condizioni di salute in Europa stanno peggiorando

(da M.D. Digital)  La soddisfazione nei confronti dei servizi forniti dai Sistemi Sanitari è in calo; un cittadino europeo su sei si sente sul punto di un tracollo emotivo e psicologico; i livelli di stress sono in aumento, così come si registra un peggioramento della qualità del sonno e difficoltà a prendere appuntamenti dal medico. Sotto molti aspetti l'Europa sembra essere sull'orlo di una sorta di “corto circuito” sanitario. D’altro canto, però, più della metà della popolazione in Europa sta cercando di mangiare in modo più sano e circa un terzo della collettività è favorevole a fare uso di integratori per migliorare la propria dieta. La maggioranza delle persone, comunque, continua a ritenere che la propria salute mentale sia buona e tre europei su cinque ritengono che il Sistema Sanitario del proprio Paese durante la Pandemia sia stato soddisfacente. Questi sono solo alcuni dei risultati dello STADA Health Report, un’indagine pan-europea giunta al quarto anno, due dei quali quasi del tutto oscurati da Covid-19.    L'edizione dello scorso anno aveva offerto una prima fotografia dei pensieri e dei sentimenti dei cittadini europei a un anno dalla pandemia sanitaria.
Dopo l'iniziale fermento suscitato dalle restrizioni imposte e dall’obbligo di indossare le mascherine, lo STADA Health Report 2022 - condotto su circa 30.000 europei in 15 Paesi - porta alla luce alcune delle implicazioni di fondo relative a questo difficile periodo per i sistemi sanitari del Vecchio Continente.
Gli ultimi due anni sono stati difficili non solo per la popolazione europea, ma soprattutto per i Sistemi Sanitari. Eppure, a due anni dall’esordio della Pandemia poche persone in Europa sembrano avere fiducia nei confronti dei propri Sistemi Sanitari. Negli ultimi anni, la soddisfazione è diminuita in modo incredibile, complessivamente del 14% - dal 78% nel 2020 e 74% nel 2021 fino al 64% nel 2022. Più di un terzo delle persone in Repubblica Ceca, Romania e Italia ha dichiarato di aver posticipato o annullato gli appuntamenti medici a causa della paura dei contagi durante la pandemia così come ottenere un appuntamento dal Medico di Medicina Generale è stato segnalato come problematico in diversi Paesi.
“Attraverso lo STADA Health Report, ci proponiamo di fornire dati per stimolare un dibattito sulle tendenze relative all'assistenza sanitaria e alle azioni necessarie per sostenere ulteriormente il prezioso lavoro svolto ogni giorno dai nostri partner di fiducia, quali medici, ospedali, farmacisti che si adoperano quotidianamente a favore dei pazienti”, dichiara Peter Goldschmidt, CEO di STADA.

Bassetti, 4 dose? no a vaccino sotto ombrellone

(da AGI)   "Vaccino a settembre/ottobre assolutamente sì, ma ora non ha senso inseguire gli over 60 sotto l'ombrellone: parliamo, in alcuni casi, di persone che hanno fatto già 3 dosi e il Covid e gli studi internazionali ci dicono che l'immunità ibrida è la migliore". Così all'AGI l'infettivologo Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, in relazione alla decisione dell'Aifa che ha allargato a tutti gli over 60 la possibilità di ricevere il nuovo booster.   "Ieri ho sentito il ministro della Salute parlare di 'linee guida', ma bisognerebbe parlare di raccomandazioni più che altro - dice Bassetti -. Il primo a conoscere il significato di 'linee guida' dovrebbe essere il ministro e il fatto che non lo sappia, mi rende perplesso". Le 'linee guida', spiega l'infettivologo, "sono una di quelle cose da fare con le società scientifiche e sulle quarte dosi non esistono dati così solidi per la somministrazione a un 60enne sano che non è un 90enne: metterli sullo stesso piano è un errore clamoroso".

A parere di Bassetti il ministero della Salute non ascolta i medici sul campo. "La linea è di totale contrasto con quella del 2021 dove Figliuolo parlava con tutti - aggiunge- Io come presidente della società italiana di terapia antinfettiva e come primario del mio ospedale non appoggio questa posizione: continuiamo a considerare tutti uguali, ma è sbagliato". "Bisognerebbe capire anche perché il 75% degli over 80 non hanno fatto la quarta dose - dice Bassetti - Io non ce l'ho con il ministro, ma con l'ignoranza di alcuni. A settembre darò una mano per convincere le persone, ma oggi no". E in ospedale come vanno le cose? "A marzo 2022 ho utilizzato l'ultimo casco su un paziente Covid, oggi ho due ricoverati in reparto: una 90enne con una polmonite, ma non da Covid; e un 87enne che domani andrà a casa. Gli altri 48 hanno tutt'altro".

Vaccini Covid. Il sesso e lo stile di vita influenzano la risposta immunitaria acquisita

Lo studio, pubblicato sul Journal of Personalized Medicine, è stato promosso dalla Sapienza e dal Policlinico Umberto I. Dai risultati è emerso, tra l’altro, una diminuzione mediana del 72% del livello anticorpale a 5 mesi dalla vaccinazione, che però è meno evidente nelle donne e nei soggetti con infezione pregressa, mentre era più alta nei fumatori, negli ipertesi e nei meno giovani. Anche i single o conviventi avevano un migliore mantenimento della risposta anticorpale rispetto a sposati, divorziati o vedovi.  Leggi L'articolo completo al LINKhttps://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=106169&fr=n

Pregliasco, ‘chiusura Usca terribile, rischio affollamento ospedali’

(da Adnkronos Salute)  "E' terribile la chiusura delle Usca in questa fase, perché" senza il contributo delle Unità speciali di continuità assistenziale nella gestione del territorio, in questo momento di ondata estiva di Covid-19 c'è un "rischio di affollamento ospedali". Una possibilità reale secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi di Milano e docente UniMi. Lo smantellamento anticipato delle Usca, spiega all'Adnkronos Salute, alla luce del rialzo dei numeri della pandemia in Italia, è un problema nel problema.    "Le Usca - afferma il medico - rappresentano l'anello di congiunzione tra ospedale e territorio, in quella che deve essere la 'filiera' dell'assistenza ai pazienti Covid. Vanno assolutamente riattivate", anzi di più: "Questo tipo di intervento va proprio strutturato", mantenuto stabilmente, esorta Pregliasco. "Se vogliamo, possiamo modificarlo nell'organizzazione in base al contesto e alle esigenze. Ma è davvero necessario", assicura, per fortificare la 'trincea' del territorio e proteggere gli ospedali che devono poter garantire cure anche a tutti gli altri malati e recuperare i ritardi accumulati nelle fasi emergenziali.

Medici liberi professionisti: come e cosa denunciare all’Enpam

(da DottNet)   Ogni anno si ripete l’obbligo di dichiarare all'Enpam il reddito da libera professione prodotto nell'anno precedente. Per farlo occorre compilare online il modello D che si trova nell'area riservata e inviarlo entro il 31 luglio. Per aiutare quanti non si sono ancora iscritti all’Area Riservata, o incontrano difficoltà nell’accedervi (password dimenticata, nome utente non riconosciuto, ecc.), è attivo l’indirizzo email supporto.areariservata@enpam.it , che fornisce un sostegno qualificato entro 48 ore lavorative dall’invio della richiesta.

Come funziona il calcolo di quanto dovuto come contributo previdenziale sulla Libera Professione? Il pagamento del contributo minimo obbligatorio alla QUOTA A FONDO GENERALE copre:

-  Per gli ULTRA 40ENNI la parte di reddito libero professionale annuo netto fino a € 8.076,21;

-  SOTTO I 40 ANNI fino ad un reddito annuo di € 4.373,03.

Nel MODELLO D deve essere indicato tutto l’importo del reddito libero professionale che non sia già stato assoggettato a prelievo previdenziale (non va indicato il reddito da convenzione).  Sarà premura dell’Enpam abbattere il reddito indicato dell’importo già coperto dal contributo di Quota A e spedire nel mese di ottobre il modulo con indicazione della cifra da corrispondere. Se però il reddito libero professionale prodotto è al di sotto delle soglie sopra indicate, la compilazione del modello non è obbligatoria. L’aliquota di prelievo ordinaria è del 19,75%, calcolata sul netto dell’attività realizzata nel corso del 2021.

Possibili opzioni di aliquota ridotta:

- Medici di Medicina Generale – Pediatri di Libera Scelta – SPECIALIZZANDI – MEDICI DIPENDENTI CON ATTIVITA’ EXTRA MOENIA possono scegliere l’aliquota ridotta del 9,75%;

- I CORSISTI di MG (triennio) e i DIPENDENTI che hanno realizzato attività INTRA MOENIA possono optare per il 2%;

- I PENSIONATI possono – annualmente – optare per l’aliquota intera del 19,50% oppure per l’aliquota ridotta al 50%, pari al 9,75%.

Tutte queste aliquote (compresa quella ordinaria) sono valide per gli importi fino a € 103.055,00. Sugli importi residui, che vanno oltre tale cifra, è applicato l’1 per cento.  E’ importante ricordare che per cambiare aliquota o per scegliere la contribuzione ridotta è necessario compilare il modulo specifico prima di aver compilato il modello D. Anche il modulo Contribuzione ridotta si trova nell’area riservata del sito Enpam. Il Modello D è già disponibile per la compilazione sull’area riservata. E’ opportuno segnalare che se viene trasmesso dopo il 31 luglio, è prevista una sanzione fissa di € 120,00, quindi vale la pena procedere al più presto al suo invio.   Già dallo scorso anno, non è più disponibile il modulo cartaceo e quella digitale è diventata l’unica modalità di presentazione possibile. Il Modello D, con l’occasione, è stato rinnovato nella forma e nel sistema di compilazione, per diventare ancora più semplice, veloce e difficile da sbagliare.

Ad esempio, con il nuovo modulo online, gli iscritti possono conoscere in tempo reale quanti contributi dovranno versare; si può inoltre visualizzare immediatamente l’aliquota contributiva che sarà applicata al reddito dichiarato e, in caso di errore nella denuncia, chiedere subito la rettifica della dichiarazione. Inoltre, con il nuovo sistema, l’archivio dell’Enpam acquisisce in tempo reale i dati reddituali, rendendo più rapida e puntuale anche l’assistenza agli iscritti che hanno dubbi sulla compilazione.