Fatturazione elettronica: gli strumenti per realizzarla. Questi quelli gratuiti
(da Odontoiatria33) A partire dal 1° gennaio 2019 entrerà a regime l’obbligo di emettere (e ricevere) la fattura in formato elettronico secondo quanto previsto della legge di Bilancio 2018, sia che venga emessa nei confronti di un soggetto con partita iva che verso un privato. Sono esonerati dall’emissione (ma non dalla ricezione) i soggetti che hanno aderito al regime fiscale agevolato dei nuovi minimi o forfettario (bacino che potrebbe aumentare con l’introduzione della flat tax a 65 mila euro di fatturato). La differenza dell’attuale modalità di compilazione della fattura è che quella elettronica deve essere “trasformata” nel formato XML per poter essere inviata attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate, che verificherà e confermerà l’avvenuta “accettazione”. I dati da inserire sono gli stessi previsti per la metodologia di fatturazione utilizzata fino ad oggi, anche se si dovrà prestare particolare attenzione ai dati fiscali del cliente, come il Codice fiscale nel caso sia un privato. Se errato o incompleto, impedirebbe la corretta ricezione del documento da parte della Agenzia delle Entrate che non la accetterà. Sarà poi l’Agenzia delle Entrate ad inviare la fattura al cliente (rendendola disponibile nel suo cassetto fiscale, sul 730 precompilato oppure inviandola tramite Pec) inviado la ricevuta di avvenuto recapito. Ai clienti sarà possibile consegnare una copia cartacea della fattura creata in formato elettronico che, però, non avrà valore legale.
Idroclorotiazide. L’allerta del Ministero della Salute: “Rischio di carcinoma a cellule basali e carcinoma a cellule squamose”
Quanto pagano gli altri professionisti
(da www.enpam.it) Anche quest’anno l’esistenza dell’obbligo contributivo Enpam ha permesso ai medici e agli odontoiatri di pagare contributi più bassi rispetto a quelli che sarebbero stati chiesti dallo Stato. In Italia vige infatti il principio per cui tutti i redditi da lavoro devono essere assoggettati a contribuzione previdenziale. Se non avessero una Cassa professionale, i medici e i dentisti non sarebbero esonerati dal pagare ma dovrebbero versare obbligatoriamente i contributi alla gestione separata Inps, che ai liberi professionisti riserva un’aliquota del 25,72 per cento (ben più alta di quella dell’Enpam). Per quanto riguarda le altre categorie che hanno una propria Cassa previdenziale la situazione è variegata. In ambito sanitario si va dal 16 per cento dei veterinari al 20 per cento degli infermieri, passando per il 19 per cento dei biologi. Gli psicologi hanno un minimo del 12 per cento che, a scelta dell’interessato, può salire al 22 per cento. Guardando ad altri settori troviamo i commercialisti con il 16 per cento e 18,5 per cento per avvocati e gli ingegneri e architetti.
Più di 100mila medici pagano contributi occulti
La vitamina D negli adulti non previene le fratture e le cadute
(da DottNet) La vitamina D negli adulti non previene le fratture e le cadute e non migliora la densità ossea, quindi le linee guida correnti che ne raccomandano l'uso specie per la popolazione anziana più a rischio di osteoporosi andrebbero cambiate. Èil verdetto di un maxi-studio pubblicato sulla rivista 'The Lancet Diabetes & Endocrinology'. "Le line guida in vigore andrebbero cambiate per riflettere questi risultati - sottolinea l'autore dello studio Mark Bolland della University of Auckland, in Nuova Zelanda. Data la robustezza delle evidenze oggi a disposizione, crediamo inoltre che non sia più giustificabile condurre ulteriori trial clinici sulla vitamina D alla ricerca di effetti positivi sull'apparato muscolo-scheletrico". Gli esperti hanno riesaminato una vastissima mole di dati relativi a ben 81 sperimentazioni cliniche pubblicate sull'integrazione di vitamina D sia a dosi basse sia alte. A nessuna dose la vitamina D è risultata protettiva contro fratture (di tutti i tipi, fratture d'anca o vertebrali etc), cadute e per remineralizzare le ossa. Le linee guide cliniche, ribadiscono gli autori in conclusione, che continuano a raccomandare l'uso di integratori di vitamina D per la salute delle ossa dovrebbero essere aggiornate e riflettere le migliori evidenze scientifiche oggi disponibili.
Zucchero nelle sigarette, fa male e pochi sanno che c’è
(da Quotidiano Sanità e Reuters Health) Solo pochissimi fumatori sanno che le sigarette contengono zucchero e che lo zucchero aumenta le tossine nel fumo di sigaretta. “Le sigarette contengono zuccheri naturali e aggiunti per ridurre l’asperità del fumo, facilitandone l’inalazione. Questo aumenta anche la quantità di sostanze chimiche dannose presenti nel fumo e il potenziale di dipendenza”, dice Andrew Seidenberg, della University of Nord Carolina, autore principale dello studio che ha fatto emergere questa evidenza. Lo studio Seidenberg e colleghi hanno coinvolto 4.350 adulti fumatori di sigarette, reclutandoli attraverso Amazon Mechanical Turk, per partecipare a un esperimento online sulla pubblicità di sigarette elettroniche. Alla fine dell’esperimento, gli intervistati hanno risposto a domande sulla presenza di zucchero aggiunto nelle sigarette e sulla consapevolezza che la presenza dello zucchero fosse ulteriormente dannosa per la salute. I ricercatori hanno scoperto che il 5,5% degli intervistati sapeva che le sigarette contengono solo il 3,8% era a conoscenza del fatto che la presenza dello zucchero aumentasse le tossine nel fumo. “Siamo rimasti davvero sorpresi dal fatto che quasi tutti i fumatori intervistati non sapessero che lo zucchero viene aggiunto alle loro sigarette. Il rischio non può essere nascosto”, aggiunge Seidenberg.