“Nessun medico dovrebbe mai essere forzato a prender parte a procedure di eutanasia o suicidio assistito”.
La risoluzione della World Medical Association. L’Associazione che rappresenta i medici di 112 Paesi prende posizione sul fine vita: “Il medico che rispetta il diritto fondamentale del paziente di rifiutare trattamenti medici, non agisce contro deontologia nel non mettere in atto o nell'interrompere tali trattamenti indesiderati al paziente, anche se tale atto esita nel decesso”. Leggi l'articolo completo al LINK
Mantenere un peso nella norma in età adulta allunga la vita
(da Univadis) Messaggi chiave La presenza stabile di obesità nel corso di tutta l’età adulta, l’accumulo di peso tra la fase iniziale e intermedia e la perdita di peso dalla fase intermedia a quella tardiva di questo periodo della vita sono risultate associate a un incremento dei rischi di mortalità nella popolazione statunitense. I risultati suggeriscono che mantenere il normopeso in età adulta e soprattutto evitare di accumulare peso nelle fasi iniziali di questa fase della vita aiuta a prevenire un decesso prematuro più in là negli anni.
Violenza contro gli operatori sanitari. L’equiparazione ai pubblici ufficiali è superflua
Il legislatore non ha sostanzialmente preso in considerazione le qualifiche pubblicistiche di pubblico ufficiale e di incaricato di pubblico servizio attribuite al personale sanitario. E la scelta risulta sostanzialmente corretta Leggi l'articolo completo al LINK
http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=78123&fr=n
No a modelli unici per le cure primarie
(da M.D.Digital) “Dall’emanazione della Balduzzi ci siamo focalizzati sui modelli delle forme organizzative, dimenticando che l’importante non è il contenitore ma il contenuto. Non importa dove fai le cose, importa che cosa fai”. È quanto ha sottolineato il presidente dello Snami Angelo Testa in uno dei passaggi della sua relazione al XXXVIII Congresso Nazionale Snami, che si è svolto di recente ad Acireale. Per Testa , l’errore che non si deve fare “è proporre un modello unico per una realtà italiana che vede situazioni completamente differenti, spesso agli antipodi, con la consapevolezza che in metropoli, città, cittadine, paesi, piccole comunità, territori con popolazione sparsa non potrà mai funzionare un unico modello sanitario di assistenza. Così come nelle zone disagiate, disagiatissime e nelle isole minori. Si deve differenziare la medicina rurale da quella metropolitana”.
Audizione in Parlamento sul programma del Ministero della Salute
(da Quotidiano Sanità) La settimana scorsa il Ministro della Salute ha incontrato le Commissioni Sanità di Camera e Senato per un'audizione sulle linee programmatiche del suo dicastero. Tra i temi affrontati le nuove risorse per il Fondo sanitario nazionale, la riforma dei ticket, gli interventi sul personale e governance del farmaco. Tra tante cose, riportiamo solo la dichiarazione iniziale di speranza, assolutamente condivisibile: "Le mie linee programmatiche saranno radicate nell’impianto costituzionale del nostro Paese. Non va inventato un programma ma seguito quello che i padri costituenti hanno indicato con l’articolo 32. Ognuna di quella parole non è stata scelta in maniera casuale ma a seguito di un lungo confronto. Quello alla Salute viene riconosciuto come un diritto fondamentale. Se è vera questa affermazione solenne, è altrettanto vero che le risorse in salute non possono considerarsi una mera spesa ma, piuttosto, un investimento straordinario sulla vita delle persone. Questa è una battaglia culturale che vorrei fosse condivisa da Governo e Parlamento".