300 milioni di fumatori in meno. Risultati storici lotta al tabacco”

A due decenni dall’adozione della Convenzione quadro per la lotta al tabacco, l’Oms registra un calo globale della prevalenza del fumo pari a un terzo. Introdotte nuove politiche in diversi Paesi per frenare il consumo di tabacco, favorire colture alternative e aumentare la tassazione su prodotti nocivi. Parallelamente, prende forza il piano internazionale per combattere l’obesità, con milioni di beneficiari e vite salvate.  Leggi L'articolo completo al LINK

Aggiornamento su Istanza di esonero/esenzione ECM

(da Odontoiatria33)  Per casi selezionati e dettagliatamente motivati è sempre possibile fare istanza di esonero/esenzione dal sistema ECM attraverso il portale COGEAPS (Consorzio gestione anagrafica delle professioni sanitarie), previo accesso alla propria area riservata mediante SPID o CIE direttamente on line a https://application.cogeaps.it/exemptions. Inoltre, la Commissione nazionale ECM ha pubblicato recentemente sulla pagina dedicata sul sito Agenas, una nota in cui ricorda a chi i professionisti della salute devono inviare istanza di esonero e esenzione dell’obbligo formativo. Per i casi non espressamente normati e previsti dal Manuale sulla formazione continua del professionista, deve esse fatto un invio telematico via pec all’indirizzo ecm@pec.agenas.it, utilizzando l’allegato V debitamente compilato e corredato. Sul sito ECM si precisa che:  l'accesso al sistema MY ECM può avvenire esclusivamente con SPID o CIE. All'interno della piattaforma, nella sezione "istanze di esonero/esenzione" sarà possibile scaricare l’allegato V che dovrà essere compilato ed inviato all'interno della stessa piattaforma, debitamente sottoscritto e corredato da tutta la documentazione utile alla valutazione della richiesta. L’esito dell’istanza sarà notificata alla PEC indicata dal professionista sanitario in fase di invio della richiesta. E’ disponibile all'interno del portale myECM il Manuale sull'utilizzo della piattaforma aggiornato.

Contro gli effetti delle terapie oncologiche più esercizio fisico

(da DottNet)   Secondo una metanalisi pubblicata sul 'British Medical Journal of Sports Medicina' «l'esercizio fisico sembra ottenere un miglioramento generale del benessere psicologico e della qualità di vita, la qual cosa ne raccomanda l'inclusione sistematica nei protocolli di terapia oncologica». «Già diverse metanalisi avevano valutato l'impatto dell'esercizio fisico sulla salute dei malati di cancro, ma permanevano lacune significative nella nostra comprensione di questa relazione» spiegano i ricercatori, che aggiungono: «A tutt’oggi, non era stata pubblicata alcuna valutazione completa dei dati esistenti su esercizio fisico e salute di pazienti con un'ampia gamma di tumori. Per colmare questa lacuna, con l'obiettivo di rafforzare la base di evidenze e migliorare l'assistenza clinica, abbiamo condotto una metanalisi generale degli studi clinici randomizzati e controllati pubblicati tra il 2012 e il 2024, tutti di qualità da moderata ad alta». Tra queste associazioni, le tipologie di esercizio di qualsiasi lunghezza, intensità e durata includevano attività mente-corpo come Qigong, Tai-Chi e yoga (28,5%), esercizi aerobici e di resistenza (48%), allenamento a intervalli ad alta intensità (18,4%) e altre tipologie (59%). Queste associazioni sono state esplorate in pazienti con tumori alla mammella (50%), all'apparato digerente (20%), al sangue (3%), al polmone (47%), alla prostata (2,5%) e altri (31%). Secondo i criteri GRADE, che si utilizzano per valutare la certezza delle prove scientifiche e la forza biostatistica delle raccomandazioni in ambito sanitario, nel complesso, il 54% delle associazioni è risultato statisticamente significativo, mentre il 17% e il 31% hanno evidenziato rispettivamente una certezza elevata e moderata, pur senza raggiungere la significatività statistica. Nelle persone malate di cancro, l'esercizio fisico ha inoltre ridotto in misura significativa diversi effetti collaterali associati al cancro e al suo trattamento rispetto alle cure tradizionali o all'assenza di esercizio fisico; per esempio, ha ridotto i danni cardiaci e ai nervi periferici associati alla chemioterapia, il deterioramento cognitivo e la dispnea. Ha inoltre modificato la composizione corporea e alcuni tra i principali indicatori fisiologici di salute, come la concentrazione plasmatica dell’insulina, del fattore di crescita insulino-simile e della proteina C-reattiva. Ha migliorato la qualità del sonno, il benessere psicologico, la funzionalità fisiologica dell'organismo e l'interazione sociale, favorendo al contempo la qualità della vita complessiva. Sono anche emerse prove con un grado di certezza da moderato a elevato che l'esercizio fisico pre-operatorio riduca il rischio di complicazioni postoperatorie, il dolore, la durata della degenza ospedaliera e il rischio di morte. I ricercatori riconoscono comunque svariati limiti ai loro risultati. Le analisi dei dati inclusi nella revisione differivano in misura considerevole, incluso il numero di studi su cui si basavano. I ricercatori ipotizzano che i partecipanti affetti da cancro in grado di fare esercizio fisico potrebbero essere stati in migliori condizioni generali. E sottolineano che gli effetti collaterali della terapia variano secondo il tipo di cancro e lo stadio più o meno avanzato della malattia. Malgrado ciò concludono: «Incorporare esercizi mente-corpo nelle linee guida per l'esercizio fisico da raccomandare alle persone malate di cancro potrebbe essere un’opportunità da non lasciarsi sfuggire. In ogni caso sono necessarie future ricerche di alta qualità per esplorare ulteriori risultati, chiarire i meccanismi retrostanti e perfezionare le prescrizioni di esercizio fisico su misura per ciascun tipo di cancro, la tempistica, la modalità e le caratteristiche individuali dell’esercizio fisico, garantendo interventi più precisi e di alto rilievo clinico per le diverse popolazioni oncologiche».