La piattaforma Tech2Doc realizzata da Enpam sarà utilizzata dall’ISS per telemedicina e sanità digitale

(da DottNet - riproduzione parziale) La piattaforma Tech2Doc realizzata da Enpam sarà utilizzata dall’Istituto Superiore di Sanità per fare formazione sui temi della telemedicina e la sanità digitale. "Nostro obiettivo era creare uno strumento fruibile da tutti i medici e gli odontoiatri con una funzione di informazione e divulgazione nel campo della frontiera avanzata della conoscenza, della tecnologia e della scienza medica, e siamo orgogliosi di aver creato il mezzo per una facile diffusione di questi contenuti –  dice il presidente di Fondazione Enpam Alberto Oliveti –. Siamo onorati della scelta da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, che offrirà ai professionisti un’occasione di acquisire competenze validate scientificamente. Del resto perseguire la qualità dell’esercizio professionale è la nostra missione, perché se c’è buon lavoro ci può essere buona previdenza."   La collaborazione tecnico-scientifica a supporto della piattaforma Tech2Doc è assicurata dal Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’ISS. Il Presidente dell’Istituto, Prof. Silvio Brusaferro, si rallegra dell’iniziativa: "Ringrazio la Fondazione Enpam per aver voluto condividere con l’Istituto Superiore di Sanità l’impegno di contribuire al progresso della sanità digitale in Italia mettendo insieme le competenze e le risorse con nuove modalità e nuove tecnologie, dimostrando ancora una volta il valore della collaborazione tra enti a beneficio del sistema sanitario."  Firmato l’accordo di collaborazione, iniziano le attività congiunte finalizzate a raggiungere alcuni obiettivi di rilievo per lo sviluppo del corretto utilizzo clinico e assistenziale dei sistemi di telemedicina e per diffondere la conoscenza scientifica delle innovazioni digitali in sanità. Nel primo anno di vita la piattaforma www.Tech2Doc.it ha collezionato 41.000 utenti per un totale di 141.000 contenuti visualizzati. Gli argomenti che hanno riscosso maggiore interesse sono stati Telemedicina, Digital health e Intelligenza artificiale. Tech2Doc coinvolge un bacino di oltre 70 esperti e figure autorevoli provenienti da diversi settori, da quello sanitario alla giurisprudenza. Tra i contenuti già presenti si segnalano 80 videointerviste; 20 descrizioni di casi esemplari (case history); 225 recensioni di articoli autorevoli dal mondo; 360 approfondimenti su altrettante soluzioni digitali già disponibili sul mercato; videopillole e quiz interattivi. 

Corte Costituzionale: legittimo l’obbligo del vaccino per medici, operatori sanitari e over 50

(da DottNet)   La Corte Costituzionale "salva" l'obbligo del vaccino anti Covid introdotto dal governo Draghi nel 2021 per alcune categorie professionali e gli over 50. La Corte ha ritenuto inammissibili e non fondate le questioni poste da cinque uffici giudiziari. La Corte ha in particolare ritenuto inammissibile, per ragioni processuali, la questione relativa alla impossibilità, per gli esercenti le professioni sanitarie che non abbiamo adempiuto all'obbligo vaccinale, di svolgere l'attività lavorativa, quando non implichi contatti interpersonali. Sono state ritenute invece non irragionevoli, né sproporzionate, le scelte del legislatore adottate in periodo pandemico sull'obbligo vaccinale del personale sanitario. Ugualmente non fondate, infine, sono state ritenute le questioni proposte con riferimento alla previsione che esclude, in caso di inadempimento dell'obbligo vaccinale e per il tempo della sospensione, la corresponsione di un assegno a carico del datore di lavoro per chi sia stato sospeso; e ciò, sia per il personale sanitario, sia per il personale scolastico. È quanto rende noto l'Ufficio comunicazione e stampa della Corte costituzionale, in attesa del deposito delle sentenze. L’udienza in cui era stata trattata la causa aveva vissuto momenti di tensione. Anche se le motivazioni del verdetto arriveranno nelle prossime settimane, è facile supporre che i giudici abbiamo ritenuto prevalente l’interesse alla tutela della salute pubblica su quello dell’autodeterminazione e della libertà dell’ singolo cittadino.    Una montagna di sanzioni che sfiorano i due milioni. Sono scattate ieri per chi era tenuto a vaccinarsi contro il Covid e non l'ha fatto: scadono infatti i 180 giorni fissati per giustificare il mancato adempimento all'obbligo vaccinale. Si tratta di professori, operatori sanitari, forze dell'ordine e over 50 che dovranno pagare multe pari a 100 euro a testa. L'avversione al vaccino è stata più forte in alcune regioni: la maglia nera in termini di multe ai no vax over 50 va al Friuli Venezia Giulia, seguito dalla Calabria e dall'Abruzzo. Mentre tra i territori più virtuosi ci sono Puglia, Lazio, Toscana e Molise, con percentuali delle persone che si sono vaccinate almeno con due dosi che superano il 90% nella fascia di età tra i 50 e i 59 anni. Mentre i no vax tornano a far sentire la loro voce con una protesta proprio davanti alla Consulta in nome della libertà di autodeterminazione: si ritrovano in una cinquantina da tutta Italia, con cartelli e tricolori stretti al collo.

Obesità, 25 milioni di persone in eccesso di peso. Bisogna agire subito.

(da Doctor33)   In Italia più di 25 milioni di persone sono obese o in sovrappeso. In pratica il 46% degli adulti (oltre 23 milioni) e il 26,3% dei bambini e adolescenti tra i 3 e i 17 anni (2,2 milioni). È quanto emerge dal 4/o 'Italian Barometer Obesity Report', riferito all'anno 2021, realizzato da IBDO Foundation in collaborazione con Istat, Coresearch e Bhave e con il contributo non condizionato di Novo Nordisk.
Oltre ai dati, a preoccupare gli esperti è il fatto che una larga quota di italiani non riconosca di avere un problema di peso: l'11,1% degli adulti con obesità e il 54,6% degli adulti in sovrappeso ritiene di essere normo peso e ben il 40,3% dei genitori di bambini in sovrappeso o obesi considera i propri figli sotto-normo peso.
Dal Report emergono differenze di genere (fra gli adulti l'11,1% delle donne è obeso contro il 12,9% degli uomini; tra i bambini e gli adolescenti il 23,2% delle femmine in eccesso di peso contro il 29,2% dei maschi) e territoriali a svantaggio del Sud e Isole, dove rispettivamente il 31,9% e il 26,1% dei bambini e degli adolescenti è in eccesso di peso rispetto al 18,9% al Nord-Ovest, al 22,1% al Nord-Est e al 22% al Centro. Le diseguaglianze territoriali si confermano anche tra gli adulti, con un tasso di obesità che varia dal 14% al Sud e 13,6% nelle Isole, al 12,2% del Nord Est, al 10,5% del Nord-Ovest e Centro.
Sottovalutare le cause e le conseguenze dell'obesità porta a complicanze, come lo sviluppo di problemi di salute mentale, disturbi cardiaci, diabete di tipo 2, nonché alcuni tumori e problemi a scheletro e articolazioni. "Si stima - spiega Paolo Sbraccia, vicepresidente IBDO Foundation e professore ordinario di Medicina Interna dell'Università di Roma Tor Vergata - che questa malattia causi il 58% dei casi di diabete tipo 2, il 21% dei casi di cardiopatia ischemica e fino al 42% di alcuni tumori e porta a circa 57mila morti annuali solo nel nostro Paese".
L'obesità è una condizione multifattoriale in cui l'apporto alimentare e l'attività fisica svolgono un ruolo rilevante nella determinazione e nella terapia della stessa malattia. Tuttavia "ad oggi il 33,7% della popolazione italiana adulta (quasi 20 milioni di persone) non pratica sport né attività fisica", sottolinea Roberta Crialesi, dirigente del Servizio sistema integrato salute, assistenza, previdenza e giustizia dell'Istat. Inoltre, "tra i bambini poco attivi, il 59,1% delle madri ritiene che il proprio figlio svolga sufficiente attività fisica" e "tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 69,9% pensa che la quantità di cibo assunta dal proprio figlio non sia eccessiva".
Per Antonio Nicolucci, direttore di Coresearch, "la prevenzione e gli interventi mirati su alimentazione e sport sono importanti" ma è anche importante "combattere lo stigma sociale" per far sì che l'obesità "sia considerata da parte dei governi, dei sistemi sanitari e delle stesse persone con obesità, come già fatto dalla comunità scientifica, una malattia cronica che richiede una gestione di lungo termine, e non una responsabilità del singolo". Per Andrea Lenzi, coordinatore Italia dell'Obesity Policy Engagement Network (Open), "è giunto il momento di mettere in atto soluzioni di politica sanitaria e di governance clinica" a partire "dalla inclusione dell'obesità nel Piano Nazionale delle Malattie Croniche (Pnc), a cui stiamo lavorando nella Cabina di Regia del Pnc presso il ministero della Salute, al fine di per aumentare il supporto ed anche per diminuire le disuguaglianze di accesso alle cure sul territorio".