Incubi, sono un fattore di rischio cardiovascolare indipendente?
(da M.D.Digital) Secondo una nuova ricerca gli incubi frequenti sarebbero collegati in modo indipendente a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari. I risultati di un ampio studio su veterani militari relativamente giovani hanno mostrato che coloro che avevano incubi due o più volte alla settimana avevano un rischio significativamente aumentato di ipertensione, infarto miocardico o altri problemi cardiaci. Una diagnosi di disturbo da stress post-traumatico (PTSD) include, tra i sintomi, il disturbo del sonno come sintomo. Ma i ricercatori sono rimasti sorpresi nello scoprire che gli incubi continuavano ad essere associati a malattia cardiovascolare anche dopo aver controllato non solo il disturbo da stress post-traumatico e i fattori demografici, ma anche la poresenza di abitudine al fumo e di depressione.
I fermenti lattici aiutano a dimagrire
Dopo il cancro troppi continuano a fumare
(da Univadis) Circa un cancer survivor su dieci ha continuato a fumare dopo la diagnosi di tumore. Rispetto ai survivor di tumori non legati al fumo, i survivor di tumori legati al fumo hanno una probabilità doppia di essere fumatori e di non avere smesso di fumare dopo la diagnosi di tumore.
Descrizione dello studio Sono stati analizzati i dati della National Health Interview Survey (un’indagine condotta su un campione rappresentativo della popolazione americana adulta) del 2017. 3.068 dei 26.742 intervistati (9,42%) avevano avuto una diagnosi di tumore; 589 di questi (19,96%) erano sopravvissuti a un tumore legato al fumo (smoking-related cancer, SRC), 2.297 (74,50%) a un tumore non legato al fumo (non smoking-related cancer, NSRC), 197 (4,96%) a entrambi; dei restanti 14 mancavano informazioni. Gli esiti primari erano la prevalenza del consumo di sigarette tra i cancer survivor e la prevalenza della cessazione del fumo dopo la diagnosi di tumore. Fonti di finanziamento: National Cancer Institute, Cancer Prevention and Research Institute of Texas.
Martedì 15 riunione Cts, ipotesi riduzione quarantena a 10 giorni
(da AGI) Si terrà martedì prossimo una riunione del Comitato tecnico-scientifico che avrà, tra i temi all’ordine del giorno, quello della possibile riduzione a 10 giorni del periodo di quarantena, attualmente fissato a 14 giorni. Dopo che la Francia ha annunciato l’intenzione di ridurla a 7 giorni, ieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha chiarito che “si può immaginare una riduzione dei 14 giorni a fronte di un tasso di rischio che aumenterebbe in una percentuale abbastanza limitata. E' una valutazione che vogliamo fare col Cts e anche confrontandoci con gli altri paesi”. Tenendo saldo, ha ribadito, “il principio della massima prudenza”. Per questo al ministero, a quanto si apprende, si ritiene eccessivo il limite di soli 7 giorni ipotizzato da Parigi, perché non suffragato dalla letteratura scientifica secondo cui il tempo di contagiosità potrebbe protrarsi anche oltre. E quindi l’ipotesi di lavoro sarebbe quella di attestarsi appunto sul tetto dei 10 giorni.
Scuola. L’Emilia Romagna chiarisce: “Attestati Dipartimento di sanità pubblica per chi rientra dopo il covid, per gli altri malanni non serve certificato medico né autocertificazione”
La Regione e l’Ufficio scolastico regionale forniscono ai dirigenti scolastici, ai coordinatori didattici, responsabili della sanità pubblica, pediatri e medici di medicina generale, un documento contenente le indicazioni per la riammissione a scuola dopo l’assenza per malattia. Per i casi no-covid restano valide le regole previste dalla legge regionale 16 luglio 2015, n.9 – art. 36, per la “Semplificazione delle certificazioni sanitarie in materia di tutela della salute in ambito scolastico”. Leggi L'articolo completo al LINK