Isolamento da Covid-19: aumento di peso per il 40% degli italiani

(da Nutrienti e Supplementi - Nicola Miglino)     La vita in isolamento rischia di farci fare i conti con un’eredità pesante, anche in termini di nuove abitudini alimentari e relative ricadute. A rivelarlo, un’indagine realizzata da Villa Miralago (centro per la cura dei disturbi del comportamento alimentare) e dalla School of management (Som) del Politecnico di Milano, attraverso un questionario online per comprendere il ruolo che il cibo e l’alimentazione in generale stanno avendo durante questo periodo di isolamento.   In pochi giorni, circa 8.300 persone hanno risposto compilando il questionario. “Abbiamo quindi lavorato per estrarre dal campione complessivo un sotto-campione statisticamente rappresentativo della popolazione italiana in termini di sesso, età, distribuzione geografica, titolo di studio e situazione economica”, spiegano i promotori.   I risultati emersi dalla survey, con riferimento a 1.000 questionari rappresentativi della popolazione nazionale, descrivono la condizione psicofisica degli italiani durante l’emergenza Covid-19 e sono suddivisi in tre campioni di studio (Lombardia-Veneto, Emilia Romagna, Piemonte-resto d’Italia) a seconda dell’impatto, rispettivamente alto-medio-basso, dell’epidemia sul territorio nazionale.  Riguardo alle abitudini alimentari è emerso che un italiano su due in questo momento consuma cibi più freschi (carne, pesce, uova, latticini) unitamente a frutta e verdura, preferendo il consumo di acqua agli altri tipi di bevanda. Da non sottovalutare, però, il fatto che un italiano su quattro stia consumando bevande zuccherate (succhi di frutta e bibite gassate) e che in pochissimi si stanno informando su quale sia l’alimentazione più corretta per fronteggiare il Covid-19 e l’isolamento.  “Un italiano su 4 riferisce una diminuzione del peso, mentre il 40% è ingrassato”, spiegano i ricercatori. “Tale variazione interessa più frequentemente le donne, è maggiormente riscontrabile nella fascia di popolazione più preoccupata per l’impatto economico dell’emergenza e in un range di età compreso tra i 30 e i 50 anni. Vi è una correlazione chiara in tutta Italia tra preoccupazione economica e variazione di peso; inoltre, più della metà di coloro che hanno aumentato l’introito calorico lo ha fatto per gola-noia-nervosismo, mostrando l’insorgenza di un emotional eating”.  Più della metà della popolazione sta facendo meno attività fisica del solito e circa un italiano su tre ha visto peggiorare la qualità del sonno. Quasi 4 cittadini su 10 la cui qualità del sonno è peggiorata significativamente cercano aiuto in diversi prodotti per la gestione dell’emotività tra cui sostanze naturali, fitofarmaci, ansiolitici e antidepressivi.  “Questi dati dovrebbero essere monitorati nel tempo per comprendere la possibile emergenza di disequilibri psico-fisici nella popolazione”, osservano gli autori dell’indagine.  Infine, non si evidenziano differenze statisticamente significative tra le varie regioni italiane.  “Si iniziano a intravedere alcuni segnali di un possibile disagio emergente quali peggioramento della qualità del sonno, aumento del consumo di prodotti per la gestione delle preoccupazioni emotive, variazione di peso per emotional eating, che mostrano l’importanza di tenere monitorata nel tempo la tenuta psico-fisica della popolazione”, concludono i ricercatori.

La pandemia ha condizionato la domanda di salute laddove la politica aveva fallito

La pandemia è riuscita a condizionare la domanda laddove la politica sanitaria aveva miseramente fallito. Un ritorno all'autocura, le sbucciature affidate ai rimedi della nonna, il mal di gola ai rimedi da banco, i piccoli malanni alla sopportazione! La pandemia ha posto barriere (la paura del contagio) all'accesso alle prestazioni sanitarie   Leggi l'articolo completo al LINK     

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Inail, oltre 28mila i contagi professionali da Covid-19, 45% operatori sanitari

(da Adnkronos Salute)   Sono più di 28mila i contagi da Covid-19 di origine professionale denunciati all’Inail tra la fine di febbraio e lo scorso 21 aprile. Il 45,7% riguarda la categoria dei ‘tecnici della salute’, che comprende infermieri e fisioterapisti, seguita da quella degli operatori socio-sanitari (18,9%), dei medici (14,2%), degli operatori socio-assistenziali (6,2%) e del personale non qualificato nei servizi sanitari e di istruzione (4,6%). A rilevarlo, alla vigilia delle celebrazioni del primo maggio, è il primo report dell’Inail dedicato al fenomeno delle infezioni sul lavoro da Covid-19, da cui emerge anche che i casi mortali da contagio sono stati 98 (52 in marzo e 46 in aprile) pari a circa il 40% del totale dei decessi sul lavoro denunciati all’Inail nel periodo preso in esame. 
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La rivincita della scienza sulla classe politica

(da Clinical Network - Danilo Ruggeri)  In Italia sale ai più alti livelli la fiducia nei medici, nei ricercatori e in generale nei professionisti della salute, mentre è in caduta libera quella nei politici. E’ uno degli effetti della COVID-19. Lo rileva un’indagine Omnibus su oltre 63.000 cittadini di Germania, Spagna, Regno Unito e Italia condotta dall’istituto di ricerche tedesco YouGov Deutschland GmbH, per conto del Gruppo STADA.

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