Reazioni avverse ai farmaci, nella maggioranza ci sono ingredienti inattivi a rischio

(da Doctor33)   La maggioranza dei farmaci orali conterrebbe ingredienti inattivi volti a migliorarne le qualità fisiche, che potrebbero essere causa di reazioni avverse. Questo è quanto affermano i ricercatori di uno studio sviluppato da Giovanni Traverso gastroenterologo presso il Brigham Women's Hospital, pubblicato su Science Translational Medicine e segnalato da Pharmaceutical Journal, in cui sono stati esaminati 42.052 farmaci orali normalmente prescritti negli Usa.  Di questi, più del 90% presentavano ingredienti non attivi in grado di generare reazioni avverse. Come riporta lo studio, una pastiglia presentava in media solo 164mg di principio attivo su 280mg di peso medio, dimostrando come di fatto il paziente sottoposto a 10 prescrizioni mediche differenti può arrivare ad assumere ben 2,8g di principi inattivi al giorno.

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Forti pressioni sul lavoro sembrano predisporre le donne ad aumentare di peso

(da Fimmg.org)    Stress lavorativi portano le donne ad aumentare di peso, come dimostra uno studio svedese su oltre 3.800 persone. "Abbiamo notato che le elevate richieste di lavoro hanno contribuito all'aumento di peso nelle donne, mentre per gli uomini non c'era alcuna associazione tra elevate esigenze lavorative e aumento di peso", dice Sofia Klingberg, ricercatrice della Sahlgrenska Academy, Göteborg University. La base dello studio era il Västerbotten Intervention Program, uno studio svedese di popolazione, comprendente 3.872 soggetti. Sono stati esaminati peso corporeo e attività lavorativa di uomini e donne dai 30 ai 50 anni e dai 40 ai 60, per tre volte in un periodo di 20 anni. 

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L’uso di PPI a lungo termine aumenta il rischio di mortalità

(da Univadis)   L’uso prolungato (per 5-6 anni) degli inibitori della pompa protonica (PPI) può essere associato a un significativo aumento della mortalità per tutte le cause. E' il risultato di una coorte prospettica del Department of Veterans Affairs che ha incluso dati di quasi 6,5 milioni di pazienti e ha osservato, dopo un follow-up mediano di 5,7 anni, un aumento significativo (nell’ordine di 15-25%) nel rischio relativo di mortalità per tutte le cause nei consumatori di PPI, a prescindere dal prodotto di confronto usato, tra H2 bloccanti o antiacidi. Questo studio osservazionale non conferma la causalità ma sarebbe prudente limitare la prescrizione di PPI e la loro durata in conformità con le indicazioni approvate.

(Risk of death among users of Proton Pump Inhibitors: a longitudinal observational cohort study of United States veterans  

https://bmjopen.bmj.com/content/7/6/e015735)

Cambiamenti climatici, Isde: principale problema sanitario globale

(da Doctor33)   Mentre un rapporto presentato dall'Onu a Nairobi attribuisce un quarto delle morti premature e delle malattie in tutto il mondo all'inquinamento e ai danni all'ambiente causati dall'uomo, per venerdì 15 marzo è stata indetta la giornata di protesta 'Global climate strike' per chiedere impegni concreti ai capi di stato e di governo contro i cambiamenti climatici. Alla giornata ha aderito anche Slow Medicine che, per l'occasione, ha ricordato le cinque raccomandazioni definite dall'associazione Medici per l'ambiente Isde nell'ambito della campagna "Fare di più non significa fare meglio - Choosing Wisely Italy" a tutela dell'ambiente e del clima.

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Reni a rischio per 17% dei giovani che fa ‘binge drinking’

(da AGI)  Bevono per divertirsi, sballare e ubriacarsi. Sono giovanissimi e giovani, sino a 24 anni, che ignorano quanto il 'binge drinking' possa mettere a rischio la loro salute, specialmente quella dei reni. E' l'allarme lanciato al Congresso Cardionefrologia 2019 che si apre a Roma il 12 marzo. "Tra i vari comportamenti, quello che preoccupa maggiormente la popolazione dei nefrologi sono i nuovi modelli del consumo di alcol diffusi tra i giovani, con in testa il cosiddetto 'binge drinking': le 'abbuffate' di alcol del fine settimana", racconta Luca di Lullo, responsabile scientifico dell'evento e tra i promotori dell'iniziativa. "Sei o piu' bicchieri assunti in una sola serata per cercare lo 'sballo' e la perdita di controllo ma trovando talora stati di intossicazione alcolica (più precisamente un consumo pari mediamente a 60 grammi di alcol, 5-6 Unità Alcoliche (UA) in cui una UA equivale a 12 grammi di alcol puro)", aggiunge. Il fenomeno come sottolinea il ministero della Salute nella relazione annuale al Parlamento, interessa circa 8,6 milioni di italiani che hanno una modalità di bere a rischio. Nel 2017 riguardava il 17 per cento dei giovani tra i 18 e i 24 anni con una prevalenza del sesso maschile e 800mila minorenni (il 22,9 per cento dei maschi e il 17,9 per cento delle femmine) che non si limitano piu' a consumare vino o birra ma si sono spostati verso cocktail, liquori e distillati ad elevata gradazione alcolica.

Privacy: nuove indicazioni del Garante per medici e strutture sanitarie

(da fimmgroma.org) Il Garante Privacy con provvedimento n. 55 del 7 marzo 2019 (https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9091942)  ha fornito indicazioni per il trattamento dei dati sanitari dopo l'introduzione del regolamento Ue.  Non è necessario il DPO (responsabile della protezione dei dati) per il medico singolo e non serve il consenso per il per le finalità di cura in virtù del segreto professionale, indipendentemente dal fatto che operi in uno studio medico o in una struttura sanitaria pubblica o privata.  Servirà invece per tutte le attività telematiche refertazione online, fascicolo e dossier sanitario elettronico per le le app mediche; i trattamenti di dati delle farmacie per fidelizzare la clientela campagne promozionali e commerciali nei programmi di screening, fornitura di servizi amministrativi, alberghieri di degenza; trattamenti effettuati da professionisti sanitari per finalità commerciali o elettorali ovvero tutti quei trattamenti che non rientrano in senso lato nella diagnosi o cura. Toccherà ai medici, alle farmacie e alle aziende sanitarie la compilazione del registro dei trattamenti (GDPR). Il registro dovrà essere compilato dai singoli professionisti sanitari, i medici di medicina generale e i medici pediatri, gli ospedali privati, le case di cura, le Rsa, le aziende del servizio sanitario, le farmacie, le parafarmacie e le aziende ortopediche. Il registro non va trasmesso al garante, ma conservato per eventuali controlli.