Medici di famiglia e infermieri insufficienti da anni. Le principali criticità per Istat
(da Doctor33) "La dotazione e l'invecchiamento del personale medico rappresentano criticità per il comparto della sanità, anche alla luce del futuro aumento della domanda di cure dovuto alla dinamica della popolazione". In particolare, sono i medici di medicina generale e gli infermieri le categorie che destano "maggiori preoccupazioni per le prospettive future". È quanto si legge in un passaggio della relazione del presidente dell'Istat, Francesco Maria Chelli, sentito in audizione in Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla Manovra. Nel 2022, ultimo anno per cui i dati sono disponibili, la dotazione complessiva di medici (generici e specialisti) in Italia è stata pari a 4,2 camici bianchi per mille abitanti, 0,2 punti in più rispetto al 2019. I medici specialisti costituiscono l'81% circa dei medici totali: nel 2022 sono 3,3 ogni mille residenti, 0,3 punti in più rispetto al 2019. Mentre i medici di medicina generale (Mmg) sono solo 6,7 per 10 mila abitanti e rappresentano il 15,7% dei medici totali.
Le preoccupazioni relative a questa categoria, sono motivate dal fatto che i medici di medicina generale sono caratterizzati "da una struttura" che è spostata verso le "età prossime al pensionamento (sulla base dei dati Iqvia si stima che circa il 77% abbia 55 anni e più), da un trend decrescente (il numero è diminuito di oltre 6mila in 10 anni, da 45.437 nel 2012 a 39.366 nel 2022) e da un incremento significativo degli assistiti pro capite (da 1.156 nel 2012 a 1.301 nel 2022)", il che si traduce in un "forte aumento della percentuale di Mmg con più di 1.500 assistiti (in crescita dal 27,3% al 47,7% nell'arco di un decennio)". La dotazione è più bassa nelle regioni del Nord. Sulla quota di mmg con più di 1.500 assistiti, in particolare, si osserva una forbice amplissima, dal 71,0% in Lombardia al 22,4% in Sicilia.
Per quel che riguarda il personale infermieristico, "il numero è da molti anni ritenuto insufficiente rispetto ai bisogni di salute della popolazione", rileva l'Istat. La dotazione nel 2022 è pari a 6,8 per mille abitanti, 0,4 punti in più rispetto al 2019. Tra le regioni si osserva un ampio divario, con una dotazione particolarmente bassa pari a 5,7 infermieri e ostetriche per mille residenti in Lombardia, Campania e Calabria e a 6 in Sicilia, mentre tassi significativamente più elevati si registrano in Molise (8,8), nelle province autonome di Bolzano e Trento (8,3), in Liguria (8,1) e in Umbria (8,0).
Giornata della Trasparenza
Il giorno 19 novembre p.v.
presso la Sala Riunioni dell’Ordine, Viale Italia n.153, scala C, primo piano
si terrà la "Giornata della Trasparenza 2024", in occasione dell’Assemblea ordinaria.
Relatore: Dott.ssa Veronica Pasini,
Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza.
La Tbc principale minaccia infettiva, 8,2 milioni di casi nel 2023
(da DottNet) Circa 8,2 milioni di persone hanno ricevuto una diagnosi di tubercolosi nel 2023, il numero più alto registrato dal 1995 a oggi. Il numero vede un notevole aumento rispetto ai 7,5 milioni segnalati nel 2022 e "pone nuovamente la Tbc come principale malattia infettiva potenzialmente mortale nel 2023, superando il Covid-19". Emerge dal 'Global Tuberculosis Report 2024' dell'Organizzazione mondiale della sanità, che evidenzia però anche la diminuzione dei decessi causati da questa malattia, passati da 1,32 milioni nel 2022 a 1,25 milioni nel 2023.