Da 73% italiani sì a sanità digitale ma 92% non vorrebbe Ai al posto del dottore
(da Adnkronos Salute) Digitale in sanità benvenuto per il 73% degli italiani, che apprezzano e utilizzano ricette elettroniche e ritiro online dei referti. Ma con giudizio: l'intelligenza artificiale in corsia per esempio va bene, ma solo come alleato e supporto al medico. E' l'atteggiamento fotografato dall'indagine condotta sull'opinione pubblica e sul personale medico dall'Istituto Piepoli per la Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. I risultati sono stati presentati oggi a Roma, nell'ambito di un convegno dedicato al Servizio sanitario nazionale.
Cosa dicono gli italiani del 'dottor Ai'? Che è ben accetto, ma solo come 'assistente' del medico in carne e ossa. L'indagine - che si basa su interviste telefoniche e via web effettuate su un campione di 1.000 persone rappresentativo degli italiani di età tra i 15 e i 75 anni e un campione di 300 medici e odontoiatri - rileva che a pensarla in questo modo è il 92% degli intervistati, che escludono di farsi curare, anziché dal medico, da una piattaforma di intelligenza artificiale. Il rapporto diretto e fiduciario con il proprio medico, infatti, è talmente importante che il 75% degli italiani intervistati si dice non disponibile a rinunciare al diritto di scegliere il proprio medico di famiglia.
Palù (Aifa): «L’antibiotico-resistenza è pandemia silente, farà più morti del cancro»
(da fimmg.org) «L'antibiotico-resistenza supererà in decessi quelli del cancro, è una pandemia silente». A lanciare l'allarme è Giorgio Palù, presidente dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, nel suo intervento in collegamento con il ministero della Salute per la presentazione della Giornata europea e settimana mondiale per l'uso prudente degli antibiotici. Evento per lanciare la campagna di comunicazione Aifa-ministero della Salute.
Le parole chiave secondo Palù nella lotta ai 'super bug' sono «l'accessibilità, la prevenzione, la diagnosi e la terapia", ma è dagli anni '90 che "non abbiamo nuovi antibiotici e l'industria è concentrata sulla pillola 'blockbuster' più che su terapie per 3-5 giorni». Nel futuro «si può pensare a creare vaccini e anticorpi monoclonali». Uno strumento importante sarà «l'intelligenza artificiale, le società scientifiche stanno lavorando per una piattaforma che possa fare predittiva».