Una nuova terapia ormonale sostitutiva ottiene l’approvazione dell’UE
(da Univadis) Il Comitato per i medicinali per uso umano dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha raccomandato di concedere l'autorizzazione all'immissione in commercio della terapia ormonale sostitutiva estetrolo (Fylrevy, Gedeon Richter) per il trattamento delle donne in post menopausa che presentano sintomi di carenza di estrogeni e che hanno subito un'isterectomia o non hanno avuto il ciclo mestruale per almeno 12 mesi. È stato dimostrato che estetrolo porta a una riduzione statisticamente significativa della frequenza e della gravità dei sintomi vasomotori moderati-gravi della menopausa, come vampate di calore e sudorazioni notturne, rispetto al placebo.
L'estetrolo è un ormone sessuale e un modulatore del funzionamento del sistema genitale che agisce sostituendo la perdita di produzione di estrogeni nelle donne in post menopausa. Sarà disponibile in compresse rivestite con film da 14,2 mg e 18,9 mg. Gli effetti collaterali più comuni per le donne che non hanno subito un'isterectomia, in combinazione con il progesterone, includono ispessimento dell'endometrio, emorragia vaginale e proliferazione en dometriale. Gli altri effetti collaterali più comuni, indipendentemente dal fatto che le donne abbiano subito un'isterectomia, includono tensione mammaria e dolore al seno.
Raccomandazioni dettagliate per il suo utilizzo saranno pubblicate sul sito web dell'EMA dopo la concessione dell'autorizzazione all'immissione in commercio.
“Disturbi depressivi aumentati del 154% nell’ultimo decennio”. L’allarme della Caritas
(da Quotidiano sanità) Un aumento del 154% dei disturbi depressivi tra le persone accompagnate dalla rete Caritas nell’ultimo decennio. Un disagio mentale che, nell’80% dei casi, si intreccia con condizioni di povertà materiale, relazionale e sociale. E forti disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi di salute mentale, aggravate dal definanziamento e dall’indebolimento dei presidi territoriali. Sono alcuni dei dati emersi oggi durante la presentazione del Report ‘Povertà e salute mentale. Relazione circolare e diritti negati’, promosso da Caritas Italiana, in collaborazione con la Conferenza permanente per la salute mentale nel mondo Franco Basaglia, e discusso in una tavola rotonda pubblica in occasione della Giornata mondiale del malato.
Il report restituisce l’immagine di una crisi strutturale che colpisce in modo particolare giovani, donne e persone con esperienza migratoria, e che non può essere letta solo in chiave sanitaria. I dati mostrano come le condizioni di precarietà lavorativa, insicurezza abitativa, isolamento relazionale e fragilità economica aumentino il rischio di sofferenza mentale e, allo stesso tempo, come il disturbo psichico possa generare nuove forme di impoverimento, perdita di lavoro, di casa e di legami sociali.
Nel suo intervento il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha richiamato la necessità di uno sguardo che tenga insieme cura, diritti e comunità: “La sofferenza mentale non può essere compresa né curata se isolata dalle condizioni materiali e relazionali in cui prende forma. La persona è sempre legata a una comunità e trova se stessa ricreando la relazione con questa”. Il presidente della Cei ha ricordato come la povertà sia erosione progressiva di diritti, possibilità e futuro, e come l’incontro tra povertà e sofferenza mentale rischi di trasformare una crisi temporanea in esclusione cronica.
A partire dall’esperienza quotidiana della rete Caritas, don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, ha sottolineato: “Negli ultimi anni abbiamo osservato da vicino un aumento significativo del disagio psicologico tra le persone in condizione di fragilità socioeconomica. Nell’80% dei casi, il disagio mentale si intreccia con povertà materiale, relazionale e sociale. È un fenomeno sistemico che non può essere affrontato con risposte frammentate”.
Don Pagniello ha inoltre ribadito che la salute mentale deve essere davvero riconosciuta come diritto fondamentale e bene comune, affermando che “continuare a sottovalutarne il valore significa indebolire la coesione sociale del Paese. La salute mentale è una responsabilità trasversale e un investimento strategico, non una questione per pochi addetti ai lavori”. Giovanna Del Giudice, presidente della Conferenza permanente per la salute mentale nel mondo Franco Basaglia ha evidenziato: “Oggi appare necessario rinnovare l’impegno contro ogni pratica custodialistica e lesiva dei diritti, qualificare e rafforzare i servizi di comunità, prendersi cura della persona nella sua globalità e del suo contesto socio-familiare, con il coinvolgimento delle risorse vive del territorio, per non lasciare indietro nessuno e costruire
AULSS N. 4 VENETO ORIENTALE – Pubblicazione n. 1 bando di concorso pubblico per il tramite di AZERO scadenza 13/03/2026
Gentilissimi,
si informa che, nel sito internet di AZIENDA ZERO www.azero.veneto.it, è pubblicato il seguente bando, di cui si allega copia, che prevede la copertura di posti anche presso l'AULSS 4 Veneto Orientale:
- Concorso pubblico, per titoli ed esami, per complessivi 17 posti, di cui 3 presso l'Azienda ULSS 4 Veneto Orientale, di dirigente medico nella disciplian di PEDIATRIA, area medica e delleGli interessati possono presentare domanda collegandosi al sito internet https://azeroveneto.concorsismart.it/. Si ringrazia per la collaborazione e si porgono i più cordiali saluti. Ufficio Concorsi AULSS 4- "Veneto Orientale" Piazza De Gasperi, 5 30027 San Donà di Piave (VE) tel. 0421 228281 - 228284 - 228286 e-mail: ufficio.concorsi@aulss4.veneto.it specialità mediche - ruolo sanitari
Corso per caregiver oncologici LILT
Locandina
Il corso è dedicato ai caregiver oncologici 'Prendersi cura'.
Una seconda edizione rinnovata in alcuni contenuti ma sempre mantenendo la modalità ibrida con la possibilità di seguire gli incontri sia da remoto che in presenza. Il percorso è gratuito e si terrà presso la sala riunioni del reparto di Prevenzione oncologica dell'ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì.
Sandra Montalti
Presidente
LILT Forlì-Cesena
Frequent attenders, la minoranza che satura gli studi dei Mmg
(da M.D.Digital) Il fenomeno dei frequent attenders, definiti come pazienti che ricorrono ai servizi di medicina generale in modo ricorrente o senza una motivazione clinica razionale (spesso identificati con almeno 12 visite annue), rappresenta una delle criticità più rilevanti per la medicina territoriale europea. Sebbene questi pazienti rappresentino una minoranza della popolazione (circa il 10-15%), essi monopolizzano il 25% del carico di lavoro complessivo, venendo visitati con una frequenza dieci volte superiore rispetto ai pazienti comuni. Questa sproporzione genera una serie di difficoltà sistemiche e professionali per il medico di medicina generale.
Pressione assistenziale e burnout
La criticità primaria per il Mmg è l'aumento della pressione assistenziale, esacerbata da carichi di lavoro elevati e risorse limitate. Il tempo dedicato ai "frequent attenders" riduce la disponibilità per gli altri pazienti e abbassa la qualità percepita dell'assistenza. Questa condizione porta spesso i medici a provare sentimenti di stress, insoddisfazione e un senso di non autorealizzazione professionale, che sono precursori diretti del burnout. Il persistere di questo stress aumenta il rischio di conflitti clinici e insoddisfazione lavorativa.
La sfida del "paziente difficile" e i pregiudizi di genere
Una criticità relazionale significativa emerge quando le richieste dei pazienti superano le norme attese: i medici tendono a etichettare questi soggetti come "pazienti difficili". Questo stigma può influenzare negativamente il processo diagnostico. Le fonti evidenziano inoltre l'esistenza di pregiudizi di genere: le donne, che costituiscono la maggioranza dei "frequent attenders", sono più spesso percepite come pazienti complesse e soggette a sovramedicazione per diagnosi di somatizzazione, mentre negli uomini la riluttanza a consultare il medico per aspettative sociali di "forza" porta spesso a diagnosi tardive.
Gestione della complessità clinica e psicosociale
Il medico di famiglia si trova a dover gestire pazienti con un profilo clinico estremamente complesso, caratterizzato dalla coesistenza di malattie croniche fisiche (cardiovascolari, respiratorie, muscoloscheletriche) e disturbi psichiatrici. Depressione, ansia e somatizzazione sono diagnosi ricorrenti che richiedono tempi di consultazione più lunghi e una preparazione multidisciplinare. Spesso, dietro l'iperfrequentazione si nascondono fattori psicosociali come isolamento, disfunzioni sociali o eventi di vita stressanti, che il medico deve affrontare pur operando in un sistema che spesso non fornisce strumenti di valutazione quantitativa per questi aspetti.
Impatti economici e organizzativi
Infine, il Mmg deve gestire l'impatto economico delle proprie decisioni cliniche in un contesto di risorse finite. I "frequent attenders" generano costi cinque volte superiori per le prescrizioni e sono responsabili di una quota di spese sanitarie evitabili stimata tra il 60% e il 65%. La sfida per il Mmg è dunque etica e organizzativa: identificare precocemente il profilo del "frequent attender" per implementare interventi mirati che mantengano l'accessibilità e la qualità delle cure senza discriminazioni.
(Sánchez-Gómez D, et al. Profile of European frequent attenders in primary health care: a systematic review and meta-analysis. Family Practice 2025. https://doi.org/10.1093/fampra/cmaf046)