Tutela rafforzata per i lavoratori con patologie gravi. Il Senato approva in via definitiva la norma per congedi, permessi e lavoro agile
Il testo introduce nuove tutele per i lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche, anche rare. Tra le principali novità: il diritto a un congedo non retribuito fino a 24 mesi con conservazione del posto di lavoro; la possibilità, dal 2026, di usufruire di 10 ore annue di permesso retribuito per cure e accertamenti medici; la priorità nell’accesso al lavoro agile; la sospensione dell’attività per i lavoratori autonomi; l’istituzione di premi di laurea intitolati a pazienti oncologici; e fondi per l’adeguamento tecnologico dell’Inps. Leggi L’articolo completo al LINK
https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=130799&fr=n
Francia: vietato fumare sulle spiagge e nei parchi
(da AGI/AFP) Dal 1 Luglio è vietato in Francia fumare sulle spiagge, nei parchi, nei giardini pubblici e sotto le pensiline degli autobus. Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, vieterà anche il fumo all’esterno di biblioteche, piscine e scuole, e mira a proteggere i bambini dal fumo passivo, ma non menziona le sigarette elettroniche e le terrazze dei bar sono escluse dal divieto. I trasgressori incorreranno in una multa di 135 euro.
“Il tabacco deve scomparire dai luoghi frequentati dai bambini”, aveva dichiarato a maggio il ministro della Salute e della Famiglia Catherine Vautrin, sottolineando “il diritto dei bambini a respirare aria pura”.
Si stima che circa 75.000 persone muoiano ogni anno in Francia per malattie legate al tabacco. Secondo un recente sondaggio d’opinione, sei francesi su 10 (il 62%) sono favorevoli al divieto di fumo nei luoghi pubblici
Accertamento disabilità, dal 12 luglio nuova versione del servizio per l’invio del certificato medico introduttivo
(da DottNet) Con il messaggio n. 2216 del 10 luglio 2025, l’INPS ha comunicato la disponibilità, a partire dal 12 luglio 2025, di una nuova versione del servizio per l’invio dei certificati medici introduttivi, funzionale alla richiesta di accertamento della disabilità in presenza di alcune specifiche patologie. Si tratta di:
– disturbi dello spettro autistico;
– diabete di tipo 2;
– sclerosi multipla.
Ambito di applicazione della nuova procedura
La nuova procedura si applica nei seguenti casi:
– ai nuovi certificati medici introduttivi che riportano almeno una delle patologie incluse nella sperimentazione;
– ai certificati medici introduttivi in stato “bozza”, se lavorati a partire dal 12 luglio 2025;
– ai certificati medici integrativi inviati in base alle disposizioni contenute nel messaggio INPS n. 1980 del 23 giugno 2025.
Esclusioni dalla nuova procedura
L’INPS precisa che la nuova versione non si applica ai certificati medici introduttivi che, alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale 10 aprile 2025, n. 94, risultavano già in stato “presentato” e per i quali è stata fissata la data di visita.
le principali novità della nuova versione:
in fase di compilazione del certificato medico introduttivo, alla selezione di un codice ICD9-CM corrispondente a una o più delle patologie suddette, è necessario allegare la documentazione specifica che attesti la patologia in questione, in conformità a quanto stabilito dal D.I. in oggetto.
Al fine di guidare l’utente nell’allegazione della documentazione necessaria è in corso di realizzazione una specifica utility, in attesa del rilascio della quale in procedura è disponibile l’elenco della documentazione obbligatoria e facoltativa da allegare al certificato medico introduttivo (vedi file di testo allegato)
inoltre, la procedura consente di selezionare l’opzione per richiedere la valutazione senza necessità della visita diretta (c.d. accertamento agli atti) e contestualmente attiva l’obbligatorietà di compilazione del questionario Whodas 2.0.
(link al Messaggio INPS numero 2216 del 10-07-2025) https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2025.07.messaggio-numero-2216-del-10-07-2025_14981.html
Il packaging del cibo lo contamina con microplastiche
(da AGI) L”uso di imballaggi alimentari in plastica, così come di altri prodotti in plastica che vengono a contatto con gli alimenti (FCA) come i taglieri in plastica, può portare a una contaminazione dei nostri prodotti alimentati con micro e nanoplastiche (MNP). È quanto emerge da uno studio guidato dal ‘Food Packaging Forum’ e pubblicato su ‘npj Science of Food’. Gli autori hanno valutato sistematicamente 103 studi pubblicati in precedenza che analizzavano la presenza di particelle di plastica inferiori a 10 mm in alimenti che erano stati a contatto con un FCA realizzato in parte o interamente in plastica. “Questa è la prima mappa sistematica di evidenze scientifiche a indagare il ruolo dell”uso normale e previsto degli articoli a contatto con gli alimenti nella contaminazione degli alimenti con MNP”, spiega la Dott.ssa Lisa Zimmermann, autrice principale del nuovo studio e responsabile della comunicazione scientifica presso il Food Packaging Forum . “Gli articoli a contatto con gli alimenti sono una fonte rilevante di MNP negli alimenti; tuttavia, il loro contributo all”esposizione umana a MNP è sottovalutato”. I dati raccolti sono liberamente accessibili tramite la dashboard FCMiNo. Questo strumento consente agli utenti di filtrare i dati inclusi in base al tipo di FCA, al principale materiale a contatto con gli alimenti, al mezzo analizzato e all”eventuale presenza di MNP e, in caso affermativo, alla loro dimensione e al tipo di polimero. “Questa mappa sistematica delle prove aiuta a colmare le lacune nella conoscenza sulla fonte di MNP negli alimenti”, afferma la Dott.ssa Jane Muncke, coautrice dello studio e Amministratore Delegato e Direttore Scientifico del Food Packaging Forum . “Tuttavia, dimostra anche che sono necessarie ulteriori ricerche per caratterizzare meglio la migrazione di MNP correlata ai materiali e agli usi degli FCA. È importante sottolineare che l”implementazione di un quadro armonizzato di test e reporting è fondamentale per garantire dati affidabili e comparabili, che possano orientare le future decisioni politiche”. Secondo i ricercatori, l”emanazione di normative che impongono test di migrazione di MNP per gli FCA può contribuire a proteggere meglio i consumatori dai potenziali impatti sulla salute umana degli MNP. I consumatori possono anche prevenire l”esposizione scegliendo imballaggi e utensili da cucina privi di plastica.
La donne muoiono più d’infarto ma sono sottorappresentate nei trial
(da DottNet) Con meno del 30% del campione, le donne nelle sperimentazioni cliniche sulle malattie cardiovascolari a livello globale sono sottorappresentate rispetto agli uomini. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Heart, che ha esaminato oltre 170 studi. Una scarsità di partecipanti femminili che è peggiorata negli anni, passando dal 40% tra il 2010 e il 2017, a meno del 30% di oggi. L’insufficienza di dati ha un grave impatto sulla cura delle malattie cardiovascolari femminili, che rappresentano la prima causa di morte tra le donne. L’allarme arriva dalla fondazione ‘Il cuore siamo noi’ della Società italiana di cardiologia (Sic) che ha promosso, oggi in Senato, un convegno dedicato alle differenze di genere nel rischio cardiovascolare. “I numeri parlano chiaro. Secondo i dati della Società europea di cardiologia, non solo le malattie cardiovascolari rappresentano oggi la principale causa di morte tra le donne, ma il tasso di mortalità è decisamente più alto, con il 51% dei decessi nel genere femminile, contro il 42% nel genere maschile”, afferma Pasquale Perrone Filardi (nella foto), presidente della Società italiana di cardiologia.
Molteplici fattori contribuiscono alla scarsa partecipazione femminile nei trial: mancanza di criteri di arruolamento specifici, legati anche alla minore presenza di donne alla guida degli studi clinici; timori di potenziali effetti negativi dei farmaci su gravidanza e menopausa; barriere socioeconomiche e culturali; percezione che le donne siano meno a rischio di malattie cardiache. Da qui l’auspicio degli esperti per una maggiore attenzione alle differenze di genere. “Serve una maggiore consapevolezza sull’unicità biologica e ormonale della donna e l’impegno nella costruzione di un’attività di ricerca e di una medicina sempre più attenta alle specificità del genere femminile”, dichiara Roberta Montisci, professoressa associata di cardiologia dell’Università di Cagliari.