QUESTIONARIO SULLA PERCEZIONE DEL SISTEMA ECM

La Commissione Nazionale per la Formazione Continua, nel corso della riunione del 20 novembre 2025, ha approvato la diffusione di un questionario anonimo rivolto ai professionisti sanitari. L’indagine si pone come obiettivo quello di raccogliere informazioni utili a valutare la percezione del Sistema ECM, le principali criticità riscontrate e le aspettative per il suo sviluppo futuro. Il questionario, di semplice e rapida compilazione, rappresenta uno strumento essenziale per orientare le prossime attività di miglioramento della qualità, dell’accessibilità e dell’efficacia della formazione continua.

Il questionario sarà disponibile per la compilazione fino al 28 febbraio 2026. La partecipazione è volontaria e completamente anonima, ma è fondamentale il contributo di ogni professionista sanitario.

Per partecipare alla rilevazione si invita ad utilizzare il seguente link:

Indagine sul sistema ECM: la prospettiva dei professionisti sanitari

oppure a scansionare il QR CODE presente all’interno del pdf allegato di seguito

Per ricevere assistenza nella compilazione del questionario è possibile inoltre rivolgersi

all’indirizzo: ecm.professionistisanitari@agenas.it

Comunicazione 106

Formazione Ecm, potenziato il dossier formativo per il triennio 2026-2028

(da Doctor33)  La Commissione nazionale per la formazione continua ha approvato la Delibera 3/2025 che introduce, per il triennio ECM 2026-2028, un potenziamento del dossier formativo, con ampliamento dei bonus creditizi per incentivarne l’utilizzo come strumento di programmazione della formazione professionale.   Il provvedimento interviene sulla disciplina prevista dal Manuale sulla formazione continua e recepisce il lavoro del Gruppo di lavoro dedicato al dossier formativo, prevedendo specifici incentivi sia per il dossier individuale sia per quello di gruppo.

Per il dossier formativo individuale, costruito all’interno del portale Co.Ge.A.P.S., è previsto il riconoscimento di 40 crediti ECM per la fase di costruzione nel triennio 2026-2028. Alla realizzazione del percorso formativo programmato è inoltre associato un ulteriore bonus di 30 crediti nel triennio formativo successivo. Per il dossier formativo di gruppo, costruito da un soggetto abilitato, restano invariati i bonus già in vigore: 30 crediti per la costruzione nel triennio 2026-2028 e 20 crediti per la realizzazione nel triennio successivo.

La delibera conferma anche le tempistiche di costruzione del dossier: sia quello individuale sia quello di gruppo potranno essere avviati esclusivamente nel 2026 e nel 2027. Non sarà quindi possibile avviare nuovi dossier nel 2028. I dossier formativi costruiti ricomprenderanno automaticamente tutte le partecipazioni ECM svolte nel triennio 2026-2028.

 

I rischi di affidarsi ai social per scegliere il proprio dentista

(da Odontoiatria 33)  “Non scegliete a chi affidare la vostra salute con la stessa logica con cui si decide di acquistare un paio di scarpe: le conseguenze possono essere gravi”. Questo l’appello di Marta Mello (nella foto), presidente della Commissione Albo Odontoiatri di Torino dopo la vicenda del finto dentista che pubblicizzava il suo studio su Internet, rubava l’identità a un inconsapevole dermatologo e ora è a processo per esercizio abusivo della professione, falso, sostituzione di persona e ricettazione.

Il riferimento riguarda l’ennesima notizia di un sedicente dentista a Torino che ha trattato ignari cittadini sin dal 2019. Uno dei pazienti truffati ha ammesso di aver deciso di contattare quello studio dopo aver trovato su Google un annuncio che proponeva allineatori trasparenti a prezzi molto vantaggiosi.  Gli allineatori, spiega in un comunicato stampa la CAO Torino, non sono vestiti o scarpe che si possono comprare online e poi restituire se non piacciono o se non calzano: si tratta di ausili medici che spostano i denti e richiedono una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato. Questi dispositivi, viene spiegato ai cittadini, sono progettati dal medico odontoiatra e realizzati su misura allo scopo di correggere la malocclusione diagnosticata dopo accurate visite e analisi cliniche. I fabbricanti di questi dispositivi sono iscritti in un apposito registro presso il Ministero della Salute.

Presidente Mello che ritiene opportuno ribadire che l’efficacia degli allineatori è subordinata al controllo periodico da parte del dentista per tutta la durata della terapia ortodontica.Quando si tratta di salute orale, dunque, diffidate dalle pubblicità che promettono cure odontoiatriche a prezzi stracciati. “Dietro offerte troppo allettanti spesso si nascondono servizi di bassa qualità, materiali scadenti o, peggio, operatori non qualificati”.  “Le cure dentali -viene ricordato- non sono un prodotto da acquistare al minor prezzo: richiedono competenza, diagnosi accurata e sicurezza. Un tentativo di risparmio oggi può significare affrontare problemi seri domani, con costi molto più elevati per rimediare ad eventuali danni. La salute della bocca è parte della salute generale: affidiamola solo a professionisti certificati e ricordiamoci che il miglior risparmio, anche in termini economici, è la prevenzione”.

I consigli per i cittadini dati dalla CAO Torino:

– Verificare sempre che il dentista sia iscritto all’Albo degli Odontoiatri sul sito della FNOMCeO.

– Diffidare di prestazioni a basso costo o proposte “miracolose” che vengono pubblicizzate sui social. Solo il vostro dentista di fiducia è in grado di prescrivere la terapia migliore per voi.

 

Lo sport è un salvavita, riduce del 31% i rischi di morte per cancro

(da DottNet)   Quando lo sport può salvare la vita: con un’attività fisica regolare il rischio di morte per cancro si abbatte infatti del 31% e con lo sport è possibile ridurre fino al 20% il rischio d’insorgenza dei tumori, ma in Italia si contano oltre 20 milioni di cittadini sedentari. E’ l’allarme dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) in occasione del congresso nazionale svoltosi a Roma.    In Italia il 35% della popolazione non pratica alcuna forma di sport o di attività fisica. In totale, i sedentari ammontano a oltre 20 milioni e 600 mila uomini e donne d’ogni fascia d’età. Un dato che preoccupa gli oncologi italiani visto il peso rilevante dello scarso movimento nei tumori. Fare regolarmente attività fisica regolare infatti riduce del 31% il rischio di morte da cancro. Inoltre, diminuisce fino al 20% l’insorgenza di un carcinoma rispetto a chi è più sedentario. Le neoplasie più influenzate dallo scarso movimento sono quelle al seno, vescica, colon, endometrio, adenocarcinoma esofageo, rene e stomaco.

“Lo sport interviene positivamente su diversi meccanismi di patogenesi di molte tra le più diffuse neoplasie – ricorda Massimo Di Maio presidente eletto Aiom. Per esempio, un recente studio pubblicato su Jama Oncology ha evidenziato come il movimento regolare possa proteggere contro tumori molto insidiosi come quelli del sistema digestivo. Strettamente collegato alla sedentarietà vi è anche un altro fattore di rischio oncologico considerevole come l’obesità. Si tratta di una condizione che riguarda ormai oltre l’11% dei cittadini”.

Esemplare dell’efficacia di iniziative di sensibilizzazione rivolte ai cittadini è stato il ‘Tour Mediterraneo’ della Nave Amerigo Vespucci. Aiom, Fondazione Aiom e Airc insieme alla Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica hanno presenziato al ‘Villaggio IN Italia’ in cinque tappe dell’iniziativa che ha portato in giro per i porti del nostro Paese la Nave Scuola della Marina Militare. Ai visitatori i medici hanno fornito consigli pratici mentre i volontari hanno distribuito materiale informativo. Secondo le stime del Ministero della Difesa questa campagna di prevenzione ha generato un ritorno economico di 15 milioni di euro.

“Sono stati raggiunti migliaia di cittadini e abbiamo spiegato l’importanza di seguire stili di vita sani e di svolgere gli screening – aggiunge Saverio Cinieri, Presidente di Fondazione Aiom -. Oltre ai positivi risultati economici sono stati sensibilizzati uomini e donne su come sia possibile stare alla larga dal cancro seguendo poche e semplici regole. Oltre alla pratica regolare dell’attività fisica è fondamentale non fumare, limitare il consumo di alcol, tenere sotto controllo il peso corporeo e seguire una dieta sana ed equilibrata. Vanno incentivati anche i programmi di screening per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, del colon-retto. Ben vengano quindi le nuove risorse economiche, previste dall’ultima Manovra, per estendere la copertura degli esami di mammografia e di ricerca di sangue occulto nelle feci. Da anni però i tassi di adesione agli screening sono stati insufficienti soprattutto in alcune zone del Paese. Anche in questo caso la sensibilizzazione dei cittadini può davvero fare la differenza”.

Infine, l’attività fisica porta benefici anche ai pazienti oncologici e quindi andrebbe maggiormente incentivata. Attualmente però solo il 4% dei malati è sufficientemente attivo e segue le raccomandazioni degli specialisti. “La ricerca scientifica negli ultimi anni ha fatto emergere quanto il movimento sia importante non solo nella prevenzione primaria ma anche in quella terziaria – conclude Andrea Antonuzzo, responsabile dell’Oncologia Medica 4 all’ Istituto Nazionale Tumori di Milano -. Per i nostri pazienti i benefici vanno dal potenziamento del sistema-cardiovascolare ad un miglioramento generale della forza muscolare e della densità ossea. Un po’ di sport può anche contrastare alcuni degli effetti collaterali legati alle terapie anti-tumorali e migliorare la qualità di vita intervenendo sul benessere psicologico”.

 

Depressione maschile, questa sconosciuta

(da Univadis – riproduzione parziale)  Uno studio italiano appena pubblicato sul ‘Journal of Clinical Medicine’ suggerisce che la depressione maggiore abbia di fatto un impatto sulla qualità della vita più forte negli uomini che nelle donne.  È tempo, propongono gli autori, di “rivedere attraverso la lente di genere” il modo in cui si concettualizza e si gestisce la depressione. Comprendere le peculiarità del MDD nel genere maschile e fare in modo che i servizi di salute mentale rispondano a esigenze specifiche, scrivono, “non è solo una questione di rilevanza clinica, ma anche di salute pubblica e giustizia sociale”.

Sebbene più comune nel genere femminile, il disturbo depressivo maggiore (MDD, dall’inglese major depressive disorder) non risparmia il genere maschile. Questo disturbo dell’umore ha caratteristiche ed effetti diversi nei due generi, basti pensare al rischio di suicidio: è vero che i tentativi di suicidio sono più frequenti tra le donne, ma i suicidi portati a termine sono più numerosi tra gli uomini, una realtà che può dipendere almeno in parte dal fatto che le donne sono più propense a cercare aiuto mentre gli uomini depressi faticano a mostrare la propria sofferenza, intrappolati negli stereotipi sociali per cui un maschio vulnerabile è un maschio debole.

L’impatto differenziale della depressione    Lo studio italiano è stato condotto su un campione rappresentativo della popolazione adulta arruolato in sei Regioni. Dei 2.337 soggetti coinvolti, 1.005 (43%) erano maschi e 1.332 femmine (57%). Ai partecipanti sono stati somministrati due strumenti di screening: il questionario SF-12 (Short Form Health Survey-12) e il questionario MDQ (Mood Disorder Questionnaire).  La prevalenza del MDD era 6,38% nelle femmine e 1,99% nei maschi (OR 3,36, 95% IC 2,05-5,50). Tra i soggetti con MDD, il punteggio medio nel questionario SF-12 – che valuta dimensioni quali attività fisica, stato emotivo, dolore fisico, percezione dello stato di salute generale, della vitalità, della socialità e della salute mentale e in cui un punteggio più alto indica una migliore percezione della propria qualità di vita – non era significativamente diverso nei due generi. Tuttavia, poiché il punteggio nella popolazione di riferimento era più alto per gli uomini che per le donne, il peggioramento della qualità della vita percepita attribuibile alla depressione è risultato significativamente maggiore nei maschi.

Un fenotipo diverso    Nei maschi, il punteggio medio nel questionario MDQ (uno strumento sviluppato per lo screening del disturbo bipolare che identifica episodi di mania e ipomania) era più alto che nelle femmine e la frequenza della positività allo screening MDQ era maggiore, anche se le differenze non raggiungevano la significatività statistica.

Cesar Iván Aviles Gonzalez, professore presso l’Università degli Studi di Enna “Kore” e corresponding author dello studio, spiega a Univadis Italia che alcune ricerche del gruppo coordinato da Mauro Giovanni Carta – a cui Aviles afferiva prima di arrivare all’Università Kore e condotte durante la pandemia di COVID-19 – hanno mostrato che la positività allo screening MDQ si associa ad alterazioni del ritmo sonno-veglia e suggerito che esista un legame tra iperattività, alterazione dei ritmi comportamentali e sociali e irritabilità. Carta e colleghi hanno proposto una nuova sindrome, chiamata DYMERS (Dysregulation of Mood, Energy, and Social Rhythms Syndrome), una condizione di vulnerabilità che espone al rischio di disturbi psichiatrici, inclusa la depressione.  È possibile, si suggerisce nello studio appena pubblicato, che nei maschi dimensioni come iperattività, squilibrio dei ritmi, irritabilità e strategie di coping maladattive non vengano riconosciute correttamente come segni di depressione. “Questo studio rafforza l’idea che la depressione maschile non solo sia sottodiagnosticata, ma anche fraintesa, in parte a causa di schemi culturali di genere”, conclude Aviles.

 (https://www.mdpi.com/2077-0383/14/17/5984)

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