Ipotesi di accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con gli specialisti ambulatoriali interni ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. n. 502 del 1992 e s.m.i.- triennio 2019-2021.

Si segnala per opportuna conoscenza che sulla Gazzetta Ufficiale n.147 del 25-06-2024 – Suppl. Ordinario n. 28, è stata pubblicata l’ipotesi di accordo indicata in oggetto di cui si indica il link di riferimento
https://www.gazzettaufficiale.it/gazzetta/serie_generale/caricaDettaglio?dataPubblicazioneGazzetta=2024-06-25&numeroGazzetta=147&elenco30giorni=true

Ipotesi di accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. n. 502 del 1992 e s.m.i.-triennio 2019-2021.

Si segnala per opportuna conoscenza che sulla Gazzetta Ufficiale n.147 del 25-06-2024 – Suppl. Ordinario n. 28, è stata pubblicata l’ipotesi di accordo indicata in oggetto di cui si indica il link di riferimento

https://www.gazzettaufficiale.it/gazzetta/serie_generale/caricaDettaglio?dataPubblicazioneGazzetta=2024-06-25&numeroGazzetta=147&elenco30giorni=true

Scegli online quanto investire (o quanto ricevere) – il riscatto di allineamento

(da Enpam.it)    I medici e gli odontoiatri che svolgono libera professione possono acquistare in tempo reale un aumento di pensione o decidere di investire una somma a scelta nella propria previdenza.   La nuova funzione è disponibile nell’area riservata del sito www.enpam.it ed è collegata al riscatto di allineamento.  Rispetto alle possibilità offerte in passato, il nuovo sistema permette al professionista di specificare la somma a disposizione per l’investimento, vedere subito che vantaggio avrebbe sulla pensione futura, e – in caso di gradimento – poter fare il pagamento anche in tempo reale per far scattare immediatamente la deducibilità fiscale.

È previsto anche il percorso inverso, e cioè la possibilità di specificare l’incremento pensionistico desiderato e di vederne il costo.  Per poter fare domanda è necessario rispettare alcuni requisiti, primo fra tutti l’avere già accumulato 5 anni di contributi Enpam di Quota B. Il riscatto di allineamento comporta benefici pensionistici ma non aggiunge anzianità contributiva. Anche per questo possono chiederlo non solo i medici e i dentisti in attività ma anche i pensionati, purché di età inferiore a 70 anni.

L’adesione alla proposta comporta la scelta di passare alla contribuzione di Quota B con aliquota intera. La deducibilità fiscale del costo di questo riscatto è totale per tutti, salvo per i professionisti con il regime forfettario.  Ulteriori dettagli sono disponibili a https://www.enpam.it/comefareper/aumentare-la-pensione/allineamento-dei-contributi/allineamento-dei-contributi-di-quota-b/

Agevolazioni 104: dal 30 giugno basta il certificato del medico di famiglia

(da DottNet – riproduzione modificata)  Agevolazioni legge 104/92, è in arrivo una rivoluzione: dal 30 giugno basterà il certificato del medico di famiglia. Come si evince dall’articolo 7 del decreto legislativo numero 62 del 3 maggio 2024. “Le persone affette dalle patologie determinanti gravi compromissioni funzionali previste dal decreto di cui all’articolo 12, attestate da certificazione rilasciata da una struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata accreditata, accedono, su richiesta dei soggetti di cui all’articolo 6, comma 1, alle prestazioni sociali, sociosanitarie e socioassistenziali individuate ai sensi del comma 2 anche prima della conclusione del procedimento valutativo di base, fatta salva la ripetizione delle prestazioni e dei sostegni in caso di conclusione di tale procedimento con esito negativo o con accertamento indicante una necessità di sostegni di minore intensità rispetto a quanto erogato”.   Questo vuol dire che coloro affetti da patologie gravi e validanti potranno beneficiare delle prestazioni di sostegno senza dover attendere l’esito della valutazione sulla propria condizione da parte della commissione Inps. Per beneficiare delle agevolazioni 104, pertanto, basterà presentare il certificato del medico di famiglia. Ovviamente nel caso in cui il responso della commissione dovesse essere negativo, il soggetto che ha beneficiato indebitamente di una prestazione dovrà provvedere alla relativa restituzione.

Procedimento valutativo di base e accomodamento ragionevole

Al fine di assicurare l’omogeneità delle procedure, il riconoscimento dello stato di disabilità verrà gestito in modo unificato dall’istituto di previdenza. Per avviare il procedimento di valutazione di base è necessario che il soggetto interessato presenti apposita richiesta dopo che il medico di famiglia avrà trasmesso telematicamente un certificato medico.   La valutazione viene svolta da una commissione composta da medici e professionisti sanitari, oltre ad un rappresentante delle associazioni di disabili. Il nuovo decreto, inoltre, ha inoltre introdotto il concetto di accomodamento ragionevole. Ovvero, come spiegato all’articolo 17 del decreto legislativo prima citato: Nei casi in cui l’applicazione delle disposizioni di legge non garantisca alle persone con disabilità il godimento e l’effettivo e tempestivo esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà’ fondamentali, l’accomodamento ragionevole, ai sensi dell’articolo 2 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006, individua le misure e gli adattamenti necessari, pertinenti, appropriati e adeguati, che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo al soggetto obbligato“.

Parodontiti. Identificato meccanismo protettivo

(da Quotidiano Sanità)  Un team della Tokyo Medical and Dental University, guidato da Tomoki Nakashima, ha evidenziato che la via interleuchina IL-33/ST2 offre un ruolo protettivo contro la distruzione ossea infiammatoria associata a parodontiti. I risultati dello studio – condotto su modello animale – sono stati pubblicati da ‘Nature Communications’.   Le parodontiti sono la principale causa di perdita dei denti e colpiscono quasi un adulto su cinque nel mondo. Nella maggior parte dei casi, questa patologia è dovuta a un’infezione batterica del tessuto attorno ai denti.

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La dipendenza da Internet altera la chimica del cervello nei più giovani

(da DottNet)   I giovani con dipendenza da Internet sperimentano cambiamenti del cervello che potrebbero portare a comportamenti di maggiore dipendenza. Lo suggerisce uno studio pubblicato su ‘Plos Mental Health’ che ha esaminato 12 ricerche precedenti: hanno coinvolto 237 giovani tra i 10 e i 19 anni, nell’arco di 10 anni, a cui è stata diagnosticata la dipendenza da internet.  

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Possibile associazione tra tatuaggi e linfoma

(da AGI)  La nostra conoscenza sugli effetti a lungo termine dei tatuaggi sulla salute è attualmente scarsa e non c”è molta ricerca in questo settore. Ora un gruppo di ricerca dell”Università di Lund (Svezia) ha studiato l”associazione tra tatuaggi e linfoma. La ricerca è pubblicata su ‘EClinical Medicine’. “Abbiamo identificato le persone con diagnosi di linfoma tramite i registri della popolazione. Questi individui sono stati poi abbinati a un gruppo di controllo dello stesso sesso ed età, ma senza linfoma. I partecipanti allo studio hanno risposto a un questionario sui fattori legati allo stile di vita per determinare se erano tatuati o meno”, afferma Christel Nielsen, la ricercatrice dell”Università di Lund che ha condotto lo studio. In totale, l”intero studio ha coinvolto 11.905 persone. Di queste, 2.938 persone avevano il linfoma quando avevano tra i 20 ei 60 anni. Tra questi, hanno risposto al questionario 1.398 persone, mentre il numero dei partecipanti al gruppo di controllo è stato di 4.193. Nel gruppo con linfoma, il 21% era tatuato (289 individui), mentre il 18% era tatuato nel gruppo di controllo senza diagnosi di linfoma (735 individui). “Dopo aver preso in considerazione altri fattori rilevanti, come il fumo e l”età, abbiamo scoperto che il rischio di sviluppare linfoma era più alto del 21% tra coloro che si erano tatuati. È importante ricordare che il linfoma è una malattia rara e che i nostri risultati si applicano a livello di gruppo. I risultati devono ora essere verificati e approfonditi in altri studi e tale ricerca è in corso”, afferma Christel Nielsen.

Case di comunità, ecco standard operativi e carichi di lavoro per i medici

(da Doctor33)   L’attività chiesta alle case di comunità si rivela. In un documento co-firmato con i sindacati della medicina generale e gli ordini di medici, farmacisti, infermieri, Agenas indica compiti, strumenti e personale delle case “hub”. Tutto, partendo da una stratificazione della popolazione. Alle “case hub” afferiranno 34,3 milioni di italiani “apparentemente sani” (57% dei residenti) e 23,5 milioni di cronici non complessi (39%), che in qualche caso potranno fruire di assistenza domiciliare di 1° livello o in ospedale di comunità; invece, per 2,5 milioni di cronici complessi si profilano modelli a più alta intensità di cure (hospice, Adi 1° e 2° livello). Il testo lascia perdere ospedali di comunità, centrali operative territoriali ed altri istituti previsti nel DM 77 di riforma dell’assistenza territoriale da cui origina, e si sofferma su Case “hub”, Adi e telemedicina.

La Casa hub – La proporzione è di una ogni 50 mila abitanti, due per distretto Asl. Ogni casa hub dovrà avere punto unico di accesso (PUA), medici di famiglia, infermieri, specialisti, punto prelievi, diagnostica di base, Cup, telemedicina. Nel PUA, aperto dalle 8 alle 18 per 6 giorni su 7, il cittadino trova accoglienza, orientamento e una prima valutazione dei suoi bisogni sociosanitari grazie al “medico del ruolo unico di assistenza primaria”, all’infermiere di famiglia/comunità (Ifoc), all’assistente sociale. Trova poi servizi specialistici ambulatoriali di 1° e 2° livello per patologie ad elevata prevalenza, tra cui cardiologia, pneumologia, neurologia, diabetologia, oncologia, geriatria, internistica. Ci sarà sempre un punto prelievi: i campioni potranno essere analizzati da un laboratorio collegato alla CdC hub o ci si potrà appoggiare ad un Point of Care Testing (PoCT) esterno, qualitativamente controllato. Alle prestazioni della CdC hub accederanno con priorità i pazienti cronici ed i cittadini del distretto Asl di riferimento. In ogni CdC hub sarà attivo un sistema di prenotazione collegato al CUP dell’Asl. Sarà creato un contatto con le associazioni di pazienti e di aiuto ai fragili.

Il personale – Secondo il DM 77, nella casa di comunità “grande” orbitano 30-35 tra medici di famiglia e pediatri e da 7 ad 11 infermieri garantendo presenza 7 giorni su 7 nelle 24 ore inclusa la continuità assistenziale. Nella casa “spoke” formata dai mmg delle aggregazioni funzionali territoriali invece l’apertura è prevista 6 giorni su 7, da lunedì a sabato, minimo 12 ore al giorno. Nel nuovo testo, si confermano i contingenti e in particolare la presenza di medici “del ruolo unico di assistenza primaria” con operatività H24. La casa “hub” può anche ospitare forme associative o studi singoli di medici di famiglia. I medici di assistenza primaria afferenti alle CdC, appartenenti alle aggregazioni funzionali territoriali di riferimento, saranno collegati tra loro e con la CdC hub, condividendo sistemi applicativi informatici così da scambiare informazioni di diagnosi e cura. Sarà la programmazione regionale ad indicare le ore svolte dai mmg. Nella “casa” ci saranno poi gli infermieri di famiglia-comunità divisi in 3 tipologie: impegnati nelle attività ambulatoriali per i cronici afferenti alla CdC; operativi in attività di triage e di valutazione dei bisogni di salute (inclusi PUA ed unità di valutazione multidimensionali); dedicati all’assistenza a domicilio, in tandem con i medici. Sono previsti poi un assistente sociale del Servizio sanitario, da 5 a 8 unità di supporto (Oss ed amministrativi), e specialisti ambulatoriali “interni e dipendenti in base ai bisogni di salute del territorio”. Altre figure – psicologo e biologo ambulatoriali interni e dipendenti, fisioterapisti – possono essere ricomprese a seconda dei bisogni di paziente e popolazione di riferimento.

Assistenza domiciliare – In media, ogni CdC hub assicura assistenza a 48 mila utenti di cui circa 12 mila over 65. Di essi almeno il 10% (1.200 assistiti) sarà assistito a domicilio. I diversi livelli di intensità, complessità e tempestività dei servizi sono individuati dalla Valutazione Multidimensionale che, effettuata dall’Unità di Valutazione-UVM, esita in un Progetto di Assistenza Individuale (PAI) inclusivo, ove necessario, di Piano di Riabilitazione Individuale (PRI). Condiviso da mmg o pediatra, il PAI include la rivalutazione periodica e detta criteri di chiusura della presa in carico. Il personale va commisurato al tipo di attività erogata. Il servizio di cure domiciliari garantisce la continuità assistenziale 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 telemedicina inclusa.

Diagnostica e Telemedicina – Con la casa hub sono in rete i medici di famiglia – single e delle case “spoke”, nonché: Cup Asl, reparti specialistici di ospedali pubblici e privati convenzionati, hospice, Rsa, reti di cure palliative, servizi Asl quali consultori, Sert, salute mentale, igiene e prevenzione. Possono svolgersi in remoto “visite, assistenza, consulti, monitoraggi e persino riabilitazione con sistemi operativi omogenei per ridurre le distanze tra sanitari e paziente”. Come gli ospedali, le CdC dovranno interfacciarsi con le app della Pubblica Amministrazione (da Pago Pa al resto), con il sistema tessera sanitaria, con il fascicolo sanitario, con il portale Sac e quelli regionali, con i software specialistici. In nessuna struttura possono mancare sfigmomanometro digitale, saturimetro, glucometro, bilancia con altimetro per il calcolo del BMI e dotata di impedenzometria, metro sartoriale per la misurazione di BMI e delle anche per la sindrome metabolica, martelletto per riflessi neurologici. I sanitari operanti nelle CdC potranno poi utilizzare elettrocardiografo minimo 12 derivazioni e monitor-defibrillatore. Ma soprattutto, per gestire le patologie a maggior prevalenza, nella casa “hub” sono tassativi: ecografo; elettrocardiografo; event recorder; holter pressorio PA; holter cardiaco; retinoscopio; dermatoscopio; PoCT; OCT; pulsossimetro; spirometro. Il monitoraggio dello stato di implementazione degli standard per lo sviluppo dei servizi citati è assicurato dal Ministero della Salute per il tramite di Agenas.

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