Più di 100mila medici pagano contributi occulti
La vitamina D negli adulti non previene le fratture e le cadute
(da DottNet) La vitamina D negli adulti non previene le fratture e le cadute e non migliora la densità ossea, quindi le linee guida correnti che ne raccomandano l'uso specie per la popolazione anziana più a rischio di osteoporosi andrebbero cambiate. Èil verdetto di un maxi-studio pubblicato sulla rivista 'The Lancet Diabetes & Endocrinology'. "Le line guida in vigore andrebbero cambiate per riflettere questi risultati - sottolinea l'autore dello studio Mark Bolland della University of Auckland, in Nuova Zelanda. Data la robustezza delle evidenze oggi a disposizione, crediamo inoltre che non sia più giustificabile condurre ulteriori trial clinici sulla vitamina D alla ricerca di effetti positivi sull'apparato muscolo-scheletrico". Gli esperti hanno riesaminato una vastissima mole di dati relativi a ben 81 sperimentazioni cliniche pubblicate sull'integrazione di vitamina D sia a dosi basse sia alte. A nessuna dose la vitamina D è risultata protettiva contro fratture (di tutti i tipi, fratture d'anca o vertebrali etc), cadute e per remineralizzare le ossa. Le linee guide cliniche, ribadiscono gli autori in conclusione, che continuano a raccomandare l'uso di integratori di vitamina D per la salute delle ossa dovrebbero essere aggiornate e riflettere le migliori evidenze scientifiche oggi disponibili.
Zucchero nelle sigarette, fa male e pochi sanno che c’è
(da Quotidiano Sanità e Reuters Health) Solo pochissimi fumatori sanno che le sigarette contengono zucchero e che lo zucchero aumenta le tossine nel fumo di sigaretta. “Le sigarette contengono zuccheri naturali e aggiunti per ridurre l’asperità del fumo, facilitandone l’inalazione. Questo aumenta anche la quantità di sostanze chimiche dannose presenti nel fumo e il potenziale di dipendenza”, dice Andrew Seidenberg, della University of Nord Carolina, autore principale dello studio che ha fatto emergere questa evidenza. Lo studio Seidenberg e colleghi hanno coinvolto 4.350 adulti fumatori di sigarette, reclutandoli attraverso Amazon Mechanical Turk, per partecipare a un esperimento online sulla pubblicità di sigarette elettroniche. Alla fine dell’esperimento, gli intervistati hanno risposto a domande sulla presenza di zucchero aggiunto nelle sigarette e sulla consapevolezza che la presenza dello zucchero fosse ulteriormente dannosa per la salute. I ricercatori hanno scoperto che il 5,5% degli intervistati sapeva che le sigarette contengono solo il 3,8% era a conoscenza del fatto che la presenza dello zucchero aumentasse le tossine nel fumo. “Siamo rimasti davvero sorpresi dal fatto che quasi tutti i fumatori intervistati non sapessero che lo zucchero viene aggiunto alle loro sigarette. Il rischio non può essere nascosto”, aggiunge Seidenberg.
Lavorare in piedi fa bene alla salute e non solo…
Prevenire i fenomeni di sovra-diagnosi e sovra-trattamento
(da M.D.Digital) L’estensione delle definizioni di malattia se da un lato può determinare benefici per i pazienti che possono accedere a trattamenti efficaci, dall’altro rappresenta uno dei driver principali della sovra-diagnosi (overdiagnosis), una vera e propria epidemia del 21esimo secolo che in Italia gode ancora di scarsa attenzione. Infatti, la modifica delle soglie di malattia, insieme alla disponibilità e all’uso esteso e spesso inappropriato di tecnologie diagnostiche sempre più sensibili, finiscono per etichettare come malate persone il cui stadio di malattia è troppo precoce, molto lieve e/o non evolutivo. A livello di popolazione varie sono le condizioni in cui il conseguente sovra-trattamento (overtreatment) può sbilanciare il rapporto benefici/rischi in: ipertensione, embolia polmonare, insufficienza renale cronica, osteoporosi, prediabete, carcinoma della tiroide, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, demenza.
La cannabis ha effetti più devastanti dell’alcol sugli adolescenti
L’Enpam è ultima in classifica
(da www.enpam.it) A volte essere poco concentrati è sinonimo di sicurezza. La Covip, l’authority che vigila sul sistema pensionistico italiano, ha certificato che l’Enpam ha l’indice di concentrazione del portafoglio più basso tra tutte le Casse dei professionisti. Detto in altri termini, la strategia di investimenti attuata dal Consiglio di amministrazione della Fondazione ha diversificato gli investimenti patrimoniali meglio di tutti, a salvaguardia delle pensioni di medici e dentisti. Il dato è stato illustrato la scorsa settimana dal presidente della Covip, Mario Padula, presentando il “Quadro di sintesi” sui patrimoni delle Casse al 31 dicembre 2017. L’indice di concentrazione rileva quanto gli investimenti di un portafoglio siano correlati tra loro. Più la percentuale è elevata, più alto è il rischio che il cattivo andamento di uno trascini con sé tutti gli altri.
ENPAM vs Report. ‘’Ecco quanto rendono davvero i nostri investimenti’’ la replica alla trasmissione
(da Odontoiatria33) Lunedì sera Report, la trasmissione d’inchiesta di Rai Tre ha trasmesso un servizio dal titolo “Le mani sulle pensioni dei medici” , partendo dalle rivelazioni del dott. Franco Picchi, odontoiatra toscano, su alcuni investimenti immobiliari che l’ENPAM avrebbe svolto su immobili del Gruppo Parnasi (al quale Report stava dedicando una inchiesta), evidenziando le perdite.
I medici non ‘amano’ i vaccini, solo 15% si immunizza
(da AdnKronos Salute) Il focolaio di morbillo a Trieste, con alcuni medici contagiati, ha fatto scattare l'allarme rilanciando la necessità delle vaccinazioni anche tra gli operatori sanitari, i cui tassi in Italia sono bassi come aveva fatto notare alcuni giorni fa Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss): "Mancano le vaccinazioni non solo ai bambini, ma anche agli adulti e agli anziani. Perfino i dottori, che sono vaccinati solo al 15%, e questo è grave, in altri Paesi non potrebbero neanche lavorare".
Pensione anticipata per la dentista. I chiarimenti di ENPAM anche in tema di studio associato
Codice E sui certificati di malattia: le visite non sono esonerate
(da DottNet L'Inps fa chiarezza sul codice E da apporre sui certificati medici per assenza dal lavoro per malattia. Innanzitutto l'Ente precisa che il codice E non prevede l’esonero dalle visite mediche di controllo domiciliari. Da tempo molti lavoratori stanno chiedendo ai loro medici di aggiungere il codice "E" nei certificati per malattia pensando così di non essere soggetti al controllo del medico fiscale. Come, invece, si legge sul sito Inps le norme non prevedono l’esonero dal controllo, ma solo dalla reperibilità: questo significa che il controllo concordato è sempre possibile, come ben esplicitato nella circolare Inps del 7 giugno 2016, la numero 95. (vedi https://www.dottnet.it/file/95042/circolare-inps/ ). In secondo luogo, il medico curante certificatore può applicare solo ed esclusivamente le "agevolazioni", previste dai vigenti decreti quali uniche situazioni che escludono dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità. Le previsioni sono:
Il dentista deve informare il paziente della necessità di una particolare igiene orale
Convegno ENPAM “LA TUTELA PREVIDENZIALE DALLO STUDENTE AL MEDICO” SABATO 27 OTTOBRE p.v. dalle ore 9.00 alle ore 12.30
ENPAM LA TUTELA PREVIDENZIALE DALLO STUDENTE AL MEDICO
Relatori: Dott. Stefano Falcinelli Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Ravenna Consigliere di Amministrazione Enpam Dott. Claudio Capra Segretario Fondo Sanità L’iscrizione al Convegno per l’ottenimento dei crediti ECM sarà obbligatoria seguendo le istruzioni sul nostro sito al link Gli iscritti che non sono interessati all’ottenimento dei crediti ECM potranno accedere come uditori senza obbligo di registrazione.Il Presidente
Dott. Michele Gaudio
Lettera aperta del Presidente Anelli a Beppe Grillo
Così, in una lettera aperta, il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Filippo Anelli, risponde a Beppe Grillo che, ieri sera al Circo Massimo, chiudendo la kermesse “Italia a 5 Stelle”, e rivolgendosi al Ministro della Salute Giulia Grillo, ha affermato, scandendo le parole su una base musicale: “Ah che compito straordinario che hai, Grillo. Convincere la gente a non andare in sovradiagnosi. Metà delle tac sono inutili, metà dei raggi sono inutili, così come la metà delle analisi del sangue che si fanno. Siamo tutti in sovradiagnosi. Noi andiamo dal medico che è ormai un agente di turismo, e ti manda da quello e da quell’altro in una spirale di esami fino a che alla fine qualcosina te la trovano. Un uomo vecchio nell’ultimo anno della sua vita costa in farmaci quanto tutta la sua esistenza. Dio mio che compito straordinario che hai”. Leggi l'articolo completo al LINK
https://portale.fnomceo.it/lettera-aperta-del-presidente-anelli-a-beppe-grillo/
I sintomi della demenza raggiungono il picco in inverno e in primavera
(da Fimmg.org) Gli adulti affetti da Alzheimer o altre forme di demenza hanno migliori capacità cognitive nella tarda estate e all'inizio dell'autunno, rispetto all’inverno e alla primavera, secondo un nuovo studio pubblicato su 'PLOS Medicine' da Andrew Lim e coll., del Sunnybrook Health Sciences Center dell'Università di Toronto, Canada. I ricercatori hanno notato l’esistenza di pochi studi riguardanti l'associazione tra stagione e attività cognitiva negli anziani. In questo lavoro, sono stati analizzati 3.353 soggetti, arruolati in tre diversi studi di coorte negli Stati Uniti, in Canada e in Francia. I partecipanti sono stati sottoposti a test neuropsicologici e a esami approfonditi per la malattia di Alzheimer e si è scoperto che l’attività cognitiva media era più alta in estate e autunno rispetto a inverno e primavera: quest’osservazione era equivalente, in effetti cognitivi, a 4,8 anni di differenza nel declino correlato all'età. Inoltre, le probabilità di soddisfare i criteri diagnostici per lieve danno cognitivo o demenza erano più elevate in inverno e in primavera (rapporto di probabilità 1,31, IC 95%: 1,10-1,57) rispetto all'estate o all'autunno. L'associazione tra stagione e funzione cognitiva è rimasta significativa anche quando i dati sono stati controllati per potenziali fattori confondenti, come depressione, sonno, attività fisica e stato tiroideo. Infine, un'associazione con la stagionalità è stata osservata anche nei livelli proteici e genetici correlati al morbo di Alzheimer, nel liquido cerebrospinale e nel cervello. Tuttavia, lo studio è stato limitato dal fatto che ogni partecipante è stato valutato solo una volta l’anno e ha incluso solo dati su individui provenienti dalle regioni temperate dell'emisfero settentrionale e non dall'emisfero meridionale o dalle regioni equatoriali.
(Andrew SP Lim et al. PLOS Medicine, 2018; 15 (9): e1002647.)
