Doppio certificato di malattia per il personale militare

L'Ispettorato generale della Sanità Militare comunica alla FNOMCeO che il Ministero della Difesa, in relazione alla certificazione medica del personale militare, ha approvato il decreto che introduce il sistema del "doppio certificato".Il decreto prevede che il militare assente per malattia debba farsi rilasciare dal medico che abbia accertato tale condizione un certificato indicante la prognosi (da consegnare al proprio ente di appartenenza) e un certificato indicante la diagnosi (da consegnare in busta chiusa al dirigente sanitario dell'ente in cui presta servizio).

Il medico che sconsiglia i vaccini può essere radiato dall’Ordine

La prevenzione e la scomparsa di malattie infettive, in passato tra i più terribili flagelli dell’umanità, costituiscono un successo senza pari e, senza dubbio, il più gran numero di vite salvate grazie alla scienza medica.  Forse la scomparsa del confronto quotidiano con le conseguenze mortali o invalidanti di tante malattie, dovuta alla scoperta dei vaccini e delle terapie antibiotiche, che ha indotto la cittadinanza a credere che il successo sulle malattie infettive fosse definitivo. Leggi il documento approvato all'unanimità dal consiglio nazionale della FNOMCeO a questo LINK

Vaccini e falsi miti

Abbiamo il piacere di pubblicare questo documento in formato .pdf che confuta tutte le dicerie e le false convinzioni anti-vaccini, chiarendo la situazione reale, secondo le linee di pensiero scientifiche e razionali, fortemente supportate da Ministero della Salute e FNOMCeO. Il documento è a cura della Società Italiana di Pediatria, si può stampare in formato A4 ed affiggere nelle nostre sale di aspetto vaccini-e-falsi-miti

Replica di ISDE Italia a SITL sulla presunta utilità ed innocuità degli inceneritori di 3° generazione

In risposta all’articolo su ADS Kronos “Rifiuti, igienisti: le discariche inquinano più degli inceneritori” (cliccare qui)  l’ Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE Italia) esprime totale dissenso per quanto riportato dai media circa la posizione di Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) attraverso un comunicato stampa – di cui non esiste traccia nel sito Web istituzionale – sulle presunta utilità ed innocuità degli inceneritori di 3° generazione. A questo LINK il comunicato stampa integrale

Uso terapeutico della cannabis

(da  Univadis  - a cura di Marco Cambielli e Paolo Spriano – MMG Varese e Milano) L’uso medico della cannabis e dei suoi componenti è legale in diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, dove dal 2013 è autorizzata come medicinale per il trattamento dei sintomi da spasticità grave e moderata in pazienti adulti, dovuta a Sclerosi Multipla (SM). Il suo impiego nelle altre patologie per cui è stata proposta si basa su  deboli dimostrazioni di efficacia, in particolare per alcuni sintomi legati alla patologia neoplastica, la malattia di  Alzheimer, il disturbo da stress post traumatico, l’epilessia e il glaucoma. I dati relativi alla sua sicurezza sono al momento insufficienti e non esistono informazioni specifiche sulle reazioni avverse dovute al suo impiego medico. Al contrario sono noti gli effetti collaterali più comuni associati all’uso ricreativo della cannabis e ad un suo sovraddosaggio che, in alcuni casi, comporta conseguenze serie, dalla psicosi alla depressione severa. 
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Costringere un medico a redigere un certificato di malattia è violenza

Costringere il medico curante a rilasciare un certificato medico per una malattia insussistente può integrare il reato di minaccia a pubblico ufficiale. Lo ha stabilito il Tribunale di Trento, Sezione penale, nella sentenza n. 346 del 3 maggio 2016.  Una donna, presentatasi dal suo medico di famiglia per un certificato medico, insisteva con la dottoressa affinché rilasciasse certificazione di 15 giorni di malattia, nonostante la stessa, a fronte dei sintomi descritti dalla paziente, riteneva non fossero diagnosticabili più di 5 gg. di malattia.
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Fnomceo, presto un sito anti-bufale. Due morti per il metodo Hamer

Un sito 'anti-bufale' in sanità, per smascherare le 'false cure' e lanciare allarmi quando è necessario. In modo da aiutare i cittadini a difendersi dai ciarlatani ed evitare anche le tante tragedie raccontate delle cronache, ultima delle quali la morte della 18enne che ha rifiutato la chemioterapia per seguire una cura alternativa. E' l'idea allo studio della Federazione nazionale degli Ordini dei medici de degli odontoiatri (Fnomceo) che appronterà un gruppo di studio ad hoc, con l'obiettivo di contrastare i ciarlatani, proprio sul web dove 'navigano' quasi incontrastati e le loro teorie moltiplicano i seguaci.
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Divano killer, 5 mln l’anno i morti di pigrizia

(da  AdnKronos Salute) Pigri da morire. Accade a 5 milioni di persone l'anno nel mondo occidentale, uccise dalla sindrome del 'divano killer'. A rilanciare l'allarme sedentarietà, un'epidemia che rappresenta la quarta causa di mortalità e disabilità in Occidente, sono gli esperti riuniti a Roma per il Congresso 2016 della Società europea di cardiologia (Esc) dove è stato presentato un algoritmo salvavita: si chiama 'Pai' (Personal Activity Index) e averlo alto abbatte di quasi un quarto la probabilità di morire di cuore, rispetto a chi non fa sport. L'idea è quindi quella di inserirlo in un device indossabile durante l'attività fisica, per monitorare l'evolversi del rischio.
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Certificati malattia, sentenza Cassazione declassa parere del medico curante. Dai medici fiscali giudizio negativo

(da Doctor33)   “Il mio giudizio, di medico, sulla sentenza di Cassazione che consente alla testimonianza di un detective di scavalcare il certificato del medico curante è sostanzialmente negativo”. Claudio Palombi, presidente dell'Associazione nazionale medici fiscali-Anmefi, non trova confrontabili le due situazioni, il medico fiscale in particolare indaga il solo ambito medico e nel suo sopralluogo effettua un'istantanea del paziente, mentre il detective attiva un monitoraggio protratto nel tempo.
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I temi forti per la professione odontoiatrica: intervista al Presidente Cao

L’inasprimento delle sanzioni per l’abusivismo, la riforma degli Ordini delle Professioni Sanitarie, il DDL Concorrenza, il DDL lavoroautonomo: molti sono i temi “caldi” per la Professione Odontoiatrica al centro dei lavori parlamentari di questa Legislatura. La Cao nazionale, quale organo ausiliario dello Stato, segue da vicino tutti questi versanti. Ma qual è il suo parere, nel dettaglio, sui singoli provvedimenti e norme? Marcello Fontana, responsabile dell’Ufficio Legislativo FNOMCeO, ha posto al presidente Cao Giuseppe Renzo alcune domande da “addetti ai lavori”. Leggi l'intervista

Tariffe e onorari dei medici chirurghi e degli odontoiatri per prestazioni rese in regime di libera professione

La materia degli onorari professionali per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche è stata oggetto di “liberalizzazione” a partiredal cosiddetto “Decreto Bersani”. Infatti in precedenza, in forza della Legge 21/02/1963 n. 244 e del DPR 17/02/1992, era previsto in via normativa, un tariffario minimo per le prestazioni di cui trattasi, cui i medici e gli odontoiatri erano tenuti ad attenersi, non potendo praticare tariffe a valori inferiori a quelli previsti dalle citate norme. L’art. 2 del Decreto Legge 04/07/2006 n. 223, convertito con modificazioni nella Legge 04/08/2006 n. 248 ha però abrogato le disposizioni legislative e regolamentari che prevedevano, con riferimento alle attività libero-professionali e intellettuali, l’obbligatorietà di tariffe fisse o minime.
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Un paziente su 5 è dimesso dall’ospedale con segni vitali instabili

(da fimmg.org) Il venti per cento delle persone ricoverate è dimesso prima che tutti i segni vitali siano stabili, un modello che è associato ad un aumentato rischio di morte e di riammissione in ospedale, secondo un nuovo studio condotto da ricercatori dell’UT Southwestern Medical Center. Mentre i ricoveri in ospedale hanno accorciato drasticamente la loro durata nel corso degli ultimi 30 anni, sta aumentando la preoccupazione che i pazienti vengano dimessi prima che tutti i segni vitali si siano stabilizzati, mettendoli a rischio per eventi avversi dopo la dimissione.
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Pensioni, cosa cambia per i medici dopo l’intesa Governo-sindacati

(da Doctor33)   Come avevamo dato per ampiamente probabile, con l'accordo governo sindacati dell'altro ieri dal 2017, sempre che non ci si mettano i vincoli di stabilità europei a bloccare il pacchetto pensioni varato dalla gestione Renzi, diventerà possibile ricongiungere spezzoni di periodi lavorati anche nella gestione separata Inps. E a quanto pare, diversamente da ora, sarà fattibile a titolo non oneroso, anche se l'impatto della non onerosità sull'ente previdenziale degli italiani è tutto da verificare.
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Ecm, arriva lo sviluppo continuo

(da Doctor33)  Modificare l'attuale sistema di formazione continua, per renderlo più idoneo alla rivalidazione delle competenze acquisite da medico e odontoiatra: è la proposta emersa al convegno organizzato a Bari da Fnomceo sul tema Ecm. In un articolo esplicativo sul portale della Federazione, Sergio Bovenga, membro del Comitato Centrale, ha chiarito che il nostro Paese va verso il Continuous Professional Development, una forma evoluta di educazione continua, sulla scia di quanto avviene negli altri Paesi Europei e della Francia che nel 2016 ha varato un programma su 1,7 milioni di sanitari mutuando le indicazioni delle direttive dell'Unione Europea sulla libera circolazione dei professionisti. Ma perché emanciparsi dall'ECM se ancora una parte dei medici non riesce a colmare i fabbisogni formativi del triennio?
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Visite fiscali, chiarimenti da ministero del Lavoro su certificati e codici da apporre

(da Doctor33)  Da fine gennaio può accadere che al medico di famiglia il paziente visitato a casa o in studio, in genere per qualcosa di più di un'influenza, chieda di apporre il codice E sul certificato medico di malattia da spedire all'Inps. Quel codice, che va apposto dopo aver esaminato con attenzione la documentazione sanitaria prodotta da specialisti e/o struttura ospedaliera, dice che il paziente deve seguire terapie salvavita. Che però devono essere ancora definite. E pertanto non è assoggettato alle regole sulle visite fiscali degli altri lavoratori assenti per malattia.
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