Banca d’Italia ed Enpam in aiuto delle vittime del Covid
(da enpam.it) Aderendo a un’iniziativa promossa dalla Banca d’Italia, l’Enpam, l’Ente previdenziale di medici e odontoiatri, ha istituito il “Fondo di solidarietà Covid-19 – Banca d’Italia / Fondazione Enpam” per finanziare borse di studio a beneficio dei figli di tutti i medici deceduti a causa del Covid-19. Oltre alle borse di studio, il fondo erogherà anche assegni di mantenimento per coniugi e figli in acclarato disagio economico o stato di bisogno.
L’iniziativa si iscrive nell’ambito dei contributi concessi dalla Banca d’Italia agli enti e alle strutture ospedaliere direttamente impegnati nella gestione dell’emergenza da Covid-19. Il Fondo di solidarietà è stato costituito con il contributo da parte dell’Istituto di Palazzo Koch e sarà gestito dall’Enpam. “Ringraziamo Banca d’Italia per la sensibilità dimostrata. Sostenere chi resta è il miglior modo per onorare chi ha sacrificato la propria vita per curare gli altri”, dice il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti.
DALLA PRIMARIA ALL’UNIVERSITÀ A oggi purtroppo sono 365 i camici bianchi deceduti dopo aver contratto il Covid-19. Banca d’Italia e Fondazione Enpam intendono onorare la memoria di tutti questi medici e dentisti, attraverso un gesto concreto di riconoscenza destinato alle loro famiglie per sostenerle nella formazione scolastica e universitaria dei figli. Il valore annuo lordo delle borse di studio sarà pari a: 500 euro per la scuola primaria, 700 per la secondaria inferiore, 1.000 per la secondaria superiore e 1.500 per università ed equiparate. Le borse sono cumulabili con altre misure esistenti e accompagneranno lo studente fino a conclusione del ciclo di studi. La convenzione tra Enpam e Banca d’Italia infatti ha una durata di cinque anni ed è rinnovabile proprio nell’ottica di consentire il completamento del percorso formativo. Nelle prossime settimane l’Enpam pubblicherà un bando di gara ufficiale nel quale sarà specificato che le borse di studio potranno essere richieste dai figli superstiti in età scolare e universitaria (fino a 26 anni) di medici e odontoiatri che hanno perso la vita dopo aver contratto il Covid-19 durante lo stato di emergenza.
DISAGIO ECONOMICO E SOCIALE La Convenzione prevede interventi anche in caso di situazioni di difficoltà sociale ed economica con assegni di mantenimento destinati ai figli superstiti a carico del medico o dell’odontoiatra al momento del decesso e inabili al lavoro. Lo stesso trattamento sarà inoltre previsto per coniugi o figli in situazione di disagio economico o stato di bisogno, con un Isee familiare inferiore a 25mila euro. In questi casi l’importo, lordo e annuale, sarà pari a 2.500 euro tanto per i figli superstiti inabili al lavoro che per i coniugi o figli in acclarato disagio economico o stato di bisogno.
ALTRI DONATORI Il Fondo Covid-19 Banca d’Italia-Fondazione Enpam potrà anche accogliere le donazioni di altri soggetti che in futuro vorranno contribuire economicamente a quest’iniziativa di solidarietà.
Il caffè non provica tachiaritmia, anzi..
(da Univadis) Uno studio di coorte prospettico basato sulla popolazione condotto negli Stati Uniti ha incluso 380.000 persone (età media di 56 anni) e, dopo un follow-up medio di 4,5 anni, ha stabilito che in caso di consumo moderato abituale, ciascuna tazza aggiuntiva di caffè è stata associata a una riduzione statisticamente significativa del 3% del rischio relativo (corretto per caratteristiche demografiche, condizioni di comorbilità e abitudini di stile di vita) delle tachiaritmie incidentali in generale, e in particolare della fibrillazione/flutter atriale o tachicardia sopraventricolare. L’associazione era indipendente dai profili genetici dei soggetti interessati.
(Coffee Consumption and Incident Tachyarrhythmias. Reported Behavior, Mendelian Randomization, and Their Interactions. https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/fullarticle/2782015)
Emergenza climatica. Anche la sanità “inquina”. Ecco come diminuire il suo impatto negativo
Si calcola che il settore sanitario contribuisca per il 4-5% alle emissioni totali di gas serra in atmosfera. Un contributo non da poco, tanto che se fosse una Nazione occuperebbe il 5° posto (dopo Stati Uniti, Cina, Russia e India) nella classifica mondiale relativa alla quantità di CO2 immessa nell’ambiente. Senza un deciso cambio di rotta, le emissioni del settore sanitario continuerebbero ad aumentare, fino a raggiungere nel 2050 la fantastica cifra annuale di 6 miliardi di tonnellate di CO2 Leggi L'articolo completo al LINK
http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=99385&fr=n
Dormire poco aumenta il rischio di demenza
(da Univadis) Negli adulti di mezza età (da 50 a 60 anni), una durata del sonno generalmente breve (≤6 ore), rispetto a quella che è considerata una normale durata del sonno (7 ore), è associata a (molto) lungo termine a un rischio relativo indipendente di demenza che è maggiore del 30% L’analisi di 8.000 partecipanti nello studio di coorte prospettico britannico Whitehall II, 521 dei quali con diagnosi di demenza nell’arco di un follow-up molto lungo (25 anni; età mediana alla diagnosi di 77 anni), ha riscontrato un aumento del 30% del rischio relativo di demenza, indipendentemente dalle caratteristiche sociodemografiche, cardiometaboliche e di salute mentale.
(Association of sleep duration in middle and old age with incidence of dementia https://www.nature.com/articles/s41467-021-22354-2)
Comunicato ufficiale sui comportamenti antiscientifici e/o contrari all’obbligo vaccinale dei Professionisti Sanitari e sociosanitari rispetto alla pandemia da SARS-CoV-2
Le Federazioni Nazionali degli Ordini delle Professioni Sanitarie e il Consiglio nazionale degli ordini degli Assistenti sociali, riuniti in un tavolo interfederativo, hanno emanato un comunicato ufficiale nel quale stigmatizzano le violazioni deontologiche da parte degli iscritti e i comportamenti antiscientifici rispetto alla pandemia da SARS-CoV-2 ed al ruolo dei vaccini antivirali
Ecco le borse di studio Enpam per i figli dei liberi professionisti
(da enpam.it) Novità importante per tutti i liberi professionisti iscritti all’Enpam. Da quest’anno, infatti, l’ente previdenziale di medici e odontoiatri, comincia a erogare borse di studio ai figli dei camici bianchi attivi e pensionati che versano la Quota B. Le borse, in totale 300, sono riservate agli studenti universitari.
VALORE DEL SUSSIDIO Il bando attualmente in corso si rivolge agli iscritti all’anno accademico 2020/2021 e prevede per loro un assegno di 3.100 euro. L’importo viene maggiorato del 50 per cento (diventando di 4.650 euro) per chi si laurea con 110 e lode entro quest’anno. Per fare domanda, attraverso l’area riservata del sito dell’Enpam, ci sarà tempo fino al 20 dicembre.
REQUISITI DEGLI STUDENTI I figli dei camici bianchi interessati alla borsa di studio devono innanzitutto avere un’età non superiore ai 26 anni. Dovranno poi essere in regola con gli studi. Con questo si intende avere conseguito tutti i crediti previsti per gli anni accademici precedenti e almeno la metà dei crediti previsti per l’anno 2020/2021. “Vogliamo essere vicini alle famiglie dei nostri iscritti durante la carriera, negli appuntamenti che la vita presenta – ha commentato il presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti –. Per questo la Fondazione vuole contribuire a ridurre i costi sostenuti per far studiare i figli. Oltretutto, investire nella formazione deve essere una priorità per le casse dei professionisti, perché è solo grazie alla qualità del lavoro che si rilancia la professione”.
REQUISITI DEI PROFESSIONISTI Il libero professionista interessato può fare domanda se iscritto alla Quota B e se ha un reddito che non supera 6 volte il trattamento minimo Inps. Questo limite è aumentato di un sesto (6.702,54 euro) per ogni ulteriore componente del nucleo. Per fare un esempio, per una famiglia di quattro persone il limite di reddito è di 60.322 euro. L’incremento per ogni familiare, inoltre, raddoppia nel caso in cui il componente sia invalido almeno all’80 per cento.
STANZIAMENTO Lo stanziamento per le borse di studio ai figli universitari dei contribuenti Quota B potrà arrivare quest’anno a 1,4 milioni di euro e si aggiunge ai fondi messi a disposizione per gli universitari, figli della generalità degli iscritti Enpam, che hanno ottenuto l’ammissione ai collegi di merito. Per questi ultimi esiste una borsa specifica più alta, di 5mila euro. In questo caso però, le domande potranno essere presentate solo fino al 12 novembre.
Bimbi a rischio ‘covibesity’, pediatri puntano a stili vita post pandemia
(da Adnkronos Salute) Si chiama 'covibesity', un termine comparso in letteratura scientifica per descrivere l'aumento obesità dovuto al confinamento imposto durante la pandemia. Con il cambiamento, in peggio, delle abitudini alimentari e la riduzione delll'attività fisica che hanno portato al raddoppio (e oltre) dell'indice di massa corporea in bambini e ragazzi. Proprio per favorire corretti stili alimentari e di vita, la Società italiana di pediatria (Sip) ha aderito al progetto 'Non siete soli' promosso da Eni Foundation, in collaborazione con Cisom, Caritas Ambrosiana e Fondazione banco alimentare. All'interno del progetto la Sip promuoverà campagne di educazione rivolte alle famiglie, ai ragazzi, con alcune iniziative nelle scuole, e ai pediatri a partire da un poster in distribuzione agli 11mila pediatri che aderiscono alla società scientifica. Secondo uno studio dei Cdc (Centers for Disease Control and Prevention), condotto su oltre 432mila bambini e ragazzi tra 2 e 19 anni, il tasso di incremento dell'indice di massa corporea (che misura il rapporto tra peso e altezza) è raddoppiato rispetto al periodo pre-pandemico, e nella fascia di età tra 6 e 11 anni è addirittura aumentato di 2 volte e mezzo, mentre la percentuale di bambini e ragazzi obesi censiti nello studio in un anno è passata dal 19,3% al 22,4%. E chi era già in sovrappeso o obeso ha guadagnato oltre mezzo kg al mese, un ritmo di crescita che, trasposto in 6 mesi, significa 3-4 kg in più: più del doppio di quello che dovrebbe essere il giusto aumento di peso di un bambino sano.
Per i bambini e gli adolescenti italiani, che già prima della pandemia registravano tassi di sovrappeso pari al 20,4% e di obesità pari al 9,4%, il quadro non sembra essere molto diverso se si considera che diversi studi hanno dimostrato un aumento del consumo di dolci e alimenti calorici e della sedentarietà, rispetto al periodo pre-pandemico. Circa il 40% dei bambini ha modificato le proprie abitudini alimentari durante la pandemia, il 27% ha mangiato di più, incrementando in particolare il consumo di snack (60,3%), di succhi di frutta (14,0%) e di bibite (10,4%). Di contro, è aumentato di circa 5 ore al giorno il tempo passato davanti a uno schermo nei bambini di età compresa tra 6 e 18 anni (complice la Dad). "Alla luce di questo scenario, diventa ancora più importante promuovere l'adesione alle raccomandazioni di una corretta alimentazione di bambini e adolescenti perché l'epidemia dilagante di obesità infantile, aggravata dalla pandemia, è più silenziosa, ma altrettanto pericolosa di quella ingenerata dal Covid-19", afferma Annamaria Staiano, presidente Sip e docente di Pediatria all'Università Federico II di Napoli. "Oltre a sovrappeso e obesità, diverse forme di malnutrizione sono state esacerbate dalla pandemia da Covid-19. Basti pensare ai disturbi dell'alimentazione, cresciuti del 30%", evidenzia Francesco Chiarelli, presidente Sip Abruzzo e direttore delle Scuole di specializzazione in Pediatria di Chieti e L'Aquila. "Deve essere chiaro - aggiunge - che mantenere un corretto stato nutrizionale è fondamentale per la salute di bambini e adolescenti, specialmente in un periodo come quello attuale, in corso di emergenza sanitaria".
Ma quali sono le principali raccomandazioni per una corretta alimentazione in età pediatrica e adolescenziale? "Il modello alimentare di riferimento è la dieta mediterranea - rimarca Elvira Verduci consigliere nazionale Sip e docente di Pediatria all'Università degli Studi di Milano - ricca di alimenti di origine vegetale (verdure frutta, cereali integrali, legumi, semi), caratterizzata dall'impiego di olio di oliva come principale fonte di grassi aggiunti e da un consumo moderato di pesce, uova, pollame e prodotti caseari abbinato ad un ridotto consumo di carne rossa. Diversi studi su bambini e adolescenti hanno dimostrato che minore è l'aderenza al modello mediterraneo e maggiore è la prevalenza di sovrappeso e obesità".
Come distinguere il Covid dall’influenza: corso Fnomceo per medici
(da DottNet) Come distinguere il Covid dall’influenza, o da un’infezione batterica delle alte vie respiratorie? Con l’autunno tornano i malanni di stagione, che possono presentare gli stessi sintomi del Covid: distinguerli diventa quindi cruciale sia per limitare la diffusione del Sars-CoV-2, sia per prescrivere in maniera appropriata gli antibiotici. È dedicato proprio alla “Gestione delle infezioni delle vie respiratorie superiori in Medicina Generale in epoca COVID-19” il nuovo corso di formazione a distanza della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, realizzato con il contributo del progetto Ampio Spettro – collaborazione scientifica tra l’Istituto Superiore di Sanità e l’Università di Cagliari – e on line dal 16 ottobre, sulla piattaforma FadInMed. Gratuito come tutti i corsi offerti dalla Fnomceo, è accreditato per i medici, erogando 21,6 crediti ECM.
I sintomi dei pazienti - “Il fatto che COVID-19 si possa manifestare con sintomi e segni molto simili a quelli di un’infezione benigna stagionale o di un’infezione batterica delle alte vie respiratorie ha determinato un aumento notevole delle complessità gestionali, dilatando quindi in maniera rilevante l’area di incertezza clinica che i medici devono affrontare – spiega Guido Giustetto, componente del Comitato Centrale Fnomceo e corresponsabile scientifico del corso, insieme a Peter Kurotschka, Coordinatore progetto “Ampio Spettro”, e a Giuseppe Parisi Presidente della SIPeM, la Società italiana di Pedagogia medica -. L’individuo deve essere curato non solo tenendo conto della prognosi individuale ma anche, e forse soprattutto, tenendo conto della necessità di limitare la diffusione epidemica di SARS-CoV-2. Tutto ciò ha importanti ripercussioni anche sull’organizzazione delle cure primarie e sulla gestione del tempo da dedicare alle varie aree di patologia”.
Comunicato stampa AUSL: Covid, in Romagna al via la prenotazione della terza dose per over 60 e fragili
I cittadini di età compresa tra i 60 e i 79 anni possono prenotare direttamente la terza dose di vaccino anticovid - 19 , mentre le persone di età inferiore con elevata fragilità, motivata da patologie concomitanti o preesistenti, stanno ricevendo un SMS dall’Azienda USL della Romagna che li invita a prenotare l’appuntamento.
La somministrazione dovrà comunque sempre avvenire dopo almeno sei mesi dal completamento del ciclo primario di vaccinazione
Come prenotare
La prenotazione può essere effettuata attraverso i consueti canali
- agli sportelli Cup dell’Ausl ( Centri Unici Prenotazione) presenti su tutto il territorio romagnolo
- nelle farmacie tramite il servizio Farmacup,
- Telefonando al Cuptel al numero 800002255
Online attraverso:
- Il Fascicolo Elettronico
- L’App ER Salute
- Il CupWeb ( www.cupweb.it)
Proseguono nel frattempo le somministrazioni della terza dose con le vaccinazioni agli ultra 80enni, ai trapiantati e immunocompromessi che possono continuare a prenotarsi con i consueti canali. Il personale delle strutture sanitarie per anziani e gli esercenti le professioni sanitarie possono accedere ai centri Vaccinali Hub provinciali senza prenotazione. Prosegue inoltre la vaccinazione nelle strutture residenziali per anziani ad opera degli operatori di Ausl Romagna.
Terza dosa vaccino anti covid-19 per il personale sanitario
A partire da lunedì 25 ottobre la somministrazione della dose booster di vaccino anti covid -19 è estesa anche al personale sanitario che svolge attività al di fuori dell’Azienda USL della Romagna. Tutti gli esercenti le professioni sanitarie e tutti gli operatori di interesse sanitario che hanno completato il ciclo vaccinale primario possono effettuarla presentandosi a uno dei Centri vaccinali Hub provinciali dell’Azienda, senza appuntamento, dalle 13 alle 18,30.
La terza dose deve essere somministrata dopo almeno 6 mesi dal completamento del ciclo primario e sarà effettuata con il vaccino Comirnaty di BioNTech/Pfizer indipendentemente dal vaccino utilizzato per il ciclo primario. In occasione della somministrazione della terza dose di vaccino COVID è possibile, per chi lo desidera, effettuare anche la vaccinazione antinfluenzale (Vaccino Flucelvax tetra).
Si precisa che l’accesso senza prenotazione viene garantito per questa settimana, al termine della quale, sulla base dell'affluenza complessiva che si sarà presentata agli hub vaccinali, l'Azienda valuterà se introdurre la prenotazione anche per questa categoria di utenza.
Sul sito internet dell’Azienda USL al link https://www.auslromagna.it/ricerca/download/covid-19-vaccinazione/booster-sanitari gli operatori sanitari interessati possono trovare tutte le indicazioni, compresa la modulistica da stampare e compilare prima di presentarsi per la vaccinazione.
| Centri vaccinali hub provinciali Ausl Romagna | ||
| FORLI | FIERA DI FORLI | VIA PUNTA DI FERRO N.2 |
| CESENA | CESENA FIERA | VIA DISMANO 3845 PIEVESESTINA DI CESENA |
| RIMINI | CENTRO VACCINALE RIMINI | STRADA CONSOLARE RIMINI S. MARINO N.76 |
| RICCIONE | CENTRO COMMERCIALE PERLA VERDE | VIA BERLINGUER N.3 |
| RAVENNA | CENTRO VACCINALE PROVINCIALE ESP | VIA BUSSATO N. 218 |
| LUGO | CENTRO HUB IL TONDO | VIA LUMAGNI N.30 |
| FAENZA | CENTRO HUB FAENZA FIERA | VIA RISORGIMENTO N.3 |
La terapia con agopuntura nell’ambito ospedaliero
Desidero riferire ai colleghi appartenenti al nostro Ordine queste due testimonianze riguardanti l’inizio di un’esperienza clinica basata sull’impiego dell’agopuntura nei centri di terapia del dolore degli ospedali di Forlì e Cesena. L’agopuntura è una tecnica terapeutica che, se effettuata correttamente, implica la conoscenza della medicina cinese. Tale procedimento non è alternativo alla medicina moderna; viceversa si integra con essa e ne valorizza le caratteristiche. Ci tengo a precisare che si tratta di due allievi dell’Accademia di Medicina Tradizionale Cinese, una scuola di agopuntura che si basa principalmente sulla didattica clinica in ambito ambulatoriale. E’ una strada semplice ma entusiasmante di di approfondimento professionale. Dott. Giorgio Di Concetto, Forlì
Armando Criscuolo - Centro di Terapia del Dolore dell’Ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì
L’ambulatorio di Agopuntura, facente parte del Centro di Terapia del Dolore dell’Ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì ( U.O. Anestesia e Rianimazione diretta dal Dott. Stefano Maitan) è stato attivato in giugno del 2019. Con la Delibera della Giunta Regionale 741/2014 l’Agopuntura è entrata nei LEA ( Livelli Essenziali di Assistenza) Regionali. Afferiscono a tale ambulatorio i pazienti affetti da dolore ricorrente o cronico muscolo-scheletrico lombare, con o senza sciatalgia, oppure affetti da cefalea muscolo-tensiva o emicrania. L’ambulatorio di agopuntura è aperto 2 giorni alla settimana, e sta incrementando ogni anno la propria attività, passando dalle quasi 300 prestazioni del 2019 alle più di 800 del 2021.
Data la riconosciuta complessità del dolore lombare cronico e della cefalea, nonché la loro natura multidimensionale, è stato fondamentale sviluppare una strategia di gestione del dolore, iniziata il più precocemente possibile, che sia basata sulla interdisciplinarietà e finalizzata non solo alla riduzione dell'intensità del dolore, ma anche al ripristino della funzionalità, intesa come capacità di svolgere il lavoro e le normali attività quotidiane, al recupero del benessere psicologico e al ripristino del sonno. Questo approccio multidisciplinare ha permesso di trattare con efficacia molti pazienti che non avevano ottenuto risultati soddisfacenti con la sola terapia standard o perché particolari condizioni patologiche non permettevano di ottenere un miglioramento soddisfacente con l’ usual care. E’ il caso, ad esempio, di una paziente affetta da burning mouth, sindrome caratterizzata dalla presenza di un bruciore persistente nel cavo orale in assenza di lesioni e/o alterazioni locali o sistemiche della mucosa orale. La sintomatologia, presente giorno e notte, non le permetteva di alimentarsi ed aveva espresso idee suicide. Gravida al secondo mese non consentiva trattamenti farmacologici, così è stata indirizzata all’ambulatorio di agopuntura. I miglioramenti sono comparsi dopo poche sedute: l’intensità del bruciore è diminuita e la frequenza degli attacchi si è diradata.
Recentemente abbiamo pubblicato un case report su SAGE Journal in cui viene descritto un paziente a cui era stata fatta diagnosi di SUNCT (short-lasting unilateral neuralgiform headache attacks with conjunctival injection and tearing). Si tratta di una cefalea primitiva caratterizzata da dolore trigeminale monolaterale; dolore di tipo trafittivo e continuo, molto invalidante, non responsivo ad alcun trattamento farmacologico. Il paziente, dopo 45 giorni di intenso dolore, diversi accessi al pronto soccorso ospedaliero, ha iniziato sedute di agopuntura (tre sedute per le prime 2 settimane) insieme ad una terapia farmacologica con lamotrigina a bassi dosaggi. Durante la terza seduta di agopuntura il dolore è scomparso e a distanza di un anno il paziente è ancora libero da cefalea. Gli esempi in cui il miglioramento della sintomatologia e della qualità di vita siano dovuti all’integrazione tra medicina convenzionale ed agopuntura sono molteplici. Devo precisare che mi sono iscritto all’Accademia di Medicina Tradizionale Cinese di Bologna nel 2016 e che sono recentemente entrato nel corpo docente. La mia formazione si è svolta prevalentemente frequentando l’ambulatorio di didattica clinica di Forlì.
Silvia Pivi - Terapia Antalgica dell’Ospedale Bufalini di Cesena
Dal 2018 presso la Terapia Antalgica dell’Ospedale Bufalini di Cesena abbiamo attivato un servizio di agopuntura per il trattamento della cefalea emicranica e muscolo-tensiva, in conformità con la delibera regionale del 2014 che suggeriva, dove possibile, l’apertura di ambulatori di agopuntura per il trattamento di alcune patologie garantite dai LEA nella regione Emilia-Romagna. I primi 14 pazienti hanno manifestato grande soddisfazione per il trattamento: in particolare, in 12 di questi si è assistito ad una riduzione degli episodi di cefalea emicranica. Durante e dopo il periodo di trattamento i pazienti sono passati dall’ abuso di FANS e l’utilizzo dei triptani al solo impiego della tachipirina. Oltre alle cefalee, il nostro trattamento si è rivolto soprattutto alle patologie riguardanti cervicalgie e cervicobrachialgie.. In altri casi abbiamo seguito pazienti cronici e complessi, come nefropatici o diabetici, che non potevano assumere cortisonici; l'agopuntura ha dimostrato la sua efficacia anche ottenendo un miglioramento della cenestes e delle condizioni generali.
Come molti servizi, nel periodi pandemico anche il quello di agopuntura ha subito un arresto; la soddisfazione dei malati e il loro affetto è stata la spinta a continuare, pur tra le difficoltà organizzative. Il fatto che l’agopuntura si collochi all’interno delle prestazioni ospedaliere è infatti una grande conquista raggiunta. Qualche collega, medico di base, si stupisce perché richiedo, in vista del programma terapeutico, di visionare esami di laboratorio e radiologici, come una TAC o una risonanza, ma abbiamo sempre sentito ripetere nella nostra Scuola che siamo innanzitutto medici occidentali.
In questi mesi non è mai mancato il confronto con il Dr. Di Concetto, in particolare nei casi più complessi. Il rapporto continuo con un maestro è sempre stato un punto di forza dell’Accademia di Medicina Cinese di Bologna dove mi sono formata grazie ad un metodo didattico molto semplice: la partecipazione alla pratica clinica, nell’ambito di uno stretto rapporto col docente negli ambulatori della Scuola, in particolare in quello di Forlì.
Certificati di malattia, serve subito l’autocertificazione dei primi tre giorni
(da M.D.Digital) L’Inps ha registrato un aumento dei certificati di malattia in concomitanza all’applicazione del green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro per i lavoratori pubblici e privati. Sono stati 17.340 i certificati di malattia redatti in più il 15 ottobre, giorno di esordio del green pass. Troppi al punto di far crescere il sospetto che molti siano "falsi" e redatti da Mmg compiacenti. Di nuovo si punta il dito contro i Mmg e di nuovo lo Snami ritorna alla ribalta con la proposta dell'autocertificazione dei primi tre giorni di malattia.
"C’era da aspettarselo - puntualizza Angelo Testa, presidente nazionale Snami - come sindacato lo ribadiamo da decenni. Esistono delle lievi patologie come il mal di testa, la diarrea ed altre la cui diagnosi non può che essere fatta sulla base di sintomi clinicamente non obiettivabili. In buona sostanza ci si rifà a ciò che il paziente sotto la sua responsabilità ci riferisce e che risulta impossibile constatare. Sino a che la situazione rimarrà questa continueremo ad avere fenomeni come quello registrato in passato per i lavoratori dell'Alitalia ed adesso per il green pass obbligatorio. I medici non certificano al telefono ma responsabilmente in presenza come prescrive la legge ed è possibile che a alcuni lavoratori abbiano mentito e siano rimasti a casa proprio per non dover affrontare l'obbligo della certificazione Covid".
"Come Snami proponiamo - conclude il leader dello Snami - la autocertificazione per i primi tre giorni di assenza e non si può più tollerare che la certificazione di malattia continui ad avvenire sotto la minaccia di norme punitive e di imposizioni ed attribuzioni poco consone al decoro della professione medica, studiate ed approvate non per fini sanitari".
Approvate dal nostro Consiglio Direttivo le Linee guida in materia di informazione sanitaria
Nel corso della seduta del 19 Ottobre u.s., il Consiglio Direttivo del nostro Ordine ha approvato il documento "Linee guida per la informazione sanitaria" che pubblichiamo qui sotto Il documento è stato realizzato dalla nostra Commissione per la Pubblicità Sanitaria ed è un utile strumento di consultazione che indica chiaramente cosa si può e non si può fare per pubblicizzare la propria attività. Invitiamo tutti i colleghi, soprattutto coloro che svolgono una attività in libera professione, a leggere attentamente il documento ed ad attenersi alle indicazioni in esso contenute
Equo compenso, ok della Camera a Ddl. Le novità di interesse per i medici
(da Doctor33) Per medici e odontoiatri potrebbero presto tornare le tariffe minime come riferimento per i contratti d'opera, anche se non fissate dagli ordini. L'Aula della Camera ha approvato con 251 sì, nessun contrario e 9 astenuti (di Liberi & Uguali) la proposta di legge a prima firma di Giorgia Meloni (FdI, AC 3179) che introduce l'equo compenso per tutti i professionisti affiancando le professioni intellettuali agli avvocati. Questi ultimi fin qui erano i soli coperti da una disposizione di legge. Sono state contestualmente approvate le proposte abbinate a prima firma di Andrea Mandelli (FI, Federazione degli Ordini dei Farmacisti), Jacopo Morrone (Lega) Massimo Bitonci (Lega); Di Sarno (M5S).
Il provvedimento passa ora all'esame del Senato dove, nelle dichiarazioni di voto finale, sono stati auspicati approfondimenti e modifiche. Gli impianti delle bozze sono simili: in genere, nei primi due articoli si definisce l'equo compenso, e si specifica che per essere equo il compenso deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro svolto ed al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale. Il trattamento economico deve quindi essere conforme ai parametri che regolano non solo i compensi previsti per gli avvocati ma anche quelli per gli altri professionisti iscritti a ordini o collegi nonché per gli esercenti professioni non organizzate in ordini o collegi. La proposta Meloni, prima in ordine di tempo, considera ad esempio nulle le pattuizioni che prevedano "un compenso manifestamente sproporzionato rispetto all'opera prestata o al servizio reso, cioè inferiore agli importi individuati con i valori stabiliti dai parametri o dalle tariffe fissati con decreto ministeriale per le professioni regolamentate" o per gli avvocati (legge 247/2012). Il professionista potrà impugnare convenzioni, contratti e gare al tribunale del luogo dove vive od opera: il giudice li rivedrà secondo i parametri o le tariffe ministeriali in vigore relativi alle attività svolte, e potrà chiedere il parere di congruità dell'ordine o del collegio professionale, "che costituisce piena prova sulle caratteristiche, sull'urgenza e sul pregio dell'attività prestata, sull'importanza, sulla natura, sulla difficoltà e sul valore dell'affare, sulle condizioni soggettive del cliente, sui risultati conseguiti, sul numero e sulla complessità delle questioni giuridiche e di fatto trattate". Al contrario, "si prevede un espresso divieto di avvalersi della consulenza tecnica". Sono nulli gli accordi che vietino al professionista di chiedere acconti o che gli impongano di anticipare spese.
Si considerano, inoltre, vessatorie le clausole che consentono al cliente: di modificare unilateralmente le condizioni del contratto; di negare contratti scritti (o al contrario di obbligare alla firma altrimenti si riserva di non pagare); di pretendere prestazioni extra gratis; di imporre la rinuncia al rimborso delle spese legate alla prestazione; di prevedere tempi di pagamento oltre 60 giorni dalla data di ricevimento della fattura; di riscrivere i contratti in modo peggiorativo. L'articolo 5 prevede che il parere di congruità emesso dall'ordine acquisti efficacia di titolo esecutivo, in alternativa all'ingiunzione di pagamento del giudice se il debitore non abbia proposto opposizione al giudice competente. L'articolo 7 consente le class action, l'articolo 8 istituisce un Osservatorio nazionale sull'equo compenso al Ministero della giustizia.
La nuova disposizione, si legge nel preambolo del Ddl 3179, mira a concretizzare lo spirito dell'articolo 2233 del codice civile secondo cui «la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione». Oggi "non essendo prevista alcuna sanzione di nullità, il professionista non può far valere l'inadeguatezza del compenso in presenza di un accordo che lo determini in misura irrisoria. La proposta contempla anche il diritto del cittadino consumatore di ottenere una prestazione di qualità, impossibile da garantire al di sotto dei livelli minimi di compenso previsti dai parametri ministeriali".
Niente assegni maternità o malattia senza green pass
(da www.StudioCataldi.it) Non sarà più possibile usufruire maternità, assegni per il nucleo familiare e cassa integrazione o la stessa malattia per chi non ha la certificazione verde. Da oggi, e fino al 31 dicembre, i lavoratori che non hanno il green pass sono "assenti ingiustificati" sul posto di lavoro. Di conseguenza non potranno godere di alcun diritto né tutela garantiti dal rapporto di lavoro, salvo la conservazione del posto di lavoro. La normativa che disciplina la situazione è contenuta nel dl 127/2021, ma le regole sul green pass nei luoghi di lavoro sono contenute anche nel dpcm 12 ottobre 2021, pubblicato nella gazzetta n. 246/2021.
I lavoratori "assenti ingiustificati" non hanno diritto allo stipendio. Con lo stipendio vengono meno anche le componenti della sua retribuzione, anche di natura previdenziale, di carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata. I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione di ferie e permessi retribuiti e comportano la perdita della relativa anzianità di lavoro. Lo stesso Esecutivo, nelle faq, ha spiegato che il lavoratore perde diritto anche alle tutele previdenziali e per i giorni di assenza ingiustificata non ha diritto neanche alle quote di assegni familiari o all'indennità Cig, qualora dovesse esserci una sospensione dell'attività aziendale.
Madre no vax bocciata da giudici, si a vaccino per figli
(da AGI) La posizione espressa dalla madre “poggia su concezioni personali suffragate da teorie diffuse da pochi soggetti che si pongono al di fuori della comunità scientifica ed in contrasto con gli approdi della scienza medica nazionale ed internazionale”: è un passaggio della sentenza del tribunale ordinario - prima sezione civile - di Parma che ha dato il via libera alla vaccinazione anti-Covid per due adolescenti con il solo consenso del padre, senza quindi quello della madre No-Vax. Entrambi i fratelli volevano vaccinarsi ma visto il no della donna, il padre ha presentato ricorso urgente al tribunale civile di Parma. I giudici, con la sentenza emessa lunedì scorso, hanno quindi “attribuito al padre il potere di decidere da solo e senza il consenso della madre in ordine alla somministrazione del vaccino anti-Covid ai figli minori”. Questa mattina, secondo quanto apprende l’AGI, i due fratelli si sono vaccinati: il padre ha esibito al centro vaccinale una copia della sentenza dei giudici e quindi non è servita la firma-assenso della madre. Soddisfazione è stata espressa dal legale del padre. “E’ una sentenza molto importante - ha detto all’AGI l’avvocato Maria Tangari - perché afferma un diritto per i due ragazzi minorenni. E’ stato fondamentale che il loro punto di vista sia stato riconosciuto dai giudici. Vaccinarsi è una necessità impellente per la nostra comunità”.