Obbligo vaccinazione medici: le nuove regole del Ministero agli Ordini professionali

(da DottNet)  Sull'obbligo del vaccino ai sanitari, ol ministero della Salute ha inviato una nota dettagliata in cui vengono chiariti diversi aspetti delle normativa relativa a obbligo e sospensione.In particolare il Dicastero ha fornito chiarimenti su 4 questioni: sui termini dai quali decorre l’obbligo della dose di richiamo ai sanitari vaccinati con ciclo primario; sulla decorrenza per l’obbligo per i sanitari mai vaccinati che hanno contratto l’infezione; sulla decorrenza per l’obbligo vaccinale per i sanitari che hanno contratto l’infezione entro 14 giorni dalla somministrazione della prima dose di vaccino bidose; sulla decorrenza per l'obbligo vaccinale per i sanitari che hanno contratto l’infezione successivamente al completamento del ciclo primario. Vediamo dunque quali sono i termini imposti dal Ministero della Salute, come riporta Quotidiano Sanità.

1) Termini dai quali decorre l’obbligo di somministrazione della dose di richiamo
Il Ministero ha confermato che per quanto riguarda l’obbligo di somministrazione della dose di richiamo, i professionisti sanitari risultano inadempienti qualora, allo scadere dei 120 giorni dalla conclusione del ciclo vaccinale primario, non abbiano effettuato la dose di richiamo.
 
2) Termini di decorrenza per obbligo vaccinale per i soggetti mai vaccinati che hanno contratto l’infezione da SARS-CoV-2
Il Ministero ha confermato che per i soggetti mai vaccinati che hanno contratto l’infezione da SARS-CoV-2 documentata da un test diagnostico positivo, è indicata la vaccinazione, a partire da tre mesi (90 giorni) dalla data del test diagnostico positivo, con possibilità di somministrare un’unica dose di vaccino bidose in caso di soggetti non immunocompromessi, sempre che non siano trascorsi più di 12 mesi dalla guarigione (data di fine isolamento). Oltre i 12 mesi dalla guarigione, è raccomandata la somministrazione di un ciclo completo primario (a due dosi per i vaccini bidose o singola dose di vaccino monodose). In ogni caso è possibile comunque procedere con ciclo bidose; in altri termini, anche in caso di pregressa infezione, chi lo desideri può ricevere due dosi di vaccino bidose come ciclo vaccinale primario. In sintesi, il professionista sanitario deve essere considerato inadempiente all’obbligo vaccinale qualora non effettui la dose in questione alla prima data utile (90 giorni) indicata nelle circolari menzionate.
 
3) Termini di decorrenza per obbligo vaccinale per i soggetti che abbiano contratto infezione da SARS-CoV-2 entro 14 giorni dalla somministrazione della prima dose di vaccino bidose
Il Ministero della salute ha chiarito che nel caso di intervenuta infezione da SARS-CoV-2 entro 14 giorni dalla somministrazione della prima dose di vaccino bidose, per completare il ciclo primario occorre la somministrazione di una seconda dose; la prima data utile è individuata considerando 3 mesi (90 giorni) dalla data del test diagnostico positivo; la somministrazione dovrà comunque avvenire preferibilmente entro 6 mesi (180 giorni) dalla data del test diagnostico positivo. In questo caso, vale l’indicazione di 3 mesi (90 giorni) come prima data utile per effettuare la vaccinazione, in quanto tali soggetti vengono equiparati a coloro che hanno avuto la sola infezione. Anche in questo caso è evidente che il professionista sanitario deve essere considerato inadempiente all’obbligo vaccinale qualora non effettui la dose in questione alla prima data utile (90 giorni) indicata nelle circolari menzionate. Pertanto, sia nell’ipotesi del professionista sanitario con infezione mai vaccinato che in quella del professionista che contragga il COVID-19 entro 14 giorni dalla somministrazione della prima dose di vaccino, il sanitario è inadempiente all’obbligo vaccinale qualora non effettui la dose in questione trascorsi 90 giorni dall’infezione.
 
4) Termini di decorrenza per obbligo vaccinale per i soggetti che hanno contratto una infezione da SARS-CoV-2 successivamente al completamento del ciclo primario
Nei soggetti che hanno contratto una infezione da SARS-CoV-2 successivamente al completamento del ciclo primario, il ministero ha chiarito che non viene meno la condizione di soggetti inadempimenti in capo a coloro che non hanno assolto all’obbligo decorsi 120 giorni dalla data del test diagnostico positivo.

Vaccini anti – covid: ecco i Centri vaccinali che cambiano sede e orari dal 1 aprile

DAL 1 APRILE  I SEGUENTI CENTRI VACCINALI DELL’AUSL ROMAGNA SARANNO APERTI NELLE SEDI ED ORARI DI SEGUITO SPECIFICATI:

Faenza: dal 1 aprile la sede Hub Distrettuale si trasferirà nella Casa della Salute Centro Nord, presso il Punto prelievi – Piano Terra,  garantendo l'attività vaccinale  il martedì, il giovedì ed il sabato dalle ore 14 alle 19,30.

Forlì: dal 1 aprile il Centro vaccinale provinciale di Forlì si trasferirà all'Ospedale Morgagni-Pierantoni, presso il Padiglione Vallisneri, Punto prelievi, garantendo l'attività vaccinale dal lunedì al sabato dalle ore 14 alle 19.

Cesena: dal 1 aprile il Centro vaccinale provinciale si trasferirà alla Piastra Servizi dell’Ospedale Bufalini, presso il Punto prelievi,  garantendo l'attività vaccinale il lunedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle ore 14 alle 19.

Cesenatico. dal 1 aprile il Centro vaccinale distrettuale si trasferirà dalla sede di Savignano all’Ospedale Marconi,  presso la Pediatria di Comunità, garantendo l’attività vaccinale il martedì e giovedì dalle ore 14 alle19.    

Riccione: dal 1 aprile la sede Hub Distrettuale si trasferirà all'Ospedale di Riccione, presso i locali dell’Igiene Pubblica via Formia (Palazzina Direzione Medica), garantendo l'attività vaccinale il martedì, il venerdì  e il sabato dalle ore 8.30 alle 14.

Nessuna variazione nei Centri Vaccinali di Ravenna, Lugo e Rimini.

VACCINAZIONI ANTI - COVID FASCIA 5 – 11 ANNI:  ECCO LE SEDI, GLI ORARI E LE MODALITA’ DI ACCESSO DAL 1 APRILE 

Ravenna: stessa sede, CMP Pediatria di Comunità primo piano, tutti i martedì dalle 14.30 alle 16.30, in libero accesso.

Lugo: dal 1° aprile  l’attività vaccinale fascia 5 – 11 anni si trasferisce alla Pediatria di Comunità (Viale Masi 20) e sarà garantita in libero accesso  tutti i mercoledì 14.30-16.30

Faenza: dal 1° aprile l’attività vaccinale fascia 5 – 11 anni si trasferisce alla Pediatria di Comunità (Via della Costituzione 28/51) e sarà garantita in libero accesso tutti i martedì 14.30- 16.30.

Forlì: dal 1 aprile l’attività vaccinale fascia 5 – 11 anni sarà effettuata in libero accesso solo presso la Pediatria di Comunità, via Colombo 11, ingresso C primo piano, giovedì 14 aprile e giovedì 28 aprile dalle ore 14.30 alle 18.30.  Il giorno 31 marzo le vaccinazioni saranno effettuate dalle ore 14:30 alle 18:30. 

Rimini: dal 1° aprile l’attività vaccinale fascia 5 – 11 anni si trasferisce presso la Pediatria di Comunità, c/o Colosseo – piano terra e sarà garantita su prenotazione il martedì dalle ore 14.30 alle 16.30

Riccione: dal 1° aprile l’attività vaccinale fascia 5 – 11 anni si trasferisce presso i locali della Pediatria di Comunità, via Formia 14 (Palazzina Direzione Medica) e sarà garantita su prenotazione  il giovedì dalle ore 14.30 alle 16.30

Cesena: è in atto la chiamata attiva nelle seguenti sedi della Pediatria di Comunità: Cesena, Mercato Saraceno, San Piero, Savignano, Cesenatico.

Esercizio e perdita di peso: fondamentale il ruolo del Mmg

(da M.D. Digital)  Secondo uno studio pubblicato oggi da The BMJ, gli interventi di esercizio erogati nelle cure primarie sembrano aumentare i livelli di attività di intensità da moderata a vigorosa negli adulti di una media di 14 minuti a settimana.  Sebbene questo effetto possa sembrare modesto, i ricercatori affermano che anche piccoli aumenti dell'attività fisica di intensità da moderata a vigorosa sono importanti, per aiutare a ridurre il rischio di malattie e morte. Le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (aggiornate nel 2020) raccomandano un minimo di 150-300 minuti di attività fisica di intensità moderata (es. camminare a passo svelto, ballare o falciare il prato) o 75-150 minuti di attività fisica di intensità vigorosa (es. corsa, nuoto o salire le scale) a settimana e incoraggia le persone a superare questi obiettivi.  Ma l'evidenza suggerisce che nella maggior parte dei paesi, i programmi di attività fisica sono stati inefficaci, con un adulto su quattro insufficientemente attivo e nessun miglioramento nei tassi di partecipazione evidente negli ultimi due decenni.    Poiché la maggior parte degli adulti visita il proprio ambulatorio una volta all'anno, gli operatori sanitari delle cure primarie sono in una buona posizione per sollecitare e incentivare l’attività fisica dei loro pazienti. Tuttavia, studi precedenti sugli interventi mirati all’attività fisica erogati nelle cure primarie hanno riportato risultati contrastanti e pochi hanno studiato il loro effetto sull'aumento dell'attività fisica di intensità da moderata a vigorosa (MVPA).   Per affrontare questo problema, un team di ricercatori del Regno Unito ha esaminato 51 studi che hanno coinvolto oltre 16.000 adulti confrontando gli interventi per l’attività fisica basata sull'aerobica erogati nelle cure primarie con le cure abituali (controlli). Nella maggior parte dei casi medici di medicina generale, infermieri e fisioterapisti hanno fornito direttamente indicazioni, in altri casi sono stati coinvolti anche educatori o consulenti sanitari, specialisti dell'esercizio, dietisti e ricercatori.  L'MVPA è stato misurato utilizzando l'autovalutazione in 37 prove e utilizzando un dispositivo in 14 prove. La durata del follow-up dello studio variava da un mese a cinque anni.   Nel complesso, i ricercatori hanno scoperto che i partecipanti ai gruppi di intervento aumentavano l'MVPA di 14 minuti a settimana in media rispetto ai controlli ed erano anche più propensi dei controlli a soddisfare gli obiettivi delle linee guida per l'MVPA.   Le prove che hanno misurato l'attività fisica con i dispositivi, non hanno riscontrato differenze significative nell'MVPA tra i gruppi, mentre le prove basate sull'attività auto-riferita hanno mostrato un aumento di 24 minuti a settimana nei gruppi di intervento. Gli interventi che prevedevano cinque o più contatti con professionisti sanitari, follow-up più lunghi o quelli erogati dalle cure primarie più altri professionisti sono stati associati a maggiori miglioramenti.   Infine, negli studi che hanno misurato il peso, i partecipanti all'intervento pesavano 1 kg in meno rispetto ai controlli al follow-up. Anche se questo può sembrare un dato di entità modesta, secondo i ricercatori questa quantità di perdita di peso è importante perché in genere gli adulti guadagnano circa 0.5-1 kg all'anno, il che può contribuire allo sviluppo dell'obesità nel tempo. Nelle loro conclusioni gli autori sottolineano che gli interventi per l’incremento dell'attività fisica forniti dagli operatori sanitari nelle strutture di assistenza primaria sembrano efficaci nell'aumentare la partecipazione all'esercizio misurata con autovalutazione e nel ridurre il peso negli adulti.

(Kettle VE, et al. Effectiveness of physical activity interventions delivered or prompted by health professionals in primary care settings: systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials. BMJ 2022; 376: e068465. http://dx.doi.org/10.1136/ bmj-2021-068465)