Decalogo per un corretto uso degli Integratori Alimentari

(da Univadis)   Dal Ministero della Salute arriva un Decalogo per un corretto uso degli Integratori Alimentari in formato .pdf.  Gli integratori alimentari sono alimenti presentati in piccole unità di consumo come capsule, compresse, fialoidi e simili. Si caratterizzano come fonti concentrate di nutrienti o altre sostanze ad effetto "fisiologico" che non hanno una finalità di cura, prerogativa esclusiva dei farmaci, perché sono ideati e proposti per favorire nell'organismo il regolare svolgimento di specifiche funzioni o la normalità di specifici parametri funzionali o per ridurre i fattori di rischio di malattia.  L'impiego di integratori, per risultare sicuro e adatto alle specifiche esigenze individuali, deve avvenire in modo consapevole e informato sulla loro funzione e sulla valenza degli effetti svolti, senza entrare in contrasto con l'esigenza di salvaguardare abitudini alimentari e comportamenti corretti nell'ambito di uno stile di vita sano e attivo.

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FondoSanità premiato quale fondo complementare italiano a maggior rendimento: 7,3% annuo

(da Fimmg.org)  Giovedì 17 ottobre è stato assegnato a FondoSanità il premio quale fondo pensione complementare italiano a maggior rendimento degli ultimi dieci anni.  La premiazione è avvenuta nell'ambito di "Milano Finanza Insurance & Previdenza Awards 2019".  Il premio è stato ritirato dal dr. Carlo Maria Teruzzi che da oltre 10 anni riveste incarichi all'interno del fondo e che dal 2017 ne è il Presidente. Con motivata soddisfazione il presidente sottolinea che "si tratta di un fondo i cui investimenti sono gestiti in maniera rigorosa e per fini esclusivamente previdenziali e non speculativi, essendo un fondo non a scopo di lucro. La buona gestione di questi anni ci ha consentito di assicurare ai nostri iscritti un rendimento del 7,3% annuo. Questo importante risultato è dovuto alla attenta gestione del nostro staff ma in particolare al nostro consulente, il prof. Stefano Gatti, docente di strumenti finanziari alla Bocconi, al nostro responsabile finanziario dr. Luigi Daleffe e al direttore generale Ernesto del Sordo". FondoSanità, (https://www.fondosanita.it/)  che è un fondo pensione chiuso, offre a medici, odontoiatri, infermieri, farmacisti e veterinari la possibilità di costruirsi una pensione complementare.  Nei programmi della attuale presidenza c'è la volontà  di estendere il fondo anche ad altre categorie libero professioniali. “Vogliamo ampliare la nostra base di adesione e accogliere nel nostro fondo anche tutti gli altri liberi professionisti purtroppo ancora privi di un fondo a loro dedicato ”, racconta il presidente Carlo Maria Teruzzi, che nei suoi primi due anni alla guida del fondo ha visto crescere gli iscritti di quasi il 17 per cento.  A caratterizzare FondoSanità inoltre c’è anche il forte orientamento verso il mondo giovanile. “In un momento in cui la libera professione ha profili di precarietà, la nostra priorità è garantire una pensione a tutti i giovani e questa particolare attenzione ci ha fatto raggiungere percentuali di adesione del 35% annuo tra i giovani professionisti laddove la media nazionale si aggira attorno all'8 - 10%”, aggiunge il presidente."  Non a caso, grazie a risorse messe a disposizione dall’Enpam, tutti i medici e i dentisti fino a 35 anni di età possono iscriversi a FondoSanità senza costi di ingresso. Un vantaggio, quello dell’iscrizione gratuita, che quest’anno è stato esteso anche agli studenti del quinto e sesto anno dei corsi di laurea di Medicina e Odontoiatria che hanno aperto una posizione presso il loro ente previdenziale di categoria.

Camminata più lenta segno di invecchiamento precoce

(da AGI)  La velocità della camminata di una persona di 40 anni è un segno di quanto il cervello, così come il corpo, stia invecchiando; lo rileva uno studio condotto in Nuova Zelanda pubblicato dal sito della Bbc. Usando un semplice test della velocità dell'andatura, i ricercatori sono stati in grado di misurare il processo di invecchiamento.  I medici spesso misurano la velocità dell'andatura per misurare la salute generale, in particolare negli over 65, perché è un buon indicatore di forza muscolare, funzione polmonare, equilibrio, forza della colonna vertebrale e vista. La velocità di deambulazione più lenta in età avanzata è stata anche collegata ad un maggior rischio di demenza e declino senile.  In questo studio, su 1.000 persone in Nuova Zelanda - nate negli anni '70 e seguite fino all'età di 45 anni - il test di velocità di deambulazione è stato utilizzato molto prima dei 65 anni. I partecipanti allo studio si erano sottoposti anche a test fisici, test di funzionalità cerebrale e scansioni cerebrali, e durante la loro infanzia avevano sostenuto test cognitivi ogni due anni.

La resistenza agli antibiotici emergenza mondiale: la FNOMCeO lancia un corso sulla corretta gestione

(da https://portale.fnomceo.it)  Si scrive “Antimicrobial Stewardship”, si legge come l’insieme degli interventi coordinati volti a promuovere l’uso ottimale degli antibiotici: la scelta del farmaco, del dosaggio, la modalità e la durata della somministrazione. Tra gli obiettivi, quello di combattere l’antibiotico-resistenza, che costa ogni anno la vita a 700mila persone nel mondo, 33mila in Europa, 11mila solo in Italia.  Per diffondere la cultura dell’utilizzo appropriato e saggio degli antibiotici, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) lancia il nuovo corso di formazione a distanza gratuito “ANTIMICROBIAL STEWARDSHIP: un approccio basato sulle competenze”, che, aperto a medici e odontoiatri, sarà fruibile dal 18 ottobre al 31 dicembre sulla piattaforma Fadinmed, erogando 13 crediti ECM.   “Gli antibiotici sono farmaci salvavita e la loro scoperta è tra i più importanti progressi del XX secoloTuttavia, si accumulano dati che dimostrano che l’uso improprio degli antibiotici è diffuso in tutti gli ambienti sanitari -spiega Guido Giustetto, presidente dell’Ordine dei Medici di Torino e responsabile scientifico del corso – L’utilizzo eccessivo e spesso non appropriato di questi farmaci ha portato all’apparizione e alla diffusione di batteri resistenti e alla conseguente riduzione dell’efficacia di questi medicamenti”.  “Le resistenze agli antibiotici sono attualmente un problema diffuso su scala mondiale e una reale minaccia per la salute pubblica – aggiunge Rosa Prato, epidemiologa, responsabile scientifico del corso e coordinatore per la Puglia del Gruppo Tecnico regionale di monitoraggio del Piano Nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza 2017-2020 -. Per preservare l’utilità di questi farmaci salvavita, dobbiamo tutti usare gli antibiotici con saggezza. In particolare, i medici devono saperli prescrivere in modo appropriato, educando i loro pazienti e i colleghi all’uso corretto di questa risorsa medica sempre più scarsa”.   “Il corso è la versione italiana di un analogo percorso di aggiornamento dell’Organizzazione mondiale della Sanità – conclude Roberto Stella, coordinatore dell’Area Strategica Formazione di FNOMCeO -. È composto da 16 video, con audio in lingua italiana, dalle diapositive in lingua inglese presentate dai relatori, dalla bibliografia specifica per ogni argomento e da 10 scenari clinici sulla prescrizione appropriata degli antibiotici. Fornisce le conoscenze cliniche necessarie per utilizzare gli antibiotici in maniera appropriata e offre spunti per trasferire queste conoscenze nella pratica clinica quotidiana”.

C’è una questione femminile anche nel mondo medico

(da M.D. Digital)   In Italia cresce costantemente il numero delle donne che esercitano la professione medica. Lo sono il 60% dei medici di medicina generale e il 44% dei 105 mila camici bianchi dipendenti del Ssn. (dati 2017), ma di quest’ultime solo 1 su 10 fa carriera mentre coloro che scelgono la Medicina Generale si troveranno a percepire in media compensi inferiori ai loro colleghi maschi. È quanto mostrano i dati evidenziati durante il Congresso Nazionale della Fimmg in Sardegna e nel corso dalla terza Conferenza Anaao-Donne, svoltasi di recente a Genova. Medicina Generale: il 60% sono donne ma guadagnano meno dei colleghi. I dati mostrano che la componente femminile della professione, in tutte le regioni italiane, percepisce in media compensi inferiori rispetto ai colleghi. “C'è la necessità di ripensare al modello assistenziale per la nostra professione mettendo al centro la componente femminile”.    Le donne rappresentano il 60% dei futuri medici di medicina generale, ma ancora oggi i dati mostrano che la componente femminile della professione, in tutte le regioni italiane, percepisce in media compensi inferiori rispetto ai colleghi. Analizzare il contesto attuale e tracciare i possibili scenari futuri è l'obiettivo della tavola rotonda “Speriamo che sia femmina?” che si è svolta al 76° Congresso Fimmg-Metis in corso al Tanka Village – Villasiminus (Cagliari). “C'è la necessità di ripensare al modello assistenziale per la nostra professione – dichiara Tommasa Maio, segretario nazionale di Fimmg Continuità Assistenziale – mettendo al centro la componente femminile che al momento rappresenta oltre la metà dei futuri medici di medicina generale e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente”.  I medici di famiglia nei prossimi anni dovranno affrontare l’ondata di pensionamenti in assenza di adeguata programmazione in entrata, adattarsi ai cambiamenti del contesto socio-demografico della popolazione italiana, prendendo in carico pazienti sempre più frequentemente anziani e fragili. “Le professioniste saranno chiamate a svolgere un ruolo da protagoniste della Medicina generale basato su fiduciarietà, prossimità e domiciliarità – prosegue Maio – Una sfida che le porterà a dover acquisire competenze professionali e personali che rendano possibile la compatibilità tra vita privata e professione. Saranno le donne a rappresentare la parte prevalente delle forme aggregative della medicina generale e del territorio e a doversi formare nella capacità di gestire uno studio medico. Per questo bisognerà ripensare i modelli organizzativi della medicina generale e le conseguenti scelte contrattuali finora proposte”. Anaao: sempre più donne medico in corsia, ma solo una su 10 fa carriera. È la denuncia che parte dalla terza Conferenza Anaao Donne svoltasi di recente a Genova, dove è stato fatto il punto sugli ostacoli della vita in corsia, sui problemi che inibiscono il decollo professionale delle donne medico e le soluzioni che il sindacato può e deve trovare.  Il numero delle donne medico in Italia aumenta di anno in anno. Nel 2017 sono il 44% (ultimi dati della Ragioneria Generale dello Stato elaborati dall’Anaao Assomed) dei 105 mila camici bianchi dipendenti del Ssn. Le Regioni con il maggior numero di “camici rosa” sono la Sardegna (56%), seguita da Emilia Romagna (51%) e Veneto (50%). Chiude la classifica la Campania con il 31%. Nella fascia d'età 40-44 anni le donne sono il 60% del totale dei medici, mentre dopo i 50 anni la prevalenza è maschile, con una rappresentanza di medici uomini tra i 55-59 anni del 64%  e dopo i 60 anni del 72% Ma il sorpasso, che sarà nei prossimi anni sempre più evidente, è ancora solo nei numeri. Alle donne è infatti preclusa la possibilità di fare carriera: solo 1 su 50 diventa Direttore di Struttura Complessa e 1 su 13 responsabile di Struttura Semplice. E anche nelle discipline in cui è più elevata la quota di donne tra i medici, la loro presenza nelle posizioni apicali è molto bassa (Pediatria 10%, psichiatria 25%, Ginecologia e ostetricia 17%). Sono questi i numeri che aprono la terza Conferenza Anaao Donne in programma questa settimana a Genova. Un’occasione per fare il punto sugli ostacoli della vita in corsia, sui problemi che inibiscono il decollo professionale delle donne medico e le soluzioni che il sindacato può e deve trovare. Il contratto di lavoro siglato il 24 luglio va proprio in questa direzione, grazie anche all’intervento dell’Anaao Assomed: salario intero, compreso il trattamento accessorio, per il congedo di maternità e di paternità; monte ore annue di 18 ore per assenze per visite, terapie e prestazioni specialistiche senza decurtazioni stipendiali; ulteriore monte ore di 18 ore annue per assenze per particolari motivi personali e familiari retribuite; ferie estive garantite (15 giorni) nel periodo 15 giugno–15 settembre per i dipendenti con figli nella scuola dell’obbligo. Inoltre l’Organismo Paritetico potrà avanzare proposte su temi importanti come: conciliazione dei tempi di vita e lavoro; esenzione dalle guardie a 62 anni; incremento della percentuale di part time dal 3 al 7% “A partire dal titolo di questa Conferenza ci schieriamo per un futuro che sia sempre più orientato dalle donne. Curiosamente – fa notare Sandra Morano, coordinatrice dell’Area –  il momento della massima svalutazione del Ssn coincide con la più grande ondata di mano d’opera sanitaria femminile. Le donne scelgono la professione di cura come prima, e forse più congeniale, opzione, mentre gli uomini la stanno abbandonando perché meno prestigiosa, anche economicamente. Ma per la professione medica non passa solo da qui l’urgenza di un necessario recupero di autorevolezza. Recupero non facile né scontato, ma che toccherà giocoforza alle donne, in maggioranza nei prossimi anni, mettere in atto”. “Il cambiamento necessario – commenta Carlo Palermo, Segretario Nazionale Anaao Assomed - richiede tempo, ma soprattutto politiche che lo assumano come necessità per trasferire una visione di genere nei contratti di lavoro, nelle leggi, nella prassi, ed evitare che la crescita delle donne in sanità sia derubricata a semplice fenomeno di costume. È giunto il momento che la sanità  abbandoni  un  modello  unicamente  maschile e  si  avvii  velocemente  verso  la  declinazione  di  ritmi  e  organizzazione del lavoro che tenga conto della presenza delle donne. E il sindacato di fronte a questi numeri deve ripensare se stesso, in termini di servizi offerti e di obiettivi organizzativi su cui impegnare energie e risorse per creare migliori condizioni lavorative per i medici del Ssn uomini o donne che siano”.  

Sono sempre meno gli uomini con una normale conta spermatica

(da Quotivadis)   L’analisi della conta degli spermatozoi mobili totali (TMSC) in un’ampia popolazione di uomini appartenenti a coppie sub-fertili provenienti da Stati Uniti e Spagna, mostra che tra il 2002 e il 2017 la percentuale di coloro con normozoospermia è diminuita di circa 10 punti percentuali.  Oltre a questa tendenza in declino, si è avuto un aumento della percentuale di uomini che rischiano di richiedere un trattamento di fertilità a causa di oligospermia moderata o grave e azoospermia.  Inoltre, il TMSC è diminuito di 1,1% con ogni anno di età in più, ma l’aumento degli anni non spiega i risultati dato che l’età media della popolazione di studio non è cambiata nel tempo (circa 32 anni).

Descrizione dello studio    Sono state valutate le prime analisi dello sperma di uomini di coppie sub-fertili che, tra il 2002 e il 2017, si sono presentati in 2 centri di infertilità (Stati Uniti, Spagna).  Gli uomini sono stati divisi in 3 gruppi a seconda del tipo di strategia di inseminazione raccomandata in base al TMSC: >15 milioni (normozoospermia), nessun intervento, 5-15 milioni (oligospermia moderata), inseminazione intrauterina, <5 milioni (oligospermia grave/azoospermia), fecondazione in vitro.

Risultati principali   Sono state incluse 119.972 analisi dello sperma: 41.809 dal centro americano e 78.163 da quello spagnolo.  Il TMSC mediano è stato di 74,4 milioni nella popolazione degli Stati Uniti e 60,3 milioni in quella della Spagna.  La percentuale di uomini con TMSC>15 milioni è diminuita leggermente nel tempo in entrambi i centri, e l’analisi combinata mostra una riduzione di 9 punti percentuali (da 87,6% a 78,7%) negli ultimi 16 anni (OR 0,967).  La percentuale di uomini a rischio di un trattamento di fertilità (TMSC<15 milioni) è passata da 12,4% nel 2004 a 21,3% nel 2017.  Per ogni anno di età in più, il TMSC è diminuito di 1,1% all’anno.    L’età degli uomini è rimasta costante nel tempo (età media 36,2 anni).

Limiti dello studio    Studio retrospettivo.   Analisi limitate ai dati medici elettronici.  Non sono stati valutati i fattori che possono modificare la conta e la motilità dello sperma nel tempo, come operazioni chirurgiche, farmaci, obesità, fumo, dieta.

Perché è importante    Studi precedenti hanno dimostrato una riduzione della conta spermatica degli uomini in tutto il mondo, ma la rilevanza di questa tendenza in declino resta poco chiara.  Nonostante la valutazione delle tendenze della conta spermatica sia difficile vista l’esistenza di diversi confondenti, le prove suggeriscono che il declino sia clinicamente rilevante in quanto si associa a un cambio nelle categorie diagnostiche, le quali possono determinare una diversa gestione dell’infertilità.  Sono necessarie ulteriori studi sui fattori che possono influenzare il TMSC e che includano anche la variabilità delle analisi dei pazienti nel tempo.

(Ashley W. Tiegs, Jessica Landis et al. Total Motile Sperm Count Trend Over Time: Evaluation of Semen Analyses From 119,972 Men From Subfertile Couples. Urology. 2019 Oct;132:109-116. doi: 10.1016/j.urology.2019.06.038.  )