Come andare in pensione con l’Enpam nel 2026
(da enpam.it) Anno nuovo, requisiti vecchi. Sono quelli di età e di anzianità contributiva che servono a medici e odontoiatri per andare in pensione con l’Enpam nel 2026. Come detto, quest’anno i requisiti sono rimasti gli stessi del 2025. Ma per chi sta progettando di ritirarsi dall’attività professionale nei prossimi 12 mesi, può essere utili ribadirli. Innanzitutto, è bene ricordare che la pensione Enpam è composta da una base, di Quota A, che si matura con la contribuzione che versano tutti i medici e dentisti e che spetta quindi a tutti gli iscritti all’Ordine. A questa, si aggiunge un’ulteriore quota eventuale calcolata sui contributi versati alla gestione di appartenenza, determinata dall’attività professionale specifica svolta: medicina generale, specialistica ambulatoriale, specialistica esterna o libera professione.
PER TUTTI – QUOTA A - È bene premettere che per fare domanda per il trattamento legato alla Quota A è necessario essere in regola con il versamento dei contributi e aver maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o per quella anticipata. La pensione di vecchiaia ha come requisito il raggiungimento dei 68 anni di età e condizione necessaria è avere almeno 5 anni di anzianità contributiva. I requisiti per la pensione anticipata si maturano, invece, a 65 anni, per chi sceglie il metodo di calcolo interamente contributivo, entro il mese del sessantacinquesimo compleanno. Occorre comunque essere ancora iscritti alla gestione e avere almeno 20 anni di contribuzione.
PER I CONVENZIONATI - Oltre che alla Quota A, i medici convenzionati sono contribuenti del Fondo Enpam della medicina convenzionata e accreditata. Una volta cessata l’attività in convenzione, medici di famiglia, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali o esterni, medici della medicina dei servizi, guardie mediche, medici fiscali o medici convenzionati esterni Inps, hanno a disposizione tre modalità. La prima prevede di andare in pensione di vecchiaia a 68 anni. La seconda, prevede di andare in pensione anticipata a partire dai 62 anni. Per questa opzione è necessario avere maturato almeno 35 anni di contribuzione effettiva, riscattata o ricongiunta e 30 anni di anzianità laurea. Infine, come terza opzione, è possibile andare in quiescenza indipendentemente dall’età, con 42 anni di contribuzione effettiva, riscattata e ricongiunta, e 30 anni di anzianità laurea. Per i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e gli specialisti ambulatoriali c’è una quarta opzione che prevede di andare in pensione con il sistema dell’App, l’Anticipo della prestazione previdenziale dell’Enpam.
PER I LIBERI PROFESSIONISTI - I medici e i dentisti che nella loro carriera hanno svolto libera professione hanno versato i contributi derivanti dalla loro attività alla Quota B, hanno anche loro tre modalità per andare in pensione. La prima prevede di andare in pensione di vecchiaia a 68 anni, purché si abbiano almeno 5 anni di anzianità contributiva sulla Quota A. La seconda prevede, a 62 anni, di andare in pensione anticipata di Quota B. Anche in questo caso sono necessari almeno 35 anni di contribuzione effettiva, riscattata o ricongiunta, e 30 anni di anzianità laurea. Infine, come terza opzione, è possibile andare in quiescenza indipendentemente dall’età, con 42 anni di contribuzione effettiva, riscattata e ricongiunta, e 30 anni di anzianità laurea
La nicotina come tossina cardiovascolare: consenso di esperti e implicazioni regolatorie
(da DottNet) Un gruppo di esperti ha recentemente pubblicato un position paper sull’European Heart Journal, in cui sono presentati dodici messaggi chiave basati sull’evidenza, i quali documentano inequivocabilmente la tossicità cardiovascolare della nicotina, indipendentemente dal sistema di somministrazione. I dodici messaggi chiave affrontano diversi aspetti cruciali della tossicità cardiovascolare della nicotina, esaminando in particolare gli effetti vascolari e metabolici, i rischi associati all’esposizione passiva, e i principali meccanismi fisiopatologici che contribuiscono alla morbilità e mortalità cardiovascolare legata alla nicotina.
Tra i principali effetti avversi, vengono descritti l’aumento della pressione sanguigna, la danno endoteliale, la disfunzione delle arterie e l’incremento del rischio di infarto e ictus. Inoltre, vengono esaminati gli impatti economici derivanti dalle malattie cardiovascolari correlate alla nicotina, che si traducono in un grave peso per i sistemi sanitari e le economie globali.
Un aspetto particolarmente rilevante è il fatto che per la prima volta la nicotina viene separata dai processi di combustione (come quelli legati al fumo di sigaretta tradizionale), riconoscendo che la sostanza stessa, e non solo le tossine generate dalla combustione, è intrinsecamente pericolosa per la salute cardiovascolare. Questo cambiamento di prospettiva è fondamentale, perché contribuisce a sfatare uno dei miti più persistenti legati ai prodotti a base di nicotina, ossia che le alternative come le sigarette elettroniche o il tabacco riscaldato siano "più sicure" rispetto al fumo tradizionale.
Il documento sottolinea la crescente crisi della dipendenza da nicotina tra i giovani, aggravata dalla diffusione di prodotti aromatizzati e da marketing aggressivo. Questo ha portato a un aumento significativo dei consumatori di nicotina in età pediatrica, creando una nuova generazione a rischio di dipendenza. Un altro tema importante riguarda la disinformazione sulla “nicotina più sicura” promossa da alcuni produttori di sigarette elettroniche, che minimizzano i rischi legati a questi prodotti, nonostante la nicotina, anche senza combustione, resti pericolosa.
Il lavoro si inserisce in un contesto particolarmente delicato per quanto riguarda la regolamentazione europea, in concomitanza con la revisione della Direttiva sulla tassazione dei prodotti del tabacco prevista dalla Commissione Europea per luglio 2025. Questa revisione introduce per la prima volta accise minime su e-liquidi, tabacco riscaldato e pouch di nicotina, cercando di mettere un freno alla diffusione di questi prodotti. Tra le misure proposte figurano divieti di pubblicità per evitare che i giovani vengano ulteriormente sedotti dal marketing dei prodotti a base di nicotina, restrizioni sugli aromi (che sono utilizzati per rendere i prodotti più attraenti, soprattutto per i più giovani), e limitazioni all’uso di nicotina in ambienti chiusi, al fine di ridurre l'esposizione passiva.
L’adozione di queste misure potrebbe non solo migliorare la salute cardiovascolare globale, ma anche ridurre i costi economici e sociali legati alle malattie provocate dalla nicotina. Il futuro della regolamentazione del tabacco e della nicotina dipenderà da quanto efficacemente queste evidenze scientifiche verranno integrate nelle politiche sanitarie a livello globale.
Aggiornamento su alcune criticità delle certificazioni NIC nella nostra provincia
Nello spirito di proseguire la collaborazione tra settore Medico Legale INPS Forlì-Cesena e tutti i colleghi del territorio, segnaliamo alcune criticità rilevate nelle ultime settimane dai nostri medici e personale amministrativo, riguardanti la compilazione delle certificazioni introduttive telematiche
1- molti certificati sono privi di numeri di telefono validi e funzionanti e di indirizzi e-mail di riferimento. Ricordiamo che la maggior parte delle comunicazioni verso i pazienti avviene per queste due vie brevi, soprattutto perché le convocazioni a visita cartacee arrivano pochi giorni prima della visita in commissione, e quindi si ribadisce la necessità di fornire, al momento della certificazione, recapiti validi ed effettivamente contattabili (es. numeri di cellulare anziché di telefono fisso) delle persone per le quali viene fatta domanda di disabilità. Qualora i recapiti personali risultino già registrati sul sito Inps ma non coincidano con quelli effettivamente in uso della persona, gli stessi possono essere aggiornati dal paziente stesso accedendo al sito Inps.it con identità digitale oppure per il tramite di un patronato
2- moltissimi certificati sono privi di indirizzi PEC del cittadino Sappiamo bene che non sono molti i cittadini dotati di indirizzi PEC funzionanti, soprattutto se hanno una età avanzata, ma segnaliamo che la presenza di un indirizzo PEC in anagrafica velocizza enormemente la ricezione del Verbale di invalidità, che viene inviato per questa via ufficiale pochi giorni dopo la sua vidimazione e pubblicazione (mentre se i pazienti attendono la raccomandata cartacea possono riceverla anche in 25-30 giorni dalla visita)
3- spesso i referti sono allegati solo parzialmente Molti di essi, infatti, sono privi dell'ultima pagina (quella con la firma del professionisti) oppure privi di una buona parte del testo quando (per esempio nel caso di relazioni o lettere di dimissione) il documento è composto di più pagine . Ricordiamo a tutti i colleghi cha la la validità medico-legale di un documento si mantiene solo quando lo stesso è presentato nella sua interezza, con data e firma. In molti casi i medici di commissione sono costretti a tenere conto solo parzialmente del contenuto degli allegati e questo è un vulnus nei confronti della persona che viene valutata, soprattutto quando la stessa non ha con se copia di quanto è stato trasmesso in modo parziale dal medico certificatore. Si invitano pertanto tutti i colleghi a prestare grande attenzione anche a questa parte della compilazione dei certificati introduttivi
4- dati socioeconomici Non sappiamo se viene fatto sistematicamente o no, ma ricordiamo che è opportuno che il medico certificatore informi la persona dell'utilità di aggiornare i propri dati socioeconomici, con la compilazione del modello AP70 on line, specialmente quando si prevede l'ottenimento di una indennità economica. Anche questa operazione può essere effettuata sia personalmente, accedendo al sito Inps.it con identità digitale oppure per il tramite di un patronato
Gloria Bissi
DIREZIONE PROVINCIALE FORLI’
RESPONSABILE UFFICIO MEDICO LEGALE, CERTIFICATI MEDICI