Microplastiche nelle gomme da masticare: rischi per la salute umana
(da DottNet) Le microplastiche, particelle di plastica di dimensioni inferiori a 5 mm, sono ormai riconosciute come una minaccia per la salute umana. Sebbene siano state rilevate in diversi tessuti umani—dai polmoni al sangue, fino alla placenta—le microplastiche rappresentano ancora un rischio per la salute, la cui portata resta ampiamente da esplorare.
L’esposizione a queste particelle avviene principalmente tramite l’aria inquinata, l’acqua contaminata e alcuni alimenti, ma anche attraverso prodotti di uso comune, tra cui la gomma da masticare. Quest’ultima,utilizzata globalmente per migliorare l’alito, favorire la salute orale e, talvolta, per somministrare farmaci, è un prodotto che genera un’enorme produzione globale, con miliardi di pezzi venduti ogni anno. Tuttavia, gran parte di questo materiale viene smaltito impropriamente, contribuendo all’inquinamento ambientale. La base polimerica delle gomme da masticare, composta da elastomeri, plastificanti ed emulsionanti, è essenziale per garantire la masticabilità e la durata del sapore. Tuttavia, questi componenti polimerici, in particolare nelle gomme sintetiche, sono responsabili del rilascio di microplastiche durante la masticazione.
Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi pubblicazione 1 avviso di selezione pubblica n. 1 incarico Lp a medico di oncologia scadenza il 28/01/2026
Si trasmette in allegato n.1 avviso di selezione pubblica per incarico di collaborazione pubblicato dal 14.01.2026 nel sito web di questa Azienda Ospedaliero Universitaria alla sezione CONCORSI, con scadenza di presentazione delle candidature il giorno 28.01.2026.
AVVISO LP ONCOLOGIA MEDICA GINECOLOGICA
Ecm, verifica crediti e copertura assicurativa: cosa controllare
(da Doctor33) Con la chiusura del triennio di formazione continua 2023-2025, i medici sono chiamati a verificare la propria posizione in materia di crediti ECM e le conseguenze sulla validità delle polizze di responsabilità civile professionale, a illustrarlo un approfondimento del Sole 24 Ore.
Il termine per il raggiungimento dei 150 crediti ECM previsti per il triennio è scaduto il 31 dicembre 2025. Per controllare il rispetto dell’obbligo formativo individuale, i professionisti possono accedere alla propria area riservata sul portale Co.Ge.A.P.S., (https://application.cogeaps.it/login) tramite identità digitale.
Nel triennio 2023-2025 ogni medico e odontoiatra deve aver maturato, in qualità di discente, almeno il 40% del proprio fabbisogno formativo triennale, che può essere inferiore ai 150 crediti in presenza di bonus o riduzioni. La quota residua del 60% può essere acquisita anche attraverso attività di docenza, tutoraggio, moderazione, responsabilità scientifica negli eventi ECM o tramite formazione individuale.
Un aspetto rilevante riguarda il collegamento tra formazione e copertura assicurativa. Dal triennio appena concluso, è necessario aver conseguito almeno il 70% dei crediti ECM, pari a circa 105 crediti, affinché le polizze di responsabilità civile professionale risultino efficaci. Il mancato raggiungimento di questa soglia comporta l’inefficacia della copertura assicurativa, trasformando l’ECM da requisito deontologico a condizione operativa per la tutela professionale.
In Italia l’educazione continua in medicina costituisce un obbligo legale e deontologico per tutta la durata dell’attività professionale, a partire dall’anno successivo all’iscrizione all’Albo. L’obbligo formativo è previsto anche in altri Paesi europei, ma solo in Italia e in Francia sono contemplate sanzioni in caso di inadempienza, anche se, secondo quanto riportato dal quotidiano economico, tali sanzioni non risultano ad oggi applicate in modo sistematico.
Il mancato conseguimento dei crediti può inoltre esporre il professionista a provvedimenti disciplinari da parte dell’Ordine di appartenenza, inclusa la sospensione. Per questo motivo viene raccomandata la verifica puntuale della propria posizione formativa e l’eventuale attivazione delle procedure necessarie per l’aggiornamento dei dati registrati.
Intelligenza artificiale in sanità, al via la sperimentazione nazionale con Agenas
(da DottNet) L’intelligenza artificiale in sanità entra in una nuova fase operativa. È stato infatti approvato l’accordo con Agenas che avvia la sperimentazione nazionale di piattaforme di IA a supporto delle attività di diagnosi, cura e prevenzione nell’assistenza primaria. Il progetto coinvolgerà almeno 1.500 medici di medicina generale su scala nazionale e rientra nel PNRR, Missione 6 Salute, sub-investimento 1.2.2.4. L’obiettivo non è quello di introdurre singoli strumenti tecnologici, ma accompagnare una trasformazione dell’ecosistema sanitario, sempre più orientato al digitale, attraverso l’integrazione dei dati e perseguendo il fine di giungere quanto più prossimi alla medicina personalizzata.
Intelligenza artificiale sanità: dalla tecnologia al sistema
La sperimentazione punta a utilizzare l’IA come strumento di supporto decisionale e non sostitutivo del ruolo clinico del medico. Le piattaforme saranno impiegate per rafforzare la capacità di presa in carico, migliorare l’appropriatezza dei percorsi di cura e rendere più tempestivi gli interventi, soprattutto nella gestione delle cronicità. Il progetto si articola in tre fasi: analisi e progettazione della piattaforma, sperimentazione sul campo e successiva gestione e manutenzione. L’avvio è previsto per gennaio 2026, con una durata iniziale di un anno.
Dalla diagnosi alla prevenzione: i casi d’uso
Nel concreto, l’intelligenza artificiale in sanità sarà applicata a tre ambiti chiave dell’assistenza primaria. Il primo riguarda l’inquadramento diagnostico di base, con un supporto al medico nella valutazione iniziale e nell’individuazione del percorso di cura più appropriato. Il secondo ambito è la gestione della cronicità, attraverso strumenti di monitoraggio e rivalutazione dei pazienti con patologie croniche note. Il terzo riguarda la prevenzione e la promozione della salute, con il supporto alle attività informative e di counselling rivolte ai cittadini.
Formazione e adesione volontaria dei medici
I medici di medicina generale saranno coinvolti su base volontaria, secondo criteri di inclusione definiti da Agenas. È prevista un’attività strutturata di formazione iniziale e continua, un elemento essenziale per garantire un utilizzo consapevole e appropriato delle tecnologie. L’accordo rappresenta un passaggio rilevante non solo sul piano tecnologico, ma anche su quello culturale e organizzativo: l’intelligenza artificiale in sanità viene quindi sperimentata all’interno di un percorso governato a livello nazionale, con l’obiettivo di accompagnare l’evoluzione dell’assistenza primaria verso il modello digitale, destinato a diventare lo standard per l’assistenza ai bisogni dei cittadini.