Continuare a esercitare dopo la pensione è possibile. Ecco i vincoli

(da Doctor33)   I tanti “ingaggi” di medici pensionati in corsia e negli hub per vaccinare in tempo di Covid ce lo hanno ricordato: continuare ad esercitare dopo essere andati in pensione è possibile, i vincoli ci sono e vanno conosciuti, ma sono contenuti sia per chi è stato dipendente e si è pensionato in Inps sia soprattutto per chi è stato convenzionato o libero professionista, contribuendo solo ad Enpam.
In ambito Inps dal 2008 il decreto legge 112 concede il cumulo senza limiti di pensione e reddito professionale se ci si è pensionati con il sistema di calcolo retributivo (antecedente alla riforma del ’95) o misto, oppure con 40 anni di contributi e 65 anni d’età gli uomini e 60 le donne se si è maturato il montante con il sistema contributivo. Siccome l’età pensionabile con le successive riforme è aumentata rispetto a quei limiti, la possibilità di cumulo totale, lasciata intatta, c’è per tutti. Non c’è invece se si è andati in pensione con quota 100 (da 62 anni d’età e 38 di contributi) o con la quota 102 che c’è da quest’anno: in questo caso di “anticipo” è possibile sommare all’assegno un reddito -ma di solo lavoro occasionale- fino a 5000 euro annui fino ai 67 anni, cioè fino a quando decorre l’età per la pensione di vecchiaia: allora scatta la chance di cumulare totalmente reddito e pensione. Non c’è un analogo sistema dissuasivo invece per un’altra pensione anticipata, quella di “opzione donna”, che consente di andare via a 58 anni ma con il ricalcolo dell’assegno interamente con il sistema contributivo: un assegno già “frenato” che non dà luogo ad ulteriori vincoli. Quanto alla pensione di reversibilità, l’assegno Inps viene decurtato del 25% nelle pensioni superiori a 3 volte il minimo Inps (che è di euro 524 al mese), del 40% nelle pensioni superiori a 4 volte e del 50% nelle pensioni superiori a 5 volte ma la riduzione non si applica se nello stesso nucleo familiare ci sono minori di 18 anni, studenti, inabili maggiorenni.
In ambito Enpam? «Non ci sono divieti o limiti di cumulo per chi percepisce un assegno di quota A e B o dai fondi speciali», spiega Claudio Testuzza, esperto di previdenza e medico di estrazione ospedaliera. «C’è un principio giuridico che consente al professionista di esercitare mantenendo l’iscrizione all’Albo, sulla cui base è consentito continuare a svolgere la professione senza vincoli dopo essersi pensionati. L’iscrizione automatica all’Enpam insieme a quella all’ordine, che a qualche giovane collega può sembrare solo un onere, in realtà offre vantaggi all’iscritto, e non scontati: per altri professionisti diversi dai medici odontoiatri i vincoli al cumulo, pur discussi, ci sono». Per pensionarsi in Enpam i limiti sono: i 68 anni dai quali decorre il diritto alla pensione di vecchiaia e i 62 a partire dai quali ci si può pensionare in anticipo se si hanno 35 anni di contributi e 30 di anzianità di laurea. Pur avendo diritto a pensionarsi molti medici continuano a lavorare, ad esempio la convenzione con il Servizio sanitario si può tenere fino a 70 anni, e si continua intanto a contribuire. Altri medici si pensionano e continuano in libera professione. Convenzioni come quella degli specialisti ambulatoriali hanno consentito a medici pensionati da altre convenzioni o dalla stessa di rilevare ore in alcuni territori. «Anche dipendenti pensionati dai 65 anni in su possono aspirare ad una convenzione. Ci sono pediatri passati dall’ospedale al territorio, in questi casi aspettare la pensione prima di convenzionarsi consente poi di cumulare due redditi, pensione Inps e convenzione. Del resto, la convenzione è comunque un rapporto del libero professionista. Altro esempio di cumulo (ma non in tutte le regioni è stato consentito ndr): medici in pensione sono stati richiamati da strutture Ssn durante la pandemia con contratti a termine». Infine, «non viene in alcun modo tagliato l’assegno Enpam ai superstiti. Sul taglio dell’assegno Inps -aggiunge Testuzza – e in generale sulle tagliole poste dall’Inps alla pensione di reversibilità quando il coniuge superstite a sua volta percepisce un reddito, ci sarebbe tanto da dire. Sono stato promotore di disegni di legge per abolire una penalizzazione che colpisce un vedovo o una vedova in età in cui più ha bisogno di supporti. Credo che i tagli del 30-40% dell’assegno alla perdita del coniuge titolare per l’ente pensionistico si risolvano alla fine in un risparmio, di poche centinaia di milioni, irrisorio, a danno di una spesa che sarebbe ed è di importante valore sociale».

Infortuni: alle tutele dell’Enpam se ne aggiunge una in più

(da Enpam.it)  L’Enpam tutela già gli iscritti per un’ampia casistica di eventi imprevisti, che vanno dagli infortuni alla malattia, fino all’inabilità permanente.  Oltre alle tutele garantite dall’Enpam, per medici e dentisti che vogliano rafforzare la propria protezione, oggi c’è una strada in più.  L’opzione è la polizza Emapi per gli infortuni, che a fronte di una spesa contenuta prevede un risarcimento in caso di eventi in campo professionale ed extra professionale.

UNA TUTELA IN PIÙ    Una soluzione in più, sempre più attuale alla luce del periodo in corso, è la polizza infortuni proposta da Emapi (l’Ente di mutua assistenza per i professionisti italiani) tramite il partner assicurativo Reale Mutua, che ha costi a partire da 109 euro l’anno.  Tra le garanzie previste, a seconda della formula scelta, ci sono una diaria in caso di infortuni che richiedano un periodo di convalescenza, un risarcimento per gli infortuni che determinino una condizione di invalidità permanente e il rimborso delle spese mediche. Un risarcimento è previsto anche in caso di decesso dell’assicurato.  Nella copertura è possibile includere anche familiari e dipendenti dei medici e degli odontoiatri.

TUTELE A MISURA DI CAMICE     La polizza proposta da Emapi presenta anche una serie di opzioni aggiuntive, che ad esempio prevedono un risarcimento in caso di contagio da Hiv ed epatite.  Oppure, solo per medici e dentisti è previsto un risarcimento a seguito di infortunio che impedisca in via permanete l’esercizio della professione, come la perdita di una mano o della vista.

COME ADERIRE     La copertura è rivolta agli iscritti Enpam attivi e ai pensionati e decorre dal 1° marzo di ogni anno. È quindi possibile, sia per i rinnovi che per le nuove adesioni, attivare la copertura per l’intera annualità assicurativa entro 31 marzo. Ma è anche possibile aderire nel corso dell’anno.  Per maggiori informazioni https://www.enpam.it/convenzioni-enpam/emapi-copertura-per-infortuni-professionali-ed-extraprofessionali/ Per aderire è necessario collegarsi al sito www.Emapi.it e seguire le istruzioni.

SOTTO L’OMBRELLO DELL’ENPAM   Dalle indennità ai sostegni specifici, dall’assistenza domiciliare ai sussidi per le case di riposo, l’Enpam garantisce già a tutte le categorie di iscritti ampie tutele sia in caso di malattia e infortunio, indennizzando sia la sospensione temporanea dell’attività professionale sia la non autosufficienza.  In tempi di Covid, la Fondazione ha anche incrementato gli strumenti di supporto ai medici e ai dentisti colpiti dagli effetti dalla pandemia. Migliaia di iscritti hanno, ad esempio, beneficiato del sussidio Enpam per i contagiati Covid da 600 a 5mila euro, che continua a essere un aiuto concreto per i camici bianchi.   Per mettersi al riparo dalle spese delle prestazioni mediche, ospedaliere ed extra ospedaliere, medici e dentisti possono invece accedere ai piani sanitari di SaluteMia, l’associazione di mutuo soccorso di categoria che da quest’anno ha aperto le porte anche ai familiari non conviventi degli iscritti.  Enpam, inoltre, ha stipulato per tutti i contribuenti di quota A un’assicurazione ‘long term care’ per il rischio non autosufficienza che, in aggiunta alla pensione, garantisce un assegno di 1.200 euro al mese esentasse vita natural durante.

Picco di contagi, 600 euro da Enpam ai medici e dentisti positivi

(da Enpam.it)   La nuova impennata della curva dei contagi, spinta all’insù dalla variante Omicron, sta costringendo molti professionisti a restare a casa in malattia. Le conseguenze sono note: tampone positivo e una buona quantità di giorni da scontare lontano dal lavoro.  In questo contesto, il sussidio Enpam per i contagiati Covid continua a essere un aiuto concreto per medici e dentisti, che possono avere da 600 a 5mila euro.   Il sussidio è esentasse e viene accordato a prescindere dal reddito. Ma il suo importo definitivo è proporzionale all’aliquota contributiva scelta e alla gravità della malattia.  Anche i pensionati che continuano a lavorare e versare la Quota B possono accedere alla misura di sostegno, ma per ottenerla dovranno rispettare un requisito di reddito.

FINO A 5MILA EURO    Per un libero professionista (non pensionato) che versa la Quota B intera, gli importi vanno dai 600 euro per l’isolamento obbligatorio dopo il tampone positivo, ai 3mila euro se le conseguenze del Covid richiedono il ricovero ospedaliero – inclusa la terapia subintensiva – e fino ai 5mila euro per il ricovero in terapia intensiva.  Se nel corso della malattia la condizione si aggrava è possibile accendere al grado successivo del sussidio. Ad esempio, chi fa domanda per i 600 euro e in un secondo momento viene ricoverato a causa del Covid, potrà presentare una nuova domanda per ottenerne altri 2.400 euro.   Nel caso la malattia dovesse protrarsi oltre i trenta giorni, dal trentunesimo giorno scatta la copertura dell’inabilità temporanea.

FARE DOMANDA   Il sussidio può essere richiesto tramite l’area riservata del sito Enpam, cliccando su ‘Sussidio per contagiati Covid-19’ dalla sezione ‘Domande e dichiarazioni online’.

Gli aiuti Covid riservati ai medici

(da DottNet)   Mentre il Covid sta purtroppo rialzando la testa, si è portati a pensare che la stagione degli aiuti e dei sussidi sia finita, fatta eccezione per l’esonero contributivo in via di perfezionamento in questi giorni. Sono invece molti gli istituti Enpam ancora attivi, e può quindi essere utile ricordarli, ad uso dei ritardatari o delle più recenti vittime della pandemia. I moduli per le relative domande sono reperibili nella sezione Modulistica del sito della Fondazione, ovvero accedendo alla rubrica Covid-19 all’interno della sezione Come fare per. 

Bonus Enpam e Bonus Enpam Plus. E’ un sussidio, pari al massimo a 1.000 euro mensili, che viene erogato ai medici e agli odontoiatri che in un trimestre del 2020 hanno subìto un calo del fatturato pari almeno al 33% rispetto all’ultimo trimestre del 2019. 

Indennità per i contagiati. L’Enpam riconosce poi da 600 a 5.000 euro a tutti i liberi professionisti risultati positivi al Covid. L’indennità ha un importo crescente a seconda della gravità: isolamento domiciliare, ricovero ospedaliero, terapia intensiva. L’importo viene rapportato all’aliquota di versamento della Quota B (chi versa con aliquota ridotta della metà avrà la metà dell’indennità) e sono previsti aiuti anche per i pensionati ancora attivi, entro determinati limiti di reddito annuo. 

Indennità di quarantena. Ai liberi professionisti costretti a interrompere l’attività a causa di quarantena ordinata dall’autorità sanitaria viene corrisposto un contributo sostitutivo del reddito di 82,78 euro al giorno. Ai convenzionati invece, viene erogata un’indennità per coprire i costi del sostituto o per compensare i mancati guadagni. 

Indennità per immunodepressione. Fino a due mesi di indennità sono previsti per i convenzionati in una condizione di rischio per immunodepressione, esiti di patologie oncologiche o svolgimento di relative terapie salvavita. L’indennità è calcolata sulla base dell’ultimo compenso mensile percepito per intero. 

Sussidio per le spese funerarie. Senza alcun limite di reddito personale (come previsto per il normale sussidio), l’Enpam si fa carico delle spese funerarie sostenute dai familiari dei medici deceduti per Covid. 

Maggiorazione della pensione a superstiti. Ai familiari dei medici deceduti per la pandemia l’Enpam raddoppia la maggiorazione dell’anzianità contributiva portandola fino a 20 anni, rispetto ai 10 previsti dal regolamento. Per i familiari, nel concreto, significa poter contare su una pensione indiretta più alta. 

Fuori Enpam, va poi ricordato anche il Fondo di sostegno alle vittime da Covid-19 istituito dalla Protezione Civile. Il modulo per presentare la richiesta di contributo economico è disponibile sul sito www.protezionecivile.gov.it, e potrà essere inviato tramite raccomandata A/R o via pec, all’indirizzo protezionecivile@pec.governo.it. Le istanze saranno successivamente esaminate da una Commissione, appositamente istituita con Decreto del Capo Dipartimento della protezione civile, che provvederà a redigere l’elenco dei beneficiari. L’ordinanza del Capo Dipartimento dispone che il beneficio venga corrisposto a ciascuno dei componenti superstiti del nucleo familiare – siano essi coniugi, conviventi, figli, genitori o fratelli dei deceduti – fino ad un massimo di 55.000 euro e nel limite di 15.000 euro per ogni componente del nucleo familiare che ne faccia richiesta al Dipartimento. 

Infine, aderendo a un’iniziativa promossa dalla Banca d’Italia, l’Enpam ha istituito il “Fondo di solidarietà Covid-19 – Banca d’Italia / Fondazione Enpam” per finanziare borse di studio a beneficio dei figli di tutti i medici deceduti a causa del Covid-19. Oltre alle borse di studio, il fondo erogherà anche assegni di mantenimento per coniugi e figli in acclarato disagio economico o stato di bisogno. L’iniziativa si iscrive nell’ambito dei contributi concessi dalla Banca d’Italia agli enti e alle strutture ospedaliere direttamente impegnati nella gestione dell’emergenza da Covid-19. Nelle prossime settimane sarà emanato il bando ufficiale, e saranno rese note le modalità per presentare le domande.

Banca d’Italia ed Enpam in aiuto delle vittime del Covid

(da enpam.it)   Aderendo a un’iniziativa promossa dalla Banca d’Italia, l’Enpam, l’Ente previdenziale di medici e odontoiatri, ha istituito il “Fondo di solidarietà Covid-19 – Banca d’Italia / Fondazione Enpam” per finanziare borse di studio a beneficio dei figli di tutti i medici deceduti a causa del Covid-19. Oltre alle borse di studio, il fondo erogherà anche assegni di mantenimento per coniugi e figli in acclarato disagio economico o stato di bisogno.

L’iniziativa si iscrive nell’ambito dei contributi concessi dalla Banca d’Italia agli enti e alle strutture ospedaliere direttamente impegnati nella gestione dell’emergenza da Covid-19. Il Fondo di solidarietà è stato costituito con il contributo da parte dell’Istituto di Palazzo Koch e sarà gestito dall’Enpam.  “Ringraziamo Banca d’Italia per la sensibilità dimostrata. Sostenere chi resta è il miglior modo per onorare chi ha sacrificato la propria vita per curare gli altri”, dice il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti.

DALLA PRIMARIA ALL’UNIVERSITÀ    A oggi purtroppo sono 365 i camici bianchi deceduti dopo aver contratto il Covid-19. Banca d’Italia e Fondazione Enpam intendono onorare la memoria di tutti questi medici e dentisti, attraverso un gesto concreto di riconoscenza destinato alle loro famiglie per sostenerle nella formazione scolastica e universitaria dei figli. Il valore annuo lordo delle borse di studio sarà pari a: 500 euro per la scuola primaria, 700 per la secondaria inferiore, 1.000 per la secondaria superiore e 1.500 per università ed equiparate.  Le borse sono cumulabili con altre misure esistenti e accompagneranno lo studente fino a conclusione del ciclo di studi. La convenzione tra Enpam e Banca d’Italia infatti ha una durata di cinque anni ed è rinnovabile proprio nell’ottica di consentire il completamento del percorso formativo.   Nelle prossime settimane l’Enpam pubblicherà un bando di gara ufficiale nel quale sarà specificato che le borse di studio potranno essere richieste dai figli superstiti in età scolare e universitaria (fino a 26 anni) di medici e odontoiatri che hanno perso la vita dopo aver contratto il Covid-19 durante lo stato di emergenza.

DISAGIO ECONOMICO E SOCIALE     La Convenzione prevede interventi anche in caso di situazioni di difficoltà sociale ed economica con assegni di mantenimento destinati ai figli superstiti a carico del medico o dell’odontoiatra al momento del decesso e inabili al lavoro.  Lo stesso trattamento sarà inoltre previsto per coniugi o figli in situazione di disagio economico o stato di bisogno, con un Isee familiare inferiore a 25mila euro. In questi casi l’importo, lordo e annuale, sarà pari a 2.500 euro tanto per i figli superstiti inabili al lavoro che per i coniugi o figli in acclarato disagio economico o stato di bisogno.

ALTRI DONATORI     Il Fondo Covid-19 Banca d’Italia-Fondazione Enpam potrà anche accogliere le donazioni di altri soggetti che in futuro vorranno contribuire economicamente a quest’iniziativa di solidarietà.

Ecco le borse di studio Enpam per i figli dei liberi professionisti

(da enpam.it)   Novità importante per tutti i liberi professionisti iscritti all’Enpam. Da quest’anno, infatti, l’ente previdenziale di medici e odontoiatri, comincia a erogare borse di studio ai figli dei camici bianchi attivi e pensionati che versano la Quota B. Le borse, in totale 300, sono riservate agli studenti universitari.

VALORE DEL SUSSIDIO    Il bando attualmente in corso si rivolge agli iscritti all’anno accademico 2020/2021 e prevede per loro un assegno di 3.100 euro. L’importo viene maggiorato del 50 per cento (diventando di 4.650 euro) per chi si laurea con 110 e lode entro quest’anno. Per fare domanda, attraverso l’area riservata del sito dell’Enpam, ci sarà tempo fino al 20 dicembre.

REQUISITI DEGLI STUDENTI     I figli dei camici bianchi interessati alla borsa di studio devono innanzitutto avere un’età non superiore ai 26 anni. Dovranno poi essere in regola con gli studi.   Con questo si intende avere conseguito tutti i crediti previsti per gli anni accademici precedenti e almeno la metà dei crediti previsti per l’anno 2020/2021.    “Vogliamo essere vicini alle famiglie dei nostri iscritti durante la carriera, negli appuntamenti che la vita presenta – ha commentato il presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti –. Per questo la Fondazione vuole contribuire a ridurre i costi sostenuti per far studiare i figli. Oltretutto, investire nella formazione deve essere una priorità per le casse dei professionisti, perché è solo grazie alla qualità del lavoro che si rilancia la professione”.

REQUISITI DEI PROFESSIONISTI   Il libero professionista interessato può fare domanda se iscritto alla Quota B e se ha un reddito che non supera 6 volte il trattamento minimo Inps. Questo limite è aumentato di un sesto (6.702,54 euro) per ogni ulteriore componente del nucleo.  Per fare un esempio, per una famiglia di quattro persone il limite di reddito è di 60.322 euro.  L’incremento per ogni familiare, inoltre, raddoppia nel caso in cui il componente sia invalido almeno all’80 per cento.

STANZIAMENTO    Lo stanziamento per le borse di studio ai figli universitari dei contribuenti Quota B potrà arrivare quest’anno a 1,4 milioni di euro e si aggiunge ai fondi messi a disposizione per gli universitari, figli della generalità degli iscritti Enpam, che hanno ottenuto l’ammissione ai collegi di merito.   Per questi ultimi esiste una borsa specifica più alta, di 5mila euro. In questo caso però, le domande potranno essere presentate solo fino al 12 novembre.

Sconto sui contributi, migliaia i medici che hanno fatto domanda. Come fare e chi ne ha diritto

(da DottNet)    Manca meno di un mese dalla scadenza del 31 ottobre per la richiesta di esonero parzialedai versamenti previdenziali: Il maggior numero di domande è giunto dai medici con oltre 16mila già arrivate ad Enpam da parte dei soli medici liberi professionisti. Sono numeri ancora provvisori, visto che manca quasi un mese per il termine ultimo ma l’indicazione è senza dubbio chiara. Certo si tratta di numeri del tutto provvisori perché, appunto, tutti i professionisti hanno ancora quasi un mese per fare i propri conti e candidarsi al bonus, ma sono già indicativi di un disagio che ha colpito i camici bianchi della libera professione – gli altri infatti non rientrano nel beneficio – che hanno in parte accusato il colpo dello stop dovuto alla pandemia con il blocco di visite e esami.

Vediamo allora chi può chiedere l’esonero e come fare.   La premessa è che sarà lo Stato a farsi carico del pagamento, e la posizione contributiva degli interessati, ai fini della futura pensione, non subirà alcuna riduzione.  Per i medici e i dentisti i contributi da scontare sono quelli di Quota A riferiti al 2021 e quelli di Quota B relativi ai redditi 2020, da denunciare entro il 15 settembre 2021, nel limite massimo complessivo per ciascun iscritto di 3.000 euro su base annuaIl primo requisito per far valere questa opportunità unica è presentare la relativa domanda: gli interessati possono farlo accedendo all’Area riservata del sito della Fondazionecon le loro credenziali. Il termine è fissato al 31 ottobre 2021. Chi ha fatto domanda prima del 4 agosto deve ripresentarla. Questo è un requisito importante: senza la domanda tutti i contributi restano comunque dovuti per intero. Quindi, anche in caso di dubbio, vale la pena di fare la richiesta: sarà poi l’Enpam a comunicare che non si ha diritto e (specie per chi è in crisi di liquidità) si guadagnerà comunque tempo per ottemperare. Il beneficio è diretto principalmente ai liberi professionisti, salvo alcune eccezioni. I requisiti per averne diritto sono sostanzialmente i seguenti:

-1  Essere in regola con i versamenti precedenti. Quindi non debbono esserci morosità sui contributi di Quota A fino all’anno 2020 compreso e su quelli di Quota B fino agli importi calcolati sul reddito 2019 compreso. Ovviamente, se ci sono pagamenti relativi alla sanatoria di morosità pregresse, già concordate con gli Uffici, che scadono dopo il 31 ottobre 2021, questi non impediscono di fruire del beneficio, ma è importante non tralasciare nessun pagamento dovuto fino a quella data. Allo stesso modo, se ci sono inadempienze, è necessario concordare con gli Uffici un rientro, con provvedimento precedente al 31 ottobre 2021. L’indirizzo pec dell’Enpam da utilizzare allo scopo è: protocollo@pec.enpam.it

-2  Nel 2019 il reddito professionalenon deve essere stato superiore a 50.000 euro.

-3  Nel 2020 occorre aver subìto un calo del fatturato o dei corrispettivi pari o superiore al 33 per cento rispetto a quelli del 2019. Questo principio si applica anche ai contribuenti in regime fiscale forfettario.

Hanno comunque diritto all’esonero (senza applicare i limiti di cui ai precedenti punti2 e 3) i medici, già collocati in pensione, a cui siano stati conferiti incarichi di lavoro autonomo o di collaborazione coordinata e continuativa per far fronte alla pandemia. In questo caso l’esonero si applica con riferimento a tutto il reddito libero professionale prodotto nel 2020 (non soltanto quello legato al Covid), da versare entro il 2021.  Il beneficio è precluso a tutti coloro che nel periodo di esonero sono stati titolari di un contrattodi lavoro subordinato (quindi ad esempio il medico che nel 2020 era libero professionista ma nel 2021 lavora in ospedale non ha diritto all’esonero), con la sola eccezione del lavoro intermittente. Anche i titolari di pensione diretta nel 2021 (non quindi la reversibilità) sono esclusi dal beneficio; a questo proposito, visto che la presenza di pensione sarà valutata soltanto dopo la scadenza del termine, in alcuni casi può essere utile ritardare la presentazionedella domanda di pensione (se la sua decorrenza rimane invariata) per incassare prima l’esonero.  Il Ministero del Lavoro, con la nota n. 6921/2021, ha fornito alcuni ulteriori chiarimenti. Per i medici iscritti all’Albo nel 2020 non si applica il requisito del calo del fatturato; l’esonero non può invece riguardare i medici iscritti all’Albo prima del 2020 che nel 2019non hanno conseguito né reddito né fatturato, e nemmeno possono ottenerlo gli iscritti dal 2021 in poi. Inoltre rimane comunque dovuto il contributo di maternità (per il 2021 pari ad € 44,55), anche se su questo punto si attende un ulteriore chiarimento, data la difformità di atteggiamento con l’Inps

Enpam: possibili domande per esonero contributivo

(da fimmg.org)     L’Enpam, Ente previdenziale dei medici e dei dentisti, dà la possibilità, a partite da ieri ai propri iscritti di presentare domanda per ottenere l’esonero contributivo. La Cassa professionale presieduta da Alberto Oliveti, infatti, segnala che per beneficiare dell’agevolazione occorrerà farne espressamente richiesta, attraverso l’area riservata del sito Enpam, entro il 31 ottobre 2021; al momento di presentare l’istanza, il sistema informatico dell’Ente verificherà se la situazione contributiva dell’iscritto è in regola e, viene indicato online, «se dovesse risultare qualche problema, è opportuno fare domanda di regolarizzazione immediatamente, poiché sono necessari dei tempi tecnici per ricevere un piano di rientro e i relativi bollettini». La norma, infatti, stabilisce che gli eventuali pagamenti per esser a posto coi versamenti pensionistici dovranno essere fatti entro il 31 ottobre (che è lo stesso giorno entro cui si deve fare domanda di esonero), dunque, rammenta la Cassa dei ‘camici bianchì, «chi non si attiva con largo anticipo potrebbe ritrovarsi al 1ø novembre 2021 con una situazione ancora irregolare e – come stabilisce la legge – potrà vedere la propria domanda di esonero respinta».

Modello D, scadenza rinviata al 15 settembre

(da enpam.it)    l Consiglio di amministrazione dell’Enpam ha rinviato a metà settembre il termine di presentazione del modello D.   Una norma statale ha infatti spostato al 15 settembre la scadenza per pagare alcune imposte, con la conseguenza che solo in vista di quella data molti iscritti avranno a disposizione i dati utili per compilare il modello D Enpam.

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