Enpam: possibili domande per esonero contributivo

(da fimmg.org)     L’Enpam, Ente previdenziale dei medici e dei dentisti, dà la possibilità, a partite da ieri ai propri iscritti di presentare domanda per ottenere l’esonero contributivo. La Cassa professionale presieduta da Alberto Oliveti, infatti, segnala che per beneficiare dell’agevolazione occorrerà farne espressamente richiesta, attraverso l’area riservata del sito Enpam, entro il 31 ottobre 2021; al momento di presentare l’istanza, il sistema informatico dell’Ente verificherà se la situazione contributiva dell’iscritto è in regola e, viene indicato online, «se dovesse risultare qualche problema, è opportuno fare domanda di regolarizzazione immediatamente, poiché sono necessari dei tempi tecnici per ricevere un piano di rientro e i relativi bollettini». La norma, infatti, stabilisce che gli eventuali pagamenti per esser a posto coi versamenti pensionistici dovranno essere fatti entro il 31 ottobre (che è lo stesso giorno entro cui si deve fare domanda di esonero), dunque, rammenta la Cassa dei ‘camici bianchì, «chi non si attiva con largo anticipo potrebbe ritrovarsi al 1ø novembre 2021 con una situazione ancora irregolare e – come stabilisce la legge – potrà vedere la propria domanda di esonero respinta».

Modello D, scadenza rinviata al 15 settembre

(da enpam.it)    l Consiglio di amministrazione dell’Enpam ha rinviato a metà settembre il termine di presentazione del modello D.   Una norma statale ha infatti spostato al 15 settembre la scadenza per pagare alcune imposte, con la conseguenza che solo in vista di quella data molti iscritti avranno a disposizione i dati utili per compilare il modello D Enpam.

Per medici e odontoiatri iscritti all’Enpam c’è una Cu dedicata a quello che non si deve pagare

Per medici e odontoiatri iscritti all’Enpam c’è una Cu dedicata a quello che non si deve pagare. Una certificazione unica che riguarda esclusivamente i sussidi ricevuti dalla Fondazione nel 2020 come sostegno alle difficoltà imposte dal Covid-19, che dopo una lunga battaglia dell’Enpam sono stati detassati.

Nello specifico, si parla dell’indennizzo statale, del Bonus Enpam o Bonus Enpam plus e dell’indennità di quarantena. Tutti aiuti economici che non concorrono alla formazione del reddito, per i quali la Fondazione ha emesso una nuova ondata di certificazioni uniche.

I camici bianchi possono trovare nella loro area riservata del sito dell’Enpam la Cu prodotta ad hoc, che attesta esclusivamente le somme corrisposte lo scorso anno dalla Fondazione a titolo di bonus Covid-19 e che si va ad aggiungere alla certificazione unica già presente dal 31 marzo scorso.

NON PAGARE, MA (IN ALCUNI CASI) DICHIARARE

Partiamo da quello che è certo: nessuno deve pagare sugli importi indicati nella nuova Cu.

Ma in alcuni casi, i bonus ricevuti come sostegno per i mesi “caldi” del Covid dovranno essere comunque riportati nella dichiarazione. Questo anche per evitare di incorrere in una sanzione amministrativa che si rischia con l’omessa indicazione.

Ad esempio è il caso dei professionisti che esercitano con partita Iva soggetta a regime dei minimi o forfettario, a cui è richiesta “l’indicazione dell’ammontare ‘dei contributi e delle indennità di qualsiasi natura, erogati in via eccezionale’ per il Covid e diversi da quelli preesistenti”, come riporta il Sole 24 Ore dello scorso 14 giugno, in un articolo dal titolo eloquente: “Sostegni Covid e Fisco: caccia al posto giusto in dichiarazione”.

In termini pratici, per risolvere la problematica dell’eventuale collocazione dei sostegni nella dichiarazione dei redditi, è bene trasmettere al proprio commercialista anche la nuova Cu dedicata ai sussidi 2020, che come detto è possibile trovare nell’area riservata del sito Enpam.

LA FINE DELLA “TASSA SULLA SOLIDARIETÀ”

Quella “tassa sulla solidarietà” che veniva applicata in un primo momento ai camici bianchi, come accennato, è stata abolita dopo una lunga battaglia dell’Enpam.

È cronaca del 2020 il fronte mediatico e istituzionale aperto dalla Fondazione, per ottenere la revoca dell’ingiusto prelievo a danno dei propri iscritti. Un’azione a tutela di medici e dentisti che si vedevano alleggerire da un’ulteriore tassazione i sussidi ricevuti dall’Enpam per attraversare i disagi imposti dalla pandemia.

L’Enpam aveva dovuto inizialmente applicare una ritenuta alla fonte dei sussidi erogati. Importi poi versati ai legittimi destinatari, medici e odontoiatri, una volta arrivata la schiarita da parte dello Stato. La battaglia portata avanti dalla Fondazione, com’è noto, è stata vinta alla vigilia dello scorso Natale.

Enpam: via al bando 2021 per i mutui prima casa

(da enpam.it)   L’Enpam ha dato il via libera al nuovo bando dell’anno 2021 per la concessione di mutui ipotecari ai propri iscritti. La Fondazione intende in questo modo sostenere i giovani medici e odontoiatri interessati all’acquisto o alla ristrutturazione di una prima casa oppure di un’unità immobiliare da adibire a studio professionale. Il mutuo può essere chiesto anche dagli iscritti riuniti in associazione o in società di professionisti, purché tutti i componenti abbiano i requisiti previsto dal bando.

LA GARANZIA DI ESSERE MEDICO   L’ammissione alla richiesta di mutuo è riservata agli iscritti e ai medici in formazione (specializzandi e corsisti di Medicina generale) con un’età non superiore ai 40 anni. L’obiettivo principale dell’Enpam infatti è quello di favorire tutti quei soggetti che, al momento, non verrebbero considerati idonei alla concessione di un mutuo da parte del sistema bancario.  “In questo senso – ha commentato con soddisfazione il presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti – prosegue il nostro impegno nel dare sostegno ai giovani professionisti per avviare un percorso personale o professionale in tempi rapidi e con garanzie minime”.

QUANTO SI POTRA’ CHIEDERE     Agli iscritti la cui richiesta di mutuo sarà accetta si applicherà un tasso di interesse pari a 1,7 per cento annuo, comprensivo di tutte le spese.   Sarà possibile chiedere fino a 300mila euro, cifra che potrà servire a finanziare l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell’immobile fino all’80 per cento del valore.  Per la ristrutturazione il limite massimo è fissato invece in 150mila euro.   Da notare che l’immobile deve trovarsi nel Comune dove si risiede o si svolge l’attività lavorativa principale e non deve appartenere alle categorie residenziali di lusso. 

REQUISITI    Potranno presentare domanda di mutuo tutti i medici e gli odontoiatri che non hanno già finanziamenti o mutui pagati dalla Fondazione, che sono in regola con i versamenti, e non presentano una rateizzazione da regime sanzionatorio in corso.  Inoltre, è richiesto almeno un anno d’iscrizione e di contribuzione effettiva.   Tra le altre condizioni da rispettare, non si dovrà aver ottenuto l’assegnazione o la locazione con patto di futura vendita e riscatto di un altro alloggio e non si dovrà essere proprietari di un altro immobile nel Comune dove si risiede o dove si svolge l’attività lavorativa principale.

Covid-19, indennità ai professionisti contagiati

(da enpam.it)   Un assegno fino a 5mila euro per i medici e i dentisti che fanno libera professione contagiati da Covid-19.  È la nuova misura che la Fondazione Enpam ha introdotto per estendere ulteriormente gli aiuti messi in campo a seguito dell’emergenza sanitaria.  Il provvedimento deliberato dal Consiglio di amministrazione dell’Enpam lo scorso dicembre, ha ricevuto il via libera dai Ministeri vigilanti e si può ora fare domanda.

GLI IMPORTI     Gli importi del sussidio sono proporzionali sia allo stato di malattia, sia all’aliquota contributiva con cui gli iscritti versano i contributi di Quota B.   Sono tre i livelli di gravità della malattia con il conseguente aumento proporzionale della somma.   Si parte dalla forma più lieve con isolamento obbligatorio per positività al Covid (600 euro), per passare a una forma intermedia con ricovero ospedaliero, inclusa la degenza in terapia subintensiva (3.000 euro), sino al livello massimo di severità della patologia con il ricovero in terapia intensiva (5.000 euro).   Nell’ipotesi in cui, dopo la presentazione della domanda, si dovesse verificare un aggravamento delle condizioni di salute del malato, con l’integrazione della richiesta si potrà poi avere un conguaglio della somma. Per fare un esempio, se un iscritto è risultato prima positivo al test con pochi sintomi e ha preso 600 euro, ma in seguito è stato ricoverato in ospedale, gli spettano dopo aver rifatto domanda altri 2.400 euro.   Le somme indicate sono riferite ai contribuenti che pagano la Quota B intera. Per chi ha scelto la Quota B ridotta (la metà o il 2 per cento) l’indennità è riproporzionata.   Gli importi del sussidio per i pensionati corrispondono alla metà di quelli stabiliti per gli iscritti attivi.   Non è previsto, tranne che per i pensionati, un limite di reddito familiare per poter ricevere l’indennità.

I REQUISITI     Primo requisito, presente anche tra quelli per l’erogazione dei Bonus Enpam, è essere in regola con i contributi.    In seconda battuta, occorre aver avuto un reddito libero professionale nel 2019 soggetto alla Quota B (e averlo dichiarato nel modello D 2020).  Eccezioni sono previste per i neo-contribuenti, cioè quelli che verseranno la Quota B per la prima volta nel 2021, e per chi non ha avuto redditi da libera professione nel 2019 ma ha contribuito per il 2017 e per il 2018.

LA DOMANDA    La domanda si fa direttamente dall’area riservata del sito.    Insieme alla richiesta, gli iscritti devono allegare un documento che certifichi lo stato di malattia o il ricovero in ospedale.   Per chi è impossibilitato a fare domanda (per esempio è ricoverato per Covid) oppure nel caso in cui l’iscritto sia deceduto e i familiari vogliano chiedere il sussidio, verrà predisposto un modulo cartaceo. Tutte le informazioni si trovano a https://www.enpam.it/comefareper/covid-19/sussidio-contagiati/

Busta arancione, arriva l’ipotesi “mista”

(da Enpam.it)  Da oggi, attraverso il servizio di busta arancione disponibile nell’area riservata, i medici di Medicina generale e i pediatri di libera scelta possono sapere quanto prenderanno di pensione anche nel caso in cui decidano di scegliere il trattamento misto, ovvero una parte in pensione e l’altra in capitale.  Nato ormai dieci anni fa, il servizio “Busta arancione” ha permesso a centinaia di migliaia di medici e dentisti di poter consultare da casa, seduti di fronte al proprio computer e più di recente sul proprio smartphone, le proprie ipotesi di pensione.  Adesso i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta – oltre ad avere la possibilità di ottenere un prospetto semplice della pensione di Quota A, di Quota B e per i periodi di attività svolta in convenzione con il Servizio sanitario nazionale – possono avere anche una ipotesi “mista” che tiene conto della possibilità di richiedere una parte sotto forma di assegno mensile e l’altra in capitale fino a un massimo del 15 per cento dell’importo maturato.

ULTIMA ARRIVATA     La Busta arancione mette a disposizione una simulazione approssimativa della propria rendita futura.  Per quanto riguarda la pensione di Quota A, dato che gli importi dei contributi sono stabiliti in base all’età anagrafica e non in base a quanto si guadagna, sono disponibili due ipotesi che si basano solo sul tipo di pensione: di vecchiaia o anticipata.  Invece per i medici e gli odontoiatri che svolgono la libera professione e per i convenzionati (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, addetti alla continuità assistenziale e all’emergenza territoriale) si aprono tre diverse ipotesi di pensione.   La prima si basa sull’ipotesi che sino al momento del pensionamento l’iscritto continuerà ad avere guadagni in linea con la media dei redditi percepiti fino a quel momento. Nel secondo scenario invece si ipotizza che in futuro avrà un reddito pari a quello medio degli ultimi tre o cinque anni. Nella terza ipotesi, infine, il sistema calcola la pensione ipotizzando che sino al momento della pensione manterrà il reddito dell’ultimo anno.  Le ipotesi includono già gli effetti dei contributi che si verseranno in futuro.   A queste tre, come detto, si è aggiunta per i medici di Medicina generale e i pediatri di libera scelta anche quella “mista” che calcola l’importo della rendita pensionistica al netto dell’indennità in conto capitale di cui si ipotizza di beneficiare.     È bene ricordare che la possibilità di richiedere la liquidazione di parte della pensione in forma capitale – fino al 15 per cento dell’importo maturato – è attiva per tutte le gestioni dell’Enpam fatta eccezione per la Quota A, e che l’ipotesi per la Medicina generale è solo la prima ad essere stata resa disponibile sull’area riservata.    Queste informazioni oltre che a rendere più trasparente il rapporto tra Fondazione e gli iscritti, permettono a questi ultimi di poter pianificare in maniera strategica il proprio futuro previdenziale. Si può decidere infatti di aumentare la propria pensione attraverso un riscatto di laurea o di allineamento, oppure di integrare la rendita con una forma di previdenza complementare.

ENPAM: Quota A rinviata di un mese (ma resta a rate)

La Fondazione Enpam ha rinviato di un mese il termine per il pagamento della Quota A 2021. La scadenza inizialmente prevista per il 30 aprile è stata spostata al 31 maggio.

La decisione è stata presa per dare tempo a tutti i medici e dentisti che ritengono di averne diritto, di fare domanda per l’esonero dei contributi previdenziali previsto dallo Stato con l’ultima legge di Bilancio. Quest’aiuto riguarda i professionisti che nel 2019 hanno avuto un reddito inferiore a 50mila euro e che nel 2020 hanno avuto un calo di fatturato o dei corrispettivi di almeno un terzo.

NUOVE DATE

Il rinvio riguarda anche la seconda rata della Quota A, che viene spostata al 31 luglio. Restano invece invariate le altre scadenze.

Diversamente dall’anno scorso, quest’anno pur essendoci un rinvio, il pagamento potrà avvenire in quattro volte.

Riepilogando, nel 2021 le date per il pagamento della Quota A saranno:

  • 31 maggio (prima rata o rata unica, per chi paga in unica soluzione)
  • 31 luglio (seconda rata)
  • 30 settembre (terza rata)
  • 30 novembre (quarta rata)

Chi ha attivato la domiciliazione bancaria riceverà l’addebito diretto sul conto corrente in queste date. Invece chi ha preferito mantenere l’opzione dei bollettini, potrà pagarli appena saranno disponibili nell’area riservata, anche prima delle scadenze indicate.

PER CHI CHIEDE L’ESONERO

Diverso il caso se si hanno i requisiti per mettere i contributi previdenziali a carico dello Stato.  Per chi chiederà l’esonero dai contributi entro il 15 maggio, l’addebito diretto verrà infatti sospeso. Allo stesso modo chi avrà fatto domanda di esonero non dovrà pagare i bollettini. Il tutto temporaneamente, nella speranza che nel frattempo arrivi il decreto attuativo che ancora manca per rendere certi gli importi massimi e le condizioni affinché Enpam possa accordare ufficialmente l’esonero a chi ne ha diritto.

Online la domanda per il possibile esonero contributivo

(da enpam.it)   Un clic nell’area riservata degli iscritti all’Enpam potrebbe evitare di dover pagare i contributi previdenziali.  È infatti online la domanda per individuare i possibili beneficiari dell’esonero dei contributi stabilito dalla legge di Bilancio 2021.   Accogliendo le richieste degli enti di previdenza privati, lo Stato ha infatti deciso di venire incontro ai professionisti iscritti agli Ordini facendosi carico dell’esonero parziale dal versamento dei contributi   “Siamo contenti di questo risultato, che rappresenta un segnale molto positivo di attenzione da parte del governo verso tutto il mondo del lavoro autonomo”, ha commentato Alberto Oliveti nella sua veste di presidente dell’Enpam e dell’Adepp, l’associazione delle Casse dei professionisti.

BENEFICIARI FATEVI AVANTI     “Non essendo ancora uscite le norme attuative ci troviamo comunque in una situazione d’incertezza che il consiglio di amministrazione dell’Enpam ha affrontato anche deliberando un rinvio di 30 giorni dei contributi nelle more dell’auspicata attuazione dell’esonero”, ha aggiunto Oliveti.   In attesa che i ministeri competenti, con un decreto attuativo, definiscano nel dettaglio i criteri e le modalità per poter essere esonerati dal pagamento, oltre che l’importo, la Fondazione si sta portando avanti con il lavoro.  L’obiettivo – se le norme arriveranno in tempo – è quello di non spedire bollettini o di procedere ad addebiti sul conto corrente nei confronti dei medici e dei dentisti che avranno diritto di non pagare interamente o in parte i contributi.  Per candidarsi tra i potenziali beneficiari è necessario compilare da subito il questionario online all’interno dell’area riservata del sito dell’Enpam. Per farlo è necessario selezionare dalla colonna di sinistra la voce Domande e dichiarazioni online e cliccare su Esonero contributivo.   Chi compilerà il questionario dovrà anche dichiarare di essere consapevole che dovrà versare all’Enpam i contributi previdenziali se da eventuali verifiche fatte dalla Fondazione, o da altri soggetti, dovesse risultare che non ha i requisiti per chiedere l’esonero.

IDENTIKIT DEI BENEFICIARI      La platea dei possibili beneficiari, secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2021, è composta dai professionisti che nel 2019 hanno percepito un reddito complessivo di massimo 50mila euro.   In aggiunta, bisogna dichiarare che si è subito nel 2020 un calo del fatturato o dei corrispettivi pari o superiore al 33 per cento rispetto a quelli del 2019.  Potrebbero essere esonerati, ma la questione deve essere ancora chiarita, anche i pensionati presso l’Enpam o un altro Ente di previdenza obbligatorio che sono stati assunti per l’emergenza Covid-19.  Tutte le informazioni sull’esonero dei contributi si trovano a https://www.enpam.it/comefareper/covid-19/richiesta-di-esonero-contributivo/

Covid, dall’Enpam un’indennità straordinaria per gli iscritti immunodepressi

(da enpam.it)    L’Enpam sosterrà economicamente i medici titolari di convenzione con il Ssn e affetti da immunodepressione che, a causa dell’emergenza Covid-19, hanno dovuto sospendere la propria attività professionale.  La misura di supporto economico, che ha ottenuto il via libera definitivo dei ministeri vigilanti, era stata adottata dal Consiglio di amministrazione della Fondazione lo scorso 23 aprile.  Il provvedimento approvato prevede che agli iscritti all’Enpam titolari di rapporto di convenzione con il Ssn e affetti da immunodepressione sia riconosciuta per il periodo di sospensione dell’attività, un’indennità straordinaria fino a un massimo di due mesi.   Quest’ultima verrà parametrata al mancato guadagno o alle spese di sostituzione sopportate dal medico o dentista convenzionato, con un minimo di mille euro al mese nel caso di neoconvenzionati.   “Siamo soddisfatti che i ministeri vigilanti abbiano compreso il valore di una misura di sostegno specifica per una categoria di soggetti come gli immunodepressi, troppo spesso dimenticata e tuttavia anch’essa danneggiata dalla pandemia – ha commentato il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti – . Anche a loro l’Enpam potrà dunque garantire un sostegno economico straordinario in una fase quanto mai delicata”.  La misura riguarda i medici e gli odontoiatri in condizione di immunodepressione, con patologie oncologiche o sottoposti a terapie salvavita, che contribuiscono al Fondo Enpam della medicina convenzionata e accreditata. Gli oneri sono infatti a carico di questo.

Covid, via libera a nuovi indennizzi e tutele aggiuntive

(da enpam.it)   Dopo mesi di incertezza segnati da discriminazioni subite e richieste di chiarimenti, prima della fine dell’anno l’Enpam è riuscita a portare a casa nuovi significativi risultati in favore degli iscritti colpiti dall’emergenza Covid.

RESTITUITI 25 MILIONI AGLI ISCRITTI     Negli ultimi giorni di dicembre, l’Enpam ha potuto erogare ulteriori 25 milioni di euro a circa 57mila camici bianchi, per un importo medio di 440 euro, a integrazione dei Bonus Enpam ed Enpam Plus già corrisposti nei mesi scorsi.  Non una nuova tranche di aiuti, ma la restituzione di quanto sottratto dalla “tassa sulla solidarietà” imposta sugli aiuti erogati dall’Enpam a seguito dell’emergenza Covid-19.  Un risultato per cui la Fondazione si era battuta, sancito dalla norma inserita nella versione definitiva del decreto legge “Ristori” pubblicata la vigilia di Natale in Gazzetta ufficiale.  “Sui bonus che avevamo destinato a medici e odontoiatri con nostre risorse lo Stato ha rinunciato ad incamerare imposte – ha commentato con soddisfazione Alberto Oliveti, presidente della Fondazione Enpam -. Abbiamo quindi subito disposto un ulteriore bonifico ai nostri iscritti, corrispondente proprio alle ritenute d’acconto che eravamo stati costretti a fare”.

“Su questo aspetto – ha aggiunto Oliveti – il Parlamento ha fatto giustizia. Era evidente infatti che i sussidi statali, che abbiamo anticipato per conto dello Stato e che già in partenza erano esentasse, e i bonus che abbiamo finanziato come Enpam erano analoghi nella sostanza. Non aveva senso dunque che medici e odontoiatri in difficoltà pagassero le tasse su quelli finanziati con risorse della Fondazione”.

NUOVI INDENNIZZI STATALI    Insieme alla restituzione del “maltolto”, nei primi giorni dell’anno l’Enpam ha anche potuto inviare a circa 2mila iscritti i bonifici relativi agli indennizzi statali per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020, per un importo totale di 3,6 milioni di euro circa.  Si tratta di camici bianchi a cui l’indennizzo era stato negato in un primo tempo a causa di una contraddittoria norma del governo che penalizzava i professionisti iscritti anche all’Inps e che fu cancellata dopo le proteste dell’Enpam e dell’Adepp, l’associazione degli enti di previdenza privati. Indennizzo che ora è stato possibile riconoscere dopo l’arrivo di un chiarimento del ministero del Lavoro.

LE NUOVE TUTELE     Infine, lo scorso 31 dicembre l’Enpam ha finalmente ottenuto il via libera dai ministeri vigilanti alle due delibere approvate dal cda lo scorso 23 aprile 2020 e che rinforzano le tutele degli iscritti deceduti in attività in seguito al Covid-19, portando da 10 a 20 gli anni di contribuzione aggiuntiva, e quella che estende le tutele per gli immunodepressi.  Gli stessi ministeri hanno invece bocciato la delibera Enpam che istituiva la possibilità per i liberi professionisti di richiedere un anticipo fino al 15 per cento dell’intera pensione ordinaria maturata.

IN ATTESA DI APPROVAZIONE   Restano in attesa di approvazione le ultime due misure deliberate dal Cda prima di Natale e riguardanti il sostegno alle spese funerarie e l’indennità per i liberi professionisti contagiati.

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