Covid: “I vaccini hanno evitato oltre 2,5 milioni di morti nel mondo”

(da Sanitainformazione.it)   Oltre due milioni e mezzo di vite salvate e quasi 15 milioni di anni guadagnati. È questo l’impatto globale della vaccinazione contro il Covid-19 tra il 2020 e il 2024, secondo una nuova analisi pubblicata su ‘JAMA Health Forum’ e firmata da un gruppo di ricercatori italiani e americani, guidati da Stefania Boccia, docente di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica, con il contributo di Angelo Maria Pezzullo e Antonio Cristiano, in collaborazione con il team di John P.A. Ioannidis della Stanford University. “Si tratta dello studio più completo mai realizzato finora sull’efficacia globale della vaccinazione anti-Covid”, assicurano gli autori.

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La metà dei decessi per tumore è dovuta a cause evitabili

(da DottNet)  Circa metà di tutti i decessi per tumori nel mondo sono dovuti a fattori di rischio potenzialmente modificabili: tabacco, agenti infettivi, sovrappeso e obesità, dieta scorretta, inattività fisica. È il dato che emerge dal ‘Cancer Atlas’ realizzato dall’American Cancer Society.    Il fumo è il principale fattore di rischio prevedibile. Causa almeno 17 tumori e, da solo, è responsabile di circa un quinto dei decessi per cancro nel mondo: circa 2 milioni. Di questi, oltre 1,2 milioni sono dovuti al tumore al polmone.  Al secondo posto gli agenti infettivi: per gli uomini, soprattutto, l’Helicobacter pylori e il virus dell’epatite B, responsabili di tumori dello stomaco e del fegato. Per le donne, soprattutto il Papillomavirus, causa soprattutto del tumore della cervice uterina. Per tutti e tre gli agenti sono disponibili strategie di prevenzione molto efficaci.   Seguono l’alcol e l’eccesso di peso corporeo: entrambi causano circa il 4% ciascuno di decessi per cancro.

In particolare, obesità e sovrappeso sono responsabili di una quota compresa tra l’1% dei decessi per cancro nei paesi a basso reddito fino al 7-8% di quelli ad alto reddito. In particolare, il grasso in eccesso è correlato al 40% dei decessi per tumore dell’utero, del 19% di quelli del rene, del 18% di quelli dell’esofago.     Un peso importante rivestono anche le radiazioni ultraviolette, responsabili del 90% dei casi di melanoma e di più di 59 mila decessi annui attribuiti a questo tumore.   “Una quota sostanziale di tumori in ogni paese può essere prevenuta attuando misure di prevenzione”, ha affermato in una nota Ahmedin Jemal, a capo del dipartimento Surveillance & Health Equity Science dell’American Cancer Society. “Tuttavia, queste misure non sono attuate in modo ottimale in molti paesi a causa della mancanza di volontà politica”, conclude.

 

Inchiesta tra i colleghi cha hanno completato o stanno frequentando il Corso di Formazione Regionale per la Medicina Generale

vi saremmo molto grati se poteste far girare il seguente link fra i medici iscritti a codesto Ordine:

Come specificato nel cappello introduttivo, l’ indagine è rivolta ai medici che

·                    hanno già completato il corso di formazione specifica in medicina generale; o

·                    stanno ancora frequentando il corso di formazione specifica in medicina generale;

Indipendentemente dal fatto che ora lavorino o meno come medici di assistenza primaria (medico di medicina generale, medio di continuità assistenziale, altro)

Si tratta di un’ indagine conoscitiva anonima, promossa dall’ ateneo di Trieste ed approvata dal rispettivo comitato etico universitario nella seduta del 17 Dicembre 2024 (Verbale N.11).

Confidando in un positivo riscontro porgo cordiali saluti

Prof. Luca Cegolon, MD, MSc, PhD

Associate Professor of Public Health Medicine

University of Trieste

via della Pietà 2

34129 Trieste

Italy

email: luca.cegolon@units.it

Elezione del mio domicilio a Gaza

Al Presidenti OOMM

Gentilissimi,

in accordo con i membri del direttivo ISDE Italia, vi chiederei, se lo ritenete opportuno, di invitare i vostri iscritti (o ai membri del consiglio direttivo) ad aderire a questa iniziativa che stiamo promuovendo su più fronti di eleggere simbolicamente il proprio domicilio a Gaza:

  • non comporta vincoli giuridici o burocratici, ma è un atto simbolico e politico potente;

  • è concepita come una forma di mobilitazione nonviolenta, che unisce l’immaginazione alla responsabilità morale;

  • può crescere nella forma di una rete internazionale di coscienze domiciliate idealmente a Gaza, per contrastare l’indifferenza e la disumanizzazione.

Per farlo basta scrivere a

domiciliatiagaza@primaloro.com
comunicando l’adesione.

Testo consigliato per l’email:

Io, NOME e COGNOME, dichiaro di eleggere il mio domicilio elettivo a Gaza, unendomi all’appello promosso da Raniero La Valle, Tomaso Montanari, mons. Giovanni Ricchiuti, p. Franco Moscone, Elena Basile, Ginevra Bompiani e gli altri primi firmatari.

Scelgo di farlo simbolicamente presso l’ospedale Nasser di Khan Younis, come segno di impegno per la ricostruzione di Gaza, per la difesa della dignità del popolo palestinese e per la riaffermazione dei valori universali di giustizia, pace e umanità.

Con questa elezione simbolica, desidero contribuire alla crescita di una rete di coscienze attive, affinché Gaza viva, e con essa la nostra comune umanità.

NOME e COGNOME

CITTA’

Grazie per l’attenzione,

Roberto Romizi

Presidente ISDE Italia

Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia
Via XXV Aprile n.34 – 52100 Arezzo – tel 0575 23612
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Smartphone prima dei 13 anni? Rischi di cattiva salute mentale

(da AGI)   L’uso precoce di smartphone è collegabile a una salute mentale peggiore nei giovani adulti. A fornire l’ennesima evidenza uno studio, pubblicato sul Journal of Human Development and Capabilities, condotto dagli scienziati Sapien Labs, che ospita il Global Mind Project, il più grande database al mondo sul benessere mentale. Il team, guidato da Tara Thiagarajan, ha coinvolto oltre 100 mila giovani per valutare la correlazione tra l’utilizzo di smartphone e la salute mentale. Stando a quanto emerge dall’indagine, i ragazzi tra i 18 e i 24 anni che avevano ricevuto il loro primo telefono prima dei 13 anni avevano maggiori probabilità di sviluppare pensieri suicidi, aggressività, distacco dalla realtà, e manifestavano una minore capacità di regolazione emotiva e una bassa autostima. I dati dimostrano inoltre che gli effetti del possesso di smartphone in tenera età sono in larga parte associati a un accesso precoce ai social media e a rischi più elevati di cyberbullismo, disturbi del sonno e cattive relazioni familiari in età adulta. “Il nostro lavoro – afferma Thiagarajan – conferma che l’uso precoce di smartphone è legato a una peggiore salute mentale. Esortiamo i decisori politici ad adottare un approccio precauzionale, simile alle normative su alcol e tabacco, limitando l’accesso agli smartphone ai minori di 13 anni, rendendo obbligatoria l’educazione all’alfabetizzazione digitale e rafforzando la responsabilità aziendale”.

I farmaci per perdere peso non tolgono valore a dieta e attività fisica

(da Univadis)   I farmaci agonisti del recettore GLP-1 come semaglutide e tirzepatide (quest’ultima anche agonista del recettore del polipeptide insulinotropico glucosiodipendente, GIP) stanno aiutando molte persone a perdere peso ma, come si osserva nella pratica clinica, da soli non bastano per garantire un dimagrimento sano. Per raggiungere questo obiettivo, infatti, la dieta e l’esercizio fisico mantengono un ruolo da protagonisti. Lo scrivono su ‘JAMA Internal Medicine’  gli autori di un articolo nel quale vengono fornite indicazioni preziose per i professionisti della salute che devono gestire pazienti in terapia con tali molecole.    Questi farmaci sono da qualche tempo al centro dell’attenzione di clinici e dei media per il loro ruolo nell’indurre perdite di peso che arrivano anche al 21% del peso corporeo iniziale. “Eppure non è sempre semplice gestire i sintomi gastrointestinali, mantenere un apporto nutrizionale adeguato e preservar la massa magra” spiegano gli autori Farhad Mehrtash, Jody Dushay e JoAnn E. Manson, della Harvard Medical School di Boston (Stati Uniti).  Nel loro articolo, gli esperti forniscono indicazioni pratiche per la gestione dei sintomi e per il mantenimento di massa muscolare e nutrizione adeguata.

Attenzione costante a dieta ed esercizio

Una prima raccomandazione contenuta nello studio riguarda la necessità di valutare e gestire la perdita di peso, sia essa eccessiva o troppo scarsa, per esempio modulando le dosi, scegliendo un altro farmaco o escludendo cause secondarie per l’eccessivo dimagrimento. Si raccomanda, inoltre, un’attenta valutazione nutrizionale da parte di un dietista, con controlli ogni 2-3 mesi, specialmente durante l’escalation del dosaggio del farmaco. Quando il supporto professionale è limitato, strumenti come il questionario Rapid Eating Assessment for Participants–Shortened (REAP-S) possono aiutare a monitorare le abitudini alimentari. I medici dovrebbero incoraggiare una dieta ricca di proteine e micronutrienti e l’assunzione di liquidi superiore ai 2-3 litri al giorno, tenendo sempre presente che la qualità dei nutrienti è importante tanto quanto il conto delle calorie, se non di più. Infine, per gestire al meglio la gestione della dieta durante la terapia viene proposto l’approccio MEAL: muscle maintenance, energy balance, avoid side effects, liquid intake.    Oltre alla dieta, l’esercizio fisico rappresenta un pilastro fondamentale per contrastare la perdita di massa magra tipica di qualunque intervento legato a un calo ponderale (chirurgia, stile di vita, farmaci, ecc). In particolare, Mehrtash e colleghi raccomandano un approccio graduale all’attività fisica in tre fasi: iniziare con movimento regolare a bassa intensità, introdurre progressivamente l’allenamento di forza (60–90 min/settimana) e, infine, mantenere un’attività combinata aerobica e di forza per risultati metabolici ottimali. Particolare attenzione va riservata all’equilibrio e alla mobilità negli anziani e nei soggetti a rischio di sarcopenia.   Ultimo, ma non meno importante, i medici dovrebbero pianificare strategie di mantenimento a lungo termine, trattando l’obesità come una malattia cronica, poiché l’aumento di peso dopo l’interruzione del trattamento è comune e può arrivare al 7-12% entro un anno.

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